{"id":124067,"date":"2025-12-24T00:02:00","date_gmt":"2025-12-23T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=124067"},"modified":"2025-12-26T22:16:48","modified_gmt":"2025-12-26T21:16:48","slug":"il-telescopio-james-webb-scopre-latmosfera-sul-pianeta-di-lava-bollente-toi-561-b-una-super-terra-che-sfida-ogni-previsione-con-oceani-di-magma-e-aria-densa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/124067","title":{"rendered":"Il telescopio James Webb scopre la presenza di atmosfera su TOI-561 b, un lontano pianeta di lava bollente che ricorda Star Wars"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ESOPIANETI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: TOI 561 b, John Webb Space Telescope <span style=\"color: #000000;\">(JWST)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandoniamo ancora una volta le turbolenze del nostro pianeta per guardare le stelle, o meglio, i corpi celesti che ruotano intorno a stelle lontane. Come abbiamo scritto in molti articoli la ricerca di esopianeti simili alla Terra, detti &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">super-Terra<\/span><\/strong>&#8220;, caratterizzati da una massa superiore a quella del nostro pianeta, sta continuando; tra di essi voglio citare <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">561b<\/span><\/strong>, una super-Terra ultra-calda che sta riscrivendo le regole della sopravvivenza planetaria. Un pianeta rovente e certamente non abitabile che ruota intorno alla sua stella, un mare ribollente di roccia fusa, con temperature cos\u00ec elevate da fondere qualsiasi acciaio in pochi secondi.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-124078\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/toi-561-b-sistema-e1766316572570.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"286\">Un pianeta avvolto da una densa coltre di gas che il <strong><span style=\"color: #008000;\">telescopio spaziale James Webb<\/span><\/strong> della <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA<\/span><\/strong> ha rivelato che mondi rocciosi, bruciati da radiazioni estreme, possono comunque mantenere atmosfere consistenti. Lo spettrografo nel vicino infrarosso <strong><span style=\"color: #008000;\">(NIRSpec)<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">John Webb Space Telescope<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(JWST) <\/span><\/strong>ha analizzato questo inferno lontano, scoprendo un involucro ricco di sostanze volatili sopra un oceano di magma globale. La scoperta, descritta in dettaglio in uno studio pubblicato l\u201911 dicembre 2025 dall\u2019American Astronomical Society, <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae0a4c\">A Thick Volatile Atmosphere on the Ultrahot Super-Earth TOI-561 b<\/a> di <strong><span style=\"color: #008000;\">Johanna K. Teske, et alii<\/span><\/strong>, ha messo in discussione la teoria consolidata che piccoli pianeti non possano resistere ad orbite troppo vicine alle loro stelle. <strong><span style=\"color: #008000;\">In parole semplici, i dati raccolti dal John Webb Space Telescope su TOI-561 b stanno ridisegnando le nostre conoscenze sulla formazione planetaria primordiale e ci mostrano un&#8217;istantanea di come apparivano i mondi rocciosi miliardi di anni fa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-124075 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/TOI-561-b-e1766315789737.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"349\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione artistica della super-Terra ultra-calda TOI-561 b: un oceano di magma globale avvolto in un&#8217;atmosfera densa e ricca di sostanze volatili, come rivelato dalle osservazioni del telescopio spaziale James Webb&nbsp; (JWST) nel 2025 &#8211; Crediti: NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un passo indietro. <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span> <\/strong>orbita attorno ad una stella lontanissima, a circa 280 anni luce di distanza nella costellazione dello Scorpione. Scoperto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">satellite TESS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(Transiting Exoplanet Survey Satellite)<\/span> <\/strong>della NASA solo nel 2020, <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span> <\/strong>fa parte di un affascinante sistema composto da pi\u00f9 pianeti che differiscono nei loro nomi solo dalla lettera finale. Questo fa capire che TOI-561 b \u00e8 il secondo pianeta di questo sistema allontanandosi dalla sua stella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-124077\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/TESS-NASA-e1766316279970.