{"id":123309,"date":"2025-12-27T00:02:00","date_gmt":"2025-12-26T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=123309"},"modified":"2026-03-25T18:59:45","modified_gmt":"2026-03-25T17:59:45","slug":"la-turchia-ed-il-settore-dei-droni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123309","title":{"rendered":"La Turchia ed il settore dei droni di Giovanni Chiacchio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: TURCHIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Industria, Difesa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nUna particolare attenzione nell\u2019ambito del vasto programma di riforme che ha interessato la Turchia \u00e8 stata dedicata al <strong><span style=\"color: #008000;\">settore dei velivoli senza pilota (UAV)<\/span><\/strong>. Tali piattaforme risultano infatti caratterizzate da bassi costi di produzione e mantenimento, garantendo contestualmente una grande versatilit\u00e0 d\u2019impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo programma nazionale turco per lo sviluppo di UAV venne avviato negli anni Ottanta; similmente a molte iniziative precedenti venne incentrato sull\u2019acquisto di sistemi esteri. A met\u00e0 degli anni Duemila le forze armate turche risultavano fortemente dipendenti dalle importazioni di droni israeliani. Tale stato di cose divenne profondamente allarmante per le autorit\u00e0 di Ankara, in virt\u00f9 delle profonde tensioni sorte con lo Stato ebraico a seguito della recrudescenza del conflitto di Gaza. Contestualmente, il costante rifiuto degli Stati Uniti di autorizzare il trasferimento verso la Turchia di droni <strong><span style=\"color: #008000;\">MQ-9 Reaper<\/span> <\/strong>rappresent\u00f2 un insormontabile ostacolo alla formazione di una possente flotta di velivoli senza pilota<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">10<\/span><\/sup><\/strong>.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-123319\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Screenshot-2025-11-26-180502-e1764176773288.png\" alt=\"\" width=\"656\" height=\"324\">Un drone Bayraktar TB2<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione spinse lo SSM ad avviare un progetto volto allo sviluppo di un UAV tattico. L\u2019appalto per la produzione del nuovo sistema d\u2019arma venne vinto dal drone <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayraktar TB1<\/span> <\/strong>prodotto dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayrak Technology<\/span><\/strong>. Tuttavia, la produzione di massa di questo sistema non venne mai avviata, in luogo di una modifica del progetto iniziale volto a potenziarne le capacit\u00e0. Tale operazione risult\u00f2 nell\u2019avvio della produzione di massa del pi\u00f9 performante <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayraktar TB2<\/span><\/strong>. Il nuovo velivolo \u00e8 stato sin da subito caratterizzato dal connubio tra bassi costi di produzione e mantenimento con buoni livelli di prestazioni<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">11<\/span><\/sup><\/strong>, venendo rapidamente integrato a livello operativo nelle forze armate, divenendo una componente chiave della loro dottrina operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel 2018 l\u2019esercito turco ha eseguito un imponente attacco contro le formazioni del PKK a Sinjar combinando droni e artiglieria.<\/span> <\/strong>L\u2019operazione ha ottenuto la morte di Ismail Ozden, membro di spicco dell\u2019organizzazione. L\u2019anno successivo, Ankara ha schierato i propri droni a difesa del <strong><span style=\"color: #008000;\">Governo di Accordo Nazionale libico<\/span><\/strong>, asserragliato nella citt\u00e0 di Tripoli. L\u2019intervento turco riusc\u00ec a mettere in rotta le forze di Khalifa Haftar, obbligate a rinunciare ai propositi di occupare la capitale libica<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">12<\/span><\/sup><\/strong>. A tali dispiegamenti ha fatto seguito nel 2020 un massiccio attacco a danno delle forze governative siriane che ha visto l\u2019impiego di droni <strong><span style=\"color: #008000;\">Bayraktar TB2<\/span><\/strong> e il sistema da guerra elettronica KORAL, bloccando la loro offensiva verso la citt\u00e0 di Idlib<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">13<\/span><\/sup><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Infine, nello stesso anno le forze armate dell\u2019Azerbaijan hanno utilizzato massicciamente gli UAV di fabbricazione turca nell\u2019ambito