{"id":125100,"date":"2026-02-06T00:02:00","date_gmt":"2026-02-05T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125100"},"modified":"2026-03-25T18:52:18","modified_gmt":"2026-03-25T17:52:18","slug":"le-operazioni-in-mar-nero-dei-sommergibili-tascabili-italiani-cb-fino-all8-settembre-1943","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125100","title":{"rendered":"Le operazioni in Mar Nero dei sommergibili tascabili italiani CB fino all\u20198 Settembre 1943 dal saggio di Francesco Mattesini &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: REGIA MARINA ITALIANA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Operazioni CB<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019inverno del 1941-1942 la Marina Sovietica del Mar Nero aveva incrementato con i suoi sommergibili e le navi di superficie, gli attacchi contro il traffico marittimo dell\u2019Asse, allora rappresentato da navi rumene, tedesche e italiane, lungo la costa dell\u2019Ucraina e verso gli stretti dei Dardanelli. E ci\u00f2, nell\u2019ambizioso progetto di bloccare i rifornimenti che via mare giungevano alle truppe operanti nelle prime linee del fronte russo, nonch\u00e9 quelli vitalissimi di prodotti petroliferi che dalla Romania (giacimenti e raffinerie di Ploiesti) partivano da Costanza per il Mare Egeo, e di qui raggiungere i porti italiani, in particolare Trieste, passando per il Canale di Corinto. Di fronte agli attacchi, nonch\u00e9 per minacciare pi\u00f9 da vicino il traffico mercantile sovietico che si svolgeva tranquillamente con Sebastopoli, il baluardo della Crimea che sbarrava l\u2019avanzata verso il Caucaso all\u2019Esercito tedesco (Wehrmacht), Berlino ritenne fosse necessario di rafforzare il naviglio leggero nel Mar Nero.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<br \/>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_sf8Q76Biga4\"><div id=\"lyte_sf8Q76Biga4\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/sf8Q76Biga4\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sf8Q76Biga4\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/sf8Q76Biga4\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><br \/>\n<\/span><\/strong><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni 8 e 9 gennaio 1942 la possibilit\u00e0 da parte tedesca di richiedere per il Mar Nero l\u2019appoggio di piccoli mezzi navali italiane fu trasmessa al <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo di Stato Maggiore della Regia Marina, ammiraglio designato d\u2019armata Arturo Riccardi<\/span><\/strong>, prima per telefono e poi per lettera, dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Giuseppe Bertoldi, Ufficiale di Collegamento dello Stato Maggiore della Regia Marina italiana presso l\u2019OKM, l\u2019Alto Comando della Marina germanica, dopo un colloqui avuto con l\u2019ammiraglio Kurt Fricke, Capo del 1\u00b0 Reparto della Seekriegsleitung (SKL), il Comando operativo della Kriegsmarine<\/span><\/strong>. Da queste comunicazioni risultava che il grande ammiraglio Erich Raeder, Comandante in Capo della Marina germanica, lasciava all\u2019ammiraglio Riccardi \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la scelta dei mezzi sommergibili minuscoli, M.A.S., mezzi speciali \u2013 in definitiva ordigni trasportabili per ferrovia<\/span><\/em><\/strong>\u201d, perch\u00e9 al momento attuale era da escludere \u201cuna richiesta di passaggio per i Dardanelli\u201d (fissato nella convenzione di Montreux, Svizzera, del 20 luglio 1936 per le navi dei paesi belligeranti); non era \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">possibile inviare sommergibili tedeschi smontati per la via del Danubio e di altri mezzi minori<\/span><\/em><\/strong>\u201d a causa del fiume ghiacciato; e infine perch\u00e9 \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">i mezzi della Marina da guerra romena non davano sufficiente affidamento<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Il 14 gennaio 1942, durante un incontro tra i Capo di Stato Maggiore delle due Marine, giunti a Garmisch (Baviera) con le loro delegazioni per discutere della situazione generale della guerra, il grande ammiraglio Raeder, mentre si preparava per il mese di aprile ad inviare nel Mar Nero sei motosiluranti e mezzi minori, chiese personalmente all\u2019ammiraglio Riccardi, di impiegare anch\u2019esso nel Mar Nero i suoi Mas.