{"id":120129,"date":"2025-10-14T00:02:00","date_gmt":"2025-10-13T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=120129"},"modified":"2025-10-24T18:16:38","modified_gmt":"2025-10-24T16:16:38","slug":"lincidente-del-uss-baltimore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120129","title":{"rendered":"L\u2019incidente del USS Baltimore: pi\u00f9 di una rissa di marinai"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: politica navale statunitense<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 incidente del USS Baltimore \u00e8 allo stesso tempo un case study della gestione delle crisi e un utile promemoria dei limiti del (im)possibile controllo emisferico statunitense prima del 1890, ma anche della capacit\u00e0 e velocit\u00e0 della loro evoluzione nel 1898 come potenza marittima imperiale, secondo alcuni, con riferimento ai maggiori competitors, che si\u00a0 complet\u00f2, nel decennio successivo, con il passaggio a \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">grande Marina di una grande potenza<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Di fatto una applicazione della dottrina di Mahan adottata dalla decisa politica di grandezza del Presidente Theodore Roosevelt Jr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-120674\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/alfred-mahan-captain.jpg\" alt=\"\" width=\"649\" height=\"916\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/alfred-mahan-captain.jpg 248w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/alfred-mahan-captain-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/>Molto di questo si dovette certamente alla rapida ed imprevedibile diffusione delle teorie del Mahan (nella foto in divisa da capitano di vascello), che ottennero un grande successo di pubblico grazie all&#8217;attivismo dell\u2019ufficiale statunitense (certamente condiviso dal potere politico) tanto da divenire basi del pensiero strategico delle principali Marine. Di fatto le capacit\u00e0 navali degli Stati Uniti si evolsero nel breve arco di un decennio passando da quelle del 1880 (limitate ad una possibile competizione con la marina cilena) a quelle di una potenza marittima sempre pi\u00f9 credibile con aspirazioni globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, l&#8217;incidente del USS Baltimore apr\u00ec una finestra sugli Stati Uniti <strong><span style=\"color: #008000;\">che si adeguarono allo stato di potenza mondiale<\/span><\/strong>, non solo con cambiamenti tecnologici ma anche partecipando alle gi\u00e0 esistenti rivalit\u00e0 imperiali. Alcuni storici ed analisti sostengono che gli Stati Uniti diventarono <span style=\"color: #008000;\">u<span style=\"color: #000000;\">na potenza mondiale per molti aspetti paragonabile alla Gran Bretagna, alla Russia o alla Germania imperiale<\/span><\/span> dopo la guerra ispano-americana del 1898. In realt\u00e0, guardando indietro di un decennio, l&#8217;incidente del USS Baltimore costitu\u00ec un precedente importante, la presa di coscienza di uno stato di inferiorit\u00e0, l\u2019inizio di un periodo prolungato di crescita e di accelerazione per consolidare le (poche) mete raggiunte. A complicare ulteriormente il quadro c&#8217;erano le realt\u00e0 geografiche che ostacolavano le operazioni statunitensi su due oceani, con tempi lunghi di rischieramento e il transito in prossimit\u00e0 di coste che avrebbero potuto non essere amiche e che ne condizionavano i preparativi militari. Risultava necessario prendere in considerazione le difficolt\u00e0 che una squadra navale statunitense avrebbe dovuto affrontare (e con esito incerto) in un confronto con il Cile, senza disporre di stazioni di carbonamento (rifornimento di carbone) nel Pacifico. Un&#8217;esperienza subita dal Mahan nel suo periodo di comando navale nel Pacifico sudamericano, in cui si era reso conto, in caso di confronto, della necessit\u00e0 di rifornimenti di carbone che avrebbero dovuto provenire, nel migliore dei casi, da San Francisco. Si trattava quindi di un compito difficile e rischioso, soprattutto se il Cile, invece di accettare uno scontro navale, avesse dedicato alcune delle sue navi a catturare le (poche) carboniere impedendo quindi l&#8217;operativit\u00e0 dell&#8217;avversario. In sintesi, un insieme di sfide operative e geografiche, che portarono ad un sobrio pragmatismo nei preparativi degli Stati Uniti per una possibile guerra, sottolineato anche negli scritti del Mahan, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 siamo cos\u00ec sicuri della nostra grandezza che non realizziamo il grande impegno rappresentato dalla distanza del Cile in caso di guerra.