{"id":124629,"date":"2026-02-15T00:02:00","date_gmt":"2026-02-14T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=124629"},"modified":"2026-03-20T15:15:33","modified_gmt":"2026-03-20T14:15:33","slug":"sardegna-nuragica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124629","title":{"rendered":"Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche di Pierluigi Montalbano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: II MILLENNIO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Sardegna<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziano oggi la pubblicazione di un interessante saggio del <strong><span style=\"color: #008000;\">prof. Pierluigi Montalbano<\/span><\/strong> dell&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari, sulle navicelle nuragiche, pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Academia.edu<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/3370753\/Sardegna_Le_navicelle_bronzee_nuragiche\">Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche<\/a>, che descrive le caratteristiche culturali e la metallurgia pre-protostorica della grande civilt\u00e0 nuragica, descrivendo le caratteristiche delle imbarcazioni tra il II ed il I millennio a.C. Buona lettura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sardegna: le navicelle bronzee nuragiche di Pierluigi Montalbano<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Premessa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nHo pensato di realizzare questo lavoro partendo dagli aspetti materiali delle culture che si sono succedute durante le et\u00e0 del Bronzo. Finalizzata all\u2019indagine degli aspetti legati alla produzione delle navicelle bronzee, la ricerca \u00e8 partita dal periodo precedente, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Neolitico<\/span><\/strong>, utilizzando un linguaggio semplice, fruibile anche da chi volesse avvicinarsi alla lettura non avendo conoscenze archeologiche <strong><span style=\"color: #008000;\">poich\u00e9 sono convinto che la divulgazione sia uno dei pilastri che compongono le fondamenta delle discipline storiche e archeologiche.<\/span> <\/strong>Questo lavoro \u00e8 dedicato anche a quelle figure che lavoreranno a contatto con i turisti, spesso stranieri e che devono, pertanto, impadronirsi di un vocabolario di termini semplici e di facile comprensione. Ritenendo opportuno \u201ccalarmi nei panni del visitatore di siti\u201d ho preferito dare un senso logico e storico alla trattazione, evitando di dettagliare con termini inusuali ogni argomento. Sono convinto che ci\u00f2 che caratterizza il \u201cmodo di vivere\u201d di una popolazione sia strettamente legato all\u2019ambiente che lo circonda.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">La mia proposta ha tre obiettivi:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">1) mostrare la qualit\u00e0 delle scoperte e delle invenzioni antiche, molte delle quali si sono mantenute attuali almeno fino alla rivoluzione industriale;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">2) indagare sui motivi che hanno spinto le popolazioni protosarde a fare della produzione e del commercio dei prodotti metallurgici una attivit\u00e0 primaria;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">3) partecipare all\u2019acquisizione della consapevolezza che in Sardegna esiste la possibilit\u00e0 di incrementare il turismo valorizzando le risorse architettoniche e materiali dei nostri antenati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine ha affrontato diversi aspetti che legano la metallurgia alle abitudini di vita delle popolazioni: sfruttamento del sottosuolo, produzione, circolazione e variet\u00e0 dei manufatti. I prodotti erano richiesti per soddisfare diversi bisogni: attrezzature da lavoro e da guerra, ornamenti e doni votivi. Si svilupparono reti di scambi commerciali per l\u2019approvvigionamento di materie prime non disponibili.