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">2 <\/span><\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-125126\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174627-e1769274464455.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"475\">La richiesta era motivata dalla prossima offensiva di primavera (<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Blu<\/span><\/strong>, in tedesco <strong><span style=\"color: #008000;\">Fall Blau<\/span><\/strong>), che aveva per obiettivo Novorossiysk, sulla costa orientale del Mar Nero, importante porto petrolifero del Caucaso, con lo scopo di risolvere la questione della nafta. Questo particolare fu portato il 25 gennaio dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Riccardi<\/span><\/strong> all\u2019attenzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Ugo Cavallero, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate italiane<\/span><\/strong>, riferendo con lettera Supermarina n. 2293<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">3: &#8220;<\/span><\/sup><em><span style=\"color: #008000;\">In un colloquio personale il Grande Ammiraglio mi ha chiesto se era possibile inviare Mas italiani in Mar Nero. Ho risposto che essi non erano trasportabili per ferrovia ed ho proposto invece l\u2019invio di piccoli sommergibili e di mezzi d\u2019assalto, pur precisando le limitazioni di impiego di questi mezzi. Il Grande Ammiraglio ha ringraziato rilevando che ogni aiuto in Mar Nero sar\u00e0 utilissimo e convenendo che&nbsp;accordi ulteriori al riguardo potranno essere presi per il tramite del Comando Marina Germanica in Roma.<\/span><\/em><\/strong>&#8221;<br \/>\nPoich\u00e9 la Marina tedesca disponeva allora in Mar Mero soltanto di forze piuttosto modeste, in particolare motozattere e naviglio similare, mentre quelle delle Marine della Bulgaria e della Romania erano pressoch\u00e9 inesistenti, e assorbite nella protezione del traffico che svolgendosi nella zona dei Dardanelli che non poteva essere indebolita, Supermarina si convinse che l\u2019unica soluzione restava quella di ricorrere all\u2019afflusso dei piccoli mezzi, come aveva richiesto Raeder, che il 22 febbraio ringrazi\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Riccardi<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">per la messa a disposizione dei mezzi d\u2019assalto della Regia Marina<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, una volta che la richiesta di Raeder fu approvata dal Capo del Governo italiano, Benito Mussolini, fu dato inizio ai preparativi dei mezzi navali e delle basi destinate ad accogliere i Mas e i sommergibili tascabili, il tutto organizzato nella 6a Flottiglia al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Francesco Mimbelli<\/span><\/strong>, gi\u00e0 famoso comandante della torpediniera Lupo, e molto apprezzato dai Tedeschi. Il 24 febbraio, con il Promemoria n. 19 dall\u2019oggetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Invio di unit\u00e0 in Mar Nero<\/span><\/strong>\u201d, Supermarina, l\u2019organo operativo dell\u2019Alto Comando navale, riportava che il giorno 20 il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Kratzenberg<\/span><\/strong>, accompagnato dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Addetto Navale Contrammiraglio Lowish<\/span><\/strong>, aveva \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">visitato i mezzi a La Spezia<\/span><\/strong><\/em>\u201d, che aveva preso tutti gli accordi con i Comandi italiani in loco, e \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">le unit\u00e0 offerte favorevolmente giudicate dai delegati tedeschi<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniva anche fissato che le unit\u00e0 navali italiane sarebbero state \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">alle dipendenze del Comando Marina Germanica in Mar Nero<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Due giorni dopo fu fatto conoscere dal capitano di vascello Kratzenberg che la base dei mezzi navali sarebbe stata a <strong><span style=\"color: #008000;\">Costanza<\/span><\/strong>, in Romania, utilizzando una base appoggio sommergibili rumena.