{"id":122050,"date":"2025-10-26T00:02:00","date_gmt":"2025-10-25T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=122050"},"modified":"2025-10-26T08:50:41","modified_gmt":"2025-10-26T07:50:41","slug":"recensione-verso-lorizzonte-e-oltre-una-storia-di-mare-uomini-e-tecnologia-di-sebastiano-oriti-e-francesco-d-perillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/122050","title":{"rendered":"Recensione: Verso l\u2019Orizzonte e oltre, una storia di mare, uomini e tecnologia di Sebastiano Oriti e Francesco D. Perillo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SVILUPPO TECNOLOGICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Marina Militare Italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia generazione \u2013 quelli nati negli anni \u201940 del Novecento \u2013 \u00e8 cresciuta sulle macerie della guerra malamente persa, in un\u2019Italia mutilata territorialmente, strozzata economicamente, umiliata politicamente e svilita militarmente dal Dettato di pace del 1947, oltre che disprezzata ed irrisa per i suoi tormenti e le sue piaghe. Ci\u00f2 nonostante, solo due anni dopo, il nostro era stato uno dei dodici Paesi fondatori della <strong><span style=\"color: #008000;\">NATO<\/span><\/strong>, coerentemente con l\u2019intendimento di difendere la ripristinata democrazia e la nostra libert\u00e0. In effetti molto presto la nostra gente aveva rialzato orgogliosamente la testa e, essendosi rimboccata le maniche, aveva iniziato ad affrontare operosamente il presente, guardando con fiducia al futuro. Pertanto, dopo una decina di anni l\u2019Italia del \u201cmiracolo economico\u201d aveva potuto mostrarsi al mondo, straordinariamente bella, determinata, dinamica ed efficiente, in occasione dei giochi della grande Olimpiade di Roma, avendo nel contempo ottenuto per la nostra lira l\u2019Oscar della moneta pi\u00f9 salda dell\u2019Occidente.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLo stesso spirito di intraprendenza e rinnovamento stava coinvolgendo la nostra Marina Militare. Anche se negli anni \u201960 la nave ammiraglia della flotta era ancora l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Garibaldi<\/span><\/strong>, che aveva combattuto nella II Guerra Mondiale, essa era stata interamente ricostruita, riallestita e riarmata, anche con missili di difesa aerea ceduti dagli USA (solo a noi, in quegli anni), diventando una delle unit\u00e0 di maggior spicco del Mediterraneo, con il pi\u00f9 potente radar di scoperta aerea mai imbarcato e con un inedito sistema di tubi di lancio di concezione italiana per missili balistici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-25567 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/todaro-salvatore_F550_1-e1761050568657.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"438\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la corvetta Todaro, classe Bergamini<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso periodo era gi\u00e0 avvenuta l\u2019entrata in servizio delle <strong><span style=\"color: #008000;\">fregate classe Bergamini<\/span><\/strong>, che furono le prime unit\u00e0 portaelicotteri al mondo, seguite dalle prime navi missilistiche di difesa aerea progettate e costruite in Italia nel dopoguerra (cacciatorpediniere Impavido ed Intrepido; poi gli incrociatori Duilio e Doria, e infine il Vittorio Veneto); nel contempo venivano messi in cantiere gli innovativi primi due sommergibili anti-sommergibili della classe Toti, mentre un decennio dopo venivano impostati gli altrettanto innovativi aliscafi lanciamissili della classe Nibbio.<br \/>\nNel campo civile i risultati non erano da meno: la nostra flotta mercantile, che aveva assunto una consistenza fra le maggiori al mondo, si era arricchita di transatlantici di grande prestigio, come il Leonardo da Vinci, che aveva sostituito la perduta Andrea Doria ed era stato seguito dalle gemelle <strong><span style=\"color: #008000;\">Michelangelo e Raffaello<\/span><\/strong>, splendide ambasciatrici del design italiano e di una cantieristica navale di prim\u2019ordine. Noi stessi dall\u2019Accademia Navale avevamo visitato con il massimo interesse ed ammirazione il <strong><span style=\"color: #008000;\">reattore nucleare Galileo Galilei di S. Piero a Grado<\/span><\/strong>, creato ai fini dell\u2019addestramento e della ricerca, ed utilizzato da parte di tutti gli enti pubblici