{"id":121102,"date":"2025-10-17T00:02:00","date_gmt":"2025-10-16T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=121102"},"modified":"2025-11-21T08:49:44","modified_gmt":"2025-11-21T07:49:44","slug":"gli-armamenti-navali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102","title":{"rendered":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ARMAMENTI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Francia, Gran Bretagna<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nI vascelli da guerra furono concepiti, gi\u00e0 a partire dal XVI secolo, non pi\u00f9 come appoggi per i soldati di fanteria ma come basi per i cannoni. Da quando lo sviluppo delle costruzioni navali aveva consentito di realizzare strutture sufficientemente robuste da alloggiare alcune decine di pezzi lungo le murate, i vascelli si erano trasformati in un\u2019arma formidabile, garantendo di fatto ai vari regni europei la possibilit\u00e0 di espandere in tutto il mondo i propri commerci e il proprio dominio diretto.<br \/>\nLa batteria \u00e8 canonicamente una linea non interrotta di cannoni da prora a poppa e su entrambi i bordi di una nave; quattro pezzi costituiscono inoltre una sezione. Si distinguono inoltre batterie coperte e scoperte (chiamate barbette).Vi fu un tempo in cui le differenze materiali fra due squadre in procinto di battersi erano pressoch\u00e9 inesistenti, e se pure vi fosse stata una superiorit\u00e0 qualitativa dell\u2019una o dell\u2019altra, era comunque l\u2019elemento umano a determinare l\u2019esito dello scontro; infatti, se \u00e8 pur vero che il naviglio e l\u2019armamento dei primi anni del XIX secolo rappresentarono un chiaro progresso in relazione a quelli di cent\u2019anni prima, \u00e8 altrettanto vero che tale evoluzione consistette appunto in un miglioramento, e non una radicale rivoluzione, cosa che invece si pu\u00f2 osservare cent\u2019anni dopo Trafalgar.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121604 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The_capture_of_the_Guillaume_Tell_31_March_1800_RMG_PW5878.tiff-e1758041601753.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"442\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Napoleone conquist\u00f2 Malta nel 1798, mentre era in rotta per invadere l&#8217;Egitto, e i francesi ne mantennero il possesso fino a quando un rigido blocco navale non la consegn\u00f2 in mano britannica nel 1804. Nel 1800 l&#8217;ammiraglio francese Decres tent\u00f2 di fuggire dall&#8217;isola a bordo della &#8220;Guillaume Tell&#8221; da 80 cannoni (al centro a destra), una delle due principali navi francesi che erano sfuggite alla distruzione o alla cattura nella battaglia del Nilo due anni prima. Fu intercettata e catturata dal capitano Edward Berry a bordo della &#8220;Foudroyant&#8221; da 80 cannoni (al centro a sinistra), l&#8217;ammiraglia di Nelson dopo la battaglia del Nilo insieme della &#8220;Lion&#8221; da 64 cannoni (all&#8217;estrema sinistra) e della fregata &#8220;Penelope&#8221; da 36 cannoni (all&#8217;estrema destra). <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_capture_of_the_%27Guillaume_Tell%27,_31_March_1800_RMG_PW5878.tiff\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_capture_of_the_%27Guillaume_Tell%27,_31_March_1800_RMG_PW5878.tiff<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nave da combattimento non sarebbe tale senza i suoi \u201cstrumenti di guerra\u201d; la sua stessa compagine \u00e8 concepita in funzione di tali strumenti, i propri e quelli del nemico; ma, mentre da una parte si tratta di adattare una struttura non necessariamente militare (la nave) a scopi bellici (e l\u2019architetto che progetta il vascello non deve essere obbligatoriamente un militare lui stesso), dall\u2019altra la genesi dell\u2019artiglieria, il suo imbarco e il suo uso richiedono una conoscenza completa della materia, perch\u00e9 un cannone come tale non ha e non pu\u00f2 avere corrispettivi civili.<br \/>\nInoltre, lo stesso personale preposto al loro funzionamento, i cannonieri, deve essere adeguatamente preparato: un artigliere \u00e8 in primo luogo un fisico, l\u2019unico che pu\u00f2 risolvere problemi pratici come il puntamento, il caricamento e il rinculo; il fatto poi che i pezzi operino su una piattaforma instabile complica grandemente tutti questi problemi, e di fatto la preparazione e l\u2019esperienza di un artigliere di mare \u00e8 e deve essere maggiore di quella di un suo collega di terra.<br \/>\n.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121593\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-05-171151-e1758040055442.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"216\" \/><br \/>\nPremettiamo che per poter distinguere velocemente un cannone terrestre da uno navale dello stesso calibro e appartenenti alla stessa epoca basta osservarne l\u2019affusto (ossia la struttura, generalmente in legno, che sorregge o stabilizza il pezzo in s\u00e9); un esame pi\u00f9 attento permette poi di notare alcune altre caratteristiche peculiari, almeno per quanto riguarda i pezzi a parete semplice: i cannoni navali erano in genere pi\u00f9 corti e tozzi, e abbandonarono le anse o maniglie di sospensione (i cosiddetti delfini) molto tempo addietro rispetto ai loro corrispettivi terrestri.