{"id":121109,"date":"2025-11-28T00:02:00","date_gmt":"2025-11-27T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=121109"},"modified":"2026-03-25T19:07:47","modified_gmt":"2026-03-25T18:07:47","slug":"le-carronate-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121109","title":{"rendered":"Le carronate &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0 ..<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Francia, Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 accennato in precedenza, un cannone \u00e8 essenzialmente un cilindro chiuso a un\u2019estremit\u00e0 dalla culatta, la cui progettazione e costruzione richiedeva cure particolari, sia per massimizzarne\u00a0 l\u2019efficacia, sia per garantirne l\u2019utilizzo in tutta sicurezza da parte degli equipaggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-122949 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carronate-1-e1763481350626.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"472\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carronata francese da 36 libbre [Giovanni Santi Mazzini, pag. 245]<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ragione, sia in Inghilterra che in Francia i design e gli schemi di progettazione degli armamenti erano controllati e approvati da un organo apposito di militari e ingegneri, chiamato in Gran Bretagna \u201cBoard of Ordnance\u201d (Commissione per le Artiglierie), che aveva il compito di scegliere o scartare particolari progetti. Intorno al 1778 venne sottoposta all\u2019attenzione del Board of Ordnance una proposta molto ambiziosa, ma con ottime prospettive, quella delle carronate. Esse portavano con s\u00e9 un design radicale, ma l\u2019idea di fondo non era una novit\u00e0; gli storici militari sono oggi propensi a considerare l\u2019avvento delle carronate come il punto di arrivo finale di una serie di tentativi per creare un\u2019arma dalle caratteristiche simili. Ma partiamo dalla spiegazione di premessa: le carronate sono dei corti cannoni navali in ghisa (anche se venivano utilizzati, in misura minore, anche in porti e fortezze), e in quanto tali pesanti circa la met\u00e0 di un corrispettivo cannone lungo in ferro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122950\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carronate-2-e1763481365312.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"457\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano soprannominate \u201cle fracassatici\u201d (smashers) a causa della loro potenza di fuoco a distanza ravvicinata. Prendono il nome dalle note fonderie scozzesi Carron (da cui il nome carronade, \u201cprodotto carron\u201d), e il primo modello sperimentale fu gettato dall\u2019ideatore Patrick Millar nel giugno del 1774, sotto la supervisione di Charles Gascoine, che pass\u00f2 alla storia come il loro \u201cinventore\u201d ufficiale. Inizialmente, i primi stampi furono forgiati con un calibro di 68 libbre (e furono quindi note in un primo momento come \u201cThe 68 pounders\u201d) ma in seguito se ne costruirono anche da 32, 24, 18 e 12 libbre. Le carronate apparvero nel loro utilizzo ufficiale come arma sperimentale nel tardo decennio 1770, quando vennero imbarcate su alcune navi corsare inglesi che combatterono americani prima e francesi poi nella Guerra d\u2019Indipendenza, con ottimi risultati. Proprio in quegli anni si attuava inoltre una favorevole circostanza per l\u2019introduzione di questo tipo di armi, ossia il cambio di prospettiva degli ammiragli inglesi che preferivano sempre di pi\u00f9 il combattimento ravvicinato. Dal 13 luglio 1779 un\u2019ordinanza dell\u2019Ammiragliato (previa accettazione da parte del Board of Ordnance) introdusse ufficiosamente la carronata nell\u2019armamento medio-pesante delle navi da guerra; si dovettero comunque aspettare ancora alcuni anni prima che esse divenissero una ricorrenza usuale sui vascelli britannici. Inoltre nel 1782, a fini sperimentali, l\u2019Ammiragliato decise di riarmare completamente la fregata pesante da 44 cannoni Rainbow sostituendovi i cannoni lunghi con sole carronate, ma di calibro elevato (68 e 32 libbre); i risultati furono eccezionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio di aprile del 1782 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Rainbow<\/span><\/strong> prese il mare per operare contro il naviglio francese e americano; a settembre dello stesso anno la fregata si scontr\u00f2 con una pari classe francese (la famosa Hebe), costringendola alla resa dopo una sola bordata delle sue carronate. Si narra