e privati interessati allo sviluppo delle conoscenze e delle applicazioni pratiche dell\u2019energia nucleare nel campo militare e civile, incluso quello medico e biologico. In quell\u2019epoca, infatti, la fisica italiana manteneva ancora la sua storica posizione di avanguardia anche in tali materie. Si trattava in effetti di un\u2019epoca in cui gli Italiani amavano misurarsi con ogni possibile sfida, incuranti delle difficolt\u00e0 da superare e del gravoso impegno necessario. Un esempio emblematico era stato costituito dal <strong><span style=\"color: #008000;\">progetto San Marco<\/span> <\/strong>che, con il lancio del suo primo satellite, aveva assicurato all\u2019Italia il terzo posto, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, fra le potenze impegnate nell\u2019invio di strumenti di ricerca nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122051\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-21-140432-e1761048377440.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"658\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8, a grandi linee, il contesto generale in cui si sviluppa la ricostruzione storica illustrata nel libro. Il testo \u00e8 preceduto da una prefazione del Capo di Stato Maggiore della Marina, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino<\/span><\/strong>, ed \u00e8 introdotto da un primo sguardo sui requisiti che avrebbero dovuto avere le unit\u00e0 navali, dopo le tragiche esperienze della Seconda Guerra Mondiale, per fronteggiare le tre principali minacce: quelle provenienti dall\u2019aria, dal mare e da sotto il mare (cap. I).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122052\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-21-140445-e1761048395784.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"482\" \/><br \/>\nIl racconto storico inizia proprio negli anni pi\u00f9 tristi dell\u2019immediato dopoguerra e dell\u2019applicazione delle durissime clausole imposte dai vincitori all\u2019Italia ed alla sua flotta militare (cap. II), con una interessante digressione recante vivide testimonianze relative alla tragica perdita della <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Roma<\/span><\/strong>, all\u2019indomani dell\u2019armistizio, ed alle penose condizioni in cui si sono trovate le altre due maggiori navi da battaglia superstiti \u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">Italia (ex Littorio) e Vittorio Veneto<\/span><\/strong> \u2013 internate nei laghi Amari da ottobre 1943 a febbraio 1947 (cap. III). Completano la prima parte (capitoli IV e V) la descrizione dei vari programmi adottati per la rinascita (dalla cessione di vecchie navi dagli USA alla prima \u201cLegge Navale\u201d) e l\u2019esame delle capacit\u00e0 progettuali e di sperimentazione dell\u2019epoca (enti MM e industria nazionale).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122053\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-21-140518-e1761048412948.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"454\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si passa quindi alla parte centrale della narrazione, quella focalizzata pi\u00f9 specificamente sul sistema informatico di comando e controllo: introdotto con la cessione del <strong><span style=\"color: #008000;\">NTDS (Naval Tactical Data System)<\/span><\/strong> da parte degli USA (cap. VI), condizionato dalle tecnologie disponibili e dal lento sviluppo delle memorie (cap. VII), oggetto dei primi studi nazionali da parte del provvisorio <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENSADOC<\/span><\/strong> (cap. VIII), accompagnato dallo sviluppo nazionale di sensori e sistemi d&#8217;arma navali (cap. IX), preso definitivamente a carico da parte del neo costituito <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENPROG per il SADOC<\/span> <\/strong>(Sistema Automatico Direzione Operazioni di Combattimento) (cap. X), messo a punto a bordo del Vittorio Veneto superando gli inconvenienti inizialmente registrati (cap. XI), reso disponibile in versione SADOC 2 e utilizzato nel progettare le fregate interamente italiane della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Lupo<\/span><\/strong> per assicurare il coordinamento di tutti i sensori e attuatori di bordo (cap. XII).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-62056 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/fregata-maestrale-e1761049134937.