{"id":125379,"date":"2026-05-25T00:03:00","date_gmt":"2026-05-24T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125379"},"modified":"2026-05-25T08:09:32","modified_gmt":"2026-05-25T06:09:32","slug":"la-diffusione-delle-navicelle-nuragiche-di-pierluigi-montalbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125379","title":{"rendered":"La diffusione delle navicelle nuragiche di Pierluigi Montalbano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: SARDEGNA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Navicelle nuragiche <strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">navicelle nuragiche<\/span><\/strong> sono oggetti caratterizzati da una forma a scafo con una protome <\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">animale all&#8217;estremit\u00e0 anteriore, in corrispondenza della prua. In molti casi si tratta di scoperte casuali <\/span><span style=\"color: #000000;\">avvenute durante lavori agricoli o di acquisizione di materiale recuperato in circostanze non ben <\/span><span style=\"color: #000000;\">precisate. Inoltre gli elementi provenienti dai vecchi scavi quasi mai forniscono informazioni dettagliate <\/span><span style=\"color: #000000;\">intorno alla posizione dell&#8217;oggetto o riguardo il contesto in cui esso \u00e8 stato ritrovato. <\/span><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;analisi della distribuzione geografica delle navicelle avr\u00e0 solo un valore indicativo, poich\u00e9 di <\/span><span style=\"color: #000000;\">frequente s\u2019ignora la zona di origine degli esemplari, e il numero degli elementi di cui \u00e8 nota la <\/span><span style=\"color: #000000;\">provenienza non \u00e8 tale da consentire una valutazione statistica del quadro distributivo. <\/span><span style=\"color: #000000;\">E\u2019 raro che si disponga dei dati di rinvenimento precisi delle barchette nuragiche perch\u00e9 la <\/span><span style=\"color: #000000;\">rimozione dei manufatti dalla sede primaria deve essere iniziata in et\u00e0 antica, per proseguire in ogni <\/span><span style=\"color: #000000;\">epoca quasi senza soluzione di continuit\u00e0. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Ad esempio la barchetta n\u00b0 41 cosiddetta del \u201cRe Sole\u201d <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">115<\/span><\/strong><\/sup> \u00e8 stata recuperata negli anni \u201980 nel giro <\/span><span style=\"color: #000000;\">di una vendita clandestina, ma si \u00e8 appreso in seguito che l\u2019oggetto \u00e8 stato raccolto, decontestualizzato <\/span><span style=\"color: #000000;\">ed infilato fra le pietre di un muretto a secco, presso il nuraghe <strong><span style=\"color: #008000;\">Badde Rupida,<\/span><\/strong> in agro di <strong><span style=\"color: #008000;\">Padria<\/span><\/strong>. Delle 63 <\/span><span style=\"color: #000000;\">barchette illustrate dal Lilliu nel 1966, ben 20 hanno indicazione generica \u201cSardegna\u201d. <\/span><span style=\"color: #000000;\">La percentuale pi\u00f9 consistente di ritrovamenti (38%) risulta essere in strutture nuragiche: sette <\/span><span style=\"color: #000000;\">provengono da nuraghi, sei dall&#8217;area intorno ad essi, cinque da capanne e otto da ripostigli. Pi\u00f9 rari i rinvenimenti <\/span><span style=\"color: #000000;\">in contesti funerari (2,7%), limitati a due navicelle. In ambito extra insulare assommano per\u00f2 a cinque i <\/span><span style=\"color: #000000;\">ritrovamenti entro tombe a tumulo etrusche (6,8%). Altre sei sono state ritrovate in ripostigli (8,3%) <\/span><span style=\"color: #000000;\">assieme ad altri materiali nuragici. Il 9,7% delle scoperte \u00e8 stato fatto nell&#8217;area di un pozzo sacro. Da <\/span><span style=\"color: #000000;\">stipi votive provengono altre quindici navicelle, mentre altri sei oggetti sono stati ritrovati in grotte.