{"id":121308,"date":"2025-10-11T00:02:00","date_gmt":"2025-10-10T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=121308"},"modified":"2025-10-11T17:16:03","modified_gmt":"2025-10-11T15:16:03","slug":"lescalation-navale-tra-limpero-britannico-e-limpero-tedesco-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121308","title":{"rendered":"L\u2019escalation navale tra l\u2019Impero britannico e l\u2019Impero tedesco &#8211; parte 2"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI &#8211; XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Royal Navy, Marine tedesca<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla fine del XIX secolo era in atto una accesa corsa al riarmo navale tra l\u2019Impero britannico e l\u2019Impero tedesco. Il riarmo e lo sviluppo navale tedesco furono voluti fortemente dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Alfred Peter Friedrich von Tirpitz<\/span><\/strong>, e sostenuto ovviamente dal kaiser Guglielmo II. Con l\u2019ammiraglio von Tirpitz \u2013 ministro della Marina \u2013 vennero approvate ben cinque leggi navali, nel 1898, 1900, 1906 e 1912. L\u2019ammiraglio tedesco (vedi foto), con queste leggi navali, si basava molto sulla cosiddetta \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">teoria del rischio<\/span><\/strong><\/em>\u201d e dichiarava che l\u2019obiettivo della Marina imperiale era unicamente \u201cdeterrente\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16422\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Bundesarchiv_Bild_134-C1743_Alfred_von_Tirpitz.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"1600\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Bundesarchiv_Bild_134-C1743_Alfred_von_Tirpitz.jpg 1112w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Bundesarchiv_Bild_134-C1743_Alfred_von_Tirpitz-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Bundesarchiv_Bild_134-C1743_Alfred_von_Tirpitz-712x1024.jpg 712w\" sizes=\"(max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un qualsivoglia pi\u00f9 forte avversario avrebbe dovuto riflettere a lungo prima di affrontare uno scontro con la flotta tedesca allora in costruzione, se non voleva correre il rischio di essere severamente menomato e di perdere cos\u00ec il suo vantaggio marittimo nei confronti della Potenza che lo seguiva in graduatoria, anche in caso di guerra vittoriosa contro la Germania<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente, i leader politici britannici non erano pienamente convinti che l\u2019Impero tedesco (con il suo riarmo navale) fosse una grande minaccia strategica per la sicurezza della Gran Bretagna, e in generale del loro Impero. Tuttavia, l\u2019Ammiragliato seguiva con particolare accortezza e preoccupazione le politiche navali di Berlino. A tale proposito, il <strong><span style=\"color: #008000;\">primo lord dell\u2019Ammiragliato William Waldegrave Palmer<\/span> <\/strong>\u2013 nel 1902 \u2013 descrisse cos\u00ec la situazione al consiglio di gabinetto: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sono convinto che la nuova grande marina tedesca venga costruita con il preciso scopo di scatenare una guerra contro di noi \u2026<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121312 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/William_Palmer_2nd_Earl_of_Selbourne_by_Laszlo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"922\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/William_Palmer_2nd_Earl_of_Selbourne_by_Laszlo.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/William_Palmer_2nd_Earl_of_Selbourne_by_Laszlo-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">William Waldegrave Palmer,\u00a0 <span class=\"mw-page-title-main\">2nd Earl of Selbourne <\/span>&#8211; ritratto di Philip de Lazlo\u00a0 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:William_Palmer_2nd_Earl_of_Selbourne,_by_Laszlo.jpg\">William Palmer 2nd Earl of Selbourne&#8230;jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le persone pi\u00f9 influenti ad intuire la minaccia tedesca vi fu l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio John Fishe<\/span><span style=\"color: #008000;\">r<\/span><\/strong>, che nel 1904 \u2013 non a caso \u2013 fu nominato primo lord del mare. Come accennato in precedenza, con lui la Royal Navy sub\u00ec delle importanti riforme: la struttura dei cantieri, la paga, la selezione e l\u2019addestramento degli ufficiali, le condizioni di servizio, l\u2019armamento delle navi e l\u2019efficienza generale furono tutti quanti perfezionati sotto la spinta di Fisher. Sembrava che presso l\u2019Ammiragliato fosse in atto una \u201cspecie di rivoluzione\u201d e in effetti con John Fisher (vedi foto) era in corso una vera e propria riorganizzazione strategica della Royal Navy. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per il primo lord del mare efficienza, potenza di fuoco, economia e concentrazione della forza erano i criteri su cui calcolare l\u2019idoneit\u00e0 di combattimento di una flotta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-98085\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/marina-UK-640px-John_Arbuthnot_Fisher_1904.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"909\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/marina-UK-640px-John_Arbuthnot_Fisher_1904.jpeg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/marina-UK-640px-John_Arbuthnot_Fisher_1904-211x300.jpeg 211w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><br \/>\nLa tradizione dell\u2019artiglieria navale della Royal Navy puntava a premiare la celerit\u00e0 e la mole di fuoco. Quindi, poich\u00e9 i limiti tecnologici non consentivano di costruire cannoni superiori al 152 mm con una celerit\u00e0 di tiro soddisfacente, le navi da battaglia di inizio XX secolo avevano molti pezzi di tale calibro e pochi di calibro pi\u00f9 grande (come il 305 mm). Il pensiero alla base di questa disposizione dei calibri era \u2013 sostanzialmente \u2013 quella di colpire il nemico con un poderoso volume di colpi da 152, e di dare solo il colpo finale con i calibri maggiori, in molti casi non standardizzati (<strong><span style=\"color: #008000;\">A. Flamigni, Evoluzione del potere marittimo nella storia<\/span><\/strong>). Questo fu il tipo di corazzate utilizzate durante la guerra tra l\u2019Impero russo e l\u2019Impero giapponese del 1904-1905, e soprattutto nella famosa battaglia di Tsushima, nella quale la Marina nipponica riport\u00f2 una netta vittoria su quella di San Pietroburgo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121316\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CUNIBERTI-NAVE-1902-PROGETTO-scaled-e1757422421414.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Arrivano le Dreadnought<\/span><\/strong><br \/>\nIl grande cambiamento giunse con un articolo sul Jane\u2019s Fighting Ships del 1903 intitolato <strong><em><span style=\"color: #008000;\">An ideal Battleship for The British Navy<\/span><\/em><\/strong>, scritto dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ufficiale del Genio navale italiano Vittorio Emilio Cuniberti<\/span> <\/strong>(1854-1913).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-59743 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vittoriocuniberti.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vittoriocuniberti.jpg 275w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vittoriocuniberti-177x300.jpg 177w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>Cuniberti (vedi foto a lato), in quell&#8217;articolo, suggeriva alla Royal Navy una futura nave da battaglia da 17.000 tonnellate, armata con un\u2019artiglieria primaria di dodici cannoni da 305 mm, munita di una corazza da 30 cm e con una velocit\u00e0 di 24 nodi. La velocit\u00e0 calcolata era sufficiente a \u201cbattere\u201d in velocit\u00e0, ogni nave da battaglia esistente. Era l\u2019idea della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata monocalibro<\/span><\/strong>\u201d, che avrebbe avuto un solo tipo d\u2019artiglieria per gli scontri a lunga distanza e un armamento secondario dedicato al contrasto di torpediniere e sommergibili. Queste teorie rafforzarono le opinioni dell\u2019ammiraglio Fisher primo lord del mare dal 1904. venne cos\u00ec creato il comitato tecnico per la realizzazione della nave di nuova concezione. La costruzione inizi\u00f2 negli arsenali di Portsmouth fra l\u2019ottobre del 1905 e il dicembre del 1906. La nave fu varata dal re Edoardo VII Il 10 febbraio del 1906, e venne battezzata .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Dreadnought (vedi foto sottostante) fu la prima corazzata ad avere tutto l\u2019armamento primario di un unico calibro. La soluzione adottata per questa nave da battaglia permetteva di disporre di ben 10 bocche da fuoco da 305 mm, a lunga gittata, che potevano essere impiegate a una tale distanza dall\u2019avversario da non consentirgli di rispondere con le armi di medio calibro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43169\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/HMS-Dreadnought.jpeg\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"866\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-96743\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/MARINA-UK-1200px-HMSDreadnought_gunsLOCBain17494.