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"271\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Lupo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene poi illustrato il laborioso processo per conciliare le molteplici e talvolta contrastanti esigenze della convivenza dei vari sottosistemi del \u201csistema nave\u201d, progettato attorno al <strong><span style=\"color: #008000;\">SADOC 2<\/span><\/strong>, e la definitiva messa a punto della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Lupo<\/span><\/strong> (vedi immagine) seguita dal suo proficuo giro del mondo in compagnia del cacciatorpediniere Audace nel 1979\/80 (cap. XIII). Le Unit\u00e0 classe Lupo conseguono uno straordinario successo internazionale. Ne vengono costruiti 18 esemplari di cui ben 14 venduti all\u2019estero. Segue una serie di racconti redatti dai vari contributori su esperienze da essi vissute a bordo (cap. XIV), mentre conclude il testo del libro (cap. XV) un riepilogo ampio e circostanziato dei sensibili progressi descritti nei capitoli precedenti e del loro riflesso sul futuro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23991\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/lupo.jpg\" alt=\"\" width=\"719\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/lupo.jpg 351w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/lupo-300x122.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 719px) 100vw, 719px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Maestrale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene poi illustrato il laborioso processo per conciliare le molteplici e talvolta contrastanti esigenze della convivenza dei vari sottosistemi del \u201csistema nave\u201d, progettato attorno al SADOC 2, e la definitiva messa a punto della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Lupo<\/span><\/strong> (vedi immagine) seguita dal suo proficuo giro del mondo in compagnia del cacciatorpediniere Audace nel 1979\/80 (cap. XIII). Le Unit\u00e0 classe Lupo conseguono uno straordinario successo internazionale. Ne vengono costruiti 18 esemplari di cui ben 14 venduti all\u2019estero. Segue una serie di racconti redatti dai vari contributori su esperienze da essi vissute a bordo (cap. XIV), mentre conclude il testo del libro (cap. XV) un riepilogo ampio e circostanziato dei sensibili progressi descritti nei capitoli precedenti e del loro riflesso sul futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono poi ben trenta Appendici, che occupano pi\u00f9 della met\u00e0 del libro. Si tratta perlopi\u00f9 di approfondimenti relativi ad aspetti gi\u00e0 trattati nel testo. Il primo gruppo, di nove appendici, si riferisce all\u2019epoca precedente all\u2019introduzione dei sistemi informatici di comando e controllo sulle nostre navi. Fra tali appendici, due meritano di essere segnalate. Innanzi tutto, quella sui limiti \u2013 pi\u00f9 concettuali che tecnologici \u2013 dei radar italiani (e anche di quelli tedeschi) impiegati sul finire della guerra, poich\u00e9 erano stati concepiti pi\u00f9 come radio-telemetri da puntare in una determinata direzione, che come sensori idonei alla preventiva scoperta del nemico a giro d\u2019orizzonte. L\u2019altra appendice di spiccato interesse \u00e8 quella che descrive sinteticamente il sorprendente progetto di missile balistico italiano Alfa, finalizzato a dotare la nostra Marina di uno strumento di dissuasione da imbarcare sul progettato <strong><span style=\"color: #008000;\">sottomarino nucleare Marconi<\/span> <\/strong>e sulle unit\u00e0 maggiori di superficie (come l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Garibaldi<\/span><\/strong>, gi\u00e0 provvisto dei tubi lanciamissili): il missile Alfa fu costruito e sperimentato con successo mediante tre lanci perfettamente riusciti, ma il progetto fu abbandonato quando, cedendo alle pressioni USA, l\u2019Italia firm\u00f2 il Trattato di non proliferazione nucleare (1975).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-64715 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Marconi-e1761049323752.