{"id":122636,"date":"2025-12-01T00:02:00","date_gmt":"2025-11-30T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=122636"},"modified":"2026-03-25T19:06:50","modified_gmt":"2026-03-25T18:06:50","slug":"la-vita-negli-estuari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/122636","title":{"rendered":"L&#8217;importanza degli estuari ed i fattori geologici e biologici che li caratterizzano"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: linea di costa, ambienti, estuari<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono linee di confine geografiche in cui si generano profonde interazioni tra le componenti marine e quelle fluviali, aree importanti in cui si determinano particolari processi di rimescolamento, stratificazione e circolazione dei flussi di acque di diversa salinit\u00e0 con conseguenti fenomeni di deposizione dei sedimenti che si spingono anche nei fondali marini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-123008 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Alla_foce_del_Po_di_Gnocca_-_panoramio-e1763655146822.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ambiente costiero foce del Po di Gnocca &#8211; autore Carlo Pelagalli <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alla_foce_del_Po_di_Gnocca_-_panoramio.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/&#8230;Po.di.Gnocca.-..jpg<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In genere quando la quantit\u00e0 dei sedimenti fluviali risulti maggiore di quella che il mare pu\u00f2 apportare, la foce si protende dando origine ad un delta (come nel caso del Nilo o del Po). In caso contrario,\u00a0 quando il mare \u00e8 preponderante e l&#8217;azione distributrice del mare \u00e8 superiore a quella del fiume, in presenza di fondali molto pendenti e di una significativa marea si viene a formare un&#8217;estuario, come nel caso del fiume Magra, in rovincia di La Spezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In generale un estuario pu\u00f2 essere diviso in tre regioni:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">1. una zona fluviale di marea, dove la salinit\u00e0 \u00e8 minore, soggetta all\u2019innalzamento e all\u2019abbassamento del livello del mare;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">2. una zona di mescolamento (l\u2019estuario propriamente detto), caratterizzata dalla miscelazione delle masse d\u2019acqua e dall\u2019esistenza di forti gradienti di grandezze fisiche, chimiche e biotiche che vanno dalla zona fluviale di marea\u00a0 verso l&#8217;esterna;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">3. una zona torbida, tra la zona di mescolamento e il mare aperto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare i meccanismi di circolazione e mescolamento delle acque possono assumere differenti configurazioni legate alle diverse densit\u00e0 dell&#8217;acqua e della velocit\u00e0 delel particelle che fluiscono verso il mare tra due situazioni limite. L&#8217;acqua dolce, avendo una densit\u00e0 minore, galleggia su quella salata marina creando una stratificazione spesso ben visibile. Quando questi due parametri tendono ad uniformarsi si ottiene un completo mescolamento delle masse d&#8217;acqua.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-123003 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/estuario-Klamath_River_mouth_aerial_view.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"801\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La foce del fiume Klamath sull&#8217;Oceano Pacifico nella contea di Del Norte, California, USA &#8211; Fonte: U.S. Army Corps of Engineers Digital Visual Library<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Klamath_River_mouth_aerial_view.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/.\/.Klamath_River_mouth_aerial_view.jpg<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il sedimento fluviale giunge al mare, inizia a depositarsi sui fondali dando la precedenza alle granulometrie maggiori (ghiaie e sabbie) mentre le pi\u00f9 fini (argille) possono restare in sospensione ed essere ritrovati ben oltre la foce. I depositi che si formano, oltre che dalle dimensioni e quantit\u00e0 dei sedimenti, dipendono dall&#8217;interazione tra il gioco delle forze che agiscono sulle masse d&#8217;acqua, ovvero l&#8217;inerzia del flusso fluviale, la frizione tra l&#8217;acqua ed il fondale marino e le differenze di densit\u00e0 di cui avevo gi\u00e0 parlato. La combinazione di tutti questi fattori vien modulata dalle condizioni del mare che, in certi casi pu\u00f2 risalire il fiume per molti chilometri, sconvolgendo gli equilibri. Nel caso in cui le portate solide dei fiumi siano molto ridotte e, dunque prevalga l&#8217;azione del mare, la foce viene parzialmente o completamente ostruita dai sedimenti accumulati dal moto ondoso e viene riaperta solo durante gli eventi di piena. Non ultimo, nelle foci non \u00e8 raro riscontrare la presenza di barre e banchi sabbiosi che, nel tempo, possono emergere dal mare e formare isole o catene di isole.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6729\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Aphanius_fasciatus_-_Maremma.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Aphanius_fasciatus_-_Maremma.