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"442\"><br \/>\nCi\u00f2 che lo distingue \u00e8 la sua vicinanza alla sua stella, leggermente pi\u00f9 piccola e fredda del nostro Sole ma molto pi\u00f9 antica (circa 10 miliardi di anni). TOI-561 b ruota intorno alla sua stella con un periodo orbitale di sole 10,8 ore e ad una distanza inferiore a 1,6 milioni di chilometri. Per capirci quaranta volte pi\u00f9 vicino alla sua stella di Mercurio al Sole. Il pianeta mostra un lato eternamente rivolto verso la sua stella quindi con una luce diurna perpetua, esposto a radiazioni intense, circa 2.500 volte superiori a quelle terrestri, che spingono le temperature superficiali ben oltre i 2.000 \u00b0C. Inizialmente gli astronomi pensavano che TOI-561 b fosse una roccia sterile e priva di atmosfera, molto simile ai molti &#8220;mondi di lava&#8221; teorizzati dalla scienza degli esopianeti e raffigurati in tanti film di fantascienza come Mustafar di Star Wars.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-124079 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mustafar-star-wars-planet-e1766317495682.webp\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il pianeta Mustafar &#8211; frame dalla saga di fantascienza Star Wars &#8211; Fonte<\/span> <a href=\"https:\/\/starwars.fandom.com\/wiki\/Mustafar\">Mustafar | Wookieepedia | Fandom<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ultime osservazioni hanno per\u00f2 rivelato che, contro ogni aspettativa, mostra una densit\u00e0 anomala, circa 3,0 grammi per centimetro cubo (rispetto ai 5,5 g\/cm\u00b3 della Terra) maggiore di quanto aspettato. Questa bassa densit\u00e0 suggeriva la presenza un mantello pi\u00f9 leggero o forse un&#8217;atmosfera che aggiungeva massa. Data l&#8217;et\u00e0 della stella e la sua posizione nel disco spesso della Via Lattea \u2013 una regione povera di elementi pesanti \u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span><\/strong> probabilmente si form\u00f2 da una miscela primordiale di materiali, privo del nucleo ricco di ferro che vediamo nei pianeti rocciosi del nostro sistema solare. Questa eredit\u00e0 chimica potrebbe renderlo quindi una reliquia dei primordi dell&#8217;Universo quando stelle e pianeti si formarono da elementi pi\u00f9 semplici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ed ecco la notizia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer svelare il suo mistero, un team internazionale ha richiesto nel maggio 2024 al JWST un\u2019osservazione continuativa del pianeta. In oltre 37 (4 orbite complete), il telescopio ha catturato le eclissi secondarie del pianeta, potendo co\u00ec misurare la luminosit\u00e0 infrarossa del pianeta, separatamente dalla luce della stella. Se TOI-561 b fosse un mondo di magma nudo e privo di atmosfera, il suo lato diurno avrebbe dovuto irradiare come un corpo nero a circa 2.700 \u00b0C ma i dati raccolti hanno mostrato una temperatura pi\u00f9 fredda, circa 1.800 \u00b0C.&nbsp; Una temperatura comunque bollente (superiore quella di Venere) ma molto al di sotto delle previsioni per una roccia priva di atmosfera. Inoltre lo spettro di emissione ha rivelato segni di interferenza atmosferica on un forte assorbimento a determinate lunghezze d&#8217;onda che suggerisce che gas come il vapore acqueo o l&#8217;anidride carbonica possano assorbire il calore, mentre possibili nubi di silicati potrebbero riflettere la luce stellare in arrivo, agendo di fatto come una protezione solare. Secondo un\u2019autrice dello studio, <strong><span style=\"color: #008000;\">Anjali Piette<\/span><\/strong>, dell&#8217;Universit\u00e0 di Birmingham &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo davvero bisogno di un&#8217;atmosfera densa e ricca di sostanze volatili per spiegare tutte le osservazioni. I forti venti raffredderebbero il lato diurno trasportando il calore verso il lato notturno. Gas come il vapore acqueo assorbirebbero alcune lunghezze d&#8217;onda della luce nel vicino infrarosso emessa dalla superficie prima di raggiungere l&#8217;atmosfera<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Non si tratterebbe quindi di un sottile velo di vapore ma di uno strato consistente, potenzialmente ricco di sostanze