<\/span><\/em><\/strong>&#8221; Oltre alle problematiche logistiche, si dovevano valutare le strategie da adottare; basti pensare che nell&#8217;inverno del 1891 il Cile non solo era emerso vincitore da una guerra civile ma era ancora in possesso di una Marina credibile, con unit\u00e0 moderne e sistemi d\u2019arma innovativi come i siluri. In altre parole aveva credibilit\u00e0 e poteva contare con l\u2019appoggio e la disponibilit\u00e0 della cantieristica e dell&#8217;industria inglese per la rapida fornitura di ulteriori unit\u00e0 e rifornimenti. In estrema sintesi, la guerra non era necessariamente l\u2019unica opzione n\u00e9 il suo esito poteva darsi per scontato. L\u2019 \u201cincidente\u201d, che andr\u00f2 a raccontare, fu un evento trascurabile, in tempi \u201cnormali\u201d marginale, tipico degli angiporti in tutto il mondo, ma venne trasceso da un problema di ordine pubblico al rango di contesa internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il fatto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel corso di uno scalo a Valparaiso dell\u2019incrociatore <strong>USS Baltimore<\/strong>, giustificabile come una necessaria sosta operativa ma anche come esibizione di presenza in un quadro di tensioni fra i due Paesi, il comando di bordo inopinatamente concesse all&#8217;equipaggio la franchigia a terra. Il 16 ottobre 1891, in un quadro di reciproche provocazioni un gruppo di marinai fu tra i protagonisti di una rissa con i locali, con un saldo di due marinai statunitensi morti e diciassette feriti, scaturita perch\u00e8 alcuni marinai statunitensi avevano sputato sull&#8217;immagine di un eroe cileno. Nell\u2019impossibilit\u00e0 di risolvere la questione a livello locale, il comandante della USS Baltimore telegraf\u00f2 a Washington per avere istruzioni, considerando che le autorit\u00e0 cilene intendevano anteporre le loro competenze e la loro esclusiva giurisdizione sul personale degli Stati Uniti, pi\u00f9 in generale sugli atti investigativi, richiamando una questione di sovranit\u00e0 nazionale. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il presidente statunitense Benjamin Harrison chiese quindi piena soddisfazione per una questione d&#8217;onore e chiese 75.000 dollari di riparazioni, lanciando un ultimatum che, in caso di ostinazione da parte del Governo cileno, sarebbe scoppiata una guerra. Di fatto le\u00a0<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">potenze europee pur favorendo il Cile,<\/span><\/span>\u00a0<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">riconobbero il predominio americano nella regione e non intervennero, sostenuti da<\/span><\/span>\u00a0<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Argentina e Per\u00f9 che erano evidentemente favorevoli ad indebolire il Cile. Infine il Cile decise di capitolare alle condizioni di Washington e pag\u00f2 un risarcimento di 75.000 dollari in oro.<\/span><\/span>\u00a0Forse qualcuno di voi potrebbe trovare una similitudine al caso indiano dei mar\u00f2 italiani, in cui i presupposti geopolitici e economici furono ben diversi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120665 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/motor_junkers_jumo_004_dos_KVk5K__please_creditpalette_zf3us__please_creditpalette_WSOip__please_creditpalette_CLQWj__please_creditpalette_DBPQ0__please_creditpalette.fm_-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Affare di Baltimora fu un incidente diplomatico tra Cile e Stati Uniti del 1891, innescato da una rissa in un bar di Valpara\u00edso tra marinai americani della USS Baltimore e cittadini cileni, che provoc\u00f2 la morte di due marinai americani e molti feriti. L&#8217;incidente di fatto fu funzionale in un contesto di tese relazioni bilaterali a seguito della guerra civile cilena &#8211;<br \/>\ncredit<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/fdra-historia.blogspot.com\/2024\/11\/chile-el-incidente-del-baltimore.html\">FDRA &#8211; Historia de la Defensa: Chile: El incidente del Baltimore<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una situazione complessa e delicata<\/span><\/strong><br \/>\nIl Cile aveva dimostrato di essere un paese marittimo e una potenza commerciale, sia per i trasporti che per la