{"id":120734,"date":"2025-09-27T00:02:00","date_gmt":"2025-09-26T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=120734"},"modified":"2025-09-26T22:37:43","modified_gmt":"2025-09-26T20:37:43","slug":"limportanza-strategica-del-petrolio-e-il-riarmo-navale-parte-1-a-di-francesco-sisto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120734","title":{"rendered":"L\u2019importanza strategica del petrolio e il riarmo navale \u2013 parte 1\/a di Francesco Sisto"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI &#8211; XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Royal Navy, Marine Fran\u00e7aise<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Inghilterra, a partire dal XVI e XVII secolo, inizi\u00f2 a sfruttare ed a servirsi di una fonte energetica fino a quel momento poco impiegata: il <strong><span style=\"color: #008000;\">carbone<\/span><\/strong>. In quel periodo si preferiva come combustibile ancora il legname (visto le ingenti risorse disponibili). Il carbone, fino a quel momento, non aveva vasti campi d\u2019impiego perch\u00e9 non c\u2019era ancora la tecnologia adatta ad estrarne tutte le potenzialit\u00e0. Tuttavia, durante la Prima rivoluzione industriale si scopr\u00ec che a parit\u00e0 di peso il carbone era un combustibile con un potere calorifico decisamente superiore a quello del legno e dunque con il carbone si era in grado di avere un quantitativo assai pi\u00f9 alto di energia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120940 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-PSM_V12_D152_Watt_steam_engine_1780.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"692\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-PSM_V12_D152_Watt_steam_engine_1780.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-PSM_V12_D152_Watt_steam_engine_1780-277x300.jpg 277w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema della Macchina a vapore di Watt, 1780. L&#8217;uso di un regolatore centrifugo fa risalire questa macchina al 1788 o a un periodo successivo &#8211; Fonte: Popular Science Monthly, Volume 12<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:PSM_V12_D152_Watt_steam_engine_1780.jpg\">PSM V12 D152 Watt steam engine 1780.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del XVIII secolo (1769) <strong><span style=\"color: #008000;\">James Watt<\/span><\/strong> aveva inventato la macchina a vapore. Tale creazione diede il via alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Prima rivoluzione industriale<\/span><\/strong> in Inghilterra. Il nuovo macchinario riusciva a trasformare l\u2019energia chimica del carbone in energia termica, e in seguito in energia meccanica. Peraltro la sua prima applicazione fu proprio nell\u2019estrazione del carbone, dando energia alle pompe che svuotavano le miniere sotterranee dall\u2019acqua di falda. La macchina a vapore nel corso dei decenni successivi venne migliorata e negli anni fra il 1815 e il 1870 si vide la piena crescita del predominio della Gran Bretagna nell\u2019industria, nel commercio, nella finanza e nella marina mercantile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il Congresso di Vienna del 1815 la Gran Bretagna divenne la prima potenza mondiale. Infatti, grazie (anche) al loro potere navale e marittimo i britannici uscirono dalle guerre napoleoniche come la pi\u00f9 grande delle potenze, la pi\u00f9 ricca e la pi\u00f9 importante. Londra aveva un nuovo sistema industriale e dominava i commerci marittimi, attraverso i quali, con la protezione della Royal Navy, poteva esportare i prodotti frutto della propria superiorit\u00e0 tecnica e organizzativa. Attraverso la rivoluzione industriale, i britannici furono in grado di trasformare l\u2019isola da \u201cun paese di bottegai\u201d a \u201cofficina del mondo\u201d. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019applicazione della propulsione a vapore sulle navi fu sperimentata paradossalmente prima in Francia, nel 1783, poi negli Stati Uniti, ma la potenza navale che pi\u00f9 d\u2019altre ne colse l\u2019importanza della rivoluzione fu l\u2019Inghilterra.<\/span> <\/strong>Dopo anni in cui la propulsione a vapore rimase limitata alla navigazione fluviale e di piccolo cabotaggio, nel 1823 venne messa in linea <strong><span style=\"color: #008000;\">la prima nave da guerra a vapore della Marina britannica, l\u2019HMS Lightning<\/span><\/strong>. Solo nel 1849 tuttavia comparve un vascello di 2\u00b0 classe, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Agamemnon<\/span><\/strong>, propulso a vapore e vela.