{"id":12485,"date":"2025-04-23T00:02:00","date_gmt":"2025-04-22T22:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12485"},"modified":"2026-03-23T17:10:53","modified_gmt":"2026-03-23T16:10:53","slug":"looking-better-future-maritime-security-part","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12485","title":{"rendered":"Le ragioni dell&#8217;instabilit\u00e0 e la maritime security nel terzo millennio &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SICUREZZA MARITTIMA (MARITIME SECURITY)<\/span><\/strong><br>parole chiave: Geopolitica, instabilit\u00e0<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono le cause di instabilit\u00e0 a livello internazionale? Perch\u00e9 il mare \u00e8 elemento cardine della risoluzione delle crisi? Che cosa ci riserver\u00e0 il futuro? Questo articolo vuole sintetizzare un mondo in continua trasformazione il cui futuro si giocher\u00e0 ancora negli oceani.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/PIRATI-1200px-Royal_Marines_Keeping_Watch_Over_Suspect_Dhow_MOD_45152203-1024x674.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 PIRATI-1200px-Royal_Marines_Keeping_Watch_Over_Suspect_Dhow_MOD_45152203-1024x674.jpg\" width=\"1024\" height=\"674\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Royal Marines ispezionano un sambuco sospetto di pirateria vicino allo Yemen. La pirateria al largo delle coste della Somalia rappresenta da diversi anni una minaccia per il commercio internazionale. Nel 2005 l&#8217;Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) segnal\u00f2 l&#8217;aumento degli atti di pirateria &#8211; autore LA (photographer) Dave Jenkins \/ UK MOD &#8211; Fonte http:\/\/www.defenceimagery.mod.uk\/&#8230;.jpg<br><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Royal_Marines_Keeping_Watch_Over_Suspect_Dhow_MOD_45152203.jpg\">Royal Marines Keeping Watch Over Suspect Dhow MOD 45152203.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la fine della guerra fredda l&#8217;impiego delle forze aeronavali per il controllo degli oceani non \u00e8 diminuito. Se vogliamo la natura asimmetrica delle guerre moderne ha aggiunto una dimensione ai conflitti tradizionali che necessitano di assetti diversificati che vengono distaccati per lunghi periodi in aree dove il supporto logistico non \u00e8 sempre assicurato. Le operazioni di sicurezza marittima sono attivit\u00e0 estremamente costose che le marine militari cercano di soddisfare ottimizzando sia l&#8217;impiego delle unit\u00e0 aeronavali che la cooperazione a livello internazionale: un compito non facile perch\u00e9 la coperta, alla fin fine, \u00e8 sempre corta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come \u00e8 cambiato l&#8217;impiego delle forze aeronavali nel III millennio?<\/span><\/strong><\/span><br>Dove un tempo regnavano le corazzate, strumenti statici di affermazione politica, oggi troviamo navi multi-ruolo, dotate di grandi capacit\u00e0 di comando e controllo, che gestiscono operazioni di maritime security per preservare la sicurezza e la stabilit\u00e0 delle rotte marittime. Un compito non facile in quanto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">fare molto con poco<\/span><\/strong>&#8221; \u00e8 un&#8217;equazione complessa, se non senza soluzioni, resa ancora pi\u00f9 impervia dalle incertezze politiche che caratterizzano questo nuovo millennio.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/PIRATI-US_Navy_100513-N-1082Z-039_Members_of_the_visit_board_search_and_seizure_team_from_the_amphibious_dock_landing_ship_USS_Ashland_LSD_48_speak_with_crew_members_of_a_fishing_dhow-1024x731.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 PIRATI-US_Navy_100513-N-1082Z-039_Members_of_the_visit_board_search_and_seizure_team_from_the_amphibious_dock_landing_ship_USS_Ashland_LSD_48_speak_with_crew_members_of_a_fishing_dhow-1024x731.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Membri della squadra ispettiva della nave da sbarco anfibia USS Ashland (LSD 48) interrogano i membri dell&#8217;equipaggio di un dhow da pesca.