{"id":120735,"date":"2025-10-04T00:02:00","date_gmt":"2025-10-03T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=120735"},"modified":"2025-09-18T22:10:49","modified_gmt":"2025-09-18T20:10:49","slug":"limportanza-strategica-del-petrolio-e-il-riarmo-navale-parte-1-b-di-francesco-sisto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120735","title":{"rendered":"L\u2019importanza strategica del petrolio e il riarmo navale \u2013 parte 1\/b di Francesco Sisto"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI &#8211; XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Royal Navy, Marine Fran\u00e7aise<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho accennato nella prima parte, la Gran Bretagna alla fine del XIX secolo era tra gli Stati con la pi\u00f9 alta produzione di carbone. Tutto questo l\u2019aveva resa all\u2019avanguardia nel passaggio dalla tradizionale economia artigianale alla produzione industriale. Agli inizi del XX secolo, il carbone era la prima fonte energetica e, secondo le stime, costituiva pi\u00f9 del 90% dell\u2019energia utilizzata. Ciononostante, dalla fine degli anni Cinquanta del XIX secolo era iniziata negli Stati Uniti d\u2019America l\u2019estrazione industriale di un\u2019altra materia prima: il petrolio che\u00a0si estese anche ad altre nazioni, fra le quali Romania e Indonesia. Di fatto, nei decenni successivi l\u2019avvento dei motori a combustione interna diede il via ad un poderoso incremento dei trasporti ed alla nascita di un nuovo comparto industriale, quello petrolifero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120995 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Anglo-Persian-Oil-Company-APOC-First-oil-drilling-MIS.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"517\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Anglo-Persian-Oil-Company-APOC-First-oil-drilling-MIS.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Anglo-Persian-Oil-Company-APOC-First-oil-drilling-MIS-300x242.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La prima attivit\u00e0 di perforazione intrapresa a Masjed Soleyman (MIS) in Iran nel 1908, Fonte: Petrolio e sviluppo economico dell&#8217;Iran, pagina 18 Autore: National Iranian Oil Company <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:FirstoildrillingMIS.jpg\">First oil drilling MIS.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi anni del XX secolo iniziarono ad essere svolte estrazioni\/trivellazioni in molte aeree geografiche fra cui l\u2019America latina e il Medio Oriente. A tale proposito, nella primavera del 1909 venne fondata l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Anglo-Persian Oil Company (APOC)<\/span><\/strong>, dopo la scoperta di un importante giacimento petrolifero a Masjed-e Soleyman in Iran (allora Persia). Nacque cos\u00ec la prima compagnia petrolifera del Medio Oriente. A Londra, militari e leader politici iniziarono \u2013 alcuni l\u2019avevano gi\u00e0 fatto \u2013 ad intravedere l\u2019importanza di questa fonte energetica, da un punto di vista sia strategico che militare, e come fosse fondamentale che <strong><span style=\"color: #008000;\">la Gran Bretagna controllasse le aeree in cui si trovava il petrolio<\/span><\/strong> (la storia, successivamente, dimostrer\u00e0 che <span style=\"color: #000000;\">dalle disponibilit\u00e0 di petrolio di un paese deriva la capacit\u00e0 militare di una Nazione in caso di guerra<\/span>).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-47892\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/admiral-fisher-lord-of-the-sea.jpg\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"826\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/admiral-fisher-lord-of-the-sea.jpg 519w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/admiral-fisher-lord-of-the-sea-232x300.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra coloro che, pi\u00f9 di altri, intuirono e colsero il valore strategico di questo combustibile vi furono <strong><span style=\"color: #008000;\">Winston Churchill<\/span> <\/strong>e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio John Fisher, <\/span><\/strong>primo lord del mare dal 1904 al 1910 (vedi foto), sotto il quale la Royal Navy intraprese una serie di cambiamenti fondamentali che interessarono la preparazione degli equipaggi e la costruzione di nuove navi da battaglia; riforme visionarie che, in certi casi, provocarono critiche all\u2019interno e all\u2019esterno della Royal Navy. Tra le tante, Fisher sostenne con decisione il <strong><span style=\"color: #008000;\">passaggio della propulsione navale dal carbone al petrolio<\/span><\/strong>, una svolta tecnologica che dava alle navi della Royal Navy superiore velocit\u00e0 di manovra e di spostamento e quindi un netto vantaggio rispetto alle altre Marine da guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120998\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FisherChurchill.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"990\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FisherChurchill.jpg 286w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FisherChurchill-195x300.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Fisher and Winston Churchill, First Lord of the Admiralty, after a meeting of the Committee of Imperial Defence. Reproduced facing page 34 in Fisher of Kilverstone, Lord (1959). Marder, Arthur J.. ed. Fear God and Dread Nought: The Correspondence of Admiral of the Fleet Lord Fisher of Kilverstone: Restoration, Abdication and Last Years, 1914-1920. Volume III. London: Jonathan Cape. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/John_Fisher,_I_barone_Fisher#\/media\/File:Fisher&amp;Churchill.jpg\">Fisher&amp;Churchill &#8211; John Fisher, I barone Fisher &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i vantaggi del petrolio vi era sicuramente un minor tempo di rifornimento per le navi, una combustione pi\u00f9 \u201cpulita\u201d, minor necessit\u00e0 di manutenzione, maggiore automazione con conseguente possibilit\u00e0 di ridurre il numero di addetti dell\u2019equipaggio, una superiore variabilit\u00e0 nell\u2019andatura e \u2013 non ultimo \u2013 una maggiore autonomia. \u00c8 bene puntualizzare che, in quel periodo, la maggior parte delle flotte da combattimento delle altre potenze si basavano prevalentemente ancora sul carbone, e fra queste la Marina imperiale tedesca. Di fatto, i Tedeschi \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">mantennero il carbone per le ampie disponibilit\u00e0 di questo materiale, ma, a parte gli inconvenienti che questo combustibile presentava per i rifornimenti, il fumo prodotto dalla sua combustione rendeva visibili le unit\u00e0 a distanze ben maggiori di quanto non fosse per le navi a naft<\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali problemi potevano essere considerati, da ogni punto di vista, svantaggi tattici-operativi per la Marina tedesca (soprattutto in caso di guerra). Nel frattempo, la costruzione delle corazzate si evolse rapidamente: le lamiere furono incrementate di spessore e qualit\u00e0 fino alle corazzature tipo Krupp, che raggiunsero l\u2019apice dell\u2019efficienza dinanzi allo scoppio della Prima guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, come scrive l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Antonio Flamigni<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">l<\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">e polveri infumi a lenta combustione richiesero l\u2019adozione di canne sempre pi\u00f9 lunghe, fino a oltre 50 volte il calibro, per potere sfruttare meglio la pressione della combustione della polvere di lancio<\/span><\/em><\/strong>\u201d (da <strong><span style=\"color: #008000;\">A. Flamigni, Evoluzione del potere marittimo nella storia<\/span><\/strong>). Le gittate aumentarono, i massimi calibri passarono da 305 mm a 381 mm.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-89443\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RN-Re-dItalia-speronata-a-Lissa-wikipedia-free.jpg\" alt=\"\" width=\"637\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RN-Re-dItalia-speronata-a-Lissa-wikipedia-free.jpg 496w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RN-Re-dItalia-speronata-a-Lissa-wikipedia-free-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista tattico, fu abbandonata l\u2019idea che le navi dovessero essere impiegate per speronare il nemico, come nelle battaglie navali dell\u2019epoca del remo, derivata dal singolo caso della nave ammiraglia austriaca, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinand Max<\/span><\/strong> che, nella battaglia di Lissa (1866), aveva speronato e affondato la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata italiana Re d\u2019Itali<\/span><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/strong>. Un evento pi\u00f9 unico che raro che aveva dato per\u00f2 il via alla costruzione di intere classi di unit\u00e0 speronatrici \u2013 gli \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">arieti corazzati<\/span><\/strong>\u201d \u2013 ed aveva spinto i progettisti a inserire prore a rostro in quasi tutte le unit\u00e0 in linea. Un espediente che non ebbe praticamente mai possibilit\u00e0 di dar prova sul campo anche, e soprattutto, perch\u00e9 la nuova artiglieria navale dava la possibilit\u00e0 di ingaggiare il rivale a distanze sempre pi\u00f9 considerevoli, mentre a quelle inferiori l\u2019avvento del siluro aveva reso lo speronamento obsoleto.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">in anteprima la RN corazzata Re d&#8217;Italia speronata a Lissa dal Ferdinand Max<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120734\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120735\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120937 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francesco-sisto-e1756630187440.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"191\" \/><\/span><\/strong><br \/>\nGenovese, \u00e8 laureato in Scienze Storiche. Ha conseguito il master universitario di II livello in Intelligence and Security, il master universitario di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale e il master universitario di II livello in Studi internazionali strategico-militari presso il CASD. Collabora con Difesa Online e ha svolto attivit\u00e0 di ricerca e analisi presso il Centro Studi Militari Marittimi di Venezia. Ha ricoperto l\u2019incarico di Political Advisor su nave Cavour della Marina Militare. Collabora con il Centro Studi Militari Aerospaziali.<\/p>\n<p>Originariamente pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.centromachiavelli.com\/category\/commenti-e-opinioni\/\">Commenti e opinioni Archivi \u2022 MACHIAVELLI<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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