continuit\u00e0 delle sue esportazioni, ed aveva puntato sulla capacit\u00e0 delle sue forze navali e sulle proprie alleanze commerciali per sconfiggere la Spagna (1866), il Per\u00f9 (1884) e per sminuire l\u2019attivismo diplomatico regionale e globale degli Stati Uniti nel 1882, 1885 e 1888 sino a una situazione di contrapposizione che andava ben oltre la giurisdizione su una rissa. Il Cile si opponeva a qualsiasi forma di influenza degli Stati Uniti, ed occorre ricordare significativi precedenti:<br \/>\n&#8211; nel 1882 il Cile aveva respinto i tentativi di mediazione degli Stati Uniti per la fine della Guerra del Pacifico;<br \/>\n&#8211; nel 1884, il Cile forte della vittoria nella guerra del Pacifico costituiva una potenziale minaccia all&#8217;egemonia degli Stati Uniti nell&#8217;emisfero occidentale, contando sulla pi\u00f9 forte flotta del Pacifico in grado di contrastare la politica espansionistica americana;<br \/>\n&#8211; nel 1885, durante la crisi di Panama, quando la US Navy in un atto di ritorsione occup\u00f2 Col\u00f3n, allora parte della Colombia, il governo cileno invi\u00f2 il suo pi\u00f9 potente incrociatore protetto (che rappresentava una seria minaccia per le navi da guerra americane in legno) a Panama City, mantenendolo in posizione fino a dopo che le forze americane avessero evacuato Colon;<br \/>\n&#8211; nel 1888, con una improvvisa e decisa azione unilaterale, senza consultazioni n\u00e9 pretesti se non i propri interessi ed una giusta visione strategica a lungo termine, tra l&#8217;altro senza opposizione internazionale, il Cile aveva occupato e si era annesso l&#8217;Isola di Pasqua, a circa 3.200 km a ovest di Valpara\u00edso, come segnale della propria \u201cstatura emisferica\u201d (allora come risorsa strategica (rifornimenti\/allerta precoce) ed oggi come ZEE);<br \/>\n&#8211; nel 1891 la breve guerra civile cilena<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/span> fu un ulteriore e pi\u00f9 consistente motivo di preoccupazione per gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120666 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La_revolution_au_Chili_L_attaque_de_Valparaiso_1891.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"746\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La_revolution_au_Chili_L_attaque_de_Valparaiso_1891.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La_revolution_au_Chili_L_attaque_de_Valparaiso_1891-257x300.jpg 257w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 20 agosto 1891, i ribelli effettuarono con successo uno sbarco anfibio nella baia di Quintero, circa 20 miglia a nord di Valparaiso. Gli sbarchi furono &#8220;disperati e avventati&#8221;. Vero. Lo sbarco avvenne senza opposizione ed una volta sbarcati, l&#8217;esercito del Congresso cileno avanz\u00f2 verso Valparaiso. La flotta ribelle, si avvicin\u00f2 al porto di Valparaiso, dove fu trattenuta all&#8217;ingresso del porto dal fuoco di Fort Andes.<br \/>\nFonte LIFE<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:La_r%C3%A9volution_au_Chili_L_attaque_de_Valparaiso_1891.jpg?uselang=it\">La r\u00e9volution au Chili L attaque de Valparaiso 1891.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strumentalizzazione dell&#8217;evento del USS Baltimore, con la logica, immediata e dura reazione cilena, intacc\u00f2 la credibilit\u00e0 degli Stati Uniti ed alien\u00f2 molte \u201csimpatie\u201d, sia in ambito locale e continentale sia dia parte di interessati osservatori di altre realt\u00e0 navali e marittime. In ambito locale queste circostanze condizionarono le relazioni tra gli Stati Uniti e la fazione vittoriosa (del Congresso), che prese il potere a settembre 1891 dopo la repentina sconfitta delle forze presidenziali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120675 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-The_crew_of_the_Baltimore_1891.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-The_crew_of_the_Baltimore_1891.