{"id":125247,"date":"2026-03-27T00:02:00","date_gmt":"2026-03-26T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125247"},"modified":"2026-03-27T08:03:00","modified_gmt":"2026-03-27T07:03:00","slug":"lattivita-dei-sommergibili-cb-del-mar-nero-che-collaborarono-con-i-tedeschi-dopo-l8-settembre-1943-di-francesco-mattesini-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247","title":{"rendered":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 &#8211; di Francesco Mattesini &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: REGIA MARINA ITALIANA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Operazioni CB<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi due sommergibili ad uscire in mare il 12 settembre 1943 furono il C.B. 1 e il C.B. 4, comandati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Re e Armando Sibille<\/span><\/strong>, che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">ricevettero l\u2019ordine di trasferirsi a Yalta dove si trasfer\u00ec anche il Capo squadriglia, capitano di fregata Alberto Torri [ex comandante del sommergibile Jalea], e il capitano del Genio Navale Luigi Navarra. A Sebastopoli restarono, invece, il C.B. 2 (sottotenente di vascello Arrigo Barbi), il C.B. 3 (sottotenente di vascello Matteo Nardon) e il C.B. 6 (sottotenente di vascello vascello Alberto Farolfi)<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><sup><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/sup> <strong><sup><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-125231\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175513.png\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"698\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175513.png 431w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175513-293x300.png 293w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175513-50x50.png 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><\/span><\/sup><\/strong><br \/>\nIl 15 settembre i <strong><span style=\"color: #008000;\">quattro sommergibili CB-1, CB-2 CB-3 e CB-6<\/span><\/strong> furono impiegati a 15 miglia a sud di Yalta assieme ad unit\u00e0 navali rumene e alle sette motosiluranti tedesche della 1a Flottiglia, con lo scopo \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">di creare una fascia di protezione che si stendeva dal largo di Novorossisk, fino al largo di Odessa, per proteggere il transito di alcuni convogli che effettuavano la ritirata dal Caucaso, verso Ovest<\/span><\/em><\/strong>\u201d con truppe germaniche per sfuggire dalla zona del Caucaso all\u2019accerchiamento dei sovietici. Ci\u00f2 comport\u00f2, con l\u2019operazione \u201cMainland\u201d, di recuperare bel 113.000 uomini, in massima parte con navi rumene. Dopo che il CB.1 aveva attaccato e ritenuto affondata la sera del 15 settembre quella che sembrava essere una grossa maona carica di rifornimenti in avaria, furono rimorchiati a Costanza\u201d dal posamine rumeno Amiral Murgescu.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">47<\/span><\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-125233\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175538.png\" alt=\"\" width=\"699\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175538.png 431w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175538-300x214.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 699px) 100vw, 699px\" \/><br \/>\nQuanto alla grossa maona affondata del CB-1, Fabrizio Gatti ha scritto che &#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">tra&nbsp; tante ipotesi di attacco a navi di vario tipo, si poteva trattare di \u201cmezzi da sbarco del tipo DB (Progetto 165) il cui aspetto sembra corrispondere, almeno in parte, all\u2019unit\u00e0 avvistata dal CB-1: il mezzo, a ponte presso che piatto con una piccola cabina di manovra a poppa, aveva infatti una lunghezza di 14,6 m (con una larghezza di 3,6 m, ed una immersione di 90 cm), un dislocamento di circa 19 tons, un motore a benzina da 115 HP e un equipaggio di 13 uomini<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Oppure di una vecchia chiatta semovente del tipo Bolinder, della prima guerra mondiale, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>con<\/em> lunghezza di 45,7 m, larghezza di 7,2 m e immersione di 1,2 m, dislocamento 255 tons, 100 HP di potenza motrice e 9 uomini di equipaggio<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma poich\u00e9 non abbiamo il riscontro dalla documentazione russa sull\u2019affondamento dei mezzi da sbarco DB e delle chiatte semoventi Bolinder, non possiamo avere la certezza che si trattasse di una nave dell\u2019una o dell\u2019altro tipo.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">48&nbsp; <\/span><\/strong><\/sup>Anche perch\u00e9 Morozov la esclude assolutamente dopo un attenta consultazione della documentazione sovietica di quel giorno 15 settembre 1943.