<br \/>\nPrima di addentrarci nella descrizione occorre fare una considerazione: ogni studioso di archeologia sa bene che prima di affermare la validit\u00e0 di una datazione occorre valutare la congruit\u00e0 tra i campioni esaminati e il contesto che si vuole trattare, manufatti mobili o immobili che siano, e ci\u00f2 indipendentemente dal metodo di datazione che si voglia privilegiare. A mio parere questa responsabilit\u00e0 \u00e8 competenza della fisica e di altre scienze, che devono collaborare in stretto accordo con l\u2019archeologia. Le date riportate in questo lavoro, di conseguenza, non sono frutto di analisi personali ma derivano esclusivamente dalla lettura dei testi riportati nella bibliografia. Il nocciolo di questo lavoro include i rapporti di scambio che si sono creati tra i protosardi e le altre popolazioni mediterranee che, venendo a contatto con la Sardegna e con le sue risorse metallifere, ne hanno influenzato, nel bene e nel male, le abitudini di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strozzatura fra Lilibeo e Capo Bon, che per Frau rappresentano le Colonne d\u2019Ercole, ha diviso il bacino del Mediterraneo in due parti per lungo tempo, occidentale e orientale. Quando l\u2019area italiana entr\u00f2 pienamente nell\u2019et\u00e0 storica, intorno alla met\u00e0 dell\u2019VIII a.C., proprio il Canale di Sicilia costitu\u00ec lo spartiacque fra due aree separate e distinte:<strong><span style=\"color: #008000;\"> il mondo della colonizzazione greca da un lato e quello della colonizzazione commerciale fenicia, e poi cartaginese, dall\u2019altro.<\/span> <\/strong>Sporadicamente ci furono scontri, non unicamente commerciali, per il controllo della Sicilia, chiave strategica di controllo dello stretto e dei traffici di materie prime che vi transitavano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-125351\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Sardegna_densita_nuragica.svg.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"1229\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Sardegna_densita_nuragica.svg.png 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Sardegna_densita_nuragica.svg-156x300.png 156w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carta della densit\u00e0&nbsp;<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">per Km<span style=\"line-height: 1; height: 0px; vertical-align: baseline; position: relative; font-size: 10px; bottom: 1ex;\">2 <\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">dei nuraghi in Sardegna, 2013 &#8211; Fonte elaborazione su disegno di T. Kriek pubblicata su Giovanni Lilliu: <em>La civilt\u00e0 dei Sardi dal Paleolitico all&#8217;et\u00e0 dei Nuraghi<\/em>, 2003 &#8211; Autore Fulvio314<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Aristotele<\/span><\/strong>, il mare oltre le Colonne sarebbe poco profondo e non ventoso, per <strong><span style=\"color: #008000;\">Dicearco, citato da Polibio<\/span><\/strong>, le Colonne sarebbero state, rispetto al Peloponneso, pi\u00f9 vicine che non la fine dell\u2019Adriatico; <strong><span style=\"color: #008000;\">Erodoto<\/span><\/strong>, a proposito delle fonti di approvvigionamento dello stagno, afferma esplicitamente di non sapere dove finisca l\u2019Europa a Occidente: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8230; queste che ho nominato sono le regioni estreme in Asia e in Libia; per quelle d\u2019Europa, a Occidente, non posso dire nulla con sicurezza&#8230; come non so che vi siano delle Isole Cassiteridi, dalle quali ci verrebbe lo stagno<\/span><\/em><\/strong>&#8221; (Storie, III, 115).<br \/>\nSolo a seguito dello stimolo fornito dalle conquiste di Alessandro Magno a Oriente, che avevano ampliato considerevolmente il mondo conosciuto, Eratostene nella met\u00e0 del III a.C. spost\u00f2 verso ovest la posizione delle Colonne, modificando in tal modo le concezioni geografiche precedenti. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardegna<\/span><\/strong>, che gli antichi percepivano come un\u2019isola assai pi\u00f9 grande di come sia realmente a causa delle sue coste frastagliate, finisce cos\u00ec per trovarsi &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">al di l\u00e0 delle Colonne d\u2019Ercole<\/span><\/strong>&#8220;, fornendo una imprevista chiave di lettura al vecchio mito dell\u2019Isola di Atlante inventato da Platone, sulla cui ipotetica identit\u00e0 storica sono stati versati fiumi di inchiostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paesaggio dell\u2019isola \u00e8 ancora oggi dominato dalle maestose e inquietanti strutture dei nuraghi, che non trovano precisi paralleli in altre parti dell\u2019occidente mediterraneo. La loro disposizione strategica, a controllo di coste, vie di penetrazione e aree minerarie doveva rendere l\u2019antica