volatili emesse dal magma sottostante. In pratica i dati del JWST escludendo la presenza di un sottile strato di vapore di roccia fanno optare per un&#8217;atmosfera spessa, in grado di intrappolare il calore. Il team sta ora studiando come cambia l&#8217;irradiazione luminosa durante l&#8217;orbita del pianeta al fine di mappare le temperature a livello globale ed individuare l&#8217;esatta composizione dei gas presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, su questo pianeta infernale, un oceano bollente di roccia e gas, profondo forse migliaia di chilometri, potrebbe quindi svolgere un ruolo cruciale per la sopravvivenza dell&#8217;atmosfera di TOI-561 b.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nasce una domanda?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPerch\u00e9 la radiazione della stella non spazza via quell\u2019atmosfera? La risposta potrebbe risiedere nell&#8217;effetto &#8220;risucchio&#8221; dell&#8217;oceano, un ciclo di feedback in cui i gas pesanti ricadono e si dissolvono nuovamente nella massa fusa, mentre quelli pi\u00f9 leggeri fuoriescono pi\u00f9 lentamente, un mondo con &#8220;atmosfera di lava&#8221; stabile in cui il degassamento bilancia le perdite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span> <\/strong>non \u00e8 l&#8217;unico pianeta ad avere un&#8217;atmosfera densa; il <strong><span style=\"color: #008000;\">JWST<\/span> <\/strong>ha recentemente individuato diversi &#8220;mondi di lava&#8221;, offrendo diversi spunti di confronto. Ad esempio, <strong><span style=\"color: #008000;\">55 Cancri<\/span><\/strong> mostra tracce di un&#8217;atmosfera volatile sopra la sua superficie magmatica. Come <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b,<\/span><\/strong> \u00e8 in rotazione sincrona ed \u00e8 ultra-caldo, ma orbita attorno a una stella pi\u00f9 giovane. La differenza principale? La densit\u00e0 di 55 Cancri suggerisce un nucleo pi\u00f9 simile a quello terrestre, mentre la densit\u00e0 di TOI-561 b indica materiali complessivamente pi\u00f9 leggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-104517\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table.jpg 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PIA21425_-_TRAPPIST-1_Statistics_Table-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 vicino a noi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema TRAPPIST-1<\/span><\/strong> ospita pianeti rocciosi come <strong><span style=\"color: #008000;\">TRAPPIST-1 b e c<\/span><\/strong>, studiati dal JWST nel 2023-2024. Questi sono pi\u00f9 freddi di TOI-561 b, ma non mostrano per\u00f2 atmosfere spesse, in linea con le aspettative per i mondi irradiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span><\/strong> inverte le aspettative perch\u00e9 il suo magma rifornisce attivamente i gas; a questo punto ci possiamo domandare se possa esistere qualche forma di vita microbica nelle nubi pi\u00f9 fredde d&#8217;alta quota. Se anche i mondi rocciosi pi\u00f9 caldi riescono a mantenere dei livelli di atmosfere, allora le super-Terre, pi\u00f9 miti nelle zone abitabili dei diversi solari, potrebbero avere maggiori probabilit\u00e0 di avere dei climi relativamente stabili che favorirebbero lo sviluppo di forme di vita, contenendo in atmosfera gas come ossigeno o metano.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_WSaha-4cVVM\"><div id=\"lyte_WSaha-4cVVM\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/WSaha-4cVVM\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WSaha-4cVVM\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/WSaha-4cVVM\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio citato \u00e8 quindi solo l\u2019inizio; l\u2019analisi in corso dell&#8217;intero set di dati raccolti produrr\u00e0 una mappa della temperatura globale, che riveler\u00e0 come il calore fluisce dal giorno alla notte e la spettroscopia potrebbe individuare gas come H\u2082O o CO\u2082. Ma la ricerca non si limiter\u00e0 solo a <strong><span style=\"color: #008000;\">TOI-561 b<\/span><\/strong>, questo studio tramite il JWST ha una serie di altri obiettivi di mondi lavici e, in combinazione con osservatori terrestri come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Extremely Large Telescope (ELT)<\/span><\/strong>, verr\u00e0 effettuato un censimento della sopravvivenza atmosferica su questi pianeti infernali. In questo il<strong><span style=\"color: #008000;\"> John Webb Space Telescope si \u00e8 confermato strumento straordinario per l\u2019esplorazione dell\u2019Universo, <\/span><\/strong>dimostrando che anche nelle condizioni pi\u00f9 estreme i pianeti possono fornire inaspettate caratteristiche. In un prossimo futuro missioni come <strong><span style=\"color: #008000;\">ARIEL<\/span><\/strong> (gestita dall&#8217;ESA, il cui lancio \u00e8 previsto nel 2029) potrebbero esaminare decine di altri sistemi, mappando la composizione degli oltre 5.000 diversi corpi celesti gi\u00e0 individuati, tramite lo studio delle loro emissioni termiche.