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-125234\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175554.png\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175554.png 446w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175554-300x157.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/>L\u201911 novembre anche il C.B. 3, il C.B. 4 e il C.B. 6, lasciarono Sebastopoli, da due giorni in stato di evacuazione per l\u2019avanzata dei sovietici, diretti a Costanza. Ma nella navigazione in convoglio, denominato &#8220;Sperber&#8221;, con navi tedesche e rumene che fu resa difficile dalle condizioni del mare e anche, il mattino del giorno 13, dall\u2019allarme sulla presenza di un sommergibile inesistente, e dall\u2019attacco, alle 11.05 e alle 11.48 (orario sovietico) di otto aerei (2 aerosiluranti Il-4 del 5\u00b0 Reggimento Aereo armati ciascuno con due siluri e sei bombardieri A-20 del 36\u00b0 Reggimento Aereo), che non caus\u00f2 danni alle navi se non tre feriti sul piroscafo Bayreuth, i CB lasciarono il convoglio e navigando isolati l\u2019indomani arrivarono ad Odessa, in Crimea.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">49<br \/>\n<\/span><\/strong><\/sup><br \/>\nSuccessivamente, il 20 novembre, i tre sommergibili ripresero il mare, che era scosso da una violenta tempesta, disperdendo il convoglio ed affondando tre navi, due tedesche e una romena. I CB riuscirono ad entrare a Sulina, alla foce del Danubio, e ne ripartirono raggiungendo Costanza il 29 novembre, dove tutto il personale italiano (meno i comandanti Farolfi, Sibille e Dell\u2019Azzara, il sottotenente militarizzato Vittorio Marino, 4 sottufficiali, 4 operai specializzati, un sottocapo e un comune che passarono nella Repubblica Sociale Italiana), per essere sottratto ai tedeschi, che potevano effettuare un colpo di mano, fu internato dai rumeni, trasferendolo il 2 dicembre da Costanza a Bucarest, con la truppa alloggiata nella caserma Bragadiru gli ufficiali nella caserma Ostiri.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">50 <\/span><\/sup><\/strong>E ci\u00f2 avvenne nonostante le insistenti e minacciose proteste tedesche, e dello stesso Hitler, che avendo constatando che gli italiani avevano cambiato l\u2019opinione di collaborare, dovessero essere catturati e sottoposti a corte marziale. Successivamente, con un sotterfugio dei romeni con gli italiani fu concordato che \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">i battelli sarebbero passati in semplice consegna (non cessione) alla Marina romena, con riserva sulle decisioni da prendere sulla loro sorte futura<\/span><\/strong><\/em>\u201d.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">51<\/span><\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito a ci\u00f2, per ordine del <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Horia Ion Pompiliu Macellariu, Capo di Stato Maggiore della Marina rumena<\/span><\/strong>, in seguito ad accordo con il capitano di fregata Torri, la Marina rumena si impossess\u00f2 dei cinque CB prendendoli in carico. <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">52<\/span><\/strong><\/sup> Ma sotto la nuova bandiera i nuovi equipaggi rumeni non risulta avessero disimpegnato una qualche attivit\u00e0 bellica, perch\u00e9 erano stati trovati in condizioni pietose, aumentate dai sabotaggi apportati ai sommergibili dagli stessi italiani.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-125235\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175610.png\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175610.png 428w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175610-300x203.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/>L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Manzari<\/span><\/strong> ha scritto nel suo saggio:<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">53<\/span><\/sup><\/strong>&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8220;Al momento della cessione la situazione dei sommergibili era la seguente: CB <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">1: a terra con i motori, il periscopio e la bombola dell\u2019aria smontati. Lo scafo era <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">fortemente arrugginito; CB 2: a terra nelle stesse condizioni del precedente con, in <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">pi\u00f9, le batterie accumulatori smontate; CB 3: in mare nella Darsena petroli; CB 4: in mare nella Darsena petroli, inclinato sul bordo di sinistra di circa 10, con due siluri <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">nei tubi di lancio poco arrugginiti; CB 6: in mare nella Darsena petroli; siluri nei <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">tubi un poco arrugginiti. Tutti i pezzi di ricambio presenti a bordo erano stati gettati <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">a mare.