{"id":125376,"date":"2026-05-04T00:02:00","date_gmt":"2026-05-03T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125376"},"modified":"2026-04-29T10:13:23","modified_gmt":"2026-04-29T08:13:23","slug":"navicelle-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125376","title":{"rendered":"Quale era il significato dei rilievi sullo scafo delle navicelle nuragiche? di Pierluigi Montalbano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: II MILLENNIO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Sardegna nuragica<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2.2 Orli e listelli in rilievo sulle mura<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLo scafo delle navicelle nuragiche, di disegno lineare e di norma austero nella decorazione, presenta talvolta sulle fiancate uno o pi\u00f9 ordini di rilievi che, a differenti altezze, corrono lungo tutto il perimetro dell&#8217;imbarcazione. Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">scafi di tipo V<\/span><\/strong> possiedono sempre almeno due cordonature; una superiore, solitamente situata poco sotto il bordo; un&#8217;altra inferiore, sempre in corrispondenza dell\u2019intersecarsi del fondo con le bande. Una terza cordonatura \u00e8 talvolta interposta equidistante tra le prime due.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-126506\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot_20-3-2026_184820_-e1774028975522.jpeg\" alt=\"\" width=\"1071\" height=\"668\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo per certo <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">94<\/span><\/sup><\/strong> che la cantieristica antica faceva largo uso di funi e gomene nella costruzione degli scafi. Non solo nella legatura delle stuoie di papiro, come documentato nei numerosi dipinti egizi dell&#8217;Antico Impero, ma anche nella costruzione di scafi in legno, utilizzandole con precise funzioni strutturali. Questa cima era destinata a contrastare le forze che, qualora la nave si fosse trovata in dorso d&#8217;onda, avrebbero altrimenti spezzato in due o pi\u00f9 parti lo scafo. La struttura doveva probabilmente essere completata da una seconda cima, tesa di sotto alla chiglia, allo scopo di conferire uguale resistenza alle opposte sollecitazioni alle quali la nave era invece soggetta durante la navigazione in caso d&#8217;onda. Poco sotto il bordo, ancora oggi \u00e8 d&#8217;uso che le piccole imbarcazioni applichino un listello di legno, con funzione di paracolpi (detto bottazzo), situato in tale posizione per sfruttare la maggiore resistenza che ha lo scafo in corrispondenza dell&#8217;intersezione tra le mura e le pontature di coperta. Questo listello \u00e8 talvolta sostituito da una grossa gomena, come d&#8217;uso ancor oggi, che con il medesimo scopo corre lungo tutto il perimetro dell&#8217;imbarcazione. L&#8217;ipotesi che i rilievi a listello (e la funicella), presenti poco sotto il bordo delle navicelle nuragiche con scafo di tipo V, siano un elemento strutturale e non decorativo della costruzione, sarebbe accettabile se tali navicelle fossero il modello di imbarcazioni di modeste dimensioni adibite a compiti di traghettamento, con la conseguente necessit\u00e0 di proteggere lo scafo dai frequenti piccoli urti durante le operazioni di accosto, di abbordo, di approdo.<br \/>\nSe cos\u00ec fosse sarebbe possibile, a partire dalla presumibile dimensione delle gomene e dal posizionamento dei parabordi, trarre una precisa indicazione di scala che ci consentirebbe di stimare intorno ai 7 metri la lunghezza dell&#8217;eventuale modello reale di una navicella con scafo del tipo V.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-127870\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/orlo-navicelel-sarde-montalbano.png\" alt=\"\" width=\"1061\" height=\"929\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/orlo-navicelel-sarde-montalbano.png 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/orlo-navicelel-sarde-montalbano-300x263.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1061px) 100vw, 1061px\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\">2.3 Altre strutture<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCompletano lo scafo di molte navicelle<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">95<\/span><\/strong><\/sup>, oltre la protome e gli apparati di sospensione, diversi altri elementi, strutture e attrezzature, tra i quali possiamo comprendere, insieme al gavone di prora che spesso risulta dalla fusione della protome con lo scafo, altri oggetti quali trasti, anellini, animali, totem, rilievi, colonnine, barrette di rinforzo. La connessione delle parti pu\u00f2 essere ottenuta fondamentalmente in due modi: mediante un procedimento di fusione limitato alle superfici da unire oppure mediante l&#8217;introduzione tra esse di un altro metallo fuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">gavone di prora<\/span><\/strong> \u00e8 