<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">5 <\/span><\/strong><\/sup>Ma a questo punto sorgeva un problema, perch\u00e9 i mezzi non potevano passare per le circostanze politiche dall\u2019Egeo nelle acque della Turchia, nazione neutrale, e quindi, come gi\u00e0 detto, attraverso lo Stretto dei Dardanelli. Unica soluzione rimasta per fare affluire i mezzi nei porti della Romania, le loro basi iniziali, fu quella di far affluire il piccolo naviglio da guerra per via fluviale (Danubio), o addirittura con percorso stradale e ferroviario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Squadriglia di sommergibili tascabili prescelti, la n. 1 &#8211; costituita alla met\u00e0 del 1941 &#8211; si componeva di <strong><span style=\"color: #008000;\">sei unit\u00e0 subacquee del tipo CB<\/span> <\/strong>da 36 tonnellate in emersione e 45 in immersione, dalla lunghezza di 15 metri, progettati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">maggiore del genio navale Spinelli<\/span><\/strong>, e costruiti dalla Ditta Caproni a Milano nel suo cantiere di Tolliedo (i due primi prototipi nel 1939) per conto della Regia Marina italiana, e consegnati, dopo prove che si dichiararono soddisfacenti, sebbene le loro dimensioni ristrette e la scarsa abitabilit\u00e0 dimostrassero di poter essere impiegati soltanto per missioni di breve durata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva si trattava di battelli appositamente studiati per operare per la difesa ravvicinata dei porti e nella guerra antisommergibile sotto costa e in bassi fondali. Lunghi 15 metri e larghi 3, con una velocit\u00e0 massima in superficie, con motore diesel, di 7 nodi e mezzo, e di 6 nodi e mezzo in immersione con motore elettrico, erano guidati da un equipaggio di quattro uomini, portavano all\u2019esterno e lateralmente a centro nave due tubi lanciasiluri da 450 mm,6 avevano una autonomia di 1.400 miglia dalla loro base, e la profondit\u00e0 di collaudo era di 55 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-125130\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174658-e1769275284874.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"514\">Nel maggio del 1943 la Regia Marina formul\u00f2 alla Caproni l\u2019ordine di costruzione di altre 40 unit\u00e0, e altri 10 all\u2019AVIS di Castellamare di Stabia, che per gli avvenimenti succedutisi l\u20198 settembre, preceduti nell\u2019agosto dallo spostamento delle maestranze in altri settori delle costruzioni navali, non poterono essere realizzati che in piccola parte. Per raggiungere una consistenza di 72 CB, la Ditta Caproni si era impegnata di costruirne 6 o 7 al mese. Ma di essi 12 soltanto entrarono in servizio nella Regia Marina, ed altri 14 che si trovavano in costruzione furono ultimati dopo <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">6<\/span><\/strong><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ottenere la maggiore semplicit\u00e0 nella costruzione dei CB i lanciasiluri furono sistemati esternamente allo scafo, e poich\u00e9 non erano stagni durante le azioni di attacco in guerra parecchi lanci fallirono l\u2019obiettivo a causa delle prolungate permanenze in acqua dei siluri. 6 l\u2019armistizio dell\u2019Italia con gli anglo &#8211; americani dalla Marina della Repubblica Sociale Italiana. Complessivamente i sommergibili CB entrati in servizio furono 26. Sul soddisfacente funzionamento di navigazione e operativo dei sommergibili tascabili abbiamo la versione dell\u2019allora comandante del CB-3, <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Giovanni Sorrentino<\/span><\/strong>, che oper\u00f2 in Mar Nero e che nel dopoguerra scrisse:<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">7<\/span><\/sup> &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><em>I CB, dal punto di vista tecnico costruttivo, erano dei veri gioielli, nel senso che, pur con un limitatissimo tonnellaggio, erano dotati di tutte le apparecchiature di un sommergibile normale. Lo scafo resistente permetteva di raggiungere la quota di 50 metri con un coefficiente di resistenza superiore all\u2019unit\u00e0: durante l\u2019addestramento ebbi l\u2019occasione di sostare sul fondo a 65 metri di profondit\u00e0. La propulsione in immersione era assicurata da un motore elettrico che consentiva spunti di velocit\u00e0 di 12 nodi (per un\u2019ora a batterie cariche), mentre per la navigazione di superficie si utilizzava un motore diesel del tipo di quello