{"id":120775,"date":"2025-10-02T00:02:00","date_gmt":"2025-10-01T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=120775"},"modified":"2025-10-02T08:10:45","modified_gmt":"2025-10-02T06:10:45","slug":"la-nascita-dellistituto-elettrotecnico-e-radiotelegrafico-della-regia-marina-di-livorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120775","title":{"rendered":"La nascita dell\u2019Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della Regia Marina di Livorno"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA CONTEMPORANEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RADIOTECNICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Radio, Marconi, Vallauri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nL\u2019 <strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della Regia Marina<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(I.E.R.T.)<\/span><\/strong> fu costituito a Livorno il 26 ottobre 1916, con Decreto luogotenenziale n. 1.571, quindi mesi dopo il trasferimento di Guglielmo Marconi dal Regio Esercito alla Regia Marina e la sua nomina a capitano di Corvetta; \u00e8 curioso, anzi stride, il fatto che in nessuno di questi passaggi appaia la figura di Marconi, n\u00e9 come riferimento ma neppure in forma di menzione onorifica. Sotto la guida di Vallauri prosper\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 di ricerca, quali quelle fondamentali sui triodi, detti allora \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">audion<\/span><\/strong>\u201d, e sulle trasmissioni con onde lunghe ed a grande potenza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121355\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-172935.png\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-172935.png 662w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-172935-300x167.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-172935-660x369.png 660w\" sizes=\"(max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime portarono il Professor Vallauri a definire analiticamente la teoria e la fisica dei tubi a vuoto, fino ad allora costruiti con criteri empirici; le seconde ad organizzare il sistema di comunicazioni a grande distanza sia della Regia Marina sia nazionale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121353\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173039.png\" alt=\"\" width=\"986\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173039.png 986w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173039-300x152.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173039-768x389.png 768w\" sizes=\"(max-width: 986px) 100vw, 986px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per soddisfare priorit\u00e0 ed emergenze, Vallauri seppe dare un forte impulso alla ricerca applicata, per cui il decennio dal 1916 al 1926, sotto la sua direzione fu eccezionalmente fecondo per l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">I.E.R.T.<\/span><\/strong>, sia per gli importanti risultati scientifici che vi furono raggiunti, sia per i valorosi giovani che vi accorsero numerosi a lavorare ed a studiare, richiamati dalla fama di scienziato e di \u201cMaestro\u201d del suo direttore. Questi giovani, una volta usciti dall\u2019I.E.R.T., formeranno ovunque scuole ed istituti di radiotecnica fra i migliori d\u2019Italia. In particolare furono tre i campi di attivit\u00e0 a cui si dedic\u00f2 l\u2019I.E.R.T.:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 le ricerche sugli audion;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 le comunicazioni a grande distanza;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2013 le misure di frequenza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">audion<\/span><\/strong>, brevettati nel 1907, dall\u2019ingegnere americano Lee de Forest, sono valvole termoioniche a tre elettrodi, forse pi\u00f9 note come <strong><span style=\"color: #008000;\">triodi<\/span><\/strong>. Le loro peculiari funzioni, tra cui quella amplificatrice in campo audio, evidenziata dal nome <strong><span style=\"color: #008000;\">audion<\/span><\/strong>, ne determinarono ben presto un uso sempre pi\u00f9 diffuso nella radiotelegrafia anche se, un decennio dopo ovvero nel 1916, il loro funzionamento teorico continuava a rimanere pressoch\u00e9 oscuro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-121351\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173121.png\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173121.png 586w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173121-300x157.png 300w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu proprio <strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Vallauri<\/span><\/strong> a schematizzarne il funzionamento dopo numerose ricerche condotte su vari tipi di audion nel laboratorio tubi a vuoto volutamente realizzato presso l\u2019I.E.R.T., passando dall\u2019approccio empirico, valido ma non sufficiente, ad una \u201cteoria degli audion\u201d analiticamente formulata, nella quale le caratteristiche di questi tubi elettronici furono espresse nell\u2019 \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">equazione del Vallauri<\/span><\/strong>\u201d, lineare e semplicissima, riportata su tutti i testi di elettronica dell\u2019epoca.