del tutto assente negli scafi cuoriformi e del tipo V, dove \u00e8 spesso sostituito da una particolare giunzione della protome che simula una funicella avvolta a spirale. Il gavone non svolge solo la funzione di tenere all&#8217;asciutto cibi, indumenti e quant&#8217;altro occorra riparare dall&#8217;acqua durante la navigazione <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">96<\/span><\/strong><\/sup>, ma anche quella, strutturale, di chiudere con una parziale pontatura, irrobustendo la sezione di scafo maggiormente esposta alla violenza delle onde. La presenza del gavone pu\u00f2 essere trascurata solo nel caso di piccoli scafi, destinati ad acque tranquille. La sua assenza parrebbe allora confermare che almeno per quanto concerne gli scafi di tipo V, non a caso sempre privi di albero, siano da escludere le grandi dimensioni e l&#8217;utilizzazione nella navigazione d&#8217;altura.<br \/>\nL&#8217;ambito costiero palustre dello <strong><span style=\"color: #008000;\">scafo del tipo V<\/span> <\/strong>consentirebbe allora una diversa lettura del piccolo <strong><span style=\"color: #008000;\">anellino<\/span><\/strong> che compare in posizione laterale <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">97<\/span><\/strong><\/sup> su alcuni scafi, nonch\u00e9 del piccolo rilievo a \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">sella<\/span><\/strong>\u201d presente sui tre scafi cuoriformi. Tanto l&#8217;anellino che il rilievo a sella si mostrano sempre nella medesima posizione, sull&#8217;orlo delle mura di sinistra in posizione circa equidistante tra prua e poppa. Secondo Lilliu <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">98<\/span> <\/strong><\/sup>nella n\u00b0 78 da Tula (Tav. LXI) questo anello sostituiva l&#8217;anello che, in altri esempi, sormonta il mezzo del manico a doppio ponte, e ancora quando si voleva appendere l&#8217;oggetto dopo l&#8217;uso in piano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127874\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Modellino_votivo_di_navicella_con_protome_bovina_e_anatrelle_in_bronzo.jpg\" alt=\"\" width=\"1076\" height=\"807\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Modellino_votivo_di_navicella_con_protome_bovina_e_anatrelle_in_bronzo.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Modellino_votivo_di_navicella_con_protome_bovina_e_anatrelle_in_bronzo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1076px) 100vw, 1076px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rinvenuta nel 1992 dal giacimento di Mutrecu Biancu, nell&#8217;area della Foresta Demaniale di Lula, sec. XII-XI a.C. Questa \u00e8 una foto di un monumento che fa parte del patrimonio culturale italiano e partecipa al concorso Wiki Loves Monuments Italia 2024 &#8211; Vedi autorizzazioni &#8211; Fonte opera propria &#8211; Autore Alessandra Imbellone <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Modellino_votivo_di_navicella_con_protome_bovina_e_anatrelle_in_bronzo.JPG\">Modellino votivo di navicella con protome bovina e anatrelle in bronzo.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;interpretazione lascia tuttavia spazio ad alcune considerazioni:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\na) ci si domanda per quale motivo l&#8217;anellino sia presente su alcune barche del tipo V e C, mai in quelle di tipo E ed EV, e sia sempre posizionato nel medesimo punto, rigorosamente sul lato sinistro;<br \/>\nb) non si vede inoltre la necessit\u00e0 di un ulteriore anello di sospensione, e per giunta di tanto minori dimensioni, in alternativa ad altri numerosi e pi\u00f9 efficienti appigli, come il manico, l&#8217;anello, la protome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa si deve intendere poi per \u201cappendere dopo l&#8217;uso\u201d? Certamente l&#8217;espressione \u00e8 da riferire all&#8217;uso domestico dell&#8217;oggetto lucerna. Ma l&#8217;unico risultato pratico che poteva ottenersi appendendo l&#8217;oggetto lateralmente era forse quello di facilitare lo sgocciolamento dell&#8217;olio combustibile residuo, al fine di ripulire perfettamente la lampada. Resta tuttavia da chiedersi se un artificio di cos\u00ec complessa realizzazione (l&#8217;anellino doveva essere fuso a parte e poi saldato in una posizione che consentisse di bilanciare l&#8217;oggetto) sia giustificabile dal modesto risultato raggiunto, che si sarebbe pi\u00f9 facilmente potuto conseguire posando la barchetta capovolta su un piano ovvero sospendendola per la protome. Tuttavia in questi due ultimi casi i manufatti si sarebbero potuti danneggiare. Negli scafi cuoriformi compare un piccolo rilievo a sella che per Lilliu <strong><span style=\"color: #008000;\">99<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">forse stilizza un uccello o qualche altro animaletto<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Tuttavia riesce assai difficile leggere nel rilievo