<br \/>\n<\/span><\/em><\/strong><br \/>\nNel frattempo, in seguito all\u2019intervento di Benito Mussolini presso lo stesso Capo del Governo rumeno, maresciallo Iom Antonescu, il 31 gennaio 1944 fu deciso che i sommergibili sarebbero stati consegnati alla Marina Nazionale della Repubblica Sociale Italiana, che aveva nominato un proprio addetto militare nella persona del sottotenente di vascello Alberto Farolfi, gi\u00e0 comandante del CB-6, il quale aveva deciso di continuare l\u2019alleanza con i tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante dei Sommergibili tedeschi, ammiraglio Karl Donitz<\/span> <\/strong>(BdU), \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>verso la met\u00e0 di febbraio<\/em> decise di impiegare nuovamente i cinque sommergibili con bandiera ed equipaggi della Repubblica Sociale Italiana<\/span><\/strong>\u201d.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">54<\/span><\/sup><\/strong><br \/>\nLa base di Costanza divenne \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">MariCiBeta<\/span><\/strong>\u201d, e per completare gli organici ad integrazione del personale aderente, con in testa il comandante Torri, si era dichiarato monarchico e antifascista,<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">55<\/span><\/sup><\/strong> vi fu inviato personale da Bordeaux, gi\u00e0 facente parte di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Betasom<\/span><\/strong>\u201d, la base dei sommergibili italiani a Bordeaux che avevano operato in Atlantico, e altro personale proveniente da Venezia. E fu anche previsto, su richiesta tedesca, di inviare in Mar Nero altri CB direttamente dall\u2019Italia, (Gruppo Livio Piomarta), il tutto agli ordini del tenente di vascello Federico de Siero, giunto da Bordeaux.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">56<\/span><\/sup><\/strong> Ma il precipitare della situazione politico-militare fece tramontare simile eventualit\u00e0, e nel frattempo. i CB, come detto, erano in cattivo stato e necessitavano di estesi lavori che non vennero mai ultimati, anche perch\u00e9 quattro dei cinque sommergibili furono restituiti dai rumeni troppo tardi, soltanto il 16 luglio 1944, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">trattenendo il quinto [CB-6] a titolo di pegno per le spese sostenute<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">57 <\/span><\/sup><\/strong>Intanto, il 20 Giugno 1944, nei giorni del crollo del fronte dell\u2019Asse in Romania l\u2019aviazione sovietica sferr\u00f2 un massiccio attacco aereo con bombardieri A-20 e Pe-2 nel porto di Costanza, nel corso del quale il CB-4 e il CB-6 riportarono alcuni danni. Successivamente, contemporaneamente al crollo del fronte tedesco-rumeno, il 20 agosto 1944 un pesante attacco di 62 bombardieri e 80 tra caccia e aerei d&#8217;attacco al suolo sovietici investi ancora Costanza, portando all&#8217;affondamento di diverse navi tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile tedesco U-9 (sottotenente di vascello Heinrich Klapdor)<\/span><\/strong> e al danneggiamento di molte altre unit\u00e0, compresi i sommergibili U-18 e U-24 ed i <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere rumeni Regele Ferdinand e Marasesti<\/span><\/strong>.&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-125255\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175622.png\" alt=\"\" width=\"658\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175622.png 437w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-2026-01-24-175622-300x205.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/>Il 23 agosto Re Michele I di Romania con un colpo di stato estromise il Primo Ministro generale Ioa Antonescu, e il giorno 29 ordin\u00f2 l\u2019immediata cessazione dell\u2019alleanza con la Germania, e avvio negoziati per un armistizio con l\u2019Unione Sovietica, che fu firmato il 12 settembre. Nel frattempo i CB \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>si autoaffondarono nel<\/em> <em>porto di Odessa, il 25 agosto 1944, prima dell\u2019arrivo delle truppe russe<\/em><\/span><\/strong>\u201d.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">58 <\/span><\/strong><\/sup>Secondo altra fonte risulta che soltanto il CB-6&nbsp; fu distrutto o autoaffondato il 25 agosto dai rumeni. Gli altri quattro sommergibili furono catturati a Costanza il 29 agosto 1944 dal 143\u00b0 e 384\u00b0 Battaglione di fanteria di marina sovietica e integrati nella Flotta sovietica il 20 ottobre 1944. Il CB-1, CB-2, CB-3 e CB-4 divennero TM-4, TM-5, TM-6 e TM-7. Trovati in pessimo stato di manutenzione, dopo essere statati impiegati per prove e test, vennero radiati e a iniziare dal 16 febbraio 1945 demoliti.