{"id":121289,"date":"2025-09-13T00:02:00","date_gmt":"2025-09-12T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=121289"},"modified":"2025-09-12T23:08:32","modified_gmt":"2025-09-12T21:08:32","slug":"e-se-tutto-fosse-nato-intorno-ad-un-buco-nero-guardando-i-confini-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121289","title":{"rendered":"E se tutto fosse nato intorno ad un buco nero? Scrutando i confini del tempo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: LRD, ammassi stellari, buchi neri, John Webb Space Telescope<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-start=\"0\" data-end=\"265\">Il mistero della formazione dell\u2019universo \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi interrogativi della scienza, della filosofia e della spiritualit\u00e0. Oggi, la teoria pi\u00f9 accettata dalla comunit\u00e0 scientifica \u00e8 quella del Big Bang, per cui circa 13,8 miliardi di anni fa, tutto l\u2019universo era concentrato in un punto estremamente denso e caldo, chiamato singolarit\u00e0. Improvvisamente avvenne un\u2019espansione rapidissima dello spazio, il Big Bang, il momento da cui ebbe inizio il tempo e lo spazio che noi consideriamo. L&#8217;espansione dell&#8217;Universo permise\u00a0 la formazione di particelle subatomiche, atomi, stelle, galassie, e infine pianeti e, nel nostro caso (ma non possiamo dire di essere unici) le forme di vita. Riuscire ad osservare galassie lontane ci consente quindi di dare uno sguardo a quei primi momenti e comprendere meglio cosa accadde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un recente <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2508.21748\">articolo<\/a> <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">pubblicato su <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">ARXIV (Astrophics)<\/span><\/strong>, un team di ricercatori di Cambridge, \u00e8 riuscito a misurare la massa di uno dei misteriosi &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Little Red Dots<\/span><\/strong>&#8221; (<strong><span style=\"color: #008000;\">LRD &#8211; Light Range Resonance Observatory<\/span><\/strong>)<strong><sup>0<\/sup><\/strong> individuati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">John Webb Space Telescope (JWST)<\/span> <\/strong>in una regione dell&#8217;universo esistente 600 milioni di anni dopo il Big Bang.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121295 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/qso1-zoom.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/qso1-zoom.jpg 642w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/qso1-zoom-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/qso1-zoom-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">QSO1 \u00e8 <\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">cos\u00ec lontano che appare come un minuscolo punto rosso di luce.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(Feed JWST) &#8211; NASA<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla strumentazione per l&#8217;analisi delle immagini nell\u2019infrarosso il <strong><span style=\"color: #008000;\">JWST<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 20px;\"><sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup> <\/span>ha identificato centinaia di questi <strong><span style=\"color: #008000;\">piccoli punti rossi, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">situati nelle aree pi\u00f9 lontane, e quindi pi\u00f9 antiche, dell&#8217;Universo, l<\/span>a cui vera natura \u00e8 ancora un mistero. Le ipotesi pi\u00f9 acclarate sono che possano essere buchi neri primordiali oppure ammassi di stelle in formazione. Sebbene le immagini siano ancora sotto scrutinio da parte della comunit\u00e0 astronomica, i ricercatori di Cambridge ritengono di aver individuato in una regione molto attiva nella costellazione dello Scultore, un LRD denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">QSO1<\/span><\/strong>, che potrebbe essere un buco nero con una massa <strong><span style=\"color: #008000;\">50 milioni di volte maggiore di quella del Sole<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121293\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NASA-BLACK-HOLEimage-18-1536x864-1-e1757335442795.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare dalle immagini \u00e8 stata ipotizzata la presenza di una curva di rotazione che appare incoerente con un ammasso stellare, che potrebbe essere assimilabile a quella classica kepleriana <span style=\"font-size: 16px;\"><strong><sup><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/sup><\/strong><\/span> intorno ad una massa puntiforme. Se questa ipotesi fosse convalidata potrebbe essere la prova dell&#8217;esistenza di buchi neri primordiali, che si formarono nei primissimi istanti dopo il Big Bang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;argomento \u00e8 intrigante e, come sempre, facciamo un passo indietro iniziando sul <\/span><span style=\"color: #008000;\">perch\u00e9<\/span><span style=\"color: #008000;\"> l&#8217;attenzione degli astronomi si \u00e8 concentrata proprio su quel particolare LRD denominato QSO1.<br \/>\n<\/span><\/strong>Perch\u00e9 <strong><span style=\"color: #008000;\">QSO1 <\/span><\/strong>fa parte di una curiosa disposizione cosmologica, nota come <strong><span style=\"color: #008000;\">lente gravitazionale<\/span><\/strong>, dove lo spazio-tempo si curva attorno ad un enorme ammasso di galassie amplificandone la luce retrostante. Questo forte effetto di lente consente agli scienziati di vedere QSO1 molto pi\u00f9 chiaramente di altri LRD.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121294 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/gravitational-lensing-body.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/gravitational-lensing-body.