{"id":12343,"date":"2018-12-23T01:09:52","date_gmt":"2018-12-23T00:09:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12343"},"modified":"2026-05-08T21:15:32","modified_gmt":"2026-05-08T19:15:32","slug":"georgia-australe-paradiso-sospeso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12343","title":{"rendered":"Reportage: Georgia Australe, paradiso sospeso"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 10px;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: REPORTAGE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GEORGIA AUSTRALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Georgia australe, Antartide<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel lontano oceano Atlantico meridionale, mille miglia ad est da Capo Horn, svetta solitaria e silenziosa la <strong><span style=\"color: #008000;\">Georgia Australe<\/span> <\/strong>(o Georgia del sud); l&#8217;isola rocciosa si erge maestosa come una gigantesca mezzaluna di 180 chilometri di lunghezza. Come scrissero alcuni balenieri del novecento, vedendola dal mare sembra un Himalaya appena emerso dalle acque del Diluvio Universale: una apparizione eccezionale, picchi di ghiaccio, pinnacoli di roccia e distese nevose perenni fin dove occhio possa mirare. La sua natura \u00e8 aspra e bella ma mutevole allo stesso tempo, il cielo terso si pu\u00f2 chiudere improvvisamente per una tempesta di neve, per poi riaprirsi nuovamente al sole. \u00c8 come se l&#8217;isola fosse segnata da un destino maledetto, dicevano gli antichi esploratori. La prima descrizione dell&#8217;isola, e il suo corretto posizionamento geografico, risalgono al 1675, quando un commerciante inglese incapp\u00f2 in una tempesta al largo di capo Horn, dovette deviare per migliaia di chilometri, approdando nella selvaggia <em>South Georgia<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/JamesCaird.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12344\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/JamesCaird.jpg\" alt=\"\" width=\"942\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/JamesCaird.jpg 590w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/JamesCaird-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 942px) 100vw, 942px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ernest Shackleton e la sua scialuppa J. Caird<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ernest Shackleton<\/span><\/strong> vi arriv\u00f2 con cinque uomini su una scialuppa, dopo 16 mesi di stenti nelle terre antartiche. Era il 24 aprile del 1916 quando un piccola scialuppa, attrezzata alla meno peggio, salpa dalla sperduta e disabitata isola Elephant, a poca distanza dall\u2019Antartide, per raggiungere la Georgia del Sud, approdo saltuario di baleniere, ad una distanza di circa 700 miglia nautiche, circa \u00a01300 chilometri in un mare complesso\u00a0da navigare\u2026 A bordo ci sono sei uomini, gi\u00e0 stremati da mesi di fatiche, sopravvissuti allo stritolamento da parte dei ghiacci della loro nave, la Endurance. Inutile dire che\u00a0quell&#8217;isola sembr\u00f2 a quei disperati un paradiso al confronto dell&#8217;inferno dal quale proveniva.\u00a0Al loro comando c&#8217;era un uomo inossidabile, Ernest Shackleton, ma di lui parleremo in un altro articolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123303 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/South_Georgia_Island_as_seen_by_Sentinel-2.jpg\" alt=\"\" width=\"934\" height=\"708\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/South_Georgia_Island_as_seen_by_Sentinel-2.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/South_Georgia_Island_as_seen_by_Sentinel-2-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 934px) 100vw, 934px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;isola della Georgia del Sud vista dalla missione Copernicus Sentinel-2. Quest&#8217;isola dell&#8217;Atlantico meridionale \u00e8 collegata alle Isole Sandwich Australi per formare un Territorio Britannico d&#8217;Oltremare &#8211; Fonte Agenzia Spaziale Europea<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Genesi geologica<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Da un punto di vista geologico la <em>South Georgia<\/em> fa parte di un frammento di crosta continentale un tempo unito alla Penisola Antartica e al Sud America. Tutti i frammenti di questa crosta continentale (Georgia Australe, Isole Sandwich Australi, Isole Orcadi Meridionali, ecc.) si sono spostati verso est nel corso di milioni di anni. L&#8217;isola della Georgia Australe \u00e8 composta prevalentemente da rocce sedimentarie del Mesozoico con bellissime sequenze torbiditiche.e rocce ignee di attivit\u00e0 vulcanica nel lato meridionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123301 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-Mount_Paget.jpeg\" alt=\"\" width=\"518\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-Mount_Paget.jpeg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/640px-Mount_Paget-300x199.