del secondo conflitto del Nagorno-Karabakh, impiegandoli per annientare le difese aeree armene<\/span><sup><span style=\"color: #008000;\">14<\/span><\/sup><\/strong>. La modalit\u00e0 di impiego dei sistemi senza piloti da parte di Ankara ha costituito una vera e propria svolta nella storia militare. Nello specifico, le forze armate turche hanno schierato gli UAV in elevato numero utilizzandoli come una vera e propria forza aerea, in grado di combinare funzioni ISR (intelligence, sorveglianza, ricognizione) con ruoli di SEAD\/DEAD (soppressione o distruzione delle difese aeree nemiche)<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">15<\/span><\/strong><\/sup>. I droni di fabbricazione ucraina sono stati protagonisti della guerra in Siria, della difesa di Tripoli contro Haftar, dell\u2019offensiva azera in Nagorno-Karabakh e dell\u2019attuale conflitto in Ucraina.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-123320 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/640px-Bayraktar_Akinci_UCAV.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/640px-Bayraktar_Akinci_UCAV.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/640px-Bayraktar_Akinci_UCAV-300x118.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bayraktar TB2 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bayraktar_Ak%C4%B1nc%C4%B1_UCAV.jpg\">Bayraktar Ak\u0131nc\u0131 UCAV.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nuovi sviluppi e debolezze strutturali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 2017 vede la firma del primo importante accordo di esportazione di armamenti per l\u2019industria della difesa turca avente come oggetto la fornitura di droni Bayraktar TB2 allo Stato del Qatar<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">16<\/span><\/strong><\/sup>. A tale accordo ha fatto seguito la firma di importanti contratti con Pakistan e Ucraina, relativi in particolare alla fornitura di velivoli senza pilota e imbarcazioni da guerra nell\u2019ambito del <strong><span style=\"color: #008000;\">programma MILGEM<\/span><\/strong>.<br \/>\nI rilevanti successi militari ottenuti rispettivamente dall\u2019Azerbaijan e dall\u2019Ucraina mediante l\u2019impiego dei <strong><span style=\"color: #008000;\">droni Bayraktar<\/span><\/strong> hanno determinato una forte crescita della domanda di armamenti turchi nel continente africano, in Medio Oriente, nel Sud-Est Asiatico e nello stesso continente europeo. In virt\u00f9 di ci\u00f2, la quota turca sull\u2019export globale di armamenti \u00e8 cresciuta sino ad arrivare all\u20191,7%, rendendo Ankara l\u2019undicesimo esportatore globale in tale settore<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">17<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, la Turchia ha assunto una posizione dominante nel mercato dei droni militari, arrivando a controllare una quota pari a circa il 65% di tale mercato<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">18<\/span><\/strong><\/sup>. Attualmente la Turchia controlla 1,7% dell\u2019export globale di armi e nel settore dei droni militari ha una posizione dominante, arrivando a controllare una quota pari al 65% di questo mercato. Il successo delle piattaforme MILGEM e Bayraktar ha a sua volta fornito la base per lo sviluppo di nuove forme di armamenti pi\u00f9 avanzate. La compagnia Bayraktar Technologies ha infatti rapidamente sviluppato il Bayraktar Akinci, dotato di un carico maggiore e capace di prestazioni significativamente superiori rispetto al Bayraktar TB2 ed entrato in servizio nel 2021, ottenendo immediatamente un rapido successo <span style=\"color: #000000;\">sul <\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">mercato internazionale. Infine, l\u2019azienda sta altres\u00ec investendo nello sviluppo del<\/span> <strong>Bayraktar Kizilema<\/strong><\/span>, un sistema senza pilota dotato di motori a reazione. Contestualmente, le autorit\u00e0 di Ankara hanno investito fortemente nella realizzazione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">aeromobile multiruolo stealth di quinta generazione interamente autoprodotto, il<\/span> <span style=\"color: #008000;\">KAAN<\/span><\/strong>.