{"id":121197,"date":"2025-09-12T00:02:00","date_gmt":"2025-09-11T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=121197"},"modified":"2025-09-12T08:11:34","modified_gmt":"2025-09-12T06:11:34","slug":"dentro-linvisibile-viaggio-nel-mondo-delle-particelle-elementari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121197","title":{"rendered":"Dentro l\u2019invisibile: viaggio nel mondo delle particelle elementari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: FISICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Particelle, meccanica quantistica<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo oggi a raccontare il fantastico mondo delle particelle elementari, senza per\u00f2 addentrarci troppo nella sua complessit\u00e0. Per molti di noi le informazioni sugli atomi si perdono nelle reminiscenze di chimica generale alle superiori o, in qualche caso, nei corsi universitari. In molti casi gli insegnamenti sugli atomi si riducevano a &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">protoni, elettroni e neutroni<\/span><\/strong>&#8220;; a loro volta gli atomi si combinavano in molecole il cui insieme dava la materia. Nel tempo incominciarono a comparire parole come <strong><span style=\"color: #008000;\">quark, bosoni e neutrini<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">, citate dai media, che<\/span>\u00a0<span style=\"color: #000000;\">attiravano la curiosit\u00e0 anche del pi\u00f9 distratto lettore. In particolare i quark, resi famosi dalla nota trasmissione di Piero Angela che, essendo i componenti essenziali dei protoni e dei neutroni, costituivano i mattoni fondamentali della materia a un livello ancora pi\u00f9 profondo degli atomi. Vediamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121380 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Ion_de_litio.gif\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">rappresentazione di uno ione di litio, in giallo gli elettroni, in rosso il nucleo<br \/>\n<\/span>\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ion_de_litio.gif\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ion_de_litio.gif<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dall&#8217;indivisibile al mondo di quark e co.<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nRicorderete che per secoli si pens\u00f2 che l\u2019atomo fosse indivisibile, non a caso la sua parola atomo (\u1f04\u03c4\u03bf\u03bc\u03bf\u03c2 \u00e1tomos) significa indivisibile; secondo la teoria dei filosofi greci <strong><span style=\"color: #008000;\">Leucippo, Democrito ed Epicuro<\/span><\/strong>, che resistette come base scientifica fino alla fine dell&#8217;Ottocento, si trattava dell\u2019elemento pi\u00f9 piccolo con cui la materia era organizzata. Furono i progressi della scienza dalla fine del XIX secolo che fecero si che questa riduttiva visione assumesse nel tempo molti pi\u00f9 mattoncini, quelle particelle elementari con cui si ritiene l\u2019universo abbia costruito s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121388 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/800px-J.J_Thomson-e1757519230695.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sir Joseph John Thomson (Manchester, 18 dicembre 1856 \u2013 Cambridge, 30 agosto 1940) \u00e8 stato un fisico britannico che, nel 1891, scopr\u00ec l&#8217;elettrone, la prima particella subatomica di carica elettrica negativa, mediante un esperimento con i cosiddetti tubi di Crookes &#8211;\u00a0 wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1897, un giovane fisico inglese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Joseph John Thomson<\/span><\/strong>, stava portando avanti un programma di ricerca utilizzando i cosiddetti tubi di Crookes, per individuare, mediante lo studio dei gas rarefatti in presenza di una scarica elettrica, le correlazioni fondamentali tra le leggi dell\u2019elettromagnetismo e la struttura della materia. Appena venuto a conoscenza della scoperta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Roentgen<\/span><\/strong> sulla radioattivit\u00e0, il suo interesse si volse immediatamente all\u2019applicazione di questi raggi cos\u00ec penetranti al proprio campo specifico di ricerca. <strong><span style=\"color: #008000;\">Thomson<\/span><\/strong> not\u00f2 che, in condizioni di vuoto molto spinto, i raggi venivano deflessi proporzionalmente alla differenza di potenziale tra le placche del tubo di misura e dedusse che se il raggio veniva deviato significava che era composto da minuscole particelle con cariche negative, ovvero quelle particelle che chiamiamo <strong><span style=\"color: #008000;\">elettroni<\/span><\/strong>. Di fatto era la prima volta che si intuiva che la materia avesse parti costitutive subatomiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli anni trenta gli scienziati compresero che al centro dell\u2019atomo c\u2019era un nucleo compatto (<strong><span style=\"color: #008000;\">Rutheford<\/span><\/strong>) scoprendo l\u2019esistenza del neutrone (<strong><span style=\"color: #008000;\">Chadwick<\/span><\/strong>). In parole semplici, l&#8217;atomo era\u00a0 composto da <strong><span style=\"color: #008000;\">protoni<\/span> <\/strong>(carichi positivamente) e da <strong><span style=\"color: #008000;\">neutroni<\/span> <\/strong>(privi di carica) che formavano il &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">nucleo<\/span><\/strong>&#8221; (carico positivamente), e dagli <strong><span style=\"color: #008000;\">elettroni <span style=\"font-size: 20px;\"><sup>0<\/sup><\/span><\/span><\/strong> (carichi negativamente)<strong><span style=\"color: #008000;\"> presenti in un atomo neutro nello stesso numero dei protoni.