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Ashland fa parte del Nassau Amphibious Ready Group a supporto delle operazioni di sicurezza marittima e delle operazioni di cooperazione per la sicurezza del teatro. Fonte <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">U.S. Navy &#8211; autore specialista di comunicazione di massa 2<sup>nd<\/sup> classe Jason R. Zalasky\/rilasciato <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:US_Navy_100513-N-1082Z-039_Members_of_the_visit,_board,_search_and_seizure_team_from_the_amphibious_dock_landing_ship_USS_Ashland_(LSD_48)_speak_with_crew_members_of_a_fishing_dhow.jpg\">US Navy 100513-N-1082Z-039 &#8230; team from the amphibious dock landing ship USS Ashland (LSD 48) speak with crew members of a fishing dhow.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quale futuro?<\/span><\/strong><\/span><br>Per prevedere cosa ci riserver\u00e0 il prossimo futuro ci vorrebbe davvero una sfera di cristallo; gli studiosi di geopolitica aggiornano continuamente le loro previsioni che sono basate sulle trasformazioni continue degli scenari mondiali; in realt\u00e0, al di l\u00e0 delle interpretazioni sulle &#8220;nuove&#8221; politiche delle superpotenze e sui ruoli dei Paesi emergenti, i fattori che entrano sempre pi\u00f9 in gioco sono ben altri: la dinamicit\u00e0 del mondo in cui viviamo, combattuto tra globalismo e neo sovranit\u00e0 nazionali, apre delle riflessioni che vanno oltre gli aspetti puramente politici ma includono, in un gigantesco contenitore, elementi legati alla sopravvivenza della nostra specie. La situazione internazionale potrebbe quindi sfuggire di mano alle superpotenze con il dilagare delle instabilit\u00e0 regionali e conseguenze imprevedibili nel campo marittimo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stato attuale ogni ipotesi ha le sue valenze e possiamo solo cercare di stimare le tendenze politiche ed economiche che potrebbero influenzare solo in parte il futuro. In realt\u00e0, leggendo i lavori di molti gruppi di pensiero (come il saggio <a href=\"https:\/\/www.act.nato.int\/images\/stories\/events\/2009\/mfp\/20090503_MFP_annexes.pdf\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Multiple Future<\/span><\/strong><\/a>, prodotto dallo staff dell&#8217;Allied Command Transformation), ci accorgiamo che fattori considerati un tempo minimali assumeranno in un prossimo futuro un peso sempre maggiore e potrebbero soppiantare qualsiasi dottrina di affermazione politica basata sulla deterrenza.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una strada senza ritorno o qualcosa di gi\u00e0 visto?<\/span><\/strong><\/span><br>In realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo e ogni giorno stiamo rileggendo pagine di un vecchio libro abbandonato in cantina ma sempre valido; tutto \u00e8 gi\u00e0 accaduto negli ultimi ventimila anni e purtroppo accadr\u00e0 ancora: l&#8217;instabilit\u00e0 regna da sempre sul pianeta ma pu\u00f2 dilagare in tutta la sua pericolosit\u00e0 quando emerge una mancanza di visione politica globale: un nuovo ordine mondiale. Questo pu\u00f2 provocare il collasso dei Paesi dominanti o uno stillicidio di piccoli conflitti che provocano emergenze sociali sempre pi\u00f9 devastanti.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/instabilita-sociali.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12818\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/instabilita-sociali.jpg\" alt=\"instabilita' sociali\" width=\"845\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/instabilita-sociali.jpg 1127w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/instabilita-sociali-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/instabilita-sociali-1024x486.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 845px) 100vw, 845px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa dell\u2019instabilit\u00e0 sociale attuale e delle tensioni interne di ogni singola nazione. La situazione andr\u00e0 a peggiorare a causa della lotta per le risorse e per i cambiamenti climatici che genereranno aree invivibili a meno di interventi globali di sostegno&nbsp; \u2026 Fonte <a href=\"http:\/\/www.transizioneculturale.brucofalla.com\/sistema-socio-economico\/articoli-societa\/la-guerra-civile-globale-la-mappa-dellinstabilita-sociale-si-diffonde\/\">articolo&nbsp;<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Instabilit\u00e0 politica e sociale<\/span><\/strong><\/span><br>L&#8217;instabilit\u00e0 dipende da molti fattori che richiederebbero ognuno un&#8217;analisi approfondita. <strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, consapevoli dell&#8217;ovviet\u00e0, potremmo dire che essa deriva dall&#8217;effettiva incapacit\u00e0 di fornire alle persone ci\u00f2 di cui hanno bisogno.