{"id":124112,"date":"2026-02-02T00:02:00","date_gmt":"2026-02-01T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=124112"},"modified":"2026-01-23T17:11:25","modified_gmt":"2026-01-23T16:11:25","slug":"le-citta-sommerse-del-mediterraneo-il-coralligeno-tra-fragilita-e-resistenza-nel-mare-che-si-riscalda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124112","title":{"rendered":"Le citt\u00e0 sommerse del Mediterraneo: il coralligeno tra fragilit\u00e0 e resistenza nel mare che si riscalda"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: Ecologia, Mediterraneo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il coralligeno rappresenta uno degli ecosistemi pi\u00f9 affascinanti e complessi del Mediterraneo.<\/span> <\/strong>\u00c8 una vera e propria \u201ccitt\u00e0 sommersa\u201d, costruita lentamente nel corso dei secoli dall\u2019accumulo di strutture calcaree prodotte soprattutto da alghe rosse incrostanti, alle quali si associano spugne, briozoi, coralli molli, gorgonie e una straordinaria variet\u00e0 di organismi sessili. A differenza delle praterie di Posidonia oceanica, il coralligeno non \u00e8 dominato da una singola specie, ma nasce dall\u2019interazione di decine di organismi che cooperano, competono e si sovrappongono nello spazio, dando origine a una delle massime espressioni di biodiversit\u00e0 del nostro mare. Questo habitat si sviluppa prevalentemente in condizioni di luce attenuata, generalmente al di sotto del limite inferiore delle praterie di fanerogame marine, su substrati duri e stabili. Qui la crescita \u00e8 estremamente lenta: pochi millimetri all\u2019anno. Questa caratteristica rende il coralligeno particolarmente prezioso, ma anche estremamente vulnerabile. Un danno che avviene in pochi minuti pu\u00f2 richiedere decenni, se non secoli, per essere recuperato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-73620\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DSC_8174-1-scaled-e1769183982509.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni, il coralligeno \u00e8 stato sottoposto a una crescente pressione antropica. Attivit\u00e0 come la pesca a strascico illegale, l\u2019ancoraggio su fondali profondi, la sedimentazione eccessiva legata a lavori costieri e il peggioramento della qualit\u00e0 delle acque hanno contribuito a degradare molte formazioni coralligene. Tuttavia, come per altri habitat marini, a queste pressioni locali si \u00e8 aggiunto un fattore globale che sta rapidamente diventando dominante: il <strong><span style=\"color: #008000;\">cambiamento climatico<\/span><\/strong>. Uno degli effetti pi\u00f9 evidenti del riscaldamento del Mediterraneo sul coralligeno \u00e8 l\u2019aumento della frequenza e dell\u2019intensit\u00e0 delle anomalie termiche. Le ondate di calore marine, che fino a pochi decenni fa erano eventi rari, sono oggi sempre pi\u00f9 comuni e persistenti. Questi episodi hanno provocato fenomeni di mortalit\u00e0 di massa in diversi organismi chiave del coralligeno, in particolare nelle gorgonie e in altri invertebrati sessili a crescita lenta. Le immagini di rami sbiancati, tessuti necrotici e colonie collassate sono diventate tristemente familiari ai ricercatori che monitorano questi ambienti. La perdita di specie strutturanti ha conseguenze che vanno ben oltre la singola colonia. Le gorgonie, ad esempio, non sono semplici abitanti del coralligeno, ma veri e propri ingegneri dell\u2019ecosistema. La loro struttura tridimensionale crea microhabitat, aumenta la complessit\u00e0 spaziale e favorisce la presenza di numerose specie associate. Quando queste strutture vengono meno, l\u2019intero sistema perde stabilit\u00e0, diventando pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 omogeneo e, di conseguenza, pi\u00f9 vulnerabile a ulteriori disturbi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-37616\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/gorgonia-e1769184433651.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"413\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un altro aspetto critico riguarda il ruolo della sedimentazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn un Mediterraneo sempre pi\u00f9 urbanizzato, l\u2019aumento del carico di sedimenti fini pu\u00f2 soffocare le superfici incrostanti e alterare l\u2019equilibrio tra organismi costruttori e organismi opportunisti. In condizioni di stress termico, questa pressione aggiuntiva pu\u00f2 rappresentare il fattore che determina il collasso locale del sistema. Il coralligeno, infatti, vive in un equilibrio delicato tra crescita e erosione, e qualsiasi elemento che alteri questo bilancio pu\u00f2 avere effetti duraturi. Nonostante questo quadro preoccupante, il coralligeno non \u00e8 un ecosistema statico n\u00e9 privo di capacit\u00e0 di risposta. Studi recenti