{"id":123278,"date":"2026-02-08T00:02:00","date_gmt":"2026-02-07T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=123278"},"modified":"2026-02-08T18:14:00","modified_gmt":"2026-02-08T17:14:00","slug":"rotte-commerciali-arcaiche-e-conflitti-nel-tirreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123278","title":{"rendered":"Rotte commerciali arcaiche e conflitti nel Tirreno di Maria Rosaria Fabozzi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XII \u2013 IV SECOLO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OPERAZIONI MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mar Mediterraneo occidentale<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLa fondazione dei nuovi insediamenti costieri (<strong><span style=\"color: #008000;\">emporia<\/span><\/strong>) lungo gli itinerari nord- occidentali, da Pyrgi a Gravisca nell\u2019Etruria meridionale fino ad Emporion nell\u2019attuale costa catalana, complet\u00f2 un sistema in cui gli empori permettevano ai produttori etruschi, proprietari terrieri, di affidare la diffusione dei propri prodotti ai professionisti del mare (<strong><span style=\"color: #008000;\">emporoi o naukleroi<\/span><\/strong>), probabilmente Focei di Marsiglia o Greci-Orientali, anche punici ed etruschi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1200 a.C. e per oltre un millennio, l\u2019espansione nel Mediterraneo venne condivisa tra Etruschi e Fenici prima e Cartaginesi dopo, sia con la fondazione di empori, colonie, santuari, sia con la definizione di alleanze politiche-economiche, di trattati e sfere d\u2019influenza. Questo port\u00f2 tra l\u2019altro alla migrazione di beni di sussistenza e di lusso, di culture e tradizioni, come attestano tra l\u2019altro i due complessi templari di Pyrgi del VI secolo a.C., dedicati al culto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Uni-Astarte<\/span> <\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">Uni<\/span><\/strong> corrispondente alla Giunone etrusca e <strong><span style=\"color: #008000;\">Astarte<\/span><\/strong> connessa alla prostituzione sacra). Nel corso del VII secolo a.C. nel Mediterraneo occidentale i Fenici assunsero un ruolo sempre pi\u00f9 di rilievo, sia con la fondazione della colonia cartaginese di Ibiza nel 654-653 a.C. utile al controllo della navigazione tra la Spagna e la Sardegna occidentale sia con la rivitalizzazione degli insediamenti fenici nella Sicilia occidentale (Mozia, Solunto, Palermo), ma vennero ostacolati nella loro espansione nella Sicilia orientale dalla presenza delle colonie greche, mentre anche gli Etruschi effettuavano attivit\u00e0 di disturbo contro i Greci nelle acque di Sicilia. Ai contrasti marittimi tra Etruschi e Greci pu\u00f2 essere ricondotto il famoso <strong><span style=\"color: #008000;\">cratere di Aristonothos<\/span><\/strong> proveniente da Cerveteri, risalente al 675-650 a.C., una preziosa fonte di informazione sulla tipologia di navi impiegate in questo periodo, che rappresenta su un lato l\u2019accecamento di Polifemo e sull\u2019altro una battaglia navale (vedi <strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 4 e Figura 5<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123281 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Screenshot-2025-11-25-201227-e1764098021996.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"235\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 5 \u2013 Cratere di Aristonothos, dettaglio Faccia B<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel lato in cui \u00e8 rappresentata la battaglia navale si vedono due navi:<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">una galea a remi fornita di un aguzzo sperone<\/span><\/strong>, sul cui ponte si trovano tre guerrieri, probabilmente destinata alla guerra;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">un\u2019altra imbarcazione, dallo scafo ricurvo, fornita di una ringhiera a graticcio, con l\u2019albero ancora issato<\/span><\/strong>, con la vedetta sul cassero, dallo scafo spazioso e rotondo che la qualifica come imbarcazione mercantile, la cui prora fornita di uno sperone falcato per\u00f2 fa pensare