{"id":124300,"date":"2026-01-10T00:02:00","date_gmt":"2026-01-09T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=124300"},"modified":"2026-03-25T18:57:41","modified_gmt":"2026-03-25T17:57:41","slug":"il-misterioso-caso-della-eagle-s-mercantile-sospettato-di-appartenere-alla-flotta-ombra-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124300","title":{"rendered":"Il misterioso caso della Eagle S, mercantile sospettato di appartenere alla flotta ombra di Putin"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SICUREZZA MARITTIMA<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: flotta ombra, Russia, Finlandia, Estonia, Svezia<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Se, come disse Von Clausewitz<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>, ogni periodo storico ha il suo tipo di guerra, la <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra ibrida<\/span><\/strong> sar\u00e0 sicuramente la protagonista del III millennio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine <em><strong><span style=\"color: #008000;\">ibrida<\/span><\/strong><\/em> fa presupporre la sua essenza: <strong><span style=\"color: #008000;\">una strategia che mescola azioni tipiche delle guerre convenzionali con metodi irregolari che vanno dalla guerra psicologica, alla disinformazione agli attacchi cyber fino alle apparentemente banali e inoffensive fake news<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 comporta che, in un\u2019era dominata dalla comunicazione, anche azioni subdole e di basso impatto bellico possono colpire l&#8217;immaginario collettivo, suscitando paure spesso non razionali e, cosa non indifferente, consentire ai Paesi antagonisti di mascherare le proprie responsabilit\u00e0 confinandole nella zona grigia del dubbio. In questa guerra spesso non dichiarata concorrono i mezzi di comunicazione, inclusi i social, che possono pilotare l\u2019opinione pubblica attraverso fake news, di fatto creando false verit\u00e0. L\u2019argomento meriterebbe sicuramente pi\u00f9 di un approfondimento, ma oggi vorrei parlarvi di un argomento che appare e scompare sulle news, suscitando attenzione e curiosit\u00e0, ovvero l\u2019impiego di mercantili di dubbia appartenenza che si suppone siano a servizio della Russia. Secondo numerose fonti internazionali, queste navi cargo alquanto misteriose eserciterebbero azioni illecite che vanno dal contrabbando di materiali sottoposti ad embargo allo spionaggio e sabotaggio di infrastrutture civili di importanza strategica come oleodotti e cavi di comunicazione digitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, la cosiddetta <strong><span style=\"color: #008000;\">flotta ombra<\/span><\/strong> consisterebbe in una rete clandestina di centinaia di mercantili di diverse dimensioni e usi, inizialmente gestita da Mosca per eludere le sanzioni emanate dai Paesi del G7 e dell&#8217;Unione Europea a seguito dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina nel 2022 per impedire il commercio del suo greggio, e in tempi pi\u00f9 recenti sospettata di azioni di spionaggio e sabotaggio ad obiettivi critici occidentali. La natura stessa di questi episodi (di fatto di difficile paternit\u00e0) rende complessa la valutazione sulla veridicit\u00e0 degli eventi. Secondo l&#8217;autorevole think-tank statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Rand<\/span><\/strong><sup><strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong><\/sup>, il 25 dicembre 2024, la <strong><span style=\"color: #008000;\">petroliera Eagle S<\/span><\/strong>&nbsp; avrebbe tranciato un cavo elettrico e diversi cavi di telecomunicazione che collegano Finlandia ed Estonia. Questo incidente &#8211; di fatto inspiegabile in quanto la presenza di cavi \u00e8 ben segnalata sulle carte nautiche &#8211; non sarebbe la prima nel Mar Baltico ed aleggiavano da tempo sospetti di operazioni di sabotaggio e spionaggio che avrebbero coinvolto navi mercantili collegate alla Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Linee vitali