&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/p>\n<ol class=\"references\">\n<li id=\"cite_note-Teske-1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"reference-text\"><cite id=\"CITEREFTeskeWallackPietteDang2025\" class=\"citation arxiv cs1\">Teske, Johanna K.; Wallack, Nicole L.; Piette, Anjali A. A.; Dang, Lisa; Lichtenberg, Tim; Plotnykov, Mykhaylo; Pierre Humbert, Raymond T.; Postolec, Emma; Boucher, Samuel; McGinty, Alex; Peng, Bo; Valencia, Diana; Hammond, Mark (2025). &#8220;A Thick Volatile Atmosphere on the Ultra-Hot Super-Earth TOI-561 B&#8221; &#8211; Fonte <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae0a4c\">https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae0a4c&nbsp;<\/a> <a class=\"mw-redirect\" title=\"ArXiv (identifier)\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/ArXiv_(identifier)\">arXiv<\/a>:<span class=\"id-lock-free\" title=\"Freely accessible\"><a class=\"external text\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2509.17231\" rel=\"nofollow\">2509.17231<\/a><\/span>&nbsp;[<a class=\"external text\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/archive\/astro-ph.EP\" rel=\"nofollow\">astro-ph.EP<\/a>]<\/cite><\/span><\/li>\n<li id=\"cite_note-Weiss2020-2\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<span class=\"reference-text\"><cite id=\"CITEREFWeissDaiHuberBrewer2020\" class=\"citation journal cs1\">Weiss, Lauren M.; et&nbsp;al. (2020).&nbsp;<a class=\"external text\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.3847%2F1538-3881%2Fabd409\" rel=\"nofollow\">&#8220;The TESS-Keck Survey II: Masses of Three Sub-Neptunes Transiting the Galactic Thick-Disk Star TOI-561&#8221;<\/a>. &#8211; Fonte <i>The Astronomical Journal<\/i>.&nbsp;<b>161<\/b> (2) 56. <a class=\"mw-redirect\" title=\"Doi (identifier)\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Doi_(identifier)\">doi<\/a>: <span class=\"id-lock-free\" title=\"Freely accessible\"><a class=\"external text\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.3847%2F1538-3881%2Fabd409\" rel=\"nofollow\">10.3847\/1538-3881\/abd409<\/a><\/span>.&nbsp;<\/cite><\/span><\/li>\n<li id=\"cite_note-Lacedelli-3\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<span class=\"reference-text\"><cite id=\"CITEREFLacedelliMalavoltaBorsatoPiotto2021\" class=\"citation journal cs1\">Lacedelli, G.; et&nbsp;al. (2021).&nbsp;<a class=\"external text\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093%2Fmnras%2Fstaa3728\" rel=\"nofollow\">&#8220;An unusually low density ultra-short period super-Earth and three mini-Neptunes around the old star TOI-561&#8221;<\/a>.&nbsp;<i><a title=\"Monthly Notices of the Royal Astronomical Society\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Monthly_Notices_of_the_Royal_Astronomical_Society\">Monthly Notices of the Royal Astronomical Society<\/a><\/i>.&nbsp;<b>501<\/b>&nbsp;(3):&nbsp;<span class=\"nowrap\">4148\u2013<\/span>4166 &#8211; Fonte <a class=\"mw-redirect\" title=\"Doi (identifier)\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Doi_(identifier)\">doi<\/a>:<span class=\"id-lock-free\" title=\"Freely accessible\"><a class=\"external text\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093%2Fmnras%2Fstaa3728\" rel=\"nofollow\">10.1093\/mnras\/staa3728<\/a><\/span>.&nbsp;<a class=\"mw-redirect\" title=\"S2CID (identifier)\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/S2CID_(identifier)\">S2CID<\/a>&nbsp;<a class=\"external text\" href=\"https:\/\/api.semanticscholar.org\/CorpusID:221516470\" rel=\"nofollow\">221516470<\/a>.<\/cite><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ESOPIANETI parole chiave: TOI 561 b, John Webb Space Telescope (JWST) Abbandoniamo ancora una volta le turbolenze del nostro pianeta per guardare le stelle, o meglio, i corpi celesti che ruotano intorno a stelle lontane. 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