<\/span><\/strong> Dall&#8217;era industriale, le Nazioni hanno cercato di colmare il calice amaro della povert\u00e0 delle classi meno agiate con il progresso tecnologico: apparentemente, nei paesi pi\u00f9 sviluppati viviamo meglio di come vivevano i nostri antenati un centinaio di anni fa. Siamo in grado di comunicare e di muoverci con facilit\u00e0 ed abbiamo strutture sanitarie che consentono di diagnosticare malattie e trattare disagi sociali un tempo senza speranza. Lo sviluppo delle scienze ci prospetta quindi una vita migliore attraverso lo sviluppo di strumenti sempre pi\u00f9 efficienti. Tuttavia, il progresso non \u00e8 gratuito e richiede sempre pi\u00f9 materie prime, il cui flusso deve essere assicurato da un ambiente geopolitico ed economico adeguato. Una maggiore richiesta comporta la necessit\u00e0 di approvvigionare beni e trasferirli da zone diverse verso i siti di produzione; ma la maggior parte di queste risorse sono situate in aree dove il social divider \u00e8 molto forte ovvero dove esistono differenze sociali importanti. Le popolazioni di quelle regioni combattono quotidianamente con gravi conflitti interni, fame, malattie endemiche, disorganizzazione sociale sistemica e amministrazioni corrotte che comportano esodi migratori incontrollati. Il fenomeno \u00e8 ben noto alle Nazioni Unite con il nome di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Environmental Peacekeeping<\/span><\/strong>\u201d, ovvero l&#8217;impiego di una forza d\u2019intervento sotto il controllo del Consiglio di Sicurezza in grado di operare in situazioni di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">conflitto ambientale<\/span><\/strong>\u201d. Di fatto si prevede che nel prossimo futuro, anche a causa dei cambiamenti climatici, ci sar\u00e0 un&#8217;esacerbazione delle situazioni di crisi e, probabilmente, pi\u00f9 del 40% delle guerre saranno collegate a risorse naturali essenziali come l&#8217;acqua, le risorse ittiche e la terra da coltivare.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La globalizzazione ha esacerbato queste situazioni, aumentando la forbice sociale e vendendo, tramite i mass media, facili illusioni di benessere che portano quei disperati a migrare verso zone ritenute (erroneamente) pi\u00f9 idonee per la loro sopravvivenza.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci insegna che questo fenomeno, sebbene comprensibile, sia foriero di seri problemi sociali. Gli Umani, da circa 70.000 anni si sono sempre spostati verso aree pi\u00f9 floride, invadendo altri popoli per acquisire maggiori risorse e ricchezze. Le interazioni forzate, vere e proprie invasioni, causarono guerre sanguinose, spesso giustificate con motivi religiosi, che furono risolte solo con la vittoria di una parte sull&#8217;altra. Oggigiorno, per facile ipocrisia,&nbsp; spesso usiamo il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">situazione di crisi<\/span><\/strong>&#8221; per non utilizzare la parola <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra<\/span><\/strong>, sinonimo di un fallimento delle politiche estere. Non importa che siano conflitti conclamati o di guerra fredda, gli effetti sulla stabilit\u00e0 sociale sono per\u00f2 gli stessi.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro grande problema \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">comprensione tra i popoli<\/span><\/strong>, un traguardo auspicabile ma molto difficile da raggiungere. Nonostante secoli di dissertazioni filosofiche abbiano permesso alla nostra societ\u00e0 di diventare ci\u00f2 che siamo, altri Paesi del mondo hanno avuto uno sviluppo sociale diverso, non sempre paragonabile con il nostro (nel male e nel bene). Queste ovvie differenze tra differenti civilt\u00e0 sono spesso alla base dell&#8217;intolleranza che causa forti reazioni sociali: dall&#8217;estremismo al fondamentalismo. Nei secoli, nel mondo occidentale siamo passati attraverso lotte di religione e guerre sanguinose che spesso hanno coinvolto tutto il mondo conosciuto ma le lezioni apprese non sembrano essere state comprese. Esistono tuttora situazioni non risolte che ci affliggono, favorendo sentimenti xenofobi irrazionali che derivano principalmente dall&#8217;ignoranza delle masse, nel tempo diseducate, svuotandole della loro cultura e riempiendo il vuoto della loro ormai limitata capacit\u00e0 analitica con programmi demenziali e talk show. Un fenomeno comune che si riscontra nei Paesi occidentalizzati dove, nonostante la maggiore disponibilit\u00e0 dei mezzi di comunicazione, il livello medio di educazione \u00e8 preoccupante. Un terreno fertile per <em><span style=\"color: #008000;\"><strong>fake news<\/strong>, <\/span><\/em>utili strumenti per la&nbsp; manipolazione della verit\u00e0 oggettiva.