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-127889 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Navicella_nuragica_dalla_tomba_del_duce_a_poggio_al_bello_vetulonia_650-625_ac._ca._03-scaled-e1776962150541.jpg\" alt=\"\" width=\"1250\" height=\"575\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Navicella dalla Tomba del Duce<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per quanto possa valere, pur considerando lo sconvolgimento dei depositi, le barchette sono quasi <\/span><span style=\"color: #000000;\">assenti tra i bronzi votivi di Abini, Teti e Santa Vittoria di Serri ed anche fra i reperti dei maggiori santuari <\/span><span style=\"color: #000000;\">recentemente scoperti nel Nuorese: S\u2019Arcu \u2018e is Forros di Villagrande Strisaili e Gremanu di Fonni. <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">116 <\/span><\/strong><\/sup><\/span><span style=\"color: #000000;\">Un albero sormontato da una colombella \u00e8 l\u2019unico indizio del santuario Serra Niedda di Sorso. Non <\/span><span style=\"color: #000000;\">vi sono navicelle fra le offerte di Su Tempiesu di Orune. La barchetta n\u00b0 109 di Costa <\/span><span style=\"color: #000000;\">Nighedda e quella di S. Maria in Paulis di Ittiri provengono da ripostigli: si tratta di veri e propri tesoretti, si <\/span><span style=\"color: #000000;\">direbbe quasi riserve templari, costituiti da oggetti di prestigio quasi tutti integri. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Con tutte le riserve del caso, in Sardegna emerge una differenza sistematica nella collocazione <\/span><span style=\"color: #000000;\">originaria delle barchette rispetto ai bronzetti: \u00e8 legittimo ipotizzarle, d\u2019accordo con Ugas, come offerta <\/span><span style=\"color: #000000;\">votiva, ma non agli dei delle acque.<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>117<\/strong><\/span><\/sup>. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Come puntualizza F. Lo Schiavo nel suo studio del 2000, le barchette compaiono nei ripostigli pi\u00f9 <\/span><span style=\"color: #000000;\">frequentemente dei bronzetti, forse per il loro valore simbolico come strumenti di potere, ricchezza, <\/span><span style=\"color: #000000;\">superiorit\u00e0 e prestigio nell\u2019ambito dei popoli nuragici, ma si potrebbe pi\u00f9 semplicemente spiegare con il <\/span><span style=\"color: #000000;\">fatto che, essendo in numero pi\u00f9 rilevante, avevano minore pregio economico e simbolico-religioso. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Allora, nel I Ferro, le torri nuragiche avevano perso parte del loro valore simbolico e deterrente, e le <\/span><span style=\"color: #000000;\">imprese sul mare erano venute a sostituire, o rafforzare, il segno del potere. In questo senso i bronzetti <\/span><span style=\"color: #000000;\">figurati e le barchette erano qualcosa di simile a un attributo di prestigio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-126985\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Bronzi_nuragici_navicella_da_populonia_falda_della_guardiola.jpg\" alt=\"\" width=\"947\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Bronzi_nuragici_navicella_da_populonia_falda_della_guardiola.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Bronzi_nuragici_navicella_da_populonia_falda_della_guardiola-300x143.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px\" \/><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Non essendo documentate corone e scettri <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">118<\/span><\/strong><\/sup>, si potrebbe, d\u2019accordo con la Lo Schiavo, ritenere <\/span><span style=\"color: #000000;\">che le navicelle fossero considerate come la prerogativa di un capo, importante per la sua ricchezza e <\/span><span style=\"color: #000000;\">per il reale, e forse personale, possesso di una nave, del suo carico e delle cognizioni necessarie per <\/span><span style=\"color: #000000;\">navigare ed entrare in contatto alla pari e con vantaggio, con le genti al di l\u00e0 del mare. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Questa interpretazione spiegherebbe sia la generica assenza delle barchette nei santuari <\/span><span style=\"color: #000000;\">tradizionali, sia la presenza particolare nel sacello di Sa Sedda \u2018e Sos Carros: <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">119<\/span><\/strong><\/sup> infatti, il territorio di <\/span><span style=\"color: #000000;\">Oliena con la valle di Lanaittu \u00e8 separato dal mare di Cala Gonone solo da un accessibile valico fra i <\/span><span style=\"color: #000000;\">monti, ed \u00e8 collegato direttamente attraverso il corso del Cedrino con il golfo di Orosei. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Animali vari, gioghi di bue e torrette di nuraghi decorano i piccoli scafi, forse a indicare il possesso <\/span><span style=\"color: #000000;\">della terra, dei campi e dei boschi, insieme al dominio del mare.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><br \/>\nIn sintesi, una dozzina sono state rinvenute nella Penisola e, precisamente, Lilliu<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">120<\/span><\/sup><\/strong> ha indicato: tre <\/span><span style=\"color: #000000;\">da Populonia, cinque da Vetulonia, una dal Lazio, una dal Santuario di Gravisca<\/span><span style=\"color: #000000;\">, una da quello di Capo Colonna (n\u00b0 110), mentre Giovanni Colonna ha identificato <\/span><span style=\"color: #000000;\">l\u2019esemplare conservato nell\u2019 Ermitage a San Pietroburgo con quello dal <strong><span style=\"color: #008000;\">porto di Ostia<\/span><\/strong>. Altre 63 sono <\/span><span style=\"color: #000000;\">illustrate nel libro di Lilliu \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sculture della Sardegna nuragica<\/span><\/em><\/strong>\u201d, mentre una ventina di esemplari sono <\/span><span style=\"color: #000000;\">venuti in luce successivamente e presentati in mostre. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Escludiamo quelle provenienti da collezioni private svizzere perch\u00e9 la provenienza e l\u2019autenticit\u00e0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">sono in discussione. La barchetta nuragica proveniente dal santuario di Hera a Gravisca, datato alla <\/span><span style=\"color: #000000;\">met\u00e0 del VI a.C., ritengo, ma \u00e8 una interpretazione personale, possa riferirsi alla battaglia del Mare <\/span><span style=\"color: #000000;\">Sardo di Alalia del 535 a.C.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">121<\/span> <\/sup><\/strong>fra cartaginesi, sardi ed etruschi da una parte, contro i greci focesi di <\/span><span style=\"color: #000000;\">Massalia dall\u2019altra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Alla fine del VII \u00e8 datato il deposito votivo del <strong><span style=\"color: #008000;\">santuario di Hera Lacinia<\/span> <\/strong>a Capo Colonna e alla <\/span><span style=\"color: #000000;\">stessa epoca sono datati i tre maggiori complessi vetuloniesi che hanno restituito cinque barchette: la <\/span><span style=\"color: #000000;\">Tomba del Duce, il Circolo delle Tre Navicelle, il Circolo della Navicella. Una barchetta \u00e8 stata ritrovata <\/span><span style=\"color: #000000;\">nel ripostiglio di Falda della Guardiola, Populonia, associata con asce ad alette, una fibula e una spada <\/span><span style=\"color: #000000;\">tipo Monte Sa Idda <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">122<\/span><\/sup><\/strong>. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Lilliu indica datazioni fra l\u2019820 a.C.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">123<\/span><\/strong><\/sup>, data attribuita al deposito della \u201cgrotta sacra di Su Pirosu\u201d di <\/span><span style=\"color: #000000;\">Santadi, fino al 580 a.C. per la navicella di Gravisca. Recentemente per il ripostiglio di Monte Sa Idda <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">124 <\/span><\/sup><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 proposta una datazione del X a.C. e anche parte del complesso votivo della grotta Pirosu di Santadi <\/span><span style=\"color: #000000;\">viene posto entro la fine del Bronzo Finale, quindi la forbice si allungherebbe di un secolo e mezzo, <\/span><span style=\"color: #000000;\">tuttavia si tratta solo di ipotesi. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Per quel che riguarda nuovi contesti della Sardegna bisogna segnalare <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">125<\/span><\/strong><\/sup> alcuni esemplari <\/span><span style=\"color: #000000;\">frammentari sparsi in complessi ancora inediti, la barchetta dal ripostiglio di Costa Nighedda di Oliena e, <\/span><span style=\"color: #000000;\">dallo stesso territorio all\u2019interno della valle di Lanaittu, le navicelle dalla fonte sacra di Sa Sedda \u2018e Sos <\/span><span style=\"color: #000000;\">Carros, una fibula in bronzo e una fiasca dipinta che possono bene risalire al VII a.C. <\/span><span style=\"color: #000000;\">La barchetta di Costa Nighedda (n\u00b0 109, Tav. LXVII) presenta il fondo piatto, quattro peducci e una <\/span><span style=\"color: #000000;\">costolatura lungo il bordo, a met\u00e0 delle fiancate e lungo il fondo; sormonta lo scafo un ponte con <\/span><span style=\"color: #000000;\">occhiello nel quale \u00e8 inserito un elemento di sospensione ad anello, il sole, terminante con una barretta.