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-103167\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto dei notevoli risultati raggiunti, l\u2019industria della difesa turca rimane tuttavia soggetta a rilevanti debolezze strutturali. Anzitutto, la fragile economia del paese rende estremamente complicato il finanziamento dei costosi progetti volti a sviluppare armamenti sempre pi\u00f9 moderni, rendendo pertanto il settore della difesa dipendente dai profitti derivanti dall\u2019export per la propria sostenibilit\u00e0. Ci\u00f2 potrebbe potenzialmente portare in futuro l\u2019industria bellica turca a privilegiare prodotti atti all\u2019esportazione, a scapito delle esigenze strategiche del paese. In alternativa, un eventuale calo dell\u2019export obbligherebbe lo Stato turco a dirottare risorse piuttosto consistenti verso la propria industria della difesa. In secondo luogo, gran parte dei progetti sviluppati a partire dal 2004 sono stati realizzati seguendo il modello \u201cplatform first, components later\u201d<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">19<\/span><\/strong><\/sup>. Ci\u00f2 ha consentito il rapido sviluppo e la costruzione di nuovi sistemi d\u2019arma, ma non ha eliminato la dipendenza del paese da particolari tipi di componentistica importati dall\u2019estero<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">20<\/span><\/sup><\/strong>, in particolare circa i motori montati su gran parte dei principali sistemi d\u2019arma del paese<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>. Gli investimenti per la produzione di tali piattaforme a ciclo chiuso si stanno rivelando estremamente costosi<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">22<\/span><\/sup><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultima analisi, l\u2019industria della difesa turca \u00e8 stata caratterizzata negli ultimi anni da una crescente politicizzazione. Nel 2018 lo SSM \u00e8 stato posto sotto l\u2019autorit\u00e0 diretta della Presidenza<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">23<\/span><\/sup><\/strong>, incrementando notevolmente il peso degli stakeholder politici nei processi decisionali, a scapito dei tecnici. Tale processo di politicizzazione \u00e8 risultato esteso anche alla situazione estera del paese. La decisione turca di acquistare il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di difesa antiaereo russo S-400<\/span> <\/strong>\u00e8 stata percepita come una reazione di Ankara alle crescenti critiche rivolte da parte delle nazioni occidentali alla gestione da parte delle autorit\u00e0 della politica interna del paese. Le conseguenze di tale scelta si sono tuttavia rivelate pesantemente negative. Le forze armate turche sono state infatti escluse dal programma <strong><span style=\"color: #008000;\">F-35<\/span> <\/strong>e hanno dovuto sopportare elevati costi di mantenimento per il sistema stesso, il quale si \u00e8 altres\u00ec rivelato impossibile da integrare nel network difensivo del paese. Tale stato di cose sta attualmente rendendo piuttosto difficoltosa l\u2019integrazione della Turchia nel programma Security Action for Europe, precludendo potenzialmente grandi opportunit\u00e0 per le aziende di Ankara<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">24<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-123321 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/RUSSIA-May_2011_Parade_-_S-400-e1764177231522.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema missilistico S 400 in parata a Mosca maggio 2011 Fonte <a class=\"external free\" style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/kremlin.ru\/news\/11194\" rel=\"nofollow\">http:\/\/kremlin.ru\/news\/11194<\/a>&nbsp;(<a class=\"external text\" style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/news.kremlin.ru\/media\/events\/photos\/big\/41d371eab7b893c9da3e.jpeg\" rel=\"nofollow\">exact image source<\/a>) &#8211; Autore Presidential Press and Information Office<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:May_2011_Parade_-_S-400.jpeg\">May 2011 Parade &#8211; S-400.jpeg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\">Conclusioni<\/span><\/strong><br \/>\nA partire dall\u2019et\u00e0 contemporanea, la Turchia, prima sotto forma di impero sovranazionale e poi di Stato nazionale, ha storicamente sofferto una rilevante dipendenza dall\u2019estero in relazione alla propria produzione bellica. Tale stato di cose ha rappresentato una significativa minaccia alla sicurezza del paese, nonch\u00e9 un rilevante ostacolo alla proiezione della sua forza. Lo shock provocato dall\u2019embargo statunitense conseguente alla crisi di Cipro ha spinto le autorit\u00e0 turche ad investire fortemente nell\u2019indigenizzazione della produzione bellica, al fine di ridurre la dipendenza del paese dall\u2019estero. Tale