sottomarine<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome \u00e8 noto, nonostante i progressi nelle comunicazioni satellitari, i cavi sottomarini trasportano ancora oltre il 97% delle telecomunicazioni mondiali e sono diventati negli ultimi anni obiettivi strategici altamente sensibili <sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>3<\/strong><\/span><\/sup>. Nell&#8217;era digitale del cloud computing, la nostra capacit\u00e0 di trasmettere informazioni riservate e di condurre transazioni finanziarie a livello internazionale di fatto dipende ancora da una rete globale di cavi fisici sottomarini; oltre mezzo milione di miglia di fibra ottica senza la quale la vita di ogni giorno sarebbe molto pi\u00f9 complessa. Inoltre, i nostri mari sono attraversati da linee energetiche, oleodotti che, nello specifico, attraversano il mar Baltico ed il Mare del Nord trasportando petrolio e gas dai giacimenti offshore dei Paesi occidentali che concorrono a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche russe.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-124601 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot-2026-01-08-175808-e1767891523775.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"370\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Rappresentazione delle linee elettriche tra Finlandia e Estonia. Notare la Estlink, oggetto del sabotaggio &#8211; Autore non noto<\/strong> <\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Estlink_map.png\">Estlink map.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il casus belli di oggi, l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Eagle S<\/strong><\/span>, \u00e8 una petroliera che si sospetta faccia parte della cosiddetta &#8220;flotta ombra&#8221; russa, una rete di navi mercantili che operano<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">4<\/span><\/strong><\/sup> nei mari di tutto il mondo mostrando bandiere di comodo, spesso non coperte da assicurazioni internazionali che&nbsp; volte inspiegabilmente disattivano i sistemi di tracciamento marittimo (AIS) per nascondere i propri movimenti. Secondo diverse fonti aperte dal 2022, ovvero dall&#8217;inizio delle sanzioni alla Russia, la flotta ombra si \u00e8 espansa rapidamente, arrivando a comprendere oltre 1.000 navi, circa il 17% della flotta mondiale di petroliere. Sebbene il suo scopo principale sia quello di arginare l\u2019embargo petrolifero, sostenendo le esportazioni di petrolio russe, alcune navi sembrano essere state impiegate con compiti diversi che potrebbero aver incluso il danneggiamento occulto di infrastrutture sottomarine. Secondo l&#8217;Unione&nbsp; Europea, l&#8217;utilizzo di navi con bandiere ombra offrirebbe alla Russia diversi vantaggi, il pi\u00f9 significativo dei quali \u00e8 la possibilit\u00e0 di creare situazioni di pressione politica e mediatica, negando nel contempo la responsabilit\u00e0 di queste azioni criminali. Risalire alla paternit\u00e0 di simili azioni \u00e8 tutt\u2019altro che semplice: gli investigatori devono controllare le intricate e poco trasparenti informazioni sui mercantili in materia di propriet\u00e0, gestione e bandiera della flotta. Nel caso della <strong><span style=\"color: #008000;\">Eagle S,<\/span><\/strong> la petroliera risulta essere l&#8217;unica nave gestita da una societ\u00e0 registrata negli Emirati Arabi Uniti (<strong><span style=\"color: #008000;\">Caravella LLC-LZ<\/span><\/strong>); una nave originariamente costruita nel 2006 in Cina per una societ\u00e0 di Singapore (<strong><span style=\"color: #008000;\">FR8 Holdings PTE Ltd<\/span><\/strong>) che la gestiva con il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">FR8 Pride<\/span><\/strong>. Successivamente la nave ha prestato servizio anche con i nomi <strong><span style=\"color: #008000;\">LR Mimosa<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Norstar Intrepid<\/span><\/strong>. Oggigiorno \u00e8 registrata con bandiera delle Isole Cook e gestita da una compagnia indiana, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Peninsular Maritime India<\/span><\/strong>. Le autorit\u00e0 delle Isole Cook hanno faticosamente rintracciato la propriet\u00e0 della nave, attribuendola ad una donna di 42 anni proveniente dall&#8217;Azerbaigian.