<\/span> <\/strong>Questi ultimi oltre a determinare le caratteristiche di un atomo neutro (ogni elemento chimico ha un numero diverso di elettroni), sono presenti in orbitali (detti &#8220;livelli energetici&#8221;) rimandovi normalmente confinati. Gli orbitali ci indicano le probabilit\u00e0 di trovare un elettrone in una certa posizione. In realt\u00e0 secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">principio di indeterminazione di Heisenberg<\/span> <\/strong>non \u00e8 possibile conoscere con precisione assoluta e contemporaneamente\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">la posizione e la velocit\u00e0<\/span><\/strong> di un elettrone e questo \u00e8 un concetto fondamentale della fisica quantistica, una branca della Fisica che si applica principalmente a fenomeni atomici e subatomici, dove la fisica classica non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente per spiegare ci\u00f2 che accade. Ci torneremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrava tutto semplice ma c\u2019era un problema: con la scoperta della radioattivit\u00e0 si era compreso che le sostanze subiscono un decadimento radioattivo, un insieme di processi fisico-nucleari attraverso cui alcuni nuclei atomici instabili (radionuclidi) decadono trasmutandosi in altri aventi energia inferiore ed emettono radiazioni ionizzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, a seguito del decadimento radioattivo, dove<span style=\"color: #000000;\"> finiva parte dell\u2019energia? Di fatto si violava il <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">principio della conservazione dell\u2019energia<\/span> <\/strong>secondo cui, in un sistema isolato (cio\u00e8 dove non esistono forze esterne), l&#8217;energia totale si mantiene sempre quantitativamente uguale anche se avvengono trasformazioni al suo interno. Nel 1930 <strong><span style=\"color: #008000;\">Wolfgang Pauli<\/span><\/strong>, propose una soluzione ardita: forse esisteva una particella invisibile, senza carica e quasi senza massa, che portava via l\u2019energia mancante. Quella particella era il <strong><span style=\"color: #008000;\">neutrino<\/span><\/strong>. Un\u2019intuizione geniale che, vedremo, richiese venticinque anni prima che fosse provata sperimentalmente. Ma non era finita: l\u2019&#8221;indivisibile&#8221; era composto anche da altre particelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121384 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Particle_overview_it.svg-e1757518191162.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"372\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema d&#8217;insieme delle particelle e delle forze fisiche, versione 2014 &#8211; Fonte Particle overview.svg Author Headbomb (original work); Mess (Italiano) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Particle_overview_it.svg\"><span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Particle_overview_it.svg<\/span><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Fermioni vs Bosoni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Per comprendere questo non facile concetto, proviamo ad immaginarci un insieme di due famiglie che convivono nella stessa casa ma si differenziano fra loro per compiti e regole.<br \/>\nLa prima \u00e8 quella dei <strong><span style=\"color: #008000;\">FERMIONI<\/span><\/strong>, come i quark che si combinano per costruire protoni e neutroni; essi furono scoperti negli anni Sessanta dai fisici <strong><span style=\"color: #008000;\">Murray Gell-Mann<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">George Zweig<\/span> <\/strong>che proposero che i protoni e i neutroni non fossero indivisibili, ma composti da componenti pi\u00f9 piccoli che chiamarono \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">quark<\/span><\/strong>\u201d, ispirandosi a una frase da <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Finnegans Wake<\/span><\/em><\/strong> di James Joyce. La cosa curiosa era che queste particelle lavorano sempre in squadra, combinandosi per formare i mattoni pi\u00f9 \u201cgrandi\u201d della materia, i <strong><span style=\"color: #008000;\">protoni e neutroni<\/span><\/strong>. Senza scendere nei particolari<strong><span style=\"color: #008000;\"> esistono sei tipi di quark<\/span><\/strong>, che i fisici chiamano con nomi curiosi: <span style=\"color: #008000;\"><strong>up, down, strange, charm, bottom e top<\/strong><\/span>. I primi due, up e down, sono i pi\u00f9 comuni e sono sufficienti a costruire la materia ordinaria, mentre gli altri compaiono raramente, ad esempio dentro gli acceleratori di particelle o nei fenomeni cosmici pi\u00f9 violenti. I Quark sono tenuti insieme dalla f<strong><span style=\"color: #008000;\">orza nucleare forte<\/span><\/strong>, trasmessa da particelle chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">gluoni<\/span><\/strong> (dall\u2019inglese glue, colla, che fa comprendere l\u2019effetto coesivo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121382 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/800px-Modello_Standard_delle_Particelle_Elementari.svg-e1757517613278.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"622\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Modello standard delle particelle elementari: i 12 fermioni ed i 4 bosoni fondamentali, &#8211; Fonte Standard_Model_of_Elementary_Particles.svg &#8211; Autore Miss MJ<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Modello_Standard_delle_Particelle_Elementari.svg\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Modello_Standard_delle_Particelle_Elementari.svg<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assieme ai quark troviamo i <strong><span style=\"color: #008000;\">leptoni<\/span><\/strong>, particelle solitarie come l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">elettrone<\/span><\/strong>, ma anche i suoi \u201ccugini pi\u00f9 pesanti\u201d: il <strong><span style=\"color: #008000;\">muone<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">tau<\/span><\/strong> (che hanno per\u00f2 una vita brevissima, prima di trasformarsi in altre particelle pi\u00f9 stabili). Non ultimi i gi\u00e0 citati <strong><span style=\"color: #008000;\">neutrini,<\/span><\/strong> associati a ciascun<strong><span style=\"color: #008000;\"> leptone carico<\/span> <\/strong>(elettrone, muone e tau), che attraversano la materia &#8220;quasi&#8221; senza interagire. Basti pensare al flusso di neutrini del vento solare che ci attraversano continuamente senza che ce ne accorgiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda famiglia \u00e8 quella dei <strong><span style=\"color: #008000;\">BOSONI<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">W e Z<\/span><\/strong>) che hanno la funzione di trasmettere i messaggi all&#8217;interno e furono del condominio, scoperti nel 1983 al CERN, in un esperimento che valse il Nobel a <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Rubbia,<\/span><\/strong> essendo una delle prime grandi conferme del Modello Standard. Tra di essi, una sorta di amministratore occulto: il <strong><span style=\"color: #008000;\">bosone di Higgs<\/span><\/strong>, teorizzato negli anni Sessanta da un gruppo di fisici (tra cui Peter Higgs da cui prese il nome) per spiegare come le particelle acquisiscono massa, fu scoperto nel 2012 dal CERN <strong><sup>1<\/sup><\/strong>. La cosa straordinaria \u00e8 che in realt\u00e0 tutte le particelle e i loro componenti basilari sono delle increspature nei rispettivi campi per cui i sei quark, i sei leptoni, i mediatori delle forze\/interazioni ed il bosone di Higgs, insieme si combinano per materializzare tutta la complessit\u00e0 dagli atomi alle molecole, dalle stelle alle galassie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qualcuno si chieder\u00e0 a cosa serve lo studio di queste particelle e delle loro relazioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl problema \u00e8 che le forze fondamentali che noi conosciamo (<strong><span style=\"color: #008000;\">gravit\u00e0, elettromagnetismo, forza nucleare forte e forza nucleare debole<\/span><\/strong>) non sono state unificate. Nel XX secolo il lavoro di unificazione si incentr\u00f2 sulla comprensione delle tre forze: <strong><span style=\"color: #008000;\">elettromagnetismo e le forze nucleari debole e forte<\/span><\/strong>. Le prime due furono unificate nel 1967\u201368 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Glashow, Weinberg, e Salam<\/span><\/strong> come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">forza elettrodebole<\/span><\/strong>&#8220;. In particolare le forze nucleare forte ed elettrodebole coesistono pacificamente nel modello standard della fisica particellare anche se rimangono distinte.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">FORZE<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">GRAVITA\u2019\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">conosciuta da Newton e dominata da Einstein con la relativit\u00e0 generale<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">ELETTROMAGNETISMO<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">unificato nell\u2019Ottocento da Maxwell<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">FORZA NUCLEARE FORTE<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">cos\u00ec definita perch\u00e9 \u00e8 quella ad intensit\u00e0 maggiore tra le quattro forze fondamentali della natura. Il suo valore \u00e8 circa 100 volte quello della forza elettromagnetica, circa 10 5 maggiore della forza debole e 10 39 volte quello della gravit\u00e0.