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il progettato ma mai realizzato sottomarino nucleare Marconi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono le dieci appendici dedicate all\u2019argomento centrale del volume, ovvero i dati tecnici, organizzativi e operativi relativi ai sistemi informatici di comando e controllo navali: <strong><span style=\"color: #008000;\">SADOC 1 e SADOC 2<\/span><\/strong>, oltre alla loro integrazione con le reti della Difesa Aerea. Per completezza di trattazione, \u00e8 stata aggiunta anche il succinto ricordo del SED (Sistema di Elaborazione Dati), il mini-sistema informatico di concezione italiana imbarcato sull\u2019incrociatore Garibaldi nell\u2019anno 1962\/63 per elaborare i dati forniti dal poderoso radar di scoperta aerea Argos 5000 e presentarli su due schermi della Centrale operativa di combattimento (COC) della nave. Questo \u201cmini Comando e Controllo\u201d fu dunque il primo passo nazionale verso l\u2019informatizzazione delle nostre COC; esso veniva ancora normalmente utilizzato nelle esercitazioni di difesa antiaerea nel 1968, quando pervenne in Italia il sistema NTDS ceduto dagli USA.<br \/>\nLe ultime appendici trattano argomenti complementari al comando e controllo del sistema nave: i radar, i sistemi missilistici antiaerei, i sistemi di comunicazione, le collaborazioni internazionali (<strong><span style=\"color: #008000;\">programmi FSAF, HORIZON \/ ORIZZONTE e FREMM<\/span><\/strong>), le ditte italiane del dopoguerra fino al 1980, anno in cui si concluse il giro del mondo del Lupo con l\u2019Ardito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-57459\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nave-ardito.jpg\" alt=\"\" width=\"708\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nave-ardito.jpg 560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nave-ardito-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 708px) 100vw, 708px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il cacciatorpediniere Ardito<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si giunge poi alla fascinosa storia del cosiddetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Sarchiapone<\/span><\/strong>\u201d, raccontata molto bene con tutti gli sviluppi del radar SPQ-5, nelle versioni A e B, fino al <strong><span style=\"color: #008000;\">Co.Ra<\/span><\/strong>.: una sfida tecnologica che ha consentito di ottenere risultati sbalorditivi nella scoperta a grande distanza; risultati che in precedenza erano impensabili mentre ora sono conseguibili con i recenti radar di scoperta di superficie in modalit\u00e0 operativa OTH (over the Horizon), con portata strumentale di 200 km.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-122054 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/naave-quarto-spq-5-sarchiaapone.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/naave-quarto-spq-5-sarchiaapone.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/naave-quarto-spq-5-sarchiaapone-300x176.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Quarto con a bordo il radar sperimentale detto &#8220;Sarchiapone&#8221; <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale racconto risulta tuttavia lacunoso nella fase iniziale della sperimentazione dell\u2019apparato progettato dall\u2019allora <strong><span style=\"color: #008000;\">C.F. Mario Calzeroni<\/span><\/strong>: il primo prototipo, che lui stesso chiamava \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Ago<\/span><\/strong>\u201d (per l\u2019estrema finezza del fascio radar) fu imbarcato sulla fregata Castore, che provvide alla sua sperimentazione con una serie infinita di uscite in mare ad hoc, con una frequenza media di tre uscite alla settimana, oltre agli ulteriori e pi\u00f9 protratti impegni per le maggiori esercitazioni nazionali e NATO. Questa frenetica attivit\u00e0 in mare inizi\u00f2 nell\u2019anno addestrativo 1966\/67 sotto il comando dello stesso C.F. Calzeroni, che prosegu\u00ec in prima persona la sperimentazione nei due anni successivi, imbarcando di volta in volta sempre sul Castore comandato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">C.F. Luciano Lacomba<\/span> <\/strong>(1967\/68) e poi dal <strong><span style=\"color: #008000;\">C.F. Fulvio Martini<\/span> <\/strong>(1968\/69). L\u2019unit\u00e0 \u00e8 successivamente andata ai lavori di grande manutenzione (1969\/70), occasione nella quale quel prototipo risulta essere stato sbarcato, generando quindi il primo SPQ-5 che venne messo in costruzione per essere imbarcato tre anni dopo sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Alpino<\/span><\/strong>. Questa precisazione era necessaria per il valido equipaggio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Castore<\/span><\/strong>, i cui membri hanno ancora conservato gelosamente la fierezza per aver navigato pi\u00f9 di ogni altra nave in quegli anni, ed ai quali spetta anche la paternit\u00e0 del nomignolo \u201cSarchiapone\u201d, poi divenuto di uso corrente in Marina per indicare la geniale invenzione dell\u2019ammiraglio Calzeroni.