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">59<\/span><\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Facendo un raffronto statistico dei successi conseguiti dalle unit\u00e0 subacquee dell\u2019Asse operanti nel Mar Nero, nel periodo tra l\u2019ottobre 1942 e il settembre 1944 i sei sommergibili tedeschi della 30a Flottiglia, che normalmente erano impiegati in compiti di attacco al traffico e posa di mine nei pressi delle coste del Caucaso, affondarono 26 navi per 45.426 tonnellate.<\/span> <\/strong>Andarono perduti nell\u2019agosto 1944 nelle acque e porti della Romania U-9, U-18 e U-24, mentre per non cadere nelle mani sovietiche si affondarono nei giorni 10-11 settembre, presso le coste della Turchia, U- 19, U-20 e U-23. I tre sommergibili rumeni Delfinul, Reichinul e Marsuinul non ottennero risultati e il 14 settembre 1944 furono catturati dai sovietici, e chiamati TS-3, TS-1 e TS-2. Il TS-2 affond\u00f2 il 20 febbraio 1944 per l\u2019esplosione di un proprio siluro e gli altri due vennero riconsegnati nel dopoguerra ai rumeni, che li demolirono. I sei sommergibili italiani tipo CB (poi ridotti a cinque), la cui scarsa autonomia (60-70 miglia) non gli permetteva di operare troppo distanti dalla propria base in compiti quasi sempre di carattere antisom, affondarono soltanto un sommergibile sovietico (ShCh-203) nel periodo giugno 1941-agosto 1943, e ne colpirono altri due ciascuno con due siluri che non esplosero (L-5 e M-31) causando danni leggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della modesta imbarcazione piatta lunga 20 metri e senza sovrastrutture, considerata una chiatta, che sarebbe stata affondato dal CB-1 la notte del 15-16 settembre 1943, non ne \u00e8 confermato il nome o il numero. I CB effettuarono sette attacchi, con un consumo di quattordici siluri, dei quali sei andarono a segno, quattro senza esplodere. Dovendo fare un bilancio conclusivo delle operazioni dei mezzi leggeri di superficie e subacquei italiani, operanti nei settori del fronte Russo, nel Mar Nero fu affondato il sommergibile sovietico ShCh-203 dal sommergibile CB-4, furono colpiti da siluri non esplosi del CB-2 e CB-3 i sommergibili L-5 e M-31, e affondato il sommergibile ShCh-214 dal Mas-571. Inoltre fu silurato e gravemente danneggiato l\u2019incrociatore Molotov dal Mas 568.60. Non risulta, invece, l\u2019affondamento di una piccola nave, appartenente alle forze turche e dal nome ignoto, da parte del sommergibile CB-1.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Mattesini<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 16px;\">estratto dal saggio<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"> <strong><span style=\"font-size: 16px;\"><em>I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI NEL MAR NERO (maggio 1942 \u2013 agosto 1944) <\/em><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 16px;\">di Francesco Mattesini&nbsp;<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNota<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n47 Nel Diario della Seekriegsleitung (SKL), confermando l\u2019attacco del CB-1, in missione antisommergibile, si ritiene che la nave ritenuta silurata e affondata fosse un posamine.<br \/>\n48 Fabrizio Gatti, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">L\u2019attivit\u00e0 della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il settembre e il dicembre 1943<\/span><\/em><\/strong>\u201d, nel sito academia edu, p. 4-5.<br \/>\n49 Notizie fornite all\u2019autore da Miroslav Morozov.<br \/>\n50 Giuliano Manzari, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">I sommergibili italiani dal settembre 1943 al dicembre 1944 &#8211;<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, cit., p. 29.<br \/>\n51 Gerhard Screiber, Gerhard Screiber, <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>I Militari italiani internati nei campi di<\/em> <em>concentramento del Terzo Reich 1943-1945<\/em><\/span><\/strong>, SMEUS, cit., p. 281.<br \/>\n52 Secondo \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il quadro sinottico della attivit\u00e0 della 1a Squadriglia CB<\/span><\/em><\/strong>\u201d, compilata da Fabrizio Gatti, tra il giugno e l\u2019ottobre 1943 i sommergibili avrebbero svolto 45 missioni, di cui: 8, il CB-1; 5 il CB-2 ; 12 il CB-3; 9 il CB-4; 11 il CB-6. Non sono comprese le missioni di trasferimento del mese di novembre. Le missioni di guerra svolte furono 2 nel mese di giugno, 4 a luglio, 21 tra l\u2019agosto e il settembre, e 8 in ottobre. Cfr., Fabrizio Gatti, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">L\u2019attivit\u00e0 della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il Settembre e il Dicembre 1943<\/span><\/em><\/strong>, nel sito academia edu.<br \/>\n53 Giuliano Manzari, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">I sommergibili italiani dal settembre 1943 al dicembre 1944 &#8211;<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, cit., p. 31.