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-124599 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Crude_oil_tanker_Eagle_S_at_Porvoo_2024-12-31_a.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Crude_oil_tanker_Eagle_S_at_Porvoo_2024-12-31_a.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Crude_oil_tanker_Eagle_S_at_Porvoo_2024-12-31_a-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oil tanker Eagle S all&#8217;ancora a Svartb\u00e4ck nei pressi di Porvoo &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Crude_oil_tanker_Eagle_S_at_Porvoo_2024-12-31_a.jpg\">Crude oil tanker Eagle S at Porvoo 2024-12-31 a.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Torniamo all&#8217;evento<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>La mattina del 25 dicembre 2024, la Eagle S, lasci\u00f2 il porto russo di Ust-Luga con un carico di benzina senza piombo destinato ad Alia\u011fa, in Turchia. Il capitano era un cittadino georgiano di 39 anni, che si era unito all&#8217;equipaggio in ottobre. Alle 10:26 GMT la nave si trovava sulla verticale di un cavo sottomarino, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Estlink 2<\/span><\/strong> nel Golfo di Finlandia e il gestore della rete elettrica finlandese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Fingrid<\/span><\/strong>, si accorse di un&#8217;improvviso calo di corrente presumibilmente dovuto al <span style=\"text-align: justify;\">danneggiamento di quattro delle linee elettriche<\/span>. La mattina del giorno successivo fu ordinato alla nave dall&#8217;autorit\u00e0 finlandese&nbsp; di entrare nelle acque territoriali finlandesi, dove fu abbordata dalla polizia e dalle guardie di frontiera finlandesi che ne presero il controllo. Fu poi scortata a Porkkalanniemi dove, al termine deo un&#8217;ispezione, si scopr\u00ec che mancava una delle sue ancore. Il 28 dicembre, l&#8217;Eagle S fu spostata in una posizione al largo di Porvoo vicino a Helsinki per il proseguo delle indagini. Il 7 gennaio 2025, la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave di soccorso svedese HSwMS Belos<\/span><\/strong> recuper\u00f2 l&#8217;ancora mancante dell&#8217;Eagle S. Gli investigatori, controllando l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Indian Register of Shipping<\/span><\/strong>, scoprirono che la nave non possedeva un&#8217;assicurazione valida al momento dell&#8217;incidente &#8211; con l&#8217;ultima polizza scaduta nell&#8217;agosto 2024. Sulla base di una fonte non rivelata, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Lloyd&#8217;s List<\/span><\/strong> rifer\u00ec che l&#8217;Eagle S, durante un viaggio precedente, aveva trasportato apparecchiature di sorveglianza elettronica forse per registrare dati sulle navi della NATO, strumenti che erano stati poi rimossi all&#8217;arrivo in Russia. Le indagini procedono.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-124597 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Yantar_research_vessel_03.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Yantar_research_vessel_03.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Yantar_research_vessel_03-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la Yantar, una moderna nave di ricerca russa ed operazioni subacquee che si ritiene possa aver effettuato attivit\u00e0 sospette in acque norvegesi, in porto a Severomorsk &#8211; foto scattata nel 2018 &#8211; Fonte<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/\u043c\u0443\u043b\u044c\u0442\u0438\u043c\u0435\u0434\u0438\u0430.\u043c\u0438\u043d\u043e\u0431\u043e\u0440\u043e\u043d\u044b.\u0440\u0444\/...id=57721@cmsPhotoGallery\">http:\/\/\u043c\u0443\u043b\u044c\u0442\u0438\u043c\u0435\u0434\u0438\u0430.\u043c\u0438\u043d\u043e\u0431\u043e\u0440\u043e\u043d\u044b.