{"id":12418,"date":"2017-03-21T00:10:50","date_gmt":"2017-03-20T23:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12418"},"modified":"2026-01-18T19:06:27","modified_gmt":"2026-01-18T18:06:27","slug":"le-azioni-che-cambiarono-la-guerra-navale-parte-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12418","title":{"rendered":"1943, ultimo attacco a Gibilterra: le azioni che cambiarono la guerra navale &#8211; settima parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: maiali, X MAS<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nuova azione degli uomini dei siluri a lenta corsa, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione B.G. 7,<\/span><\/strong> fu condotta nella baia di Gibilterra nell&#8217;agosto del 1943. Di fatto fu l&#8217;ultima missione di guerra italiana prima dell&#8217;armistizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/slc.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-12618 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/slc.jpg\" alt=\"slc\" width=\"839\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/slc.jpg 418w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/slc-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un periodo terribile della nostra storia moderna, in cui in un Italia martoriata da anni di guerra le Forze armate italiane cercavano ancora di compiere il loro dovere con &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">lo spirito dei forti e non con quello dei disperati<\/span><\/strong>&#8220;, lo spirito dei reparti della X<sup>a<\/sup> MAS era immutato e ancora una volta si rivolsero a Gibilterra, la principale base strategica britannica all&#8217;ingresso del Mediterraneo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12428\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/o_gibmap.jpg\" alt=\"o_gibmap\" width=\"854\" height=\"1133\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/o_gibmap.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/o_gibmap-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la rada di Gibilterra, area delle operazioni dei gamma e dei s.l.c. italiani &#8211;<br \/>\nda <a href=\"https:\/\/www.scmncamogli.org\/oldsite\/pagine\/nolte_nar.htm\">https:\/\/www.scmncamogli.org\/oldsite\/pagine\/nolte_nar.htm<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modalit\u00e0 di preparazione dei mezzi subacquei e le procedure degli operatori, affinate dagli stessi equipaggi sulla base della precedente operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">B.G. 6<\/span><\/strong>, furono confermate ed i Gamma fuoriuscirono in maniera occulta dallo scafo dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Olterra,<\/span><\/strong> raggiungendo la vicina rada di Algeciras dove si trovavano le navi oggetto dell&#8217;attacco. Nonostante la sempre pi\u00f9 stretta vigilanza della Marina britannica e qualche inconveniente tecnico, la missione ebbe successo. Rientrati a bordo gli assaltatori poterono assistere a distanza di sicurezza il risultato della loro azione; in successione saltarono in aria la <strong><span style=\"color: #008000;\">petroliera Thorshovdi (9.464 tsl), i piroscafi Stanridge (5.975 tsl) e Harrison Gray Otis (7.176 tsl)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il crollo delle illusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo la firma dell&#8217;armistizio di Cassibile, atto con il quale il Regno d&#8217;Italia cess\u00f2 le ostilit\u00e0 contro gli Alleati, <strong><span style=\"color: #008000;\">Badoglio<\/span><\/strong> riun\u00ec il governo solo per annunciare che le trattative per la resa erano &#8220;iniziate&#8221;. Gli Alleati si aspettavano che Badoglio rendesse pubblico il passaggio di campo dell&#8217;Italia, ma il maresciallo tergivers\u00f2 e la risposta degli anglo-americani fu drammatica: gli aerei alleati scatenarono un bombardamento su tutte le citt\u00e0 della penisola; &nbsp;oltre 130 aerei <strong><span style=\"color: #008000;\">B-17<\/span><\/strong> attaccarono Civitavecchia e Viterbo. Questa incertezza da parte italiana, port\u00f2 gli Alleati ad annunciare autonomamente l&#8217;avvenuto armistizio. Era l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">8 settembre<\/span><\/strong>, alle ore 17:30 (le 18:30 in Italia) quando il generale <strong><span style=\"color: #008000;\">Dwight Eisenhower<\/span> <\/strong>lesse il proclama ai microfoni di Radio Algeri. Solo un&#8217;ora dopo, Badoglio fece il suo annuncio da Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un disastro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;armistizio