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"709\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il peso della bordata principale diventava schiacciante: infatti generalmente nelle corazzate dell\u2019epoca (come l\u2019ammiraglia giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">Mikasa<\/span><\/strong>, protagonista della battaglia di Tsushima) l\u2019armamento principale consisteva in soli 4 cannoni da 305 millimetri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019entrata in servizio della Dreadnought costitu\u00ec un punto di svolta nella costruzione delle grandi navi di linea, tanto che da allora tutte le marine principali posero in servizio unit\u00e0 simili, dette per l\u2019appunto \u201cDreadnought\u201d per distinguerle dalle precedenti, da quel momento definite \u201cpre-Dreadnought\u201d. La Dreadnought fu anche la prima corazzata con motore a turbina, che consentiva alla nave di raggiungere la velocit\u00e0 di 21 nodi, superiore a quella delle sue antagoniste (<strong><span style=\"color: #008000;\">A. Santoni, Storia e politica navale dell\u2019et\u00e0 contemporanea<\/span><\/strong>). In ogni caso, tanto furono celeri i progressi tecnologici e cantieristici che la HMS Dreadnought si affacci\u00f2 alla Prima guerra mondiale gi\u00e0 ampiamente surclassata dalle navi varate negli anni successivi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-99898\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARIN-A-UKHMS_Dreadnought_1906_H61017.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"558\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, lo stesso comitato tecnico che ide\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Dreadnought<\/span><\/strong> studi\u00f2 anche un nuovo disegno di incrociatore corazzato, che si rivel\u00f2 cos\u00ec innovativo rispetto alle realizzazioni precedenti, da venir presto classificato come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore da battaglia<\/span><\/strong>\u201d. In seguito, anche in tutte le altre marine da guerra si arriv\u00f2 alla realizzazione di navi analoghe. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore HMS Invincible<\/span><\/strong> (varato nel 1907) faceva parte di una classe di tre unit\u00e0, i cui punti di forza stavano nella buona manovrabilit\u00e0, tenuta al mare, nella grande celerit\u00e0 e nell\u2019armamento principale monocalibro di pari livello a quello di una corazzata. Ciononostante, avevano una protezione decisamente carente. L\u2019apparato motore era costituito da 4 gruppi di turbine Parsons e 31 caldaie Yarrow.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I concorrenti tedeschi<\/span><\/strong><br \/>\n\u00c8 importante ricordare che tutte le Dreadnought e gli incrociatori da battaglia realizzati dai tedeschi, a partire dal 1907-1908, si rilevarono qualitativamente superiori alle contrapposte unit\u00e0 della Royal Navy, vantando in particolare una corazza di spessore maggiore e una protezione subacquea pi\u00f9 all\u2019avanguardia. Tutto questo fu dovuto \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dal risparmio di quei pesi che sulle navi britanniche erano devoluti a vantaggio delle sistemazioni per le lunghissime navigazioni e di grossi apparati motori, senza tra l\u2019altro che questi ultimi garantissero in combattimento quella superiore velocit\u00e0 cos\u00ec cara a Fisher<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121314 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Wilhelm_II_Alfred_von_Tirpitz_and_Henning_von_Holtzendorff_at_the_Kiel_Week_1910.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Wilhelm_II_Alfred_von_Tirpitz_and_Henning_von_Holtzendorff_at_the_Kiel_Week_1910.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Wilhelm_II_Alfred_von_Tirpitz_and_Henning_von_Holtzendorff_at_the_Kiel_Week_1910-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Wilhelm II, Alfred von Tirpitz, and Henning von Holtzendorff alla Kiel Week, 1910 Fonte: http:\/\/&#8230;\/s1600\/wilhelm-tirpitz1.jpg<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wilhelm_II,_Alfred_von_Tirpitz_and_Henning_von_Holtzendorff_at_the_Kiel_Week,_1910.jpg\">Wilhelm II, Alfred von Tirpitz and Henning von Holtzendorff at the Kiel Week, 1910.