la stilizzazione di un uccello e non si comprende perch\u00e9 in questi scafi debba mostrarsi appena accennato e per di pi\u00f9 rinunciando alla simmetria che su altre navicelle nuragiche vuole gli uccelli sempre disposti a coppie. Potremmo allora formulare l&#8217;ipotesi che questi rilievi altro non siano che i frammenti residui di anellini del tutto simili a quelli gi\u00e0 visti sulle navicelle del tipo V, e che la posizione meno protetta abbia rilievi, effettuati sulla base dell\u2019osservazione diretta solo per le navicelle esposte nei Musei di Cagliari e Sassari, e per il resto su disegni e fotografie, non hanno permesso, per via dell\u2019angolazione di ripresa, di riconoscere in alcune navicelle la presenza del gavone di prora, e tantomeno di poterne valutare le dimensioni. navigazione <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">96<\/span><\/strong><\/sup>, ma anche quella, strutturale, di chiudere con una parziale pontatura, irrobustendola, la sezione di scafo maggiormente esposta alla violenza delle onde. La presenza del gavone pu\u00f2 essere trascurata solo nel caso di piccoli scafi, destinati ad acque tranquille. La sua assenza parrebbe allora confermare che almeno per quanto concerne gli scafi di tipo V, non a caso sempre privi di albero, siano da escludere le grandi dimensioni e l&#8217;utilizzazione nella navigazione d&#8217;altura. L&#8217;ambito costiero palustre dello scafo del tipo V consentirebbe allora una diversa lettura del piccolo anellino che compare in posizione laterale 97 su alcuni scafi, nonch\u00e9 del piccolo rilievo a \u201csella\u201d presente sui tre scafi cuoriformi. Tanto l&#8217;anellino che il rilievo a sella si mostrano sempre nella medesima posizione, sull&#8217;orlo delle mura di sinistra in posizione circa equidistante tra prua e poppa.<br \/>\nSecondo Lilliu 98 nella n\u00b0 78 da Tula (Tav. LXI) questo anello sostituiva l&#8217;anello che, in altri esempi, sormonta il mezzo del manico a doppio ponte, e ancora quando si voleva appendere l&#8217;oggetto dopo l&#8217;uso in piano. <strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;interpretazione lascia tuttavia spazio ad alcune considerazioni:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">a) ci si domanda per quale motivo l&#8217;anellino sia presente su alcune barche del tipo V e C, mai in quelle di tipo E ed EV, e sia sempre posizionato nel medesimo punto rigorosamente sul lato sinistro;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">b) non si vede inoltre la necessit\u00e0 di un ulteriore anello di sospensione, e per giunta di tanto minori dimensioni, in alternativa ad altri numerosi e pi\u00f9 efficienti appigli, come il manico, l&#8217;anello, la protome.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa si deve intendere poi per \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">appendere dopo l&#8217;uso<\/span><\/em><\/strong>\u201d? Certamente l&#8217;espressione \u00e8 da riferire all&#8217;uso domestico dell&#8217;oggetto lucerna. Ma l&#8217;unico risultato pratico che poteva ottenersi appendendo l&#8217;oggetto lateralmente era forse quello di facilitare lo sgocciolamento dell&#8217;olio combustibile residuo, al fine di ripulire perfettamente la lampada. Resta tuttavia da chiedersi se un artificio di cos\u00ec complessa realizzazione (l&#8217;anellino doveva essere fuso a parte e poi saldato in una posizione che consentisse di bilanciare l&#8217;oggetto) sia giustificabile dal modesto risultato raggiunto, che si sarebbe pi\u00f9 facilmente potuto conseguire posando la barchetta capovolta su un piano ovvero sospendendola per la protome. Tuttavia in questi due ultimi casi i manufatti si sarebbero potuti danneggiare. Negli scafi cuoriformi compare un piccolo rilievo a sella che, per Lilliu <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">99<\/span><\/strong><\/sup>, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>forse stilizza un uccello o<\/em> qualche altro animaletto<\/span><\/strong>\u201d. Tuttavia riesce assai difficile leggere nel rilievo la stilizzazione di un uccello e non si comprende perch\u00e9 in questi scafi debba mostrarsi appena accennato e per di pi\u00f9 rinunciando alla simmetria che su altre navicelle nuragiche vuole gli uccelli sempre disposti a coppie. Potremmo allora formulare l&#8217;ipotesi che questi rilievi altro non siano che i frammenti residui di anellini del tutto simili a quelli gi\u00e0 visti sulle navicelle del tipo V, e che la posizione meno protetta abbia fatto s\u00ec che nessuno di tali anelli si sia conservato integro. Si pu\u00f2 allora ipotizzare che tale anellino non <span style=\"text-align: justify;\">rappresenti se non un particolare tipo di scalmo atto ad accogliere un solo remo, propulsore e <\/span><span style=\"text-align: justify;\">direzionale insieme, ovvero una pertica adatta alla navigazione lagunare e palustre in bassi fondali, ovvero <\/span><span style=\"text-align: justify;\">un unico remo con funzioni solo direzionali.