<br \/>\nRiassumendo, questo libro ripercorre la storia degli straordinari progressi compiuti dalla nostra Marina, dalla desolante e difficilissima situazione in cui essa versava al termine della guerra, al ripristino di una potenzialit\u00e0 coerente con tutte le funzioni che essa \u00e8 chiamata a svolgere. I progressi tecnologici sono descritti prevalentemente sotto l\u2019ottica informatica, ma senza alcuna velleit\u00e0 autocelebrativa per i pur rilevanti successi cui hanno attivamente concorso i suoi autori e contributori, con il loro acume e la loro professionale dedizione. Si tratta piuttosto di un utile e necessario promemoria di quanto fatto nell\u2019arco di una dozzina di anni, in un settore di attivit\u00e0 pressoch\u00e9 sconosciuto dall\u2019opinione pubblica, per dotare le unit\u00e0 navali della classe Lupo di un sistema di comando e controllo pienamente rispondente e anche competitivo in ambito internazionale, a premessa dei naturali sviluppi che hanno consentito di pervenire ai sistemi pienamente integrati per le splendide classi di navi pi\u00f9 recentemente entrate in linea nella nostra Marina, anch\u2019esse oggetto di richieste di acquisizione da parte di altre nazioni amiche. In altre parole, dall\u2019impegno serio e produttivo descritto nel libro sono scaturiti non solo una Marina pienamente efficiente a garanzia del puntuale assolvimento dei molteplici suoi compiti operativi in tutti i mari d\u2019interesse, ma anche delle benefiche ricadute politiche ed economiche per la nostra Nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, mi sembra giusto attribuire a questo libro una finalit\u00e0 ulteriore, considerandolo soggettivamente come un valido contributo al passaggio di testimone fra la nostra generazione \u2013 ottimista, generosa e convinta che nessun traguardo poteva esserci precluso \u2013 e quelle attualmente in et\u00e0 lavorativa, alle quali non abbiamo certamente pi\u00f9 nulla da insegnare, ma che meriterebbero di essere maggiormente contagiate dalla nostra stessa fiducia nella possibilit\u00e0 di fornire un apporto concreto alla costruzione del futuro. <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 opportuno precisare che autori e contributori hanno rinunciato ai diritti d&#8217;autore. Gli utili dalla vendita del libro saranno pertanto devoluti all\u2019Istituto Andrea Doria, preposto all\u2019assistenza alle famiglie dei marinai deceduti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nPer finire, ecco i dati bibliografici del libro, gi\u00e0 recensito su\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.carro.it\/amici\/roberto\/oltre.html?fbclid=IwY2xjawNkUhlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFTS2o0Sk5uSW80clhPcHNLAR74ihhSY840brzrb0-Te_wWa2_21GApPSaPKbyopRl_jbVHZQoCv514lw7Lvg_aem_c9nGek21K7kCryfjdbveDA&amp;brid=jLQVOLxiMNgvj7zt4CPxXA:\">https:\/\/www.carro.it<\/a>\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Titolo: Verso l\u2019orizzonte e oltre<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Sottotitolo: Una storia di mare, uomini e tecnologia<\/span><\/strong><br \/>\nAutori: <strong><span style=\"color: #008000;\">Dott. Sebastiano Oriti e Prof. Francesco D. Perillo (profili nella bandella posteriore)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Contributori: Amm. Roberto Leonardi, Amm. Giuseppe F. Ilacqua, Amm. Salvatore Teja, Amm. Osvaldo Brogi, Ing. Gian Carlo Poddighe, Ing. Cesare Iorio, Ing. Berto Nardini, Ing. Carlo Rossi, Ing. Elio Varsano, Dott. Gabriele Soltesz, Ing. Sandro Pazzini, Ing. Lino Maviglia, Ing. Riccardo Montironi, Ing. Salvatore Mellea, Dott. Lero Trionfetti e P.I. Francesco Coronica (profili in appendice)<\/span><\/strong><br \/>\nEdizione: Editoriale Scientifica, Napoli, 2025. Pagine: XII-512.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: SVILUPPO TECNOLOGICO parole chiave: Marina Militare Italiana . 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