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un breve aneddoto sull\u2019Istituto e gli audion: per le esigenze della guerra in corso contro l\u2019Austria e l\u2019Ungheria, con l\u2019industria elettronica in ginocchio, il Ministero competente chiese all\u2019I.E.R.T. di farsi carico anche della loro costruzione. L\u2019Istituto, nonostante l\u2019esiguit\u00e0 dell\u2019organico \u2013 in tutto 5 militari, compreso il direttore, e 6 civili, di cui 5 operai \u2013 arriv\u00f2 a produrne 400 esemplari al mese, quasi una piccola serie industriale, e per questo risultato ricevette anche un pubblico elogio!<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guglielmo Marconi, che aveva una poderosa linea industriale in Inghilterra non contribu\u00ec minimamente. Terminata la Prima guerra mondiale, la fabbricazione dei tubi a vuoto ritorn\u00f2 all\u2019industria privata. In merito alla necessit\u00e0 di organizzare il sistema di comunicazioni a grande distanza sia della Regia Marina sia nazionale. In particolare,\u00a0 la R. Marina \u2013 che gi\u00e0 disponeva della stazione Radio Roma &#8211; S. Paolo &#8211; alla conclusione della Prima guerra mondiale dovette far fronte rapidamente alla necessit\u00e0 di dotarsi di un impianto pi\u00f9 potente, quello di Coltano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121349\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173159-e1757504695359.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"367\" \/><br \/>\nLa scelta cadde su <strong><span style=\"color: #008000;\">Coltano<\/span><\/strong>, a met\u00e0 strada tra Livorno e Pisa, per pi\u00f9 motivi, quali l\u2019esistenza in loco di una stazione Marconi, gi\u00e0 operativa dal 1910, da cui furono derivate le stazioni minori del moderno centro radio di Coltano, coloniale e continentale; la vicinanza allo I.E.R.T. consentiva di provvedere al progetto ed alla direzione dei lavori e del servizio. Il centro radio di Coltano, che divenne la prima grande stazione italiana ed una delle primissime del mondo, \u00e8 estremamente interessante per i suoi apparati.<br \/>\nPer collegare l\u2019Italia con i paesi pi\u00f9 lontani fino alle massime distanze terrestri usando onde lunghissime di 16 Kilometri, il prof. Vallauri dovette portare tutte le parti dell\u2019impianto ai livelli tecnici pi\u00f9 avanzati dell\u2019epoca, ricorrendo nella quasi totalit\u00e0 alle risorse ed alle maestranze della Regia Marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121350\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173144.png\" alt=\"\" width=\"1078\" height=\"592\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173144.png 1078w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173144-300x165.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173144-1024x562.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173144-768x422.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1078px) 100vw, 1078px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne sono un esempio, oltre impressionante <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019antenna chiamata anche padiglione aereo<\/span><\/strong>, montata nel 1922 alla quale fu data la forma di un enorme reticolo quadrilatero di 420 metri di lato, i suoi <strong><span style=\"color: #008000;\">quattro \u201cgiganteschi\u201d piloni di sostegno<\/span><\/strong>, ciascuno alto 250 metri e con peso della struttura di 80 tonnellate, mantenuto da 36 controventi, pi\u00f9 uno speciale al vertice, il cui montaggio fu compiuto da semplici marinai con le solite mirabili doti di abilit\u00e0 ed abnegazione. La <strong><span style=\"color: #008000;\">stazione radio di Coltano<\/span><\/strong> entr\u00f2 regolarmente in funzione il 15 aprile 1923, con collegamenti con Massaua, Mogadiscio, l\u2019Estremo Oriente, le navi lontane, il Levante, il Canada e gli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento del passaggio dalla sperimentazione e implementazione del sistema secondo le necessit\u00e0 contingenti del conflitto alla prospettiva di impiego commerciale, riappare una forma di collaborazione, addirittura cogestione con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marconi Wireless<\/span><\/strong>, che potette cos\u00ec sfruttare, senza il minimo investimento, la prima grande stazione transcontinentale in Italia, una delle prime nel mondo, progettata, realizzata e installata dalla stessa Regia Marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019aprile del 1928 l\u2019istituto cambi\u00f2 nome ed organizzazione, divenendo <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio Istituto Elettrotecnico e delle Comunicazioni della Marina (R.I.E.C.)