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-The_crew_of_the_Baltimore_1891-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-The_crew_of_the_Baltimore_1891-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;equipaggio del USS Baltimore. Durante una rissa in porto due marinai furono uccisi e 15 feriti &#8211;<br \/>\nFonte Harper&#8217;s weekly <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_crew_of_the_Baltimore_(1891).JPG?uselang=it\">The crew of the Baltimore (1891).JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della guerra civile cilena, l\u2019Ambasciatore degli Stati Uniti a Santiago, <strong><span style=\"color: #008000;\">Patrick Egan<\/span><\/strong>, aveva concesso asilo diplomatico a vari leader del Congresso insorti, cos\u00ec come, a parti invertite, al termine delle ostilit\u00e0 ai sostenitori di Balmaceda. Il nuovo governo cileno chiese la consegna dei rifugiati, ricevendo un rifiuto da parte di Egan; questo non fece che rafforzare l\u2019ostilit\u00e0 verso gli Stati Uniti, a cui veniva addebitato il rifiuto di consegna delle armi gi\u00e0 acquistate, il blocco del traffico telegrafico internazionale, attivit\u00e0 di intelligence sui movimenti delle forze ribelli e la protezione di quelli che venivano considerati criminali di guerra. L&#8217;incidente suscit\u00f2 una rabbiosa reazione degli insorti cileni e, dopo che gli stessi assunsero responsabilit\u00e0 di governo, le relazioni tra Stati Uniti e Cile entrarono in un lungo periodo di tensione che fu ulteriormente aggravato dall&#8217;incidente che coinvolse l&#8217;incrociatore USS Baltimore. Un disequilibrio di potere che se per uno non poteva perpetuarsi per l\u2019altro non poteva dare luogo a cedimenti e, gi\u00e0 nel 1891, non corrispondeva alla realt\u00e0 dei fatti (scontando la relativa debolezza navale statunitense).<br \/>\nNegli Stati Uniti il sentimento &#8220;imperialista&#8221;, la produzione industriale, compresa quella dedicata al settore militare e navale, le lobby legate al commercio internazionale, per necessit\u00e0 marittimo, convergevano tutti verso un&#8217;inusuale e concorde bellicosit\u00e0 e assertivit\u00e0, slegata da una corretta conoscenza ed opportuna valutazione dello stato e delle capacit\u00e0 dello strumento navale. In parole semplici, a Washington prevaleva la tesi che la ricerca cilena di un primato regionale rappresentasse una minaccia sostanziale per la proiezione degli USA sul continente americano e verso gli oceani, intaccando nell&#8217;opinione pubblica le aspirazioni, la percezione e l&#8217;immagine che gli Stati Uniti avevano di s\u00e9 nel sistema delle &#8220;grandi potenze&#8221;. L&#8217;\u201conore&#8221; nazionale\u201d non era n\u00e9 una vacua citazione demagogica n\u00e9 un fattore trascurabile n\u00e9 una dichiarazione priva di contenuti e di sostegno da parte dell\u2019amministrazione del 23^ Presidente degli Stati Uniti, Benjamin Harrison, che ricopr\u00ec la carica dal 1889 al 1893.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, nel 1891 l\u2019ipotesi di guerra per la conquista della &#8220;posizione dominante nell&#8217;emisfero occidentale&#8221; rientrava nelle possibilit\u00e0, probabile e forse anche inevitabile, e non a caso il New York Times, nel giorno di Natale del 1891 riportava: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sembra una guerra cilena, poche speranze ora di una soluzione pacifica<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Nonostante queste premesse ed il clima bellicista le minacce di ostilit\u00e0 cessarono alla fine di gennaio del 1892 quando il Cile accett\u00f2 le richieste di risarcimento degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120667 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/US_Cruiser_BALTIMORE_in_Seattle_harbor_ca_1889-1896_BOYDBRAAS_162.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/US_Cruiser_BALTIMORE_in_Seattle_harbor_ca_1889-1896_BOYDBRAAS_162.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/US_Cruiser_BALTIMORE_in_Seattle_harbor_ca_1889-1896_BOYDBRAAS_162-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">U.S. Cruiser Baltimore nel porto di Seattle, ca. 1889-1896 &#8211; Fonte http:\/\/content.lib.washington.edu&#8230;index.html<\/span><br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:US_Cruiser_BALTIMORE_in_Seattle_harbor,_ca_1889-1896_(BOYD%2BBRAAS_162).jpg?uselang=it\">US Cruiser BALTIMORE in Seattle harbor, ca 1889-1896 (BOYD+BRAAS 162).