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La protome bovina, molto stilizzata, ha lunghe corna terminanti con globetti e il collo \u00e8 segnato da una <\/span><span style=\"color: #000000;\">fitta serie di costolature che si estendono fino all\u2019estremit\u00e0 della prua. Il materiale ceramico del contesto <\/span><span style=\"color: #000000;\">e i reperti metallici fanno datare il ritrovamento all\u2019et\u00e0 del Bronzo Finale. <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">126<\/span> <\/sup><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">Gli scavi del 1993 della fonte sacra di Sa Sedda \u2018e Sos Carros, hanno messo in luce sei navicelle <\/span><span style=\"color: #000000;\">bronzee e parti di altre, evidenziando una delle pi\u00f9 importanti associazioni di manufatti di pregio mai <\/span><span style=\"color: #000000;\">verificatosi in Sardegna<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">127<\/span><\/sup><\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">L\u2019esemplare pi\u00f9 spettacolare \u00e8 un frammento di ben 25 cm di lunghezza, a fondo piatto con <\/span><span style=\"color: #000000;\">fiancate lisce e una bellissima protome cervina a prua, eretta su una placchetta triangolare; sul bordo si <\/span><span style=\"color: #000000;\">trova la parete traforata di una battagliola. Una seconda barchetta presenta fondo piatto, pareti lisce e <\/span><span style=\"color: #000000;\">prua con protome di muflone. La terza ha il fondo arrotondato con margini carenati e una verghetta <\/span><span style=\"color: #000000;\">appiattita e piegata a formare un occhiello. La quarta ha scafo stretto e allungato, fondo arrotondato e <\/span><span style=\"color: #000000;\">protome taurina a prua. Della quinta restano frammenti non ricomponibili ma presenta due figurine di <\/span><span style=\"color: #000000;\">cani sulle murate, una per parte, e una protome taurina con corna lunate e orecchie allargate alla base. <\/span><span style=\"color: #000000;\">La sesta \u00e8 pure a fondo arrotondato con placchetta triangolare a prua e impostazione verticale della <\/span><span style=\"color: #000000;\">protome, ora mancante. Frammenti di altri tre scafi presentano delle battagliole triangolari sagomate. La <\/span><span style=\"color: #000000;\">datazione del ritrovamento \u00e8 datata tra il Bronzo Recente e Finale. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Dal territorio di Oliena proviene un\u2019altra barchetta a fondo piatto; l\u2019oggetto, citato dal Pais e dal <\/span><span style=\"color: #000000;\">Crespi, \u00e8 oggi conservato al Museo Sanna di Sassari.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-128660\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde.png\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"1443\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde.png 1100w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde-229x300.png 229w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde-781x1024.png 781w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde-768x1007.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/diffusione-navicelle-sarde-1024x1343.