{"id":122501,"date":"2025-11-20T00:02:00","date_gmt":"2025-11-19T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=122501"},"modified":"2025-11-20T07:28:25","modified_gmt":"2025-11-20T06:28:25","slug":"lauento-dei-vermocaane-sta-ponendo-una-nuova-sfida-alla-piccola-pesca-nel-mediterraneo-centrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/122501","title":{"rendered":"L&#8217;aumento percentuale della presenza di vermocane nel Mediterraneo Centrale sta ponendo una nuova sfida alla piccola pesca"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Vermocane<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nSecondo un recente <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jenvman.2025.127773\">studio<\/a>, pubblicato da ricercatori della <strong><span style=\"color: #008000;\">Stazione Dohrn di Napoli e dell\u2019Universit\u00e0 di Sassari<\/span><\/strong>, tra le diverse specie che stanno modificando la loro presenza percentuale nel Mediterraneo, si \u00e8 osservato un aumento di quelle termofili. Di fatto gli oceani e tutti i mari, che occupano oltre il 70% del pianeta, stanno subendo gli effetti dei cambiamenti climatici, accumulando energia che si trasforma in un aumento delle temperature marine con ondate di calore (<strong><span style=\"color: #008000;\">Heat wave<\/span><\/strong>) sempre pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-59476\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/heat-ocean-wave-e1761930415435.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><br \/>\nUn insieme di fattori naturali (astronomici) ed antropici che hanno prodotto un effetto combinato che non solo sta provocando un riscaldamento dell&#8217;atmosfera ma anche degli oceani. Come \u00e8 noto il mare cambia la sua temperatura in modo molto pi\u00f9 lento rispetto alla terra emersa, accumulando calore che poi restituisce lentamente. Questa funzione, di termoregolazione del clima, \u00e8 importantissima per la nostra sopravvivenza in quanto se l&#8217;oceano non assorbisse una parte significativa del calore della Terra la nostra atmosfera si riscalderebbe in maniera maggiore, ben oltre i limiti di sopravvivenza che la comunit\u00e0 internazionale si sta ponendo. Quello che preoccupa maggiormente \u00e8 che circa l\u201989% del calore in eccesso dovuto al riscaldamento globale, viene assorbito dall&#8217;oceano, provocando un continuo aumento delle temperature dei mari, quantificato dall&#8217;inizio delle misurazioni nel 1955, che ha raggiunto record preoccupanti nel 2023.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">Quello che va ben compreso \u00e8<\/span>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">che<\/span><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;oceano assorbe il calore in eccesso grazie alla capacit\u00e0 termica dell&#8217;acqua che \u00e8 maggiore di quella dell&#8217;aria per cui limitare le emissioni in atmosfera significa aiutare il mare a regolare le nostre temperature esterne.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;IPCC, anche azzerando le emissioni di gas serra di origine antropica (cosa impossibile) il riscaldamento degli oceani \u00e8 destinato a continuare per molto tempo a causa della capacit\u00e0 di assorbimento termico delle acque. Questo calore aggiunto ha portato ad ondate di calore (<strong><span style=\"color: #008000;\">heat wave<\/span><\/strong>) marine sempre pi\u00f9 frequenti ed intense che hanno influenzato ed influenzano sia il clima (con la presenza di fenomeni estremi come gli uragani) che tutti gli ecosistemi marini, causando morie di alcune popolazioni (come i coralli) e rimodellando la distribuzione e l&#8217;abbondanza delle specie marine a livello globale di fatto favorendo la diffusione di organismi di acque calde a discapito delle specie delle acque fredde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019invasione dei vermi di fuoco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl Mar Mediterraneo \u00e8 riconosciuto come un hotspot del cambiamento climatico, dove diverse specie di acque calde si stanno espandendo; tra di esse il <strong><span style=\"color: #008000;\">verme di fuoco barbuto<\/span><\/strong>, <em><span style=\"color: #008000;\">Hermodice carunculata<\/span><\/em> (Pallas, 1766), pi\u00f9 comunemente noto come vermocane o verme di fuoco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-106557\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/VERMOCANE-3-e1761930163706.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"441\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo anellide, grazie anche alla sua capacit\u00e0 di prosperare in differenti condizioni ambientali unita alla sua tolleranza ad ampie variazioni di temperatura, salinit\u00e0 e saturazione di ossigeno, sta mostrando una crescita preoccupante con implicazioni ecologiche e socio-economiche in particolare per il settore della pesca artigianale. Per valutare la dinamica a lungo termine dell&#8217;espansione di questa particolare specie marina, lo studio si \u00e8 basato sulla conoscenza ecologica locale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-92969 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOGRAFIA-TEMPERATURE-MEDITERRANEO-The-Biodiversity-of-the-Mediterranean-Sea-Estimates-Patterns-and-Threats-pone.0011842.g001.