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sulla via di Mount Paget, una montagna di 2,935 m (9,629 ft)\u2009 che si erge sull&#8217;arcipelago della Georgia australe <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mount_Paget.jpeg\">Mount Paget.jpeg &#8211; Wikimedia Commons<\/a> Autore S<\/span><span style=\"color: #008000;\">erge Ouach\u00e9e<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Geograficamente parlando, l&#8217;arcipelago australe presenta numerose vette montuose, con ben undici cime sopra i 2.000 metri di altitudine; la pi\u00f9 alta \u00e8 Monte Paget con i suoi 2.935 metri s.l.m. Purtroppo il panorama splendido delle montagne \u00e8 deturpato lungo le coste dalle decine d&#8217;impianti arrugginiti e dismessi per la lavorazione delle balene; molti di questi impianti oggi sono stati occupati da colonie di pinguini e foche. Il paradosso si trasforma in miracolo: l&#8217;isola, un tempo teatro di uno dei pi\u00f9 grandi massacri di mammiferi marini, oggi pullula di una quantit\u00e0 tale di animali marini da far pensare a come fosse il mondo prima dell&#8217;invenzione della lancia, dell&#8217;arco e del fucile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una caccia senza piet\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1775 <strong><span style=\"color: #008000;\">James Cook<\/span><\/strong> arriv\u00f2 nella Georgia Australe a bordo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/HMS_Resolution_%281771%29\"><em>HMS Resolution<\/em><\/a>, facendone una dettagliata descrizione ma trascrivendo, ahim\u00e8, che vi era una straordinaria abbondanza di foche. Dieci anni dopo arrivarono le prime imbarcazioni per la caccia. Nella sola stagione 1800-1801 una sola delle 18 navi inviate uccise 57.000 otarie orsine antartiche (<em>Arctocephalus gazella<\/em>). Fu portata quasi all&#8217;estinzione. Per non parlare della popolazione di elefante marino del Sud (<em>Mirounga leonina<\/em>), cacciato per l&#8217;olio che si otteneva dal suo grasso, fu ridotto alla quasi estinzione. Poi fu la volta delle baleniere che dapprima si dedicarono ai cetacei pi\u00f9 lenti, come balene franche, megattere e capodogli; dopo il novecento, con l&#8217;avvento delle macchine a vapore, vennero erette stazioni baleniere direttamente lungo le coste della Georgia Australe, dedicandosi anche al massacro della balenottera comune e della balenottera azzurra. Negli anni venti furono introdotte le navi fabbrica, o officina, che macellavano direttamente in mare. Sull&#8217;argomento potrete leggere qualcosa in pi\u00f9 su un\u00a0mio <a href=\"http:\/\/www.aaronnecolagrossi.com\/storie-e-racconti\/comandante-paul-watson\/\">scritto<\/a> pubblicato sul sito <em>www.aaronnecolagrossi.com<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123299 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Colony_of_aptenodytes_patagonicus-e1764163585847.jpg\" alt=\"\" width=\"461\" height=\"346\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">un&#8217;immensa colonia di pinguini reali, Aptenodytes patagonicus &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Colony_of_aptenodytes_patagonicus.jpg\">Colony of aptenodytes patagonicus.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ora la situazione \u00e8 cambiata: le stazioni baleniere sono chiuse e marciscono al vento ed alla salsedine, sono i cacciatori di foche a essersi estinti, tutti scomparsi nel tempo. Eccettuata la balenottera azzurra, quasi tutte le specie cacciate sono ritornate, con popolazioni da capogiro in alcuni casi. Vi \u00e8 addirittura una colonia di pinguini reali (<em>Aptenodytes patagonicus<\/em>) che conta 300 mila individui; e pensare che era scesa a circa 1100 individui. Anche la popolazione di elefanti marini del Sud conta ora circa 6.000 individui. Ma qual \u00e8 il segreto di questa esplosione di vita che ha sempre caratterizzato questo paradiso sospeso?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123300 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Antarctic_krill_Euphausia_superba.jpg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Antarctic_krill_Euphausia_superba.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Antarctic_krill_Euphausia_superba-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">il Krill si nutre di phytoplankton che cresce al di sotto del mare ghiacciato <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Antarctic_krill_(Euphausia_superba).jpg\">Antarctic krill (Euphausia superba).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">krill<\/span><\/strong>, un piccolo crostaceo dell&#8217;ordine del Euphausiacea. Le colonie di krill (una parola di origine norvegese) dall&#8217;Antartide raggiungono l&#8217;isola in milioni d&#8217;individui, divenendo l&#8217;alimento base per balene, foche, pinguini e tutti i predatori che accompagnano questi animali, tra cui squali e orche. Purtroppo ogni tanto il fiume di krill antartico sembra, per cos\u00ec dire, perdere la <em>retta via<\/em>. Un esempio ne \u00e8 stata la penuria registrata nel 2004 e nel 2009. Le cause sono ancora sconosciute ma gli scienziati concordano su due probabilit\u00e0: una variazione ciclica nella popolazione di krill o i cambiamenti climatici che influiscono sulle correnti antartiche. La scomparsa di diverse piattaforme di ghiaccio nel perimetro antartico sembra influire sullo svernamento delle larve di krill che poi migrano. Gli iceberg che vagano intorno alla Georgia Australe sono aumentati negli ultimi anni; sono molto belli \u00e8 vero (per una foto ricordo) ma rappresentano un pericolo in agguato per le migliaia di specie marine che subiscono i cambiamenti climatici che stanno interessando l&#8217;intero pianeta.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Aaronne Colagrossi<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, ARGOMENTO: REPORTAGE PERIODO: XXI SECOLO AREA: GEORGIA AUSTRALE parole chiave: Georgia australe, Antartide Nel lontano oceano Atlantico meridionale, mille miglia ad est da Capo Horn, svetta solitaria e silenziosa la Georgia Australe (o Georgia del sud); l&#8217;isola rocciosa si erge maestosa come una gigantesca mezzaluna di 180 chilometri di lunghezza. 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Scrive dal 2010, elaborando con uno stile personalissimo le sue passioni per la scrittura, le scienze, i viaggi, la fotografia e la storia navale. Ha pubblicato numerosi articoli su OCEAN4FUTURE dimostrandosi autore eclettico. 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