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/span><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La presenza delle navicelle, come si evince dalla carta, \u00e8 <\/span><span style=\"color: #000000;\">documentata un p\u00f2 dovunque in Sardegna. <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">128<\/span><\/strong><\/sup> Le barchette bronzee presentano differenze di fogge <\/span><span style=\"color: #000000;\">rispetto ad alcune barchette lucerna in ceramica. Il divario formale \u00e8 sensibile: la forma dello scafo \u00e8 <\/span><span style=\"color: #000000;\">approssimativa e grossolana, con fiancate mai carenate e di grande spessore. Tuttavia, come vedremo, <\/span><span style=\"color: #000000;\">alcuni esemplari di Su Mulinu di Villanovafranca, hanno protome zoomorfa <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">129<\/span><\/strong><\/sup> e possono essere <\/span><span style=\"color: #000000;\">riconducibili a riproduzioni di barchette bronzee. Che i manufatti d\u2019impasto avessero la funzione di <\/span><span style=\"color: #000000;\">lucerne \u00e8 provato dalle tracce di bruciatura che restano all\u2019interno e sul beccuccio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Non possiamo affermare con certezza che le navicelle bronzee avessero funzione di lucerna, ma <\/span><span style=\"color: #000000;\">un loro utilizzo con questa funzione, anche in ambito religioso, \u00e8 certamente ipotizzabile. Probabilmente <\/span><span style=\"color: #000000;\">la loro funzione principale era quella di impreziosire gli ambienti e quale occasione sarebbe pi\u00f9 <\/span><span style=\"color: #000000;\">plausibile se non quella in ambito votivo o sacerdotale? Certamente gli ambienti templari sono quelli nei <\/span><span style=\"color: #000000;\">quali l\u2019arredo liturgico \u00e8 generalmente molto prezioso e le navicelle bronzee hanno una forma che si <\/span><span style=\"color: #000000;\">presta a vari utilizzi all\u2019interno di questo genere di ambienti: come contenitore di sostanze per la <\/span><span style=\"color: #000000;\">celebrazione delle funzioni, come vaschetta per olii o essenze profumati, come lucerna per illuminare le zone pi\u00f9 buie.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Pierluigi Montalbano<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #000000;\">115 Lo Schiavo 2000, Mache, p 129<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #000000;\">116 Lo Schiavo 2000, p 130<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">117 Ugas 1989-90, pp. 558, 562, 571; Ugas Paderi, 1990, p.483<br \/>\n118 Lo Schiavo 2000, Mache, p 130<br \/>\n119 Lo Schiavo 2000, p 131<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #000000;\">120 Lo Schiavo 2000, p 118<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\">121 Lo Schiavo 2000, p 120<\/span><\/span><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><br \/>\n122 Lo Schiavo 2000, p 120<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-size: 16px;\">123 Lilliu 1966<br \/>\n124 Lo Schiavo 2000, p 120<br \/>\n125 Lo Schiavo 2000, p 121<br \/>\n126 Lo Schiavo 2000, p 122<br \/>\n127 Lo Schiavo 2000, p 122<br \/>\n128 Lo Schiavo 2000, p 124<br \/>\n<\/span><\/span>129 <span id=\"t16_58\" class=\"t s6_58\">Lo Schiavo 2000, p 126<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/span><\/p>\n<p>estratto dal saggio <strong><span style=\"color: #008000;\"><em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.academia.edu\/3370753\/Sardegna_Le_navicelle_bronzee_nuragiche?email_work_card=view-paper\">Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche<\/a><\/em> Capitolo III Diffusione e cronologia<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">non tutte le immagini sono tratte dal saggio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.. .<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b>.<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SARDEGNA parole chiave: Navicelle nuragiche Le navicelle nuragiche sono oggetti caratterizzati da una forma a scafo con una protome animale all&#8217;estremit\u00e0 anteriore, in corrispondenza della prua. In molti casi si tratta di scoperte casuali avvenute durante lavori agricoli o di acquisizione di materiale recuperato in circostanze non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":127889,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-125379","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La diffusione delle navicelle nuragiche di Pierluigi Montalbano &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125379\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La diffusione delle navicelle nuragiche di Pierluigi Montalbano &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti. . 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