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOGRAFIA-TEMPERATURE-MEDITERRANEO-The-Biodiversity-of-the-Mediterranean-Sea-Estimates-Patterns-and-Threats-pone.0011842.g001.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/OCEANOGRAFIA-TEMPERATURE-MEDITERRANEO-The-Biodiversity-of-the-Mediterranean-Sea-Estimates-Patterns-and-Threats-pone.0011842.g001-300x154.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">differenze di temperature nel Mediterraneo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua rapida espansione nel Mar Mediterraneo Centrale pu\u00f2 per\u00f2 avere conseguenze significative, essendo in grado di influenzare gli ecosistemi locali, predando specie di interesse economico ed influenzando la pesca artigianale. Queste condivisibili preoccupazioni sono emerse dall\u2019aumento delle catture involontarie del <strong>verme di fuoco<\/strong> al posto delle specie ittiche bersaglio, nonch\u00e9 dalla constatazione dei danni causati all&#8217;ambiente marino dal loro comportamento predatorio.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-122506 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC_9020-1-e1761931608237.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"425\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">Il vermocane \u00e8 un anellide e deve il suo nome al fatto di essere dotato di setole urticanti e, se infastidito o urtato inavvertitamente, pu\u00f2 infliggere dolorose irritazioni, lanciando degli aghi a uncino verso quella che considera una minaccia. Sebbene non sia una minaccia per gli umani le sue setole possono penetrare nella pelle umana, iniettando una potente neurotossina che produce un&#8217;intensa irritazione ed una dolorosa sensazione di bruciore attorno all&#8217;area di contatto che pu\u00f2 causare nausea e vertigini per alcune ore. I vermocane misurano in media 15 centimetri di lunghezza, ma possono raggiungere fino a 30 centimetri; ricordano i millepiedi a causa del loro aspetto allungato e appiattito e presentano segmenti multipli, setole bianche, con diversi colori che vanno dal verde-giallastro al rossastro, fino al bianco con un bagliore perlaceo. Il loro aumento \u00e8 favorito dall\u2019innalzamento delle temperature ed ha attirato l\u2019attenzione dei ricercatori per comprendere le ricadute di questa invasione nativa sugli ecosistemi &#8211; nell&#8217;immagine <span style=\"color: #008000;\">vermocani nell&#8217;atto di predare dei ricci di mare, Malta &#8211; credit andrea mucedola<\/span><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca \u00e8 stata condotta in dodici localit\u00e0 lungo la costa italiana, coprendo un&#8217;ampia area del Mar Mediterraneo centrale, catturando un gradiente geografico (e ambientale) da sud-est (Mar Ionio) a nord-ovest (Mar Ligure). Da questa prospettiva, l&#8217;Italia funge da caso rappresentativo, poich\u00e9 si estende su quattro delle sette eco-regioni mediterranee, catturando cos\u00ec una porzione significativa della variabilit\u00e0 ecologica osservata in tutto il bacino. In breve \u00e8 emerso che la presenza dei vermi di fuoco \u00e8 risultata particolarmente elevata nel sud-est e avvistamenti rari o assenti nel nord-ovest. <strong><span style=\"color: #008000;\">Dai questionari compilati con l\u2019aiuto dei pescatori \u00e8 emerso un progressivo aumento della presenza dei vermocani dal 1990 al 2024, evidenziando il ruolo della specie nella &#8220;meridionalizzazione&#8221; in corso del Mediterraneo.<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\nL\u2019invasivit\u00e0 della specie ha colpito maggiormente le reti da posta, seguite da nasse e palangari di fondo. Questi animali si nutrono infatti principalmente di sostanze organiche in decomposizione e pesci morti, ma anche di ricci che attacca infilandosi sotto la parte che aderisce agli scogli: non \u00e8 raro trovarne un gruppetto mentre si nutrono di un animale morto. Si tratta di un importante punto di partenza per la valutazione dei danni che queste specie possono arrecare alle economie locali\u00a0 e merita di essere approfondito, continuando la collaborazione con il settore pesca.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jenvman.2025.127773\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jenvman.2025.127773<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ECOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Vermocane . Secondo un recente studio, pubblicato da ricercatori della Stazione Dohrn di Napoli e dell\u2019Universit\u00e0 di Sassari, tra le diverse specie che stanno modificando la loro presenza percentuale nel Mediterraneo, si \u00e8 osservato un aumento di quelle termofili. 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