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 50%;\"><strong><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">FORZA NUCLEARE DEBOLE\u00a0<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">alla base del decadimento radioattivo degli atomi<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">La ricerca di una<\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"> Teoria del Tutto<\/span><\/strong>, che unisca tutte le quattro forze, \u00e8 ancora in corso\u00a0Per quanto concerne la forza debole, che pu\u00f2 trasformare le particelle elementari da un tipo a un altro, la\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Teoria del Tutto<\/span><\/strong>\u00a0potrebbe darci una profonda comprensione dei vari tipi di particelle e delle diverse forze dell\u2019Universo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121385 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Screenshot-2025-09-10-173624-e1757518696381.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"236\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_tutto\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_tutto<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2018\u00e8 dell\u2019altro. studiando il moto delle galassie, si ritiene che la massa che stimiamo non sia sufficiente a tenerle insieme. Si ipotizza quindi la presenza di una misteriosa <strong><span style=\"color: #008000;\">materia oscura<\/span> <\/strong>(26,8% dell\u2019universo mentre la materia ordinaria \u2014 quella fatta di quark ed elettroni \u2014 \u00e8 valutata solo il 4,9%), che non emette luce, non riflette, non interagisce con i fotoni, ed \u00e8 praticamente invisibile per\u00f2 \u2026 \u00e8 rilevabile in modo indiretto attraverso i suoi effetti gravitazionali. Ma non \u00e8 sola: si ipotizza anche un\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">energia oscura<\/span> <\/strong>(68,3%), una forza misteriosa che sembra spingere l\u2019universo ad espandersi sempre pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-39640\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/spazio-galassie-e1757517892890.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio delle particelle \u00e8 quindi come cercare nuove chiavi per aprire porte che ci impediscono di comprendere i misteri dell\u2019Universo \u2026 ma non solo: se non avessimo scoperto gli elettroni, non avremmo mai conosciuto e sviluppato l\u2019elettricit\u00e0 ma anche i computer e le comunicazioni che ci consentono di viaggiare dalla nostra postazione nel mondo dell\u2019informazione. Lo sviluppo della meccanica quantistica ha permesso applicazioni come il laser, apparecchiature medicali come la risonanza magnetica, e senza i grandi acceleratori non sarebbero state sviluppate tecniche avanzate di radioterapia che salvano tante vite umane ogni giorno. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non ultimo conoscere le particelle elementari significa comprendere il perch\u00e9 della nostra esistenza che si oppone al nulla cosmico.<\/span> <\/strong>Una lotta tra la visione deterministica classica e quella quantistica che apre nuove prospettive che vanno oltre la nostra logica terrena, in un dominio in cui materia e spirito si potrebbero fondere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note<br \/>\n0. Il problema di come definire un elettrone, o un&#8217;altra particella, \u00e8\u00a0 legato alla dualit\u00e0, onda e particella. Potremmo vederlo come un&#8217;eccitazione locale e quantizzata di un campo elettronico dove tutti gli elettroni sono identici: hanno la stessa massa, carica e spin essendo delle eccitazioni dello stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Tutte queste particelle sono studiate attraverso gli acceleratori di particelle che accelerano le particelle, facendole collidere a velocit\u00e0 prossime a quella della luce, svelando cos\u00ec nuovi componenti. Tra di essi, il pi\u00f9 imponente \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Large Hadron Collider (LHC) del CERN<\/span><\/strong>, il pi\u00f9 grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, che si trova al confine tra la Francia e la Svizzera, un anello della grandezza di 27 chilometri nei pressi di Ginevra.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: FISICA PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Particelle, meccanica quantistica . Proviamo oggi a raccontare il fantastico mondo delle particelle elementari, senza per\u00f2 addentrarci troppo nella sua complessit\u00e0. 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