isola un territorio presidiato palmo a palmo. La civilt\u00e0 che li ha prodotti, quella nuragica, presenta ancora oggi lati poco noti; solo negli ultimi decenni la ricerca archeologica ha condotto indagini sistematiche e metodologicamente moderne per giungere a una migliore e pi\u00f9 approfondita comprensione delle sue dinamiche storiche e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mare \u00e8 il vero protagonista dei commerci dell\u2019antichit\u00e0 e i Nuragici erano probabilmente abili naviganti, come ci testimoniano le loro navicelle bronzee, rinvenute sia sull\u2019isola che nell\u2019Italia continentale, che riproducono con sorprendente capacit\u00e0 tecnica le imbarcazioni di questo popolo.<\/span> <\/strong>Il Mediterraneo \u00e8 da sempre un mare che, pi\u00f9 che separare, unisce genti e culture, anche quando sono, almeno ufficialmente, diverse e ostili, come ben dimostra il caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Eracle\/Melkart<\/span><\/strong>, che aiutava e proteggeva con eguale sacra benevolenza i marinai greci, i levantini e gli altri partecipanti a quella koin\u00e8 commerciale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il dovere primario di ciascun ricercatore \u00e8 il dubbio:<\/span> <\/strong>induce a escogitare nuove ipotesi, per poi vagliarle e magari rielaborarle ancora, ma che spinge sempre a cercare pi\u00f9 in l\u00e0, a superare quelle &#8220;invalicabili&#8221; Colonne d\u2019Ercole che sono ovunque, perch\u00e9 in noi stessi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Istoria<\/span><\/strong>, nell\u2019antica lingua greca, vuole dire inizialmente proprio investigazione, indagine. Persino solo su un dubbio. Bisogna essere disposti poi a ragionarci, a discuterne e a cercare conferme o smentite, magari impastate insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Introduzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nel II Millennio a.C. la metallurgia fu la scoperta tecnologica caratterizzante, tanto da dare il nome a diverse fasi culturali della preistoria e della protostoria: Et\u00e0 del Rame o Calcolitico, Et\u00e0 del Bronzo e del Ferro.<\/span><\/strong><br \/>\nDella metallurgia interessano diversi aspetti: la ricerca dei minerali, i processi di fusione, il commercio delle materie prime e dei manufatti. A seguito della scoperta dei metalli nacquero nuove professioni come quella del fabbro itinerante.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">La civilt\u00e0 nuragica si svilupp\u00f2 tra l\u2019Et\u00e0 del Bronzo e gli inizi del I Ferro<\/span><\/strong> e ancora oggi ci sorprendiamo nell\u2019ammirare tanto i resti delle pi\u00f9 elaborate architetture dell\u2019epoca, i nuraghi, quanto i manufatti che gli artigiani, in particolare i fonditori, seppero creare, a cominciare dalle armi e dalle sculture. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardegna<\/span><\/strong> fu tra le protagoniste nei tempi della prima metallurgia, grazie soprattutto alle miniere di rame e argento. Questi metalli, dopo l\u2019ossidiana, hanno interessato i commerci in tutto il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019altra isola diede impulso ai commerci dell\u2019epoca: Cipro, la terra del rame. Insieme a Creta e alla Sardegna, costituivano l\u2019asse portante dei commerci navali nel Mediterraneo.<\/span><\/strong><br \/>\nTutti i popoli che si affacciavano sul Mediterraneo cercavano di scambiare i propri prodotti con le materie prime ricavate dalle miniere, poich\u00e9 i minerali erano di difficile reperibilit\u00e0, ad esempio lo stagno. Per ottenere un bronzo di qualit\u00e0 si aggiungeva al rame una percentuale di stagno del 10% circa. Giacimenti quantitativamente interessanti si trovavano in Cornovaglia, Bretagna e Spagna, lontani dalle miniere di rame. Una delle vie commerciali di tale minerale, la cosiddetta \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">via dello stagno<\/span><\/strong>\u201d, transitava attraverso lo stretto di Gibilterra. Una valida alternativa era offerta via terra partendo dalla Liguria, attraverso i territori di Francia e Spagna. Lungo queste vie sorsero approdi e centri di scambio che incrementarono la ricchezza delle popolazioni produttrici di tali risorse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7662\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1.jpg\" alt=\"\" width=\"649\" height=\"603\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1.jpg 555w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Navicelle-1-300x279.