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una domanda che spesso sorge spontanea \u00e8 se ci siamo veramente evoluti in questi ultimi duemila anni?<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascoltando le notizie di tutti i giorni ci si rende conto che in realt\u00e0 non siamo ancora usciti dalla foresta. Le notizie mostrano una societ\u00e0 occidentale indebolita, in continuo affanno che sta perdendo la propria identit\u00e0 e le proprie radici. Ma la cosa ancor pi\u00f9 grave \u00e8 che questa opinione \u00e8 condivisa dalle altre civilt\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">La tanto solennizzata globalizzazione, universalmente benedetta come strumento di comune benessere, alla fine ha rivelato un suo lato oscuro, distruggendo rapporti sociali e di fatto creando le basi di maggiore instabilit\u00e0. <\/span><\/strong>Il ceto medio \u00e8 stato cancellato e le identit\u00e0 nazionali sono state indebolite sotto l&#8217;illusione di un &#8220;comune&#8221; benessere economico. Di fatto la globalizzazione ha comportato un pericoloso indebolimento delle sovranit\u00e0 nazionali giustificandolo come un avvicinamento (o forse dovrei dire un appiattimento) tra i popoli.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pu\u00f2 esistere una pan-cultura o dobbiamo guardare al futuro come un insieme di differenti culture unite solo dall&#8217;interesse comune?<\/span><\/strong><\/span><br>Le esperienze del XX secolo ci hanno fatto comprendere che la ricerca di un livellamento sociale, economico e culturale mondiale, chiamato globalizzazione, \u00e8 fallimentare. Nel III millennio non possiamo pensare di cambiare il modo di pensare degli altri. La trasformazione sociale \u00e8 un processo lento che dovrebbe essere digerito attraverso secoli di discussioni interne. Il nostro &#8220;arrogante&#8221; pensiero di essere in grado di cambiare il modo di vivere con la tecnologia \u00e8 puramente un utopia e sta iniettando il seme della ribellione nelle generazioni pi\u00f9 giovani che spesso sembrano aver perso il senso della realt\u00e0, incantati dai nuovi mezzi disponibili. Sempre pi\u00f9 spesso la percezione del mondo si allontana dalla realt\u00e0. Ad esempio, \u00e8 emerso che l&#8217;Italia si colloca al decimo posto nel modo per &#8220;ignoranza&#8221;. Siamo \u2018ignoranti\u2019, voce del verbo ignorare, in quanto spesso ignoriamo dati e fatti fondamentali su temi importanti che dovrebbero pilotare le nostre scelte. Ma siamo in buona compagnia: in molti paesi occidentali la &#8220;cultura&#8221; \u00e8 patrimonio di pochi per cui stiamo diventando tutti &#8220;diversamente in-colti&#8221;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/huntington.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-12823 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/huntington.jpg\" alt=\"huntington\" width=\"195\" height=\"297\"><\/a>In una situazione come questa non c&#8217;\u00e8 da meravigliarci se altre culture siano viste come un pericolo, portando ad un inevitabile scontro di civilt\u00e0 come scrisse Samuel P. Huntington nel &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">The Clash of civilizations and the remaking of World Order<\/span><\/strong>&#8220;. Questa visione pu\u00f2 sembrare molto riduttiva e pericolosa in quanto vede i Paesi occidentali (Europa occidentale, Stati Uniti e Canada) e apparentemente simili fra loro, contrapporsi ad altre civilt\u00e0. L&#8217;utopia di una civilt\u00e0 universale, basata sul rispetto della democrazia e dei diritti umani, si scontra con una realt\u00e0 che vede altre civilt\u00e0 crescere sia dal punto di vista demografico che tecnologico, di fatto senza sentire nessun desiderio di allinearsi con la nostra.<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>fine I parte &#8211; continua<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12485\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/96682\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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