di Cassibile divise in due parti le Flottiglie MAS compresa la Decima. Quando l&#8217;ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Raffaele De Courten<\/span><\/strong> and\u00f2 a chiedere consiglio al grande ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Emilio Thaon di Revel<\/span><\/strong>, questi rispose: \u00ab <strong><em><span style=\"color: #008000;\">In momenti cos\u00ec delicati \u00e8 doveroso lasciare massima libert\u00e0 alle coscienze, purch\u00e9 esse siano sinceramente rivolte al bene del Paese. (&#8230;)<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. La fuga dalla Capitale <strong><span style=\"color: #008000;\">dei vertici militari, del Capo del Governo Pietro Badoglio, del Re Vittorio Emanuele III e di suo figlio Umberto<\/span><\/strong> verso Pescara e poi verso Brindisi, e la confusione che si gener\u00f2 dal fatto che non si comprendevano le reali clausole armistiziali, fu dai pi\u00f9 erroneamente interpretata come un&#8217;indicazione della fine della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comportamento provoc\u00f2 lo sbandamento delle Forze Armate italiane, dislocate in tutti i fronti, e 815000 soldati italiani vennero catturati dall&#8217;esercito tedesco e deportati nelle settimane immediatamente successive. La ritorsione degli ex-alleati tedeschi non si fece attendere e fu immediatamente messa in atto l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Achse<\/span><\/strong> ovvero la dolorosa occupazione militare di tutta la penisola italiana da parte dei Tedeschi. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><\/strong>, come tutte le altre Armate, si ritrov\u00f2 senza chiare direttive, ricevendo ordini contraddittori o, comunque, poco chiari. &nbsp;In pratica, nelle ore seguenti una piccola parte delle Forze Armate rimase fedele al Re Vittorio Emanuele III mentre una parte si diede alla macchia tornando alle proprie case o dando vita alle prime formazioni partigiane militari; altri reparti, soprattutto al nord, sebbene consci che la guerra era di fatto finita, scelsero di rimanere fedeli al vecchio alleato, considerando l\u2019armistizio un tradimento del popolo italiano che avrebbe consegnato il Paese nelle mani dei vincitori senza possibilit\u00e0 di contrattazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma che cosa successe in quel terribile settembre agli uomini della X\u00aa Flottiglia MAS?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon questi presupposti una parte di loro, tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Ernesto Forza<\/span><\/strong>, rimase fedele al Regno formando un&#8217;unit\u00e0 speciale che venne denominata &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Mariassalto<\/span><\/strong>&#8220;. A questi uomini si unirono anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Marceglia, Luigi Durand De La Penne<\/span><\/strong> ed altri incursori fatti prigionieri dagli Inglesi, che furono poi rimpatriati nel 1944 dopo la prigionia. Questa unit\u00e0 partecip\u00f2 ad azioni al fianco delle unit\u00e0 alleate per mantenere aperto il porto della Spezia contro il tentativo dei Tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. Di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mariassalto<\/span> <\/strong>vanno ricordate due operazioni di rilievo. La prima, denominata &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">QWZ<\/span><\/strong>&#8220;, avvenuta nella notte del 21 giugno 1944 nel porto di La Spezia, port\u00f2 all&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore pesante <strong><span style=\"color: #008000;\">Bolzano<\/span><\/strong>, ultimo superstite della sua classe ed all&#8217;ulteriore danneggiamento dell&#8217;incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Gorizia<\/span><\/strong>, gi\u00e0 in riparazione per i danni subiti in un bombardamento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12424\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila.jpg\" alt=\"Aquila\" width=\"845\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 845px) 100vw, 845px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">@ ufficio storico della marina militare italiana: la portaerei in allestimento Aquila<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda, denominata operazione &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Toast<\/span><\/strong>&#8220;, venne svolta nella notte del 19 aprile 1945 da un gruppo di gamma, tra cui il sottotenente di vascello <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicola Conte<\/span><\/strong> e il sottocapo <strong><span style=\"color: #008000;\">Evelino Marcolini<\/span><\/strong> con l&#8217;obiettivo di affondare nel porto di Genova quella che avrebbe dovuto diventare la prima portaerei italiana, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Aquila<\/span><\/strong>. In realt\u00e0 la nave era ancora in costruzione e si voleva impedire che venisse affondata dai Tedeschi per bloccare l&#8217;ingresso del porto. L&#8217;Aquila era stata gi\u00e0 danneggiata nel corso dell&#8217;allestimento, nel novembre 1942, ed alla data dell&#8217;8 settembre 1943 era praticamente pronta al 90 % per i collaudi e le prove in mare, ma il 9 settembre fu sabotata ed abbandonata dall&#8217;equipaggio, e cadde nelle mani dei Tedeschi. Il 16 giugno 1944 venne bombardata in porto a Genova da aerei americani, e il 19 aprile 1945, come leggeremo, venne attaccata da mezzi d&#8217;assalto della Marina Italiana del Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;azione di Genova<\/span><\/strong><br \/>\nVennero approntati due equipaggi di \u00absiluri a lenta corsa\u00bb, trasportati dalla Corsica con due siluranti ciascuno con un \u00abmaiale\u00bb; Il primo equipaggio era composto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">S<\/span><span style=\"color: #008000;\">TV Nicola Conte<\/span> <\/strong>con il sottocapo <strong><span style=\"color: #008000;\">Evelino Marcolini<\/span><\/strong> mentre il secondo dal guardiamarina <strong><span style=\"color: #008000;\">Gerolamo Manisco<\/span><\/strong>&nbsp;in coppia con il <strong><span style=\"color: #008000;\">marinaio Varini<\/span><\/strong>. Ad un miglio dal porto di Genova le due siluranti si fermarono e misero a mare i due mezzi d&#8217;assalto. Alle 23.30, con la luna piena, i due \u00abmaiali\u00bb &nbsp;puntarono verso nord, navigando a pelo d&#8217;acqua. Il secondo mezzo, di Manisco e Vanini (00:24), si arrest\u00f2 per un guasto tecnico ma Conte e Marcolini, decisero di proseguire da soli. Sfiorarono una motovedetta tedesca di sorveglianza e raggiunsero la rete di sbarramento del porto alle 00:50. Trovato un varco tra due galleggianti, i due Gamma si diressero sempre a pelo d&#8217;acqua verso il punto d&#8217;ormeggio della portaerei. Quindi a meno di 500 metri si immersero fino ad arrivare sotto la chiglia. Staccarono la carica di tre quintali di tritolo e la posarono sul fondo a ridosso della chiglia, regolando il congegno ad orologeria a sei ore. Il team si diresse quindi verso il mare aperto per il recupero da parte della motosilurante. L&#8217;operazione riusc\u00ec nonostante i mezzi fossero stati assemblati con materiali residui delle operazioni precedenti, e dimostr\u00f2 ancora una volta la preparazione degli Uomini del Serchio. Non ultimo, scongiur\u00f2 il previsto bombardamento alleato che avrebbe causato maggiori ferite alla citt\u00e0 gi\u00e0 duramente colpita durante la guerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Borghese-Ferrini-La-Spezia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12426\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Borghese-Ferrini-La-Spezia.jpg\" alt=\"Borghese-Ferrini-La-Spezia\" width=\"847\" height=\"679\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Borghese-Ferrini-La-Spezia.jpg 2480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Borghese-Ferrini-La-Spezia-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Borghese-Ferrini-La-Spezia-1024x820.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">@ ufficio storico della marina militare italiana: Borghese e Ferrini a La Spezia. Il capitano di vascello Ferrini cerc\u00f2 di continuare l&#8217;opera dell&#8217;ammiraglio Legnani di rifondare l&#8217;intera struttura di Comando distrutta dopo l&#8217;armistizio. In particolare, nel dicembre del 1943 prese contatti con le autorit\u00e0 tedesche allo scopo di promuovere la creazione di una forza navale composta da unit\u00e0 operanti sia sotto bandiera italiana sia sotto bandiera tedesca.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altra componente della X\u00aa MAS rest\u00f2 fedele al precedente alleato. Nella confusione e nel successivo sbandamento delle forze armate causato dall&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre, il comando di stanza nella caserma di La Spezia non si sband\u00f2. Messo in allarme attese gli ordini di Supermarina evitando di distruggere i piccoli mezzi navali all&#8217;ancora fuori della caserma. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong> raggiunse l&#8217;ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Aimone d&#8217;Aosta<\/span><\/strong> ed inutilmente cercarono di contattare Roma per avere conferma dell&#8217;armistizio e ricevere ordini sul da farsi. La X\u00aa MAS, sebbene priva di direttive, mantenne l&#8217;attivit\u00e0 nella caserma immutata e per tutto il tempo la bandiera italiana rimase sul pennone. Borghese inoltre dispose di aprire il fuoco contro chiunque avesse tentato di attaccare la caserma riuscendo a respingere anche alcuni tentativi tedeschi di disarmare i mar\u00f2. Il 9 settembre gli ufficiali si riunirono per decidere la strada da intraprendere e Borghese ribad\u00ec la sua intenzione di continuare la guerra contro gli angloamericani, scegliendo l&#8217;alleanza con la Germania. L&#8217;11 settembre radun\u00f2 i marinai di stanza a La Spezia spiegando la situazione e dando il permesso di congedarsi a coloro che non se la fossero sentita di continuare la guerra. La maggioranza si conged\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La X\u00aa MAS divenne una unit\u00e0 militare di fanteria di marina con reparti di naviglio sottile dotati di MAS, con l&#8217;obiettivo di continuare la lotta contro gli Alleati affianco ai Tedeschi. Alcuni reparti furono anche impiegati nella lotta antipartigiana (Liguria, Langhe, Carnia, Val d&#8217;Ossola, ecc.), a volte catturando ostaggi fra i civili, torturando i prigionieri ed effettuando &nbsp;la fucilazione sommaria di partigiani catturati. La guerra civile fu un periodo oscuro della nostra storia in cui da entrambe le parti, italiani contro italiani, furono fatte efferatezze che non onorarono nessun antagonista. Sugli altri fronti la X\u00aa di Borghese combatt\u00e9 contro gli angloamericani ad Anzio, in difesa della Linea Gotica e poi della Linea Verde a Lugo e nel Polesine, lungo il fiume Senio. Sul fronte orientale la Decima mantenne nuclei che operarono sia come difesa dall&#8217;invasione iugoslava sia come affermazione del diritto italiano su quelle terre contro i tentativi delle autorit\u00e0 d&#8217;occupazione tedesche di snazionalizzare la Venezia Giulia e il Friuli per annetterli al Reich.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Durante il periodo seguente all&#8217;armistizio, fra la Decima MAS della Repubblica Sociale e Mariassalto del Regno d&#8217;Italia si mantennero rapporti segreti volti ad evitare che i due reparti potessero scontrarsi direttamente sul fronte ed a gestire i prigionieri dell&#8217;una e dell&#8217;altra parte, tenendo all&#8217;oscuro i comandi tedeschi e angloamericani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra preoccupazione comune era la possibile invasione della Venezia Giulia da parte dei partigiani comunisti di Tito. Si ipotizz\u00f2 anche un tentativo di sbarco di truppe regie in Istria con il supporto dei reparti locali della Decima repubblicana per contrastare quell&#8217;invasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;epilogo<\/span><\/strong><br \/>\nFinalmente la guerra termin\u00f2 ma le pesanti condizioni imposte all&#8217;Italia dai vincitori con il <strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"mw-redirect\" style=\"color: #008000;\" title=\"Trattato di Parigi (1947)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattato_di_Parigi_(1947)\">Trattato di pace di Parigi<\/a><\/span><\/strong> del 1947, tra cui il divieto di possedere unit\u00e0 di sabotaggio, sembrarono cancellare tutto ci\u00f2 che quegli uomini straordinari avevano costruito &#8230; ma non fu cosi. Ne parleremo in un prossimo articolo dedicato alla rinascita delle forze speciali della Marina italiana.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"PAGINA PRINCIPALE\" rel=\"noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/77265\"><span class='mb-text'>GENESI<\/span><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6765\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/10262\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11976\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45296\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12400\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45273\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12418\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: maiali, X MAS , Una nuova azione degli uomini dei siluri a lenta corsa, l\u2019Operazione B.G. 7, fu condotta nella baia di Gibilterra nell&#8217;agosto del 1943. Di fatto fu l&#8217;ultima missione di guerra italiana prima dell&#8217;armistizio. 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