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120941\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/The_Lightning_Steamer_bringing_the_Royal_Sovereign_into_Portsmouth_Harbour_July_31_1827_RMG_PU6492.tiff-e1756631081958.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"433\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il piroscafo HMS Lightning porta la Royal Sovereign nel porto di Portsmouth, 31 luglio 1827 &#8211; Autore Henry Moses (artista, incisore ed editore)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_Lightning_Steamer_bringing_the_Royal_Sovereign_into_Portsmouth_Harbour,_July_31_1827_RMG_PU6492.tiff\">The Lightning Steamer bringing the Royal Sovereign into Portsmouth Harbour, July 31 1827 RMG PU6492.tiff &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Royal Navy tra innovazione e nuove politiche navali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe marine da guerra, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, registrarono un importante sviluppo tecnologico, che si materializz\u00f2 in cinque direzioni: <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019affermazione della propulsione meccanica, prima a pale poi a elica, delle costruzioni in ferro, dell\u2019applicazione di corazze, introduzione di nuove armi (cannoni rigati a retrocarica, granate, mine subacquee, i primi sommergibili a vapore e i primi siluri) e la \u201cdisposizione dei cannoni dell\u2019armamento principale in torri corazzate girevoli<\/span><\/strong>\u201d (<strong><span style=\"color: #008000;\">A. Santoni, Storia e politica navale dell\u2019et\u00e0 contemporanea<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Gran Bretagna, a met\u00e0 del XIX secolo, produceva quasi due terzi del carbone mondiale, quasi met\u00e0 del ferro, cinque settimi dell\u2019acciaio, due quinti dei macchinari e quasi met\u00e0 della tela di cotone. Inoltre, in questo periodo iniziava a produrre i suoi effetti anche l\u2019impiego della propulsione a vapore per le navi da guerra. In seguito, quando le navi a vapore si affermarono, il peso industriale della Gran Bretagna le diede l\u2019opportunit\u00e0 di riprendersi la provvisoria superiorit\u00e0 che le aveva sottratto <strong><span style=\"color: #008000;\">La Grande Nation (la Francia)<\/span><\/strong> nella progettazione dei singoli vascelli. Infatti, la capacit\u00e0 di realizzare pi\u00f9 navi di ogni altra nazione, il primato tecnologico sui carboni a pi\u00f9 alto potere calorifico e le notevoli risorse di carattere finanziario erano le salde basi del potere marittimo della Gran Bretagna. Oltre a questo, vi era la grande competenza e professionalit\u00e0 degli equipaggi (decisamente superiori a quelli delle altre marine).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120942 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francois_Geoffroi_Roux_-_The_French_Battleship_La_Gloire.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francois_Geoffroi_Roux_-_The_French_Battleship_La_Gloire.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francois_Geoffroi_Roux_-_The_French_Battleship_La_Gloire-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dipinto della corazzata francese La Gloire di Fran\u00e7ois Geoffroi Roux (1811-1882)<\/span><\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Fran%C3%A7ois_Geoffroi_Roux_-_The_French_Battleship_La_Gloire.jpg\">Fran\u00e7ois Geoffroi Roux &#8211; The French Battleship La Gloire.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1859 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina francese<\/span><\/strong> era stata la prima al mondo a varare una \u201cvera\u201d nave corazzata: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gloire<\/span><\/strong>. Quest\u2019ultimo, dotato di corazzatura in acciaio e scheletro in legno, venne in seguito surclassato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Warrior<\/span><\/strong> (varato nel 1860) della Royal Navy. La corazzata britannica era caratterizzata da uno scafo e di un\u2019armatura in acciaio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120943 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/HMS_Warrior_1860-e1756631594133.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"432\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La corazzata britannica HMS Warrior dopo la riduzione del bompresso, ma prima del suo riarmo nel 1867. Data tra il 1861 e il 1867. Fonte: scansione da pagina 7 di Gardiner, Robert, Conways All the Worlds Fighting Ships 1860-1905, New York: Mayflower Books Inc., 1979, ISBN 0-8317-0302-4<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Warrior_(1860).jpg\">HMS Warrior (1860).