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/gravitational-lensing-body-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Diagramma che illustra la lente gravitazionale. (NASA, ESA e L. Cal\u00e7ada)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i ricercatori, la sua elevata massa, in un&#8217;epoca cosmica cos\u00ec remota, e l&#8217;altissimo rapporto tra la massa del buco nero e quella stellare, sono indizi che potrebbero indicarci che <strong><span style=\"color: #008000;\">QSO1<\/span><\/strong> possa essere un buco nero primordiale la cui immagine \u00e8 stata catturata nelle primissime fasi di accrescimento. Il team dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge, analizzando lo spettro della lente, \u00e8 stato in grado di calcolare la curva di rotazione dell&#8217;oggetto, una misurazione che, nel caso delle galassie, permette di calcolarne la massa, mentre nel caso di un buco nero, il suo centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121292\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/MIT-Ancient-Quasar-01-press_0-1140x570-1-e1757335424104.webp\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"320\" \/><span style=\"color: #008000;\">Ci aspettavamo sempre che JWST, il telescopio spaziale pi\u00f9 potente mai costruito, rivelasse dettagli sui misteriosi primi miliardi di anni dopo il Big Bang che non sapevamo nemmeno di non sapere. QSO1 \u00e8 cos\u00ec lontano che appare come un minuscolo puntino rosso di luce. (Feed JWST)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i ricercatori i dati sono incompatibili con l&#8217;interpretazione degli LRD come ammassi stellari e la <strong><span style=\"color: #008000;\">curva di rotazione di<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">QSO1<\/span><\/strong> sembra essere perfettamente coerente con quella di una galassia che ruoti attorno ad una massa di circa 50 milioni di masse solari <span style=\"font-size: 16px;\"><strong><sup>3<\/sup><\/strong><\/span>. Ma la galassia attorno al buco nero \u00e8 minuscola, molto pi\u00f9 piccola di quanto previsto per la sua massa, cosa che lo renderebbe il buco nero pi\u00f9 massiccio mai individuato. <strong>Q<span style=\"color: #008000;\">uesto potrebbe essere un indizio su come le galassie si siano formate nell&#8217;Universo primordiale, suggerendo che i buchi neri siano nati prima e che le galassie si siano assemblate attorno a loro.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumendo, nell&#8217;ipotesi si trattasse di un black hole, questo \u201clittle red dot\u201d potrebbe essere un buco nero catturato nella sua prima fase di accrescimento e rappresentare la prima prova diretta di un percorso di formazione dei buchi neri super massicci. Gli scienziati ritengono che la luce emessa da questi oggetti nell&#8217;Universo primordiale, verso l&#8217;estremit\u00e0 rossa dello spettro elettromagnetico (quello che viene definito spostamento verso il rosso \u2013 red shift), possa essere anche una dimostrazione della continua espansione dell&#8217;Universo. <strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca continua.<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima l&#8217;affascinante ipotesi che<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> i buchi neri primordiali si siano formati spontaneamente nei primi istanti dopo il Big Bang.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(NASA&#8217;s Goddard Space Flight Center\/J. Schnittman e B. Powell)<\/p>\n<p><\/span><\/span>Riferimento<br \/>\n<strong><em><span style=\"color: #008000;\">A direct black hole mass measurement in a Little Red Dot at the Epoch of Reionization<\/span><\/em><\/strong> di Ignas Juod\u017ebalis et alii. <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2508.21748\">https:\/\/arxiv.org\/abs\/2508.21748<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n0 Gli LRD sono piccoli puntini di luce estremamente spostati verso il rosso presenti nell&#8217;Epoca della Reionizzazione ovvero durante quel processo durato miliardi di anni quando la luce delle prime stelle e galassie dirad\u00f2 la foschia opaca che riempiva l&#8217;Universo primordiale, permettendo alla luce di fluire liberamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 La capacit\u00e0 di poter restituire immagini nell\u2019infrarosso rende il JWST il miglior strumento a nostra disposizione per cercare di capire come tutto abbia avuto inizio, combinando immagini straordinariamente definite con dati spettroscopici profondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Per memoria, la famosa relazione di Keplero fu scoperta quando Keplero, studiando il nostro sistema solare, not\u00f2 che la velocit\u00e0 di rotazione dei pianeti decresceva con l\u2019inverso della radice della loro distanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 un&#8217;interpretazione coerente con le stime della massa derivata dall\u2019analisi della sequenza di righe che descrivono lo spettro dell&#8217;atomo di idrogeno (serie detta di Balmer).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: LRD, ammassi stellari, buchi neri, John Webb Space Telescope . Il mistero della formazione dell\u2019universo \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi interrogativi della scienza, della filosofia e della spiritualit\u00e0. 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Scrutando i confini del tempo &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121289\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"E se tutto fosse nato intorno ad un buco nero? Scrutando i confini del tempo &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  5 minuti. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: LRD, ammassi stellari, buchi neri, John Webb Space Telescope . Il mistero della formazione dell\u2019universo \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi interrogativi della scienza, della filosofia e della spiritualit\u00e0. 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