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Aphanius_fasciatus_-_Maremma-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli aspetti biologici<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMan mano che il gradiente di salinit\u00e0 aumenta, dalle acque dolci del fiume a quelle prettamente saline del mare aperto, si nota una variazione delle comunit\u00e0 biotiche\u00a0 presenti. Gli organismi che vivono negli estuari devono adattarsi a questi ambienti dinamici, dove si verificano variazioni nella chimica dell&#8217;acqua, inclusa la salinit\u00e0, e cambiamenti fisici, in certi casi importanti,\u00a0 dovuti al ciclo delle maree. Alcuni animali, detti <strong><span style=\"color: #008000;\">eurialini<\/span><\/strong>, non hanno avere alcuna difficolt\u00e0 a spostarsi per tutta l\u2019estensione dell\u2019estuario senza avere problemi derivanti dalle diverse salinit\u00e0; fra di loro alcune specie di granchi, lo storione e il cefalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante queste variazioni importanti, gli estuari sono ecosistemi molto produttivi grazie alla possibilit\u00e0 di ricevere nutrienti da entrambi i corpi idrici. Questa ricchezza biologica ha favorito lo sviluppo di civilt\u00e0 che hanno potuto godere non solo dell&#8217;accesso ad aree biologicamente ricche, ma anche di fonti di acqua dolce e strutture geologiche spesso favorevoli per costruire porti protetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamo ora pi\u00f9 da vicino questi ecosistemi straordinari<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli estuari offrono rifugio a diverse comunit\u00e0 vegetali e animali; la combinazione unica di acqua salata e dolce, detta di acqua salmastra, crea una variet\u00e0 di habitat che vanno dalle barriere coralline che possono penetrare all&#8217;interno degli estuari, a vere e proprie foreste di alghe. La formazione di paludi costiere dove prosperano mangrovie attirano diverse forme animali sia acquatici che anfibi e terrestri. In estrema sintesi, tanti luoghi in cui vivere, con tante nicchie da riempire, che fanno degli estuari gli ecosistemi tra i pi\u00f9 produttivi al mondo. La loro importanza \u00e8 tale che potrebbero essere assimilati a delle &#8220;nursery del mare&#8221; perch\u00e9 numerose specie animali\u00a0 marini dipendono dagli estuari per la loro nidificazione e riproduzione. La maggior parte dei pesci e dei molluschi completa almeno una parte del proprio ciclo vitale proprio negli estuari. Oltre ad essere un&#8217;importante fonte di cibo per gli esseri umani, gli estuari nel tempo sono diventati un luogo di sviluppo urbano preferenziale; di fatto la maggior parte delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi del mondo si trova sugli estuari. Questo per\u00f2 ha i suoi lati negativi; se da un lato filtrano sedimenti e inquinanti raccolti dai fiumi e dai torrenti prima che sfocino in mare, fornendo acque pi\u00f9 pulite per gli esseri umani e la vita marina, d&#8217;altro lato lo sviluppo economico costiero, la pesca eccessiva, le modifiche alle conformazioni alle linee di costa, la costruzione di dighe e ostruzioni, nonch\u00e8 l&#8217;inquinamento urbano (soprattutto legato alle <strong><span style=\"color: #008000;\">microplastiche<\/span><\/strong>) comportano un vulnus all&#8217;ambiente originale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-103472 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ARGENTINA-RIO-DELLA-PLATA-Rio_de_la_Plata_BA_2.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"795\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">estuario del Rio della Plata. L&#8217;acqua del fiume \u00e8 marrone a causa dei sedimenti trasportati dai fiumi Paran\u00e0 e Uruguay. Il colore diventa blu avvicinandosi all&#8217;Oceano Atlantico meridionale. Questa linea di demarcazione indica il passaggio da acqua dolce ad acqua salata e dipende dai venti e dalle correnti &#8211; autore Laboratorio di Scienze della Terra e Analisi delle Immagini, NASA JSC<br \/>\n<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rio_de_la_Plata_BA_2.JPG\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rio_de_la_Plata_BA_2.JPG<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comporta che quasi tutti gli estuari sono in qualche modo pesantemente influenzati dalle attivit\u00e0 antropiche, che probabilmente diventeranno sempre pi\u00f9 invasive con l&#8217;aumento demografico del pianeta. Da qui la necessit\u00e0 di agire sulle maggiori fonti di impatto che insistono sui sistemi estuarini:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 limitare l&#8217;urbanizzazione ed industrializzazione, adottando nel contempo sistemi di controllo degli scarichi idrici e mantenendo gli argini dei fiumi e dei torrenti liberi da detriti e inquinanti antropici (ad esempio le macroplastiche);<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 ridurre il flusso dei materiali inquinanti, in particolare correlati all\u2019arricchimento di nutrienti e materia organica (che causano fenomeni di eutrofizzazione) e dei contaminanti chimici (spesso derivanti da agricoltura ed acquacoltura);<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 ridurre le opere di deforestazione, costruzione, dragaggi non controllati e bonifiche non sostenibili;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 pesca eccessiva di pesci e molluschi importanti dal punto di vista commerciale, che causa la\u00a0 depauperazione delle risorse biologiche favorendo altre specie &#8211; spesso non interessanti dal punto di vista economico &#8211; che possono per\u00f2 agire sugli ecosistemi modificandoli;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 estrazione non controllata di acque dolci che possono modificare gli equilibri;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2022 introduzione di specie aliene, che spesso surclassano ed eliminano le forme indigene.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, garantire la salute degli estuari \u00e8 fondamentale per la sopravvivenza delle comunit\u00e0 vegetali e animali che li abitano e degli esseri umani che dipendono economicamente da essi. Modifiche sostanziali a queste aree geografiche possono provocare effetti a cascata che influiscono sui delicati equilibri dell&#8217;ambiente in cui tutti viviamo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.igmi.org\/italia-atlante-dei-tipi-geografici\/++theme++igm\/atlante_tipi_geografici\/pdf\/16.pdf\">https:\/\/www.igmi.org\/italia-atlante-dei-tipi-geografici\/&#8230;\/pdf\/16.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.studocu.com\/it\/document\/universita-degli-studi-di-messina\/ecologia\/gli-ambienti-acquatici-estuari\/2925582\">https:\/\/www.studocu.com\/it\/document\/universita-degli-studi-di-messina\/ecologia\/gli-ambienti-acquatici-estuari\/2925582<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ECOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: linea di costa, ambienti, estuari . 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