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mare era sostanzialmente un\u2019autostrada commerciale e la Sardegna non poteva essere estranea nel II Millennio a.C. quando ospit\u00f2 circa 8.000 nuraghi distribuiti a controllo di ogni palmo del territorio.<\/span><\/strong> I nuraghi complessi, i grandi castelli dell\u2019isola, necessariamente sono in rapporto con la disponibilit\u00e0 di notevoli risorse economiche e la circolazione di considerevoli quantit\u00e0 di metallo, come peraltro confermano i frequenti ritrovamenti di lingotti in rame. Ma finch\u00e9 furono costruiti i nuraghi tra il XVI e il X secolo a.C, le rappresentazioni della divinit\u00e0 in epifania antropomorfa o zoomorfa sono essenzialmente aniconiche (betili, disegni schematici della testa taurina).<br \/>\nIntorno al X secolo a.C. dopo 600 anni si assiste a un epocale cambio strutturale nella societ\u00e0 protosarda. Il crollo dei nuraghi, dovuto probabilmente alla scarsa manutenzione causata dal costo notevole e al venir meno della sua simbologia legata alla maestosit\u00e0, provoca un effetto collaterale: la cacciata dei capi della obsoleta societ\u00e0, precedentemente divisa in clan contrapposti, lascia il posto a governi presieduti da assemblee di anziani, verosimilmente rappresentanti di famiglie aristocratiche. I nuraghi non sono pi\u00f9 costruiti e quelli in buono stato, o di propriet\u00e0 di famiglie con notevoli risorse economiche, sono trasformati in luoghi di culto, come attestano gli scavi archeologici condotti al loro interno che hanno portato alla luce altari, vasche e materiali legati alla religiosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Primo Ferro le espressioni figurative cambiano profondamente e appaiono le rappresentazioni a tutto tondo antropomorfe e zoomorfe, soprattutto in bronzo, ma anche in pietra e terracotta. La nuova classe dirigente consacra lo status di leaders della comunit\u00e0 attraverso piccole sculture bronzee che rappresentavano dei ed eroi da cui essi discendevano. Erano realizzate con il metodo della fusione a cera persa, a dimostrazione che i nuragici padroneggiavano la metallurgia gi\u00e0 da molto tempo. Queste opere d\u2019arte mostrano guerrieri, sacerdoti, oggetti d\u2019uso comune, offerte, e immagini d\u2019animali a tutto tondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In questo lavoro l\u2019attenzione \u00e8 per\u00f2 rivolta ad altre sculture di pregio in bronzo: le incantevoli navicelle.<\/span><\/strong> Sul significato di questi manufatti ancora oggi non c\u2019\u00e8 un\u2019interpretazione univoca da parte degli archeologi. Si \u00e8 pensato alla funzione votiva, a quella pratica di lucerna e di prezioso oggetto di scambio fra i capi delle societ\u00e0 aristocratiche, anche al di fuori dell\u2019isola. Va detto che una funzione non esclude le altre, ma certo il fatto che tali navicelle fossero di bronzo e non in semplice terracotta dimostra la loro pertinenza a famiglie o a gruppi che volevano ostentare il proprio status e la non comune disponibilit\u00e0 economica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Attraverso questi preziosi bronzi, emerge la conoscenza del mare e delle tecniche di navigazione, e soprattutto la tessitura di rapporti con altre regioni (Etruria, Magna Grecia) e popoli (Etruschi e Greci) che si affacciavano nel Mediterraneo.<\/span><\/strong><br \/>\nNegli scafi sono raffigurati numerosi animali e altri simboli che marcano il dominio sui prodotti della terra oltre che il legame con le antiche forze della natura che essi rappresentano. Le navicelle sono certamente riproduzioni di barche dell\u2019epoca e possono essere classificate in base alla forma dello scafo; questo pu\u00f2 essere cuoriforme, ellittico come le capienti navi da trasporto o a sezione trapezoidale come le veloci navi da guerra dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutte le riproduzioni di bronzo, come le navi nella realt\u00e0, mostrano una protome prodiera di un animale che simboleggia l\u2019epifania della divinit\u00e0 che protegge la barca e l\u2019equipaggio.