intento \u00e8 stato coronato da successo grazie ad una solida pianificazione strategica centralizzata, una grande volont\u00e0 politica e la presenza di una solida base di capitale. Oggi l\u2019industria della difesa turca riesce non solo a soddisfare gran parte della propria domanda interna, ma ha contestualmente trasformato il paese in uno dei principali esportatori di armamenti a livello globale. Ci\u00f2 ha incrementato significativamente l\u2019influenza turca sullo scacchiere internazionale, migliorando al contempo la bilancia dei pagamenti del paese. Tuttavia, la dipendenza finanziaria dall\u2019export e la crescente politicizzazione rappresentano significativi ostacoli alla sostenibilit\u00e0 dell\u2019industria bellica turca nel lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Chiacchio<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-123354 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1.jpeg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1-144x144.jpeg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1-50x50.jpeg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/giovanni-chiacchio-200x200-1-65x65.jpeg 65w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Laureando in Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito come borsista il master \u201cLeadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy\u201d presso la Fondazione Italia USA e ha frequentato l\u2019accademia estiva della Heritage Foundation. Scrive per vari blog. I suoi campi sono le relazioni internazionali, gli studi strategici e il conservatorismo di matrice anglosassone.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nsaggio pubblicato originalmente su <a href=\"https:\/\/www.centromachiavelli.com\/report\/\">Report \u2022 Fondazione Machiavelli<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima droni Bayraktar TB2 azeri prima della parata della vittoria del 10 dicembre a Baku &#8211; Dicembre 2020 Autore Aykhan Zayedzadeh<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 20px; color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong>10 S\u00ecbel Duz, The Ascension of Turkey As a Drone Power, Seta, Ankara, luglio 2020<br \/>\n11 Leo Peria-Peigne, TB2 Bayraktar Big Strategy for a Little Drone, IFRI, Parigi, 17 aprile 2023<br \/>\n12 Idlir Lika, A Vortex of Conflict The Evolving Dynamics of Turkey\u2019s Involvement in Libya, Seta, 2020<br \/>\n13 Can Kasapoglu, Turkey\u2019s Drone Blitz Over Idlib, The Jamestown Foundation, 17 aprile 2020<br \/>\n14 John Antal, Seven Seconds to Die: A Military Analysis of the Second Nagorno-Karabakh War and the Future of Warfighting, Casemate Pub &amp; Book Dist Llc, 2022<br \/>\n15 Ali Bakeer, The fight for Syria\u2019s skies: Turkey challenges Russia with new drone doctrine, Middle East Institute, marzo 2020<br \/>\n16 Fergus Kelly, Qatar signs deals for armed drones, armored vehicles and ships from Turkey, The Defense Post, 14 marzo 2018<br \/>\n17 Ali Murat Alhas, From buyer to builder, Turkey\u2019s arms exports boost its global status, BBC Monitoring, 2 maggio 2025<br \/>\n18 How Did Turkey Redefined Global Drone Warfare?, Inside FPV, 5 novembre 2024<br \/>\n19 Sikti Egeli, Serhat Guvenc, Calgar Kur\u00e7 e Arda Mevlutoglu, From Client to Competitor: The Rise of T\u00fcrkiye\u2019s Defence Industry, International Institute of Strategic Studies, 2024<br \/>\n20 Emanuele Costanza, Arming the Nation: T\u00fcrkiye\u2019s drone Industry Between Ambitions and Realities, Luiss<br \/>\n21 Ibrahim Karatas, Turkish Defense Industry\u2019s Scramble Against Arms Embargoes and Engine Production<br \/>\n22 Can Sezer, Turkish drone maker Baykar to invest $300 mln to develop jet engine, CEO says, Reuters, 24 ottobre 2024<br \/>\n23 Sikti Egeli, Serhat Guvenc, Calgar Kur\u00e7 e Arda Mevlutoglu, From Client to Competitor: The Rise of T\u00fcrkiye\u2019s Defence Industry, International Institute of Strategic Studies, 2024<br \/>\n24 Turkey\u2019s Defence Industry and the EU SAFE Regulation, Eliamp, 9 ottobre 2025<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123307\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123308\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123309\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: TURCHIA parole chiave: Industria, Difesa . Una particolare attenzione nell\u2019ambito del vasto programma di riforme che ha interessato la Turchia \u00e8 stata dedicata al settore dei velivoli senza pilota (UAV). 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