<br \/>\n54 Gerhard Schreiber, <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>I Militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo<\/em> Reich 1943-1945<\/span><\/strong>, SMEUS, cit., p. 282.<br \/>\n55 Fabrizio Gatti ha terminato il suo articolo (p. 11-12), concludendo: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto pressoch\u00e9 priva di episodi bellici di rilievo, dai documenti tedeschi si evince che, nell\u2019ultimo trimestre del 1943, la squadriglia CB, dotata di battelli via via sempre pi\u00f9 inefficienti per usura e mancanza di pezzi di ricambio, gioc\u00f2 un ruolo tutt\u2019altro che trascurabile nell\u2019economia delle forze dell\u2019Asse in Mar Nero, rappresentando in pratica il 50% di tutte le forze subacquee agli ordini dell\u2019Ammiraglio del settore. \u2026 si pu\u00f2 affermare che gli equipaggi dei CB operarono con dignit\u00e0 in un quadro sempre pi\u00f9 complesso, tenendo fede alla parola data ai tedeschi dopo l\u2019armistizio, nonostante i problemi tecnici crescenti e le prospettive sempre meno incoraggianti sull\u2019esito della lotta. Alla fine, avevano forse realizzato che quella non era pi\u00f9 la \u201cloro\u201d guerra<\/span><\/strong>.<br \/>\n56 Giuliano Manzari, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">I sommergibili italiani dal settembre 1943 al dicembre 1944 &#8211;<\/span><\/em><\/strong>&nbsp;Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019Ufficio Storico della Marina Militare, cit., p. 29. * Da una intercettazione Ultra (ZIP\/ZTPGR\/6608), di un messaggio trasmesso alle 1824 del 27 gennaio 1944 dalla 30a Flottiglia Sommergibili germanica e ricevuta alle 0232 del 28 dal Gruppo Sud, con caratteristica Immediata e Segretissima, risulta che il sommergibile tascabile italiano CB-23 era arrivato a Costanza il 24 gennaio smontato, senza disporre delle batterie e senza il periscopio, e sollevato da una gru si trovava nella banchina della Marina Germanica. Il messaggio terminava con le frasi: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Completamento impossibile senza disegno e personale speciale. Stiamo cercando di far galleggiare la nave<\/span><\/strong><\/em>\u201d. Da un&#8217;altra intercettazione segretissima Ultra del 3 febbraio 1944 (ZIP\/Z TPGR\/6934) si portava a conoscenza che il sommergibile CB-23 doveva essere rimandato a Trieste con urgenza. Ci\u00f2 \u00e8 confermato dal messaggio della SKL n. 4802 del 1\u00b0 marzo 1944.<br \/>\n57 Italia Sociale, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">La Regia Marina in Mar Nero<\/span><\/em><\/strong>.<br \/>\n58 Nel sito <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Italiani in guerra<\/span><\/em><\/strong>. * Da alcune cartoline, risulta che i marinai italiani del Mar Nero continuarono a spedire la posta fino all\u2019agosto 1944, cfr., Giuseppe Marchese e Gianfranco Pastormello, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">La marina italiana dopo l&#8217;8 settembre 1943<\/span><\/em><\/strong>.<br \/>\n59 Notizie fornite all\u2019Autore dall\u2019amico Francesco De Domenico, ricavate dale fonti: J\u00fcrgen Rohwer, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Axis Submarine Successes of World War Two. German, Italian and Japanese Submarine Successes, 1939-1945<\/span><\/em><\/strong>, Greenhill Books, 1999; J\u00fcrgen Rohwer e Mikhail Monakov, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Stalin&#8217;s Oceangoing Fleet. Soviet Naval Strategy and Shipbuilding Programmes 1935-1953<\/span><\/em><\/strong>, Frank Cass, 2001; Juerg Meister, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Soviet Warships of the Second World War<\/span><\/em><\/strong>, Macdonald and Jane&#8217;s, 1977; Myroslav Morozov, Konstantin Kulagin, Shyuki.<br \/>\n60 Francesco Mattesini, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il siluramento dell\u2019incrociatore Molotov 3 Agosto 1942. Un <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">enigma della guerra nel Mar Nero<\/span><\/em><\/strong>, nel sito Academia Edu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125239\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA ITALIANA parole chiave: Operazioni CB I primi due sommergibili ad uscire in mare il 12 settembre 1943 furono il C.B. 1 e il C.B. 4, comandati da Giovanni Re e Armando Sibille, che \u201cricevettero l\u2019ordine di trasferirsi a Yalta dove si trasfer\u00ec anche il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":125133,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-125247","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-navale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA ITALIANA parole chiave: Operazioni CB I primi due sommergibili ad uscire in mare il 12 settembre 1943 furono il C.B. 1 e il C.B. 4, comandati da Giovanni Re e Armando