<\/span><\/strong> A differenza delle navi fenicie che propongono la testa equina, in Sardegna primeggia la <strong><span style=\"color: #008000;\">testa del bue<\/span> <\/strong>che, sul piano simbolico, rappresenta l\u2019animale pi\u00f9 importante fin dal Neolitico finale, quando fu raffigurato nelle domus de janas. Oltre la met\u00e0 delle barchette \u00e8, infatti, caratterizzata dalla protome bovina. Gli altri animali pi\u00f9 frequentemente rappresentati sono <strong><span style=\"color: #008000;\">il cervo, il muflone, l\u2019ariete, il caprone.<\/span> <\/strong>Nella corrispondente produzione in terracotta, scoperta nel tempio\/nuraghe di Su Mulinu a Villanovafranca da Ugas, compaiono anche esemplari di navicelle con protome ornitomorfa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I singoli elementi costruttivi fanno emergere la dimestichezza dei sardi nuragici con il mare: alberi, modanature laterali, coffe di avvistamento, battagliole, barre di rinforzo e scalmi.<\/span> <\/strong>La presenza di anelli per la sospensione e peducci alla base per poggiare gli oggetti su un piano, suggeriscono l\u2019utilizzo di alcune navicelle anche come lucerne, forse in occasione di riti liturgici importanti. Pi\u00f9 incerta \u00e8 l\u2019interpretazione delle colombelle che si possono ammirare sopra gli alberi. Per alcuni studiosi si tratterebbe della rappresentazione di veri animali che erano imbarcati per individuare la rotta da seguire, vista la loro capacit\u00e0 di dirigersi verso terra se sono liberati. <strong><span style=\"color: #008000;\">Altri archeologi ipotizzano la funzione simbolica: quella della Dea femminile della fertilit\u00e0, protettrice della navigazione. La mia idea \u00e8 legata, invece, alla volont\u00e0 dei committenti di rappresentare il cielo attraverso i due astri pi\u00f9 importanti: il sole e la luna.<\/span><\/strong><br \/>\nLe navi dell\u2019epoca possono classificarsi da guerra o da carico: La forma stretta e lunga delle prime serve a ospitare tanti rematori per raggiungere una grande velocit\u00e0; la sagoma larga e corta delle imbarcazioni da carico \u00e8 idonea, invece, per aumentare la capienza. Non \u00e8 un caso se l\u2019albero per le vele sia una prerogativa esclusiva di queste navicelle panciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sculture bronzee sono diffuse in tutto il territorio dell\u2019isola. Oggi se ne contano oltre 150 e una dozzina sono state rinvenute anche nella penisola, prevalentemente in Toscana e nel Lazio. La cronologia \u00e8 ancora al vaglio degli studiosi; secondo alcuni (Lo Schiavo) le prime barchette sarde risalirebbero al secolo XI a.C. Altri (Lilliu, Ugas) invece ritengono, sulla base delle stratigrafie e dei contesti che non siano anteriori al IX a.C. La mia opinione \u00e8 che i dettagli che mostrano sono frutto di un lungo apprendistato da parte degli artigiani, e che ragionevolmente si pu\u00f2 proporre un secolo di perfezionamento stilistico, cos\u00ec da portare la cronologia delle prime ad attestarsi intorno al 1.000 a.C.<br \/>\nLa produzione dur\u00f2 almeno fino al VI a.C. e ancora oggi questi preziosi oggetti sono copiati per la loro originalit\u00e0 e bellezza. Diversi esemplari fanno parte di collezioni svizzere, tedesche e statunitensi e ci\u00f2 dimostra indirettamente la straordinaria rilevanza anche estetica di queste opere, che talora appaiono come veri e propri capolavori.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Pierluigi Montalbano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">estratto dal saggio <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/3370753\/Sardegna_Le_navicelle_bronzee_nuragiche?email_work_card=view-paper\">Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche<\/a><br \/>\nCapitolo I&nbsp; Caratteristiche culturali e la metallurgia pre-protostorica in Sardegna<br \/>\nnon tutte le immagini sono tratte dal saggio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124629\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125362\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125368\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125369\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124623\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125370\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: II MILLENNIO a.C. AREA: DIDATTICA parole chiave: Sardegna . Iniziano oggi la pubblicazione di un interessante saggio del prof. 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