montato sui grossi automezzi, che consentiva un\u2019autonomia di circa 1.500 miglia a velocit\u00e0 di crociera (5-6 nodi). Lo stesso motore era usato anche per la ricarica delle batterie. Le altre apparecchiature erano costituite da: un impianto idrodinamico calzoni per comandare il movimento dei timoni (orizzontale e verticale) nonch\u00e9 la manovra degli sfoghi d\u2019aria e degli allagamenti; un apparato idrofonico costituito da una sfera di circa 40 cm. di diametro, inizialmente sistemata in coperta al centro della prora ma spostata poi in chiglia in modo da non essere obbligati ad immergersi per effettuare l\u2019ascolto idrofonico; un periscopio fisso con possibilit\u00e0 di visione sia oculare che panoramica. Solo quando era al periscopio, il comandante poteva stare ritto in piedi; altrove bisognava stare seduti o comunque chinati. A prora era posto un ottimo materasso per poter riposare finalmente sdraiati; due tubi di lancio per siluri da 450 mm. sistemati esternamente ai lati dello scafo. &#8221;&nbsp;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-125133\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-01-24-174731-e1769275685111.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"451\"><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">continua<\/span> <strong><em>&#8220;I CB erano dotati di due portelli di ingresso: uno a proravia della torretta, dove stava il Comandante durante la navigazione in superficie e l\u2019altro a poppavia della torretta stessa. Durante la navigazione in superficie con mare calmo, il Comandante poteva sedersi su di una specie di \u201cmensola\u201d saldata in torretta.<\/em><\/strong><\/span> <sup>7&#8243;<\/sup><\/span><strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Francesco Mattesini<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n1 Archivio Ufficio Storico della Marina Militare (AUSMM), Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 9.&nbsp;<br \/>\n<span id=\"ts_3\" class=\"t s8_3\">2 <\/span> <span id=\"tt_3\" class=\"t s9_3\">AUSMM, Supermarina 16 febbraio 1942, <\/span><span id=\"tu_3\" class=\"t sa_3\">Risultato dei colloqui italo <\/span><span id=\"tv_3\" class=\"t sb_3\">\u2013 <\/span><span id=\"tw_3\" class=\"t sa_3\">tedeschi a <\/span> <span id=\"tx_3\" class=\"t sa_3\">Garmisch del 14 e 15 Gennaio 1942<\/span><span id=\"ty_3\" class=\"t s9_3\">.<br \/>\n<\/span> <span id=\"tz_3\" class=\"t s8_3\">3 <\/span> <span id=\"t10_3\" class=\"t s9_3\">AUSMM, <\/span><span id=\"t11_3\" class=\"t sa_3\">Convegno di Garmisch<\/span><span id=\"t12_3\" class=\"t s9_3\">.<br \/>\n<span id=\"t1s_4\" class=\"t s6_4\">4 <\/span> <span id=\"t1t_4\" class=\"t s7_4\">AUSMM, lettera n. Gkdos\/Chefs. 94\/42 A1.<br \/>\n<\/span> <span id=\"t1u_4\" class=\"t s6_4\">5 <\/span> <span id=\"t1v_4\" class=\"t s7_4\">AUSMM, <\/span><span id=\"t1w_4\" class=\"t s8_4\">Scontri Navali e Operazioni di Guerra<\/span><span id=\"t1x_4\" class=\"t s7_4\">, cartella n. 86.<br \/>\n<span id=\"tw_5\" class=\"t s8_5\">6 <\/span> <span id=\"tx_5\" class=\"t s9_5\">Per ottenere la maggiore semplicit\u00e0 nella costruzione dei CB i lanciasiluri furono sistemati <\/span> <span id=\"ty_5\" class=\"t s9_5\">esternamente allo scafo, e poich\u00e9 non erano stagni durante le azioni di attacco in guerra parecchi <\/span> <span id=\"tz_5\" class=\"t sa_5\">lanci fallirono <\/span><span id=\"t10_5\" class=\"t sa_5\">l\u2019obiettivo a causa delle prolungate permanenz<\/span><span id=\"t11_5\" class=\"t s9_5\">e in acqua dei siluri.<br \/>\n<span id=\"t1g_6\" class=\"t s6_6\">7 <\/span> <span id=\"t1h_6\" class=\"t s7_6\">Daniele Lembo, <\/span><span id=\"t1i_6\" class=\"t s8_6\">I sommergibili tascabili italiani nel secondo conflitto mondiale<\/span><span id=\"t1j_6\" class=\"t s7_6\">, Grafica <\/span> <span id=\"t1k_6\" class=\"t s7_6\">Ma.RO, 2006<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125100\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125101\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125102\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125103\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125104\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125105\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA ITALIANA parole chiave: Operazioni CB . 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