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Tirpitz<\/span> <\/strong>dimostr\u00f2 di avere le idee pi\u00f9 lucide del suo omologo britannico, ribadendo pi\u00f9 volte che una nave da battaglia doveva essenzialmente rispondere a tre bisogni: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">galleggiare, galleggiare e galleggiare<\/span><\/strong>\u201d. Tuttavia, pareva \u2013 sulla carta \u2013 che il potere di attacco fosse nettamente a vantaggio delle Dreadnought e degli incrociatori da battaglia della Royal Navy. Infatti, sulle navi britanniche erano montati un analogo numero di cannoni ma di calibro maggiore rispetto a quelli tedeschi (305 mm contro 280 mm e 343 o 381 mm contro 305 mm). Le grandi navi da battaglia della Marina imperiale tedesca, per\u00f2, rimediarono a questo deficit mostrando in combattimento una superiore velocit\u00e0 di tiro, un munizionamento migliore e apparati di puntamento (in particolare telemetri stereoscopici) decisamente pi\u00f9 precisi. Alla fine, la Marina imperiale tedesca si ritrov\u00f2 a primeggiare nel campo dell\u2019artiglieria navale, settore che aveva caratterizzato il dominio della Royal Navy nei tempi delle navi a vela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l\u2019apparente vantaggio iniziale della Royal Navy nei confronti della Marina imperiale tedesca dur\u00f2 assai poco e, a partire dal 1902, la concorrenza di Berlino fu il punto di riferimento della politica estera e militare della Gran Bretagna, una specie di magnete che attirava \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">le squadre navali sparse nel mondo verso il Mare del Nord, da dove erano partite secoli prima per dominare gli oceani del mondo<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<br \/>\nQuesta corsa anglo-tedesca allo sviluppo e al potenziamento delle flotte da combattimento (denominata dallo storico Arthur Marder il \u201cfilo di Arianna\u201d della politica navale britannica in quel periodo) era contraddistinta da una crescita di programmi costruttivi, di paure e di negoziati falliti, al punto che Parigi inizi\u00f2 a temere di ritrovarsi coinvolta in una guerra europea per conto di Londra. Inoltre, l\u2019incubo per la minaccia tedesca ebbe come conseguenza un altro capovolgimento della classica politica navale britannica, ovvero l\u2019abbandono del <strong><span style=\"color: #008000;\">Two Power Standard<\/span><\/strong>. Questa scelta fu presa (inizialmente in segreto) dall\u2019Ammiragliato nel 1909, quando si rese conto che gareggiare nelle costruzioni di navi da battaglia con l\u2019Impero tedesco (e con gli Stati Uniti d\u2019America) era da un punto di vista economico-finanziario inconcepibile. Per giunta, non aveva senso sul piano della politica estera. L\u2019Ammiragliato era oggettivamente in difficolt\u00e0; serviva un cambio di passo e nuove figure.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120735\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120937 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francesco-sisto-e1756630187440.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"191\" \/><\/span><\/strong><br \/>\nGenovese, \u00e8 laureato in Scienze Storiche. Ha conseguito il master universitario di II livello in Intelligence and Security, il master universitario di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale e il master universitario di II livello in Studi internazionali strategico-militari presso il CASD. Collabora con Difesa Online e ha svolto attivit\u00e0 di ricerca e analisi presso il Centro Studi Militari Marittimi di Venezia. Ha ricoperto l\u2019incarico di Political Advisor su nave Cavour della Marina Militare. Collabora con il Centro Studi Militari Aerospaziali.<\/p>\n<p>Originariamente pubblicato su Centro Machiavelli\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.centromachiavelli.com\/2025\/09\/03\/le-prime-transizioni-energetiche-la-royal-navy-e-il-passaggio-dalla-vela-al-carbone-e-al-petrolio-parte-2\/\">Le prime \u201ctransizioni energetiche\u201d: la Royal Navy e il passaggio dalla vela al carbone e al petrolio \/ parte 2<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI &#8211; XIX SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Royal Navy, Marine tedesca \u00a0 Dalla fine del XIX secolo era in atto una accesa corsa al riarmo navale tra l\u2019Impero britannico e l\u2019Impero tedesco. 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