<\/span><\/strong>, ente militare organico alla Regia Marina, diretto da un ufficiale della Regia Marina, con il compito di soddisfare le esigenze della stessa Regia Marina in materia sia di trasmissioni sia di nuovi settori. Come nota di colore (triste eufemismo) Marconi nominato nel 1930 al vertice dell\u2019Accademia d\u2019Italia, rifiut\u00f2 la nomina di <strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Vallauri<\/span><\/strong> (al pari di altre illustri figure) in quanto di \u201crazza ebrea\u201d, anticipando addirittura le molto successive leggi razziali che, comunque, penalizzarono profondamente la Regia Marina. Per inciso, un copione gi\u00e0 visto in precedenza nei confronti dei fratelli Fiamma e delle loro esperienze nel 1923 di radiocomando e probabilmente di guerra elettronica con il centro TLC del Varignano e l\u2019Arsenale di La Spezia. I risultati del R.I.E.C., dove transitarono o trovarono collocazione le migliori menti del settore, allevando un\u2019intera generazione di ricercatori, furono importanti nel campo delle misure elettroniche, nello studio delle frequenze, e soprattutto delle microonde.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32982\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo.jpg\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"1033\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo.jpg 469w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il professor Ugo Tiberio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche successive sui \u201cradiotelemetri \u201d ne furono una logica evoluzione, con il primo studio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Professor Ugo Tiberio<\/span><\/strong> (27 aprile 1936). Anche se \u00e8 arduo accomunare queste ricerche alla vera storia del radar, in rapporto a quanto avveniva in altri Paesi &#8211; si trattava di ricerche individuali e settoriali in Italia, a livello di laboratorio, a fronte di ricerche collettive con cospicui fondi e supporto industriale negli altri paesi &#8211; il primo radiotelemetro ad onda continua modulata in frequenza, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">E.C.1<\/span><\/strong>, fu realizzato presso il R.I.E.C. nel 1936. Ad esso seguirono, nel 1937, l\u2019E.C.1-bis e l\u2019E.C.2, con risultati tuttavia poco soddisfacenti che, pur con molti ritardi, portarono l\u2019Istituto a preferire di costruire in futuro gli apparati ad impulsi sulle onde di 0,6 m (navale) e 1,50 m (costiero). Due prototipi siffatti furono costruiti dal RIEC nel 1939 con il nome di R.D.T.3 costiero ed E.C.3 navale, quest\u2019ultimo modificato in E.C.3-bis nel dicembre 1940. Purtroppo, le prove per valutarne l\u2019efficienza e portare allo sviluppo industriale di questi apparati subirono notevoli ritardi, tanto che a febbraio del 1941 esse non erano ancora state eseguite. Successivamente si sovrappose anche la necessit\u00e0 di decentrare il R.I.E.C. in zona meno esposta, a Campo S. Martino (Padova) agli eventi bellici, come del resto avvenne anche per la Regia Accademia.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLe pesanti perdite subite in pi\u00f9 occasioni dalla nostra Marina, in particolare a Capo Matapan (28-29 marzo 1941), rimossero alfine gli indugi, le resistenze e le polemiche dei vertici militari, a cominciare da quelli della RM, ma solo nel 1943 furono approntati due prototipi detti <strong><span style=\"color: #008000;\">Folaga<\/span><\/strong>, costiero (150-300 MHz, 2-1 m), e <strong><span style=\"color: #008000;\">Gufo<\/span><\/strong>, navale (400-750 MHz, 75-40 cm).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32981\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/300px-Radar-gufo-ec-3-tiberio.png\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"415\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gufo, navale &#8211; Fonte USMM<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una serie di prove con risultati positivi, la produzione industriale fu ordinata alla MARELLI, 150 esemplari del Folaga, ed alla SAFAR, 50 esemplari del Gufo. Solo pochi esemplari furono consegnati alla Marina e, alla data dell\u20198 settembre 1943,\u00a0 soltanto dodici navi militari risultavano dotate di Gufo, e di queste dodici sei l\u2019avevano montato appena un mese prima! Dal settembre 1943 il RIEC sospese ogni attivit\u00e0 scientifica Da questa lunga e tormentata esperienza nacque nel dopoguerra, sempre nel comprensorio dell\u2019Accademia Navale, <strong><span style=\"color: #008000;\">MARITELERADA<\/span><\/strong>R.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Giancarlo Poddighe<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nsi ringrazia il Museo Navale della Spezia per le immagini tratte dalla presentazione del Professor Filippo Giannetti<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121348\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-09-173239-e1757504517275.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"340\" \/><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120774\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120775\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA CONTEMPORANEA PERIODO: XX SECOLO AREA: RADIOTECNICA parole chiave: Radio, Marconi, Vallauri . 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