mostrano che alcune formazioni presentano una sorprendente eterogeneit\u00e0 nella risposta agli stress climatici. In determinate aree, le comunit\u00e0 coralligene hanno mostrato una maggiore resistenza alle anomalie termiche, suggerendo che fattori locali come la circolazione idrica, la profondit\u00e0, l\u2019esposizione e la storia ambientale del sito giocano un ruolo fondamentale nel determinare la vulnerabilit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In questo contesto, il concetto di resilienza assume un significato centrale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa resilienza del coralligeno non consiste in una rapida capacit\u00e0 di recupero, come avviene in ecosistemi a crescita veloce, ma nella possibilit\u00e0 di mantenere le proprie funzioni ecologiche nonostante le perturbazioni. Anche quando alcune specie subiscono perdite, la presenza di una comunit\u00e0 diversificata pu\u00f2 consentire al sistema di continuare a svolgere il proprio ruolo, almeno fino a una certa soglia di stress.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10109\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2013-corallo-elba-e1769183887896.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"424\"><br \/>\nNegli ultimi anni, le tecniche di studio del coralligeno si sono evolute profondamente. L\u2019uso della fotogrammetria subacquea e dei modelli tridimensionali consente oggi di analizzare con grande precisione la struttura spaziale dell\u2019habitat, monitorando nel tempo cambiamenti anche sottili nella complessit\u00e0 e nella copertura. Questi approcci permettono di superare la semplice descrizione visiva e di quantificare in modo oggettivo il degrado o la stabilit\u00e0 delle formazioni coralligene, offrendo strumenti fondamentali per la gestione e la conservazione. La protezione del coralligeno passa inevitabilmente attraverso una riduzione delle pressioni locali. Limitare le attivit\u00e0 distruttive, migliorare la qualit\u00e0 delle acque e regolamentare l\u2019uso del mare in prossimit\u00e0 di questi habitat rappresenta la prima linea di difesa. In un mare che si riscalda, ridurre lo stress locale pu\u00f2 fare la differenza tra un ecosistema capace di resistere e uno destinato al collasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36776\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2018-coralligeno-tavolara-e1769183794653.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il coralligeno \u00e8 uno dei simboli pi\u00f9 potenti della ricchezza biologica del Mediterraneo.<\/span> <\/strong>La sua conservazione non riguarda solo la tutela della biodiversit\u00e0, ma anche la salvaguardia di un patrimonio naturale che racconta la storia geologica e biologica del nostro mare. In un\u2019epoca di cambiamenti rapidi e spesso imprevedibili, comprendere e proteggere queste \u201ccitt\u00e0 sommerse\u201d significa investire nella resilienza complessiva degli ecosistemi marini mediterranei.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro Cimmino<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nphoto credit @andrea mucedola<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &#8211; ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Ecologia, Mediterraneo . 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Attraverso immersioni scientifiche, campagne oceanografiche e monitoraggi ambientali, ha studiato habitat complessi come le praterie di Posidonia oceanica ed il coralligeno, integrando osservazioni subacquee, analisi ecologiche e strumenti di mappatura spaziale. Ha collaborato con universit\u00e0, enti di ricerca e societ\u00e0 di consulenza ambientale, contribuendo a studi su biodiversit\u00e0, qualit\u00e0 ambientale e impatti antropici. Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 di ricerca, \u00e8 impegnato nella divulgazione scientifica, con l\u2019obiettivo di rendere accessibili i temi della conservazione marina e del cambiamento climatico senza rinunciare al rigore scientifico. 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Attraverso immersioni scientifiche, campagne oceanografiche e monitoraggi ambientali, ha studiato habitat complessi come le praterie di Posidonia oceanica ed il coralligeno, integrando osservazioni subacquee, analisi ecologiche e strumenti di mappatura spaziale. Ha collaborato con universit\u00e0, enti di ricerca e societ\u00e0 di consulenza ambientale, contribuendo a studi su biodiversit\u00e0, qualit\u00e0 ambientale e impatti antropici. Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 di ricerca, \u00e8 impegnato nella divulgazione scientifica, con l\u2019obiettivo di rendere accessibili i temi della conservazione marina e del cambiamento climatico senza rinunciare al rigore scientifico. 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