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">100 <\/span><\/sup><\/strong><\/span><span style=\"text-align: justify;\">Sulle navi nuragiche la propulsione doveva essere affidata a remi a pagaia (cos\u00ec come sono <\/span><span style=\"text-align: justify;\">d&#8217;altronde equipaggiate le <strong><span style=\"color: #008000;\">barche fenice di Korshabad<\/span><\/strong>), vista l&#8217;assenza di altri oggetti sulle fiancate <\/span><span style=\"text-align: justify;\">interpretabili come scalmi. Difficilmente si pu\u00f2 ravvisare nelle colombelle un vezzo artistico di oggetti <\/span><span style=\"text-align: justify;\">aventi funzione di scalmo. <\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Pierluigi Montalbano<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">estratto dal saggio <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.academia.edu\/3370753\/Sardegna_Le_navicelle_bronzee_nuragiche?email_work_card=view-paper\">Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche<\/a><\/em><br \/>\nCapitolo II Forma, funzione e diffusione delle navicelle bronzee nuragiche<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">non tutte le immagini sono tratte dal saggio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Note<\/span><br \/>\n85. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Lilliu 1966, p. 425.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n86. <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">E\u2019 anche l\u2019opinione di Zervos (Zervos 1954, p. 331).<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n87. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Lilliu 1966, pp. 313314 e 387388, sebbene il Crespi (Crespi 1884) avesse gi\u00e0 riconosciuto nella L 191 una piccola <\/span><span style=\"color: #000000;\">imbarcazione.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n88. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Nonostante la diversa impressione del Crespi (Crespi 1884, p. 19).<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n89. <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Paglieri 1960, p. 210.<\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">90. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Lilliu 1966.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n91. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Moscati 1966, p. 110.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n92. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Erodoto, storie, V.; anche Moscati 1968, p. 106.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n93. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Per una descrizione delle navi fenicie: Bartoloni 1988; Frost 1982.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">94. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Vandier 1955, vol.V, p. 930, fig. 348<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n95.<\/span><\/strong> I rilievi, effettuati sulla base dell\u2019osservazione diretta solo per le navicelle esposte nei Musei di Cagliari e Sassari, e per il resto su disegni e fotografie, non hanno permesso, per via dell\u2019angolazione di ripresa, di riconoscere in alcune navicelle la presenza del gavone di prora, e tantomeno di poterne valutare le dimensioni.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">96.<\/span><\/strong> Lilliu 1966, p. 391: \u201c la piastra potrebbe suggerire anche un piccolo spazio coperto dell\u2019imbarcazione\u201d.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">97.<\/span> <\/strong>Lo stesso anellino \u00e8 anche visibile, posizionato allo stesso modo, in Thimme J. 1980 , KKS 183.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">98.<\/span><\/strong> Lilliu 1966, p. 424.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">99.<\/span><\/strong> Lilliu 1966, p. 314<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">100.<\/span><\/strong> Dopo aver esaminato presso il Museo di Sassari la barchetta di Meana, simile per la caratteristica sospensione a giogo alla L. 289, oggi a Torino, e alla L 321, \u201cdel Duce\u201d, entrambe dotate di anellino, non escluderei che la lieve prominenza che appare al lato sinistro (di fronte al bue oggi mancante), interpretata in Lilliu 1966, p. 438, come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>mucchietti di paglia o altro mangime per<\/em> l\u2019animale<\/span><\/strong>\u201d, possa essere letta come la base residua di un anellino in tutto e per tutto simile a quello delle due barchette prima ricordate. Nel pi\u00f9 recente Lilliu 1989, pp. 6465, si osserva invece che i due rilievi \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>parrebbero significare lo scalmo per i remi<\/em> dell\u2019imbarcazione<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: II MILLENNIO a.C. 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