\u0440\u0444\/&#8230;id=57721@cmsPhotoGallery<\/a> <strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Autore Andrey Luzik<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un impiego occulto che trova le radici nella seconda guerra mondiale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesta non rara complessit\u00e0 di diversi attori internazionali interessa migliaia di mercantili di diversa stazza e permette alla Russia (ma non solo) di negare qualsiasi responsabilit\u00e0 per eventuali incidenti. Sembrerebbe uno dei tanti intrighi degni di un romanzo di spionaggio ma, in realt\u00e0, il problema \u00e8 tutt&#8217;altro che banale; si tratta di eventi reali che hanno forti implicazioni economiche come la maggior parte degli eventi che comportano violazioni della sicurezza marittima (security). Di fatto, l\u2019impiego di unit\u00e0 mercantili sotto bandiera ombra consente l&#8217;effettuazione di diverse operazioni clandestine che vanno da azioni mirate verso obiettivi militari ad azioni di raccolta dati e, ipotesi non improbabile, il loro uso come piattaforme di lancio di droni. Il tutto grazie alla possibilit\u00e0 di farle passare come mercantili impegnati in attivit\u00e0 commerciali e quindi protette dal diritto marittimo internazionale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Va compreso che azioni come il danneggiamento di infrastrutture subacquee \u00e8 tecnicamente semplice, basta una fonda oculata e il recupero o perdita ad hoc dell\u2019ancora di bordo, \u201ccasualmente\u201d posizionata su di esse.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La NATO, l&#8217;Unione Europea ed i rispettivi Paesi membri stanno affrontando questa minaccia ibrida con la creazione di centri di studio e sviluppo di mezzi per il monitoraggio speditivo delle linee critiche. Ad esempio a livello NATO, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cellula di Coordinamento delle Infrastrutture Sottomarine Critiche<\/span><\/strong> promuove il coordinamento tra gli attori militari e civili per mettere a sistema le informazioni di diverse fonti. Allo stesso modo l&#8217;Unione Europea ha avviato diverse iniziative di coordinamento civile, tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Informale di Esperti sulle Infrastrutture di Cavi Sottomarini<\/span><\/strong>, incaricato di sviluppare un insieme di strumenti per la sicurezza dei cavi al fine di mitigare i rischi e le vulnerabilit\u00e0. Sono emerse anche iniziative multilaterali, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">Forza di Spedizione Congiunta (JEF)<\/span><\/strong>, attivata nel novembre 2023, con capacit\u00e0 marittime e aeree nel Mare del Nord e nel Mar Baltico. La JEF, nel gennaio 2025, ha inaugurato il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Nordic Warden<\/span><\/strong>&#8220;, una forza multinazionale guidata dal Regno Unito per tracciare potenziali minacce alle infrastrutture sottomarine e monitorare, in particolare, la flotta ombra russa, che a riguardo al grave evento ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime preoccupazione per i danni causati a Estlink-2 <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">5<\/span><\/sup><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il monitoraggio delle navi sospette \u00e8 quindi considerato di estrema importanza per accertare&nbsp; le responsabilit\u00e0 di simili eventi ma richiede sostanziali risorse sia da parte della guardia costiera che della marina militare.<\/span> <\/strong>Teoricamente il monitoraggio dovrebbe essere continuo in considerazione che azioni di questo tipo possono essere realizzate in tempi brevi, lasciando poco tempo per reagire. Un aiuto sostanziale potrebbe venire dell\u2019intelligenza artificiale, in grado di identificare comportamenti sospetti al fine di poter procedere al fermo di navi ed equipaggi sospetti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un pasticciaccio giuridico per chi crede nel Diritto internazionale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSembrerebbe un\u2019azione gratuita ma, secondo il diritto internazionale (almeno per chi lo rispetta) interventi di questo tipo possono essere a doppio taglio e, dal punto di vista legale, arresti e sequestri sono giuridicamente complessi da effettuare. Affrontare questo tipo di minaccia comporta quindi una strategia molto articolata, che comprende la fattibilit\u00e0 di sanzioni, di protezione delle aree critiche con mezzi adeguati \u2013 in questo i futuri sistemi unmanned offriranno notevoli capacit\u00e0 aggiuntive in aggiunta alle forze aeronavali &#8211; e l\u2019utilizzo di una deterrenza diretta con dispositivi complessi dislocati nelle aree critiche in grado di intervenire come e quando necessario, sempre nel rispetto del diritto internazionale. Alla base di tutto lo studio e sviluppo di nuovi strumenti da realizzarsi con il concorso di tutti gli attori.&nbsp; Va menzionata l&#8217;importante iniziativa nel nostro Paese del <strong><span style=\"color: #008000;\">Polo Nazionale della Dimensione subacquea (PNS)<\/span><\/strong>, uno strumento innovativo che \u00e8 stato descritto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci<\/span><\/strong>&nbsp;come &#8220;\u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">il primo passo di un viaggio lungo ed affascinante. Il dominio subacqueo \u00e8 una sfida che si vince solo facendo rete: Marina Militare, mondo accademico, comunit\u00e0 scientifica, industria.<\/span><\/em><\/strong>\u201d Il terzo millennio sar\u00e0 dominato da chi sapr\u00e0 prevedere e contrastare pi\u00f9 velocemente comportamenti non virtuosi. Un gioco complesso che richieder\u00e0 grandi capacit\u00e0 di analisi e valutazioni e strumenti allo stato dell&#8217;arte in grado di mettere a nudo le zone grigie, spesso pi\u00f9 pericolose di quelle alla luce del sole.&nbsp;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima immagine di fantasia generata da AI @ Guido Alberto Rossi<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>1. \u00abOgni era ha il suo tipo di guerra, le sue condizioni di limite e i suoi preconcetti peculiari \u2026\u00bb Carl von Clausewitz, <em>On War<\/em>, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1989, p. 593<\/p>\n<p>2. Rand, \u201c<em>Countering Russian Shadow Fleet<\/em>\u201d, <a href=\"https:\/\/www.rand.org\/pubs\/commentary\/2025\/01\/countering-russias-shadow-fleet.html\">https:\/\/www.rand.org\/pubs\/commentary\/2025\/01\/countering-russias-shadow-fleet.html<\/a><\/p>\n<p>3. \u201c<em>Undersea cables<\/em>\u201d, <a href=\"https:\/\/policyexchange.org.uk\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Undersea-Cables.pdf Undersea-Cables.pdf\">https:\/\/policyexchange.org.uk\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Undersea-Cables.pdf Undersea-Cables.pdf<\/a><\/p>\n<p>4. \u201c<em>Russia&#8217;s &#8216;shadow fleet&#8217;: Bringing the threat to light<\/em>\u201d, European Parliament <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2024\/766242\/EPRS_BRI(2024)766242_EN.pdf\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2024\/766242\/EPRS_BRI(2024)766242_EN.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Il 25 dicembre 2024 il cavo elettrico sottomarino Estlink-2 sub\u00ec un guasto che ridusse la capacit\u00e0 transfrontaliera Estone-Finlandese da 1.016 a 358 MW. Il sospetto di un possibile sabotaggio fu aggravato dall&#8217;interruzione di ulteriori quattro cavi di telecomunicazione nella sera stessa di cui due appartenenti alla societ\u00e0 di telecomunicazioni finlandese Elisa furono trovati completamente recisi. Sebbene gli autori siano ancora ufficialmente sconosciuti le autorit\u00e0 finlandesi sospettano che la petroliera Eagle S abbia intenzionalmente causato la rottura del cavo trascinando la sua ancora sui cavi.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SICUREZZA MARITTIMA parole chiave: flotta ombra, Russia, Finlandia, Estonia, Svezia . Se, come disse Von Clausewitz1, ogni periodo storico ha il suo tipo di guerra, la guerra ibrida sar\u00e0 sicuramente la protagonista del III millennio. 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