<br \/>\nTali caratteristiche erano conseguenza della loro sistemazione e manovra a bordo, essendovi poco spazio per il rinculo e il caricamento. Di fatto, la lunghezza del pezzo non poteva che essere ridotta, ma ridotta sarebbe risultata anche la gittata; per compensare questo difetto, si aument\u00f2 lo spessore del metallo e conseguentemente anche la carica di lancio (ecco perch\u00e9 appunto i cannoni navali sono pi\u00f9 corti ma pi\u00f9 tozzi di quelli di terra). Si \u00e8 gi\u00e0 detto a suo luogo della devastante potenza della bordata di una singola nave di linea, specie se comparata alle possibilit\u00e0 dell\u2019artiglieria terrestre dell\u2019epoca; e si \u00e8 detto come fosse proprio il numero dei cannoni a canna lunga disposti lungo le fiancate della nave a determinare il suo rango.<br \/>\nQuesti pezzi, classificati da 4 a 42 libbre in base al peso del proiettile pieno che potevano scagliare (non quindi secondo l\u2019uso moderno, che tiene conto del diametro della bocca da fuoco espresso in millimetri) erano in realt\u00e0 semplici cilindri di ferro fusi in uno stampo, scavati all\u2019interno per ottenere la canna e rinforzati nell\u2019estremit\u00e0 rimasta chiusa (ossia la culatta), destinata ad assorbire la maggior parte della forza dello sparo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121592\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-05-171127-e1758039849205.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"316\" \/><br \/>\nLa canna, a sezione circolare e anima liscia, doveva ospitare la camera di lancio, gli stoppacci e il proiettile, che venivano pressati al momento del caricamento con uno scovolo nella sua estremit\u00e0 chiusa; in corrispondenza di quest\u2019ultima vi era un piccolo foro, chiamato focone o touch hole, ottenuto con un trapano dopo la fusione del pezzo, che permetteva all\u2019artigliere di accendere la polvere e provocare lo sparo.<br \/>\nNon \u00e8 questa la sede per addentrarci troppo nei dettagli costruttivi dei singoli pezzi, cosa che risulterebbe tediosa oltre che troppo tecnica. I cannoni pi\u00f9 pesanti, da 42 libbre, erano utilizzati solo sui pi\u00f9 vecchi vascelli di I rango, ma il loro peso eccessivo li aveva resi obsoleti gi\u00e0 dal 1793, causandone la progressiva sostituzione con i pi\u00f9 maneggevoli ma altrettanto efficaci cannoni lunghi da 32 libbre (o 36 nella marina francese), il cui proiettile, a 400 iarde, poteva perforare una tavola di legno massiccio spessa oltre un metro. Tali pezzi divennero l\u2019armamento standard di tutte le navi di linea, poste sul ponte inferiore per mantenere la stabilit\u00e0 della nave, ad eccezione delle pi\u00f9 deboli due-ponti da 64 cannoni. Su queste ultime, e sui ponti superiori delle navi maggiori, venivano utilizzati invece i pezzi da 24 libbre, montati anche come armamento principale su alcune fregate di grandi dimensioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-121599 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>riproduzione di un cannone navale francese del XVII secolo<\/strong><\/span>\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nFonte<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.museomodellismostorico.it\/en_GB\/il-cannone-da-marina-francese-36-libbre\/\">https:\/\/www.museomodellismostorico.it\/&#8230;<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I 18 libbre trovavano spazio sul ponte superiore delle 74 di III rango e, in una versione dalla canna pi\u00f9 corta e pi\u00f9 leggera, sulla maggior parte delle fregate allestite a partire dal 1790; i pezzi da 12, oltre che sul ponte di coperta di molte navi di I rango, erano utilizzati come armamento principale dalle fregate pi\u00f9 vecchie, anche in questo caso in una versione di dimensioni e peso ridotti. I cannoni leggeri da 9 libbre erano disposti spesso sul cassero e sul castello di prua come armamento secondario, per il fuoco in caccia o in ritirata, ma in questo ruolo vennero a poco a poco sostituiti dalle carronate, la cui analisi vedremo in modo approfondito nella sezione critica. Stesso discorso per i pezzi minori da 6 e 4 libbre, che rimasero in servizio, col passare degli anni, soltanto su alcuni <strong><span style=\"color: #008000;\">sloops of war<\/span><\/strong>. Passiamo ora ad analizzare alcuni elementi peculiari delle artiglierie navali dell\u2019epoca, obbligatoriamente corredati da illustrazioni, necessarie per un riscontro visivo.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Fine III parte \u2013 continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Davide Villa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Long_gun_mg_8144.jpg<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121099\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121100\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121103\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121104\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121105\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121107\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121108\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII SECOLO AREA: ARMAMENTI parole chiave: Francia, Gran Bretagna . I vascelli da guerra furono concepiti, gi\u00e0 a partire dal XVI secolo, non pi\u00f9 come appoggi per i soldati di fanteria ma come basi per i cannoni. Da quando lo sviluppo delle costruzioni navali aveva consentito di realizzare strutture [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4446,"featured_media":121599,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[],"class_list":["post-121102","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII SECOLO AREA: ARMAMENTI parole chiave: Francia, Gran Bretagna . I vascelli da guerra furono concepiti, gi\u00e0 a partire dal XVI secolo, non pi\u00f9 come appoggi per i soldati di fanteria ma come basi per i cannoni. Da quando lo sviluppo delle costruzioni navali aveva consentito di realizzare strutture [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-10-16T22:02:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-11-21T07:49:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"309\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Davide Villa\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Davide Villa\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102\"},\"author\":{\"name\":\"Davide Villa\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3a5c63db1ebd0b97d1c856c1405bcb23\"},\"headline\":\"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo\",\"datePublished\":\"2025-10-16T22:02:00+00:00\",\"dateModified\":\"2025-11-21T07:49:44+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102\"},\"wordCount\":1413,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/10\\\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\",\"articleSection\":[\"Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102\",\"name\":\"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/10\\\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\",\"datePublished\":\"2025-10-16T22:02:00+00:00\",\"dateModified\":\"2025-11-21T07:49:44+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/10\\\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/10\\\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png\",\"width\":640,\"height\":309},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/121102#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3a5c63db1ebd0b97d1c856c1405bcb23\",\"name\":\"Davide Villa\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Davide Villa\"},\"description\":\"il dottor Villa, classe 1991, \u00e8 nato a Padova ma \u00e8 veneziano \\\"d'adozione\\\". Si diploma in Marketing e Comunicazioni estere nel 2010, per poi proseguire gli studi in Storia dal Medioevo all'Et\u00e0 Contemporanea presso l'universit\u00e0 Ca' Foscari di Venezia. Ha conseguito la Laurea Magistrale nel 2015. Il suo campo di applicazione \u00e8 la Storia Militare e della Repubblica di Venezia\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/davide-villa\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII SECOLO AREA: ARMAMENTI parole chiave: Francia, Gran Bretagna . I vascelli da guerra furono concepiti, gi\u00e0 a partire dal XVI secolo, non pi\u00f9 come appoggi per i soldati di fanteria ma come basi per i cannoni. Da quando lo sviluppo delle costruzioni navali aveva consentito di realizzare strutture [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2025-10-16T22:02:00+00:00","article_modified_time":"2025-11-21T07:49:44+00:00","og_image":[{"width":640,"height":309,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png","type":"image\/png"}],"author":"Davide Villa","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Davide Villa","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102"},"author":{"name":"Davide Villa","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/3a5c63db1ebd0b97d1c856c1405bcb23"},"headline":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo","datePublished":"2025-10-16T22:02:00+00:00","dateModified":"2025-11-21T07:49:44+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102"},"wordCount":1413,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png","articleSection":["Storia navale dell'et\u00e0 moderna (post 1492 - oggi)"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102","name":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png","datePublished":"2025-10-16T22:02:00+00:00","dateModified":"2025-11-21T07:49:44+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-16-183636-e1758040662322.png","width":640,"height":309},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/121102#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Gli armamenti navali dal XVI al XIX secolo"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/3a5c63db1ebd0b97d1c856c1405bcb23","name":"Davide Villa","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5b7f1441027f8c833f443d94b8211dd96a82aedba468c63c6af3bab00017f101?s=96&d=mm&r=g","caption":"Davide Villa"},"description":"il dottor Villa, classe 1991, \u00e8 nato a Padova ma \u00e8 veneziano \"d'adozione\". Si diploma in Marketing e Comunicazioni estere nel 2010, per poi proseguire gli studi in Storia dal Medioevo all'Et\u00e0 Contemporanea presso l'universit\u00e0 Ca' Foscari di Venezia. Ha conseguito la Laurea Magistrale nel 2015. Il suo campo di applicazione \u00e8 la Storia Militare e della Repubblica di Venezia","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/davide-villa"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/121102","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4446"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=121102"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/121102\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/121599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121102"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=121102"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}