Sibille, che \u201cricevettero l\u2019ordine di trasferirsi a Yalta dove si trasfer\u00ec anche il [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-03-26T23:02:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-03-27T07:03:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"451\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione OCEAN4FUTURE\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\"},\"headline\":\"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 &#8211; di Francesco Mattesini &#8211; parte II\",\"datePublished\":\"2026-03-26T23:02:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-27T07:03:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247\"},\"wordCount\":2499,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/02\\\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\",\"articleSection\":[\"Storia Navale\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247\",\"name\":\"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/02\\\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\",\"datePublished\":\"2026-03-26T23:02:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-27T07:03:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/02\\\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/02\\\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\",\"width\":640,\"height\":451},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/125247#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 &#8211; di Francesco Mattesini &#8211; parte II\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340\",\"name\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione OCEAN4FUTURE\"},\"description\":\"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.\",\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/redazione-ocean4future\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  10 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA ITALIANA parole chiave: Operazioni CB I primi due sommergibili ad uscire in mare il 12 settembre 1943 furono il C.B. 1 e il C.B. 4, comandati da Giovanni Re e Armando Sibille, che \u201cricevettero l\u2019ordine di trasferirsi a Yalta dove si trasfer\u00ec anche il [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2026-03-26T23:02:00+00:00","article_modified_time":"2026-03-27T07:03:00+00:00","og_image":[{"width":640,"height":451,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png","type":"image\/png"}],"author":"Redazione OCEAN4FUTURE","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione OCEAN4FUTURE","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247"},"author":{"name":"Redazione OCEAN4FUTURE","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340"},"headline":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 &#8211; di Francesco Mattesini &#8211; parte II","datePublished":"2026-03-26T23:02:00+00:00","dateModified":"2026-03-27T07:03:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247"},"wordCount":2499,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png","articleSection":["Storia Navale"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247","name":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 - di Francesco Mattesini - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png","datePublished":"2026-03-26T23:02:00+00:00","dateModified":"2026-03-27T07:03:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png","width":640,"height":451},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125247#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L\u2019attivit\u00e0 dei sommergibili CB del Mar Nero dopo l\u20198 Settembre 1943 &#8211; di Francesco Mattesini &#8211; parte II"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/ad3962a4283da6a7ba5d2e66f435a340","name":"Redazione OCEAN4FUTURE","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/ba6774c3cc06933a10f7e80f4184a636b9f8fe6f86714a5b2c583173eaf54646?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione OCEAN4FUTURE"},"description":"\u00e8 composta da oltre 60 collaboratori che lavorano in smart working, selezionati tra esperti di settore di diverse discipline. Hanno il compito di\u00a0 selezionare argomenti di particolare interesse, redigendo articoli basati su studi recenti. I contenuti degli stessi restano di responsabilit\u00e0 degli autori che sono ovviamente sempre citati. Eventuali quesiti possono essere inviati alla Redazione (infoocean4future@gmail.com) che, quando possibile, provveder\u00e0 ad inoltrarli agli Autori.","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/redazione-ocean4future"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2398"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125247"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126940,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125247\/revisions\/126940"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}