ad un\u2019imbarcazione armata per respingere eventuali assalti, un tipo di nave poi rappresentato frequentemente in Etruria. La novit\u00e0 \u00e8 rappresentata dallo sperone che spunta sotto la prora, probabilmente il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">rostro<\/span><\/strong>\u201d, non incorporato nello scafo, applicato sotto la linea dell\u2019acqua, ricordato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong> come invenzione etrusca di <strong><span style=\"color: #008000;\">Piseo, figlio di Tirreno,<\/span><\/strong> un pericolo nascosto per gli avversari, una sorta di \u201carma segreta\u201d. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 56<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-123280\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Screenshot-2025-11-25-201213-e1764098007411.png\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"308\"><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 4 \u2013 Cratere dipinto nelle tecniche a silhouette e a linea di contorno, firmato dal maestro greco Aristonothos (faccia A: accecamento di Polifemo, faccia B: battaglia navale), Secondo quarto del VII secolo a.C., da Caere, Musei Capitolini di Roma<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto non v\u2019\u00e8 dubbio che le comunit\u00e0 etrusche del VII secolo a.C. fossero molto ricettive della cultura greca e che gli stessi coloni greci trovassero delle forme di convivenza con una popolazione pi\u00f9 organizzata delle altre nella penisola italica, in particolare nell\u2019Etruria meridionale costiera, come conferma anche la leggenda riportata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Dionigi di Alicarnasso<\/span><\/strong> circa le vicende di <strong><span style=\"color: #008000;\">Demarato di Tarquinia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123350 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/moneta-etrusca--scaled-e1764185970455.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"483\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">moneta di Vetulonia con simboli marittimi &#8211; Fonte museo di Vetulonia &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia del Mar Sardo<\/span><\/strong> del 540 a.C. tra Focei stabilitisi in Corsica ad Alalia e dall\u2019altra parte Etruschi (soprattutto ceretani) e Cartaginesi, terminata con la sconfitta dei Focei, port\u00f2 i Focei ad abbandonare la Corsica e gli Etruschi a predominare nel Tirreno settentrionale, come interlocutori privilegiati di Liguri e Massalioti, avendo come scali importanti su tali rotte il nuovo fondaco di Pisa sull\u2019Arno, Genova emporio dei Liguri, Antibes tappa intermedia tra l\u2019Etruria e Massalia. Le citt\u00e0 finirono per diventare centri di produzione, mentre le campagne non furono pi\u00f9 da supporto per l\u2019economia del centro primario di pertinenza e si assistette alla diminuzione della produzione delle anfore vinarie, legata alla coltivazione della vite, tipica attivit\u00e0 produttiva dei centri rurali e all\u2019aumento delle manifatture tipiche urbane, come quelle relative al settore della metallurgia (es. raffinamento del ferro dell\u2019Elba per la produzione di armi e di utensili agricoli a Populonia, alla fine del VI secolo a.C.) o relative ai prodotti di lusso, come le ceramiche attiche decorate, le oreficerie ioniche, l\u2019utensileria in bronzo locale (produzione bronzistica a Vulci intorno al 530 a.C. con la saldatura delle parti fuse a quelle martellate e la tecnica dello sbalzo). Fra il 530 e il 470 a.C., le aree di esportazione furono costituite dalla Campania (Cuma, Nocera, Fratte), dalla Sicilia (Siracusa, Megara, Gela e i centri indigeni collegati con l\u2019interno), da Alalia, ovviamente, da Genova e dagli insediamenti celtici posti sulla valle del Rodano. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 57<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\nLa presenza di oggetti etruschi nell\u2019Europa Centrale e lungo le coste adriatiche deve probabilmente essere collegata al commercio padano a partire dagli empori di Spina e di Adria. Tale distribuzione di prodotti indica come la produzione del vino finisca, oltre che per motivi interni anche per la diffusione della vite nella Gallia meridionale, mentre inizia l\u2019esportazione di generi di lusso collegati a tale bevanda, sia In realt\u00e0 i bacini a orlo perlato della Sicilia, il bucchero e le anfore vinarie cominciarono a diffondersi tra la fine del VII secolo a.C. e gli inizi del VI secolo a.C. nelle aree di colonizzazione (Campania, Alalia e forse Genova), sia nelle zone legate al commercio etrusco (Sicilia, Provenza e bacino del Rodano). <strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 58<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123285\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Battle_of_Alalia_map.jpg\" alt=\"\" width=\"651\" height=\"852\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Battle_of_Alalia_map.jpg 514w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Battle_of_Alalia_map-229x300.jpg 229w\" sizes=\"auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa del Tirreno con alcune citt\u00e0 etrusche, greche e fenicio-puniche. Luogo della battaglia di Alalia, 540 a.C.<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Battle_of_Alalia_map.jpg\">Battle of Alalia map.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I porti etruschi continuarono a funzionare da empori per i mercanti greci. Dopo la battaglia del Mare Sardo si instaur\u00f2 un rapporto privilegiato tra Delfi e Caere e si assistette ad un riconoscimento reciproco da parte di Caere dell\u2019autorit\u00e0 del santuario di Delfi dove venne istituito un thesauros cerite e, da parte greca, dell\u2019importanza di Caere sul piano internazionale, che fu tra i primi \u201cbarbari\u201d ad essere ammessa in un luogo di culto ellenistico. Tra la<strong><span style=\"color: #008000;\"> battaglia di Alalia del 530 a.C.<\/span><\/strong> e quella di <strong><span style=\"color: #008000;\">Himera del 480 a.C.<\/span><\/strong>, di poco antecedente a quella di Cuma del 474 a.C., si venne ad instaurare un circuito culturale e commerciale, tra le citt\u00e0 greche, puniche ed etrusche del Tirreno, di cui una componente non secondaria fu costituita dalle anfore da trasporto arcaiche. Le azioni esercitate dagli Etruschi tra fine VI secolo a.C. ed il 474 a.C. definite azioni di pirateria dalle fonti greche dovettero forse corrispondere ad una serie di tentativi di occupazione delle coste del basso Tirreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della sconfitta etrusca a Cuma ad opera dei Siracusani nel 474 a.C. le citt\u00e0 dell\u2019Etruria meridionale, entrarono allora in crisi e diminuirono le importazioni (non a Populonia), ebbe fine l\u2019espansione etrusca nel Tirreno meridionale e gli empori dell\u2019Etruria meridionale vennero chiusi ai Greci come ci segnala il santuario di Gravisca, mentre si svilupp\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 dei mercanti etruschi dell\u2019Adriatico settentrionale, attratti dal commercio ateniese. Tra fine VI secolo e inizio III secolo a.C. si venne a creare nel medio e alto Tirreno un ambiente dinamico tra Populonia-Alalia e gli empori costieri come Pisa, Genova e Antipoli (Antibes), senza alcuna forma di conflittualit\u00e0 tra Etruschi e Greci. Dopo la sconfitta di Atene nella Guerra del Peloponneso, Siracusa vide poi nell\u2019Adriatico uno spazio in cui inserirsi, prima della successiva espansione romana.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Rosaria Fabozzi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">estratto dalla tesi <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/25304514\/Il_porto_di_Pyrgi_una_riflessione_sul_commercio_e_la_navigazione_etrusca_nel_Mediterraneo_antico\">Il porto di Pyrgi: una riflessione sul commercio e la navigazione etrusca nel Mediterraneo antico<\/a> di Maria Rosaria Fabozzi<br \/>\nIl lavoro, organizzato in cinque capitoli, analizza le attuali conoscenze sul commercio e la navigazione arcaica nel Mediterraneo antico e si sofferma in particolare sul ruolo degli Etruschi e della localit\u00e0 di uno dei porti di Cerveteri, Pyrgi, sita nei pressi di Roma, oggi denominata Santa Severa, che ha avuto una