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, venne impostato un importante programma per la realizzazione di corazzate. Quest\u2019ultime erano indubbiamente superiori per potenza di fuoco a quelle della Marina francese. Inoltre, \u00e8 bene sottolineare che la forza industriale della Gran Bretagna, in fase di celere evoluzione tecnologica, insieme alle sue ampie disponibilit\u00e0 di carbone e alla sua estesa rete di porti di caricamento, era in pratica irraggiungibile per La Grande Nation.\u00a0 Globalmente, fino ai primi anni Ottanta del XIX secolo, la Royal Navy britannica non ebbe rivali; tutto questo, di fatto, port\u00f2 a una riduzione della spesa per la flotta. \u00c8 bene precisare che i tagli avvennero \u2013 anche \u2013 per la teoria del \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Brick and mortar school<\/span><\/em><\/strong>\u201d (\u201cmattoni e mortai\u201d), una scuola di pensiero (costituita dagli esponenti del British Army, in consonanza di vedute coi colleghi-rivali francesi) che, sostanzialmente, invocava la necessit\u00e0 di diminuire le spese per una flotta di alto mare ed esortava una strategia di carattere difensivo (edificare fortificazioni costiere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, questa teoria trov\u00f2 scarso successo in Gran Bretagna e l\u2019Ammiragliato britannico, nel 1889, vista la graduale e temibile intesa diplomatica fra la Francia e l\u2019Impero russo, decise di mantenere in vita una grande flotta da combattimento di dimensione quanto meno pari alle flotte congiunte della seconda e terza Marina da guerra del momento. <strong><span style=\"color: #008000;\">Di conseguenza, il Parlamento britannico il 31 maggio 1889 eman\u00f2 il Naval Defence Act 1889 dando via <\/span><span style=\"color: #008000;\">al \u201cTwo-power standard\u201d, una dottrina che <\/span><span style=\"color: #008000;\">costitu\u00ec l\u2019architettura della politica navale britannica per i due decenni successivi<\/span><\/strong>. Vedremo\u00a0 nel prossimo articolo come la Gran Bretagna fu costretta in seguito ad abbandonare questa linea perch\u00e9 si profilava all\u2019orizzonte una nuova minaccia: la Marina imperiale tedesca. La Pax Britannica si stava avviando alla conclusione\u2026<br \/>\nContinua<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">in anteprima l&#8217;HMS Agamemnon, \u00a0una corazzata da 91 cannoni della Royal Navy ordinata dall&#8217;Ammiragliato britannico nel 1849 in risposta alla minaccia percepita dalla Francia per il possesso di navi della classe Napol\u00e9on. Il quadro rappresenta il vascello HMS Agamemnon, ormeggiato al largo di Greenwich,\u00a0probabilmente mentre caricava il cavo dell&#8217;Atlantic Telegraph nel 1858 &#8211; autore George Chambers <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Agamemnon,_lying_off_Greenwich_GM1738_by_George_Chambers_the_Younger.jpg\">HHMS Agamemnon, lying off Greenwich GM1738 by George Chambers the Younger.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120734\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120735\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Sisto<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120937 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Francesco-sisto-e1756630187440.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"191\" \/><\/span><\/strong><br \/>\nGenovese, \u00e8 laureato in Scienze Storiche. Ha conseguito il master universitario di II livello in Intelligence and Security, il master universitario di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale e il master universitario di II livello in Studi internazionali strategico-militari presso il CASD. Collabora con Difesa Online e ha svolto attivit\u00e0 di ricerca e analisi presso il Centro Studi Militari Marittimi di Venezia. Ha ricoperto l\u2019incarico di Political Advisor su nave Cavour della Marina Militare. Collabora con il Centro Studi Militari Aerospaziali.<\/p>\n<p>Originariamente pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.centromachiavelli.com\/category\/commenti-e-opinioni\/\">Commenti e opinioni Archivi \u2022 MACHIAVELLI<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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