che il capitano francese, osservando i danni prodotti dall\u2019artiglieria della Rainbow e quantificandone il calibro, si arrese immediatamente per evitare una sconfitta certa e dispendiosa. Tuttavia, dal 1790 le carronate da 68 libbre vennero gradualmente sostituite da quelle da 32, anche se in numero maggiore; la stessa Victory venne riarmata subito dopo la battaglia di Trafalgar. L\u2019Ammiragliato britannico sapeva per\u00f2 che le fortunate circostanze che portarono alla resa della fregata Hebe non si sarebbero ripetute, per due motivi: primo, la carronata cominciava ad essere copiata e conseguentemente prodotta anche in altri paesi, specialmente in Francia e negli Stati Uniti, e secondo la primigenia idea di armare un vascello solamente con pesanti carronate da corto raggio non poteva essere perseguita, per la semplice ragione che una nave armata in questo modo avrebbe potuto facilmente essere sconfitta da un\u2019altra che la mantenesse e la colpisse a distanza con i pezzi lunghi.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122951\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/carronate-3-e1763481380464.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"395\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le carronate per\u00f2 avevano ormai ripetutamente dimostrato il loro valore in combattimento, e per questa ragione ogni vascello da guerra ne montava in numero variabile, sia in coperta che in batteria. Tali pezzi presentavano, come gi\u00e0 accennato, diversi vantaggi: essendo in ghisa, a parit\u00e0 di calibro pesavano la met\u00e0 di un corrispettivo cannone lungo, e ci\u00f2 permetteva sia il loro imbarco in calibro e in numero maggiore, sia la loro disposizione su zone come la coperta, il cassero e il castello normalmente interdette a un pezzo pesante lungo. Essendo di stazza minore, inoltre, il numero dei serventi richiesto al loro funzionamento era minimo; come riportato dalla lettera seguente, a bordo della HMS Flora una carronata da 18 libbre, servita solo dal capopezzo e da un mozzo, durante il combattimento con la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata francese Nymphe<\/span> <\/strong>produsse tali danni alle vele e allo scafo del vascello francese da costringerlo alla resa. Ma non vi erano solo aspetti positivi riguardo questo tipo di arma: molti capitani si lamentarono (soprattutto nei primi anni dalla loro introduzione) che la volata della canna spuntava a malapena dalla murata della nave, rendendo l\u2019utilizzo pi\u00f9 difficoltoso e pericoloso (la vampata causata dallo sparo rischiava di appiccare incendi a bordo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-122982 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Carronade-tag.svg-e1763549299541.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1. Blocco dell\u2019otturatore 2. Congegno di mira 3. Ugello 4. Puntatore 5. Primo anello di rinforzo 6. Canna 7. Volata 8. Secondo anello di rinforzo 9. Perno Azimutale 10. Ceppo 11. Perno di elevazione 12. Rullo 13. Piedistallo mobile 14. Carrello 15. Ghiera d&#8217;elevazione 16. Vite d&#8217;elevazione<br \/>\nAutore del disegno Delaby Pierre &#8211;<br \/>\nFonte <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Carronade-tag.svg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/. Carronade-tag.svg<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre lamentele riguardarono il loro eccessivo surriscaldamento dopo pochi colpi, la loro portata ridotta e il loro rinculo violentissimo, che rischiava ad ogni tiro di rompere l\u2019affusto, la braca o i paranchi del pezzo. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">carronate<\/span><\/strong> possono essere considerate il simbolo stesso delle guerre napoleoniche: la loro graduale scomparsa \u00e8 infatti imputabile all\u2019introduzione dei cannoni-obici di <strong><span style=\"color: #008000;\">tipo Paixhans<\/span><\/strong>, di portata maggiore ma di calibro simile, utilizzati dal 1824.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">F<\/span><span style=\"color: #008000;\">ine I parte \u2013 continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Davide Villa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nin anteprima bocca da fuoco di una carronata proveniente da relitto ignoto &#8211; museo Sanna di Sassari<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121109\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121110\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\u00a0 .. . 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