continuit\u00e0 insediativa sin dalla preistoria e che \u00e8 stata frequentemente menzionata nelle fonti storiche. Il primo capitolo (Civilt\u00e0 nel Mediterraneo occidentale antico) contiene una breve disgressione sulle civilt\u00e0 coeve agli Etruschi per inquadrare al meglio il contesto storico, culturale e politico di riferimento ed alcuni cenni sugli aspetti principali della civilt\u00e0 etrusca soffermandosi in particolare sul territorio pertinente a Pyrgi, sull\u2019ager caeretanus, sulla citt\u00e0 etrusca di Caere, sulla relativa topografia e viabilit\u00e0. Il secondo capitolo (Etruschi sul mare) evidenzia l\u2019importanza del rapporto degli Etruschi con il mare, le rotte commerciali arcaiche ed i conflitti che si svilupparono per il controllo del Tirreno, la natura del commercio arcaico che si estrinsec\u00f2 spesso nella \u201cpirateria\u201d, i principali porti etruschi pertinenti a Tarquinia, Vulci, Populonia, Spina, Cerveteri. Il terzo capitolo (Ricerche marine) presenta alcuni metodi di indagine complementari alla ricerca archeologica tradizionale, la foto-interpretazione applicata al rilevamento dei porti antichi in Italia, lo studio dei fenomeni naturali che hanno portato e continuano a portare variazioni del livello del mare e quindi della linea di costa, le ricerche ed i rinvenimenti sottomarini dell\u2019Etruria meridionale unitamente alle recenti scoperte di relitti etruschi lungo le coste della Provenza. Il quarto capitolo (Pyrgi) tratta dell\u2019area del santuario e dell\u2019area portuale, quest\u2019ultima circonstanziata dalla carta archeologica frutto delle recenti ricerche subacquee. Il quinto capitolo (Valorizzazione del territorio) espone i progetti di valorizzazione pi\u00f9 significativi attuati sul territorio, non tutti ancora in essere (Sistema Tolfetano Cerite Braccianese, Antiquarium Navale poi Museo del Mare e della Navigazione Antica, attivit\u00e0 GATC e CSM, progetto A passeggio con gli Etruschi con app e Point of interest).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Note<\/span> (numerazione della Tesi)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 56<\/span> <\/strong>Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, 8, 209: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 rostra addidit Pisaeus Tyrreni, ancoram Eupalamus, eandem bidentem Anacharsis, harpagones et manus Pericles Atheniensis, adminicula gubernandi Tiphys \u2026\u201d, \u201cPiseo figlio di Tirreno aggiunse i rostri, Eupalamo l&#8217;ancora, Anacarsi la stessa a due punte, l&#8217;Ateniese Pericle ganci e uncini, Tifi gli strumenti del manovrare.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 57<\/span><\/strong> In realt\u00e0 i bacini a orlo perlato della Sicilia, il bucchero e le anfore vinarie cominciarono a diffondersi tra la fine del VII secolo a.C. e gli inizi del VI secolo a.C.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nota 58<\/span><\/strong> da Gualtier et al. 2014, pp. 228-229. \u201cI<strong><em><span style=\"color: #008000;\">l relitto del Gran Ribaud risalente al 500 a.C. circa ci conferma come il vino etrusco sia stato ampiamente rimpiazzato da quello massaliota.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: XII \u2013 IV SECOLO a.C. AREA: OPERAZIONI MILITARI parole chiave: Mar Mediterraneo occidentale . La fondazione dei nuovi insediamenti costieri (emporia) lungo gli itinerari nord- occidentali, da Pyrgi a Gravisca nell\u2019Etruria meridionale fino ad Emporion nell\u2019attuale costa catalana, complet\u00f2 un sistema in cui gli empori permettevano ai produttori etruschi, proprietari [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":76513,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-123278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Rotte commerciali arcaiche e conflitti nel Tirreno di Maria Rosaria Fabozzi &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/123278\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rotte commerciali arcaiche e conflitti nel Tirreno di Maria Rosaria Fabozzi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti. . 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