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Considerazioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;evento del USS Baltimore, pur essendo marginale, scaten\u00f2 una crisi al limite dello stato di guerra che riguardava in realt\u00e0 la ricerca statunitense di una leadership emisferica, per affermare le sue ambizioni, all&#8217;epoca non riconosciute, di &#8220;grande potenza&#8221;. Un episodio troppo spesso sottovalutato dagli storici, molti dei quali hanno sprezzantemente bollato l\u2019episodio come \u201cuna semplice tempesta in una teiera&#8221;, o nel migliore dei casi un tassello dell\u2019instabilit\u00e0 sulla strada dei conflitti sudamericani e della guerra del 1898 che spazz\u00f2 via quanto restava dell\u2019impero spagnolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La poca attenzione al caso non dovrebbe oscurare n\u00e9 il suo significato n\u00e9 l\u2019importante precedente per gli studiosi di geopolitica e per i pianificatori strategici. L\u2019 \u201cincidente del Baltimore\u201d fu la manifestazione acuta della ricerca del controllo del mare coincidente con la volont\u00e0 politica di assumere il controllo dei nitrati che dava al Cile un enorme potere contrattuale nel quadro di una pi\u00f9 ampia e cronica competizione con gli Stati Uniti per l&#8217;autonomia e il controllo regionale. <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Di fatto l&#8217;evento dimostr\u00f2 la capacit\u00e0 degli Stati Uniti di imporre la propria volont\u00e0 in America Latina e costitu\u00ec un precedente per interventi futuri. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo apparentemente &#8220;banale&#8221; incidente fu funzionale per evidenziare, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">nell&#8217;ambito delle tensioni nell&#8217;emisfero occidentale sud americano e della complessit\u00e0 delle relazioni diplomatiche durante il XIX secolo <\/span>&#8211; soprattutto nel contesto della recente indipendenza e della riconfigurazione politica in America Latina che sarebbe sfociate<\/span><\/span> nella guerra ispano-americana del 1898 &#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;intento statunitense di acquisire una credibilit\u00e0 oceanica per la propria marina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni si sono analizzate molto poco le origini dell\u2019animosit\u00e0 sud americana nei confronti degli Stati Uniti che \u00e8 riaffiorata costantemente nella recente storia nello stesso modo in cui hanno sempre avuto riscontro le solide relazioni cilene con la Gran Bretagna, tanto durature da essere ancora evidenti non solo nei tempi della dittatura ma soprattutto nei momenti del conflitto delle Malvine o della crisi di Beagle con chiarissimi posizionamenti di reciproco sostegno da parte cilena e britannica. Oggi, in un contesto diverso e di ventilato isolazionismo statunitense, tra le speculazioni geostrategiche e geopolitiche, si ripropone il caso di un&#8217;altra potenza navale emergente che possa scalzare gli USA anche dal potere navale, dopo che gli stessi hanno abdicato da tempo e di fatto sul dominio marittimo: la Cina. Ma di questo abbiamo gi\u00e0 parlato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"font-size: 20px;\">Nota<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Il conflitto cileno \u00e8 poco noto: si tratt\u00f2 di un conflitto tra il presidente Jos\u00e9 Manuel Balmaceda e il Congresso, che oppose l&#8217;esercito cileno alla marina cilena. La Marina, sotto il comando di Jorge Montt, sostenne il Congresso, mentre l&#8217;esercito, con una parte della Marina, sostenne il Presidente. La lunga storia dell&#8217;America Latina contiene molti resoconti di azioni militari e navali, ma questo confronto ebbe aspetti navali che travalicarono i confini: il primo impiego del siluro nonch\u00e8 l&#8217;esecuzione delle principali operazioni anfibie 35 anni prima di Gallipoli (Turchia); in Cile, come riporta argutamente l\u2019USNI, era in corso una guerra civile con aspetti unici, impensabili ed al limite dell\u2019assurdo; una marina senza un esercito e senza porti sicuri che si opponeva a un esercito senza una marina ma padrone dei porti: in pratica un elefante in conflitto con una balena. La guerra, che dur\u00f2 da gennaio a settembre 1891, termin\u00f2 con la sconfitta di Balmaceda ed il suo suicidio; questo periodo fu costellato di incidenti tra i due paesi, con gli Stati Uniti inizialmente schierati a favore del presidente, compreso l\u2019embargo delle forniture a favore delle forze del Congresso (che invece godeva del sostegno dal Regno Unito). Durante la guerra, la Central and South American Cable Company, di propriet\u00e0 americana, per ordine del Presidente Balmaceda, ripristin\u00f2 il servizio di cavi telegrafici sottomarini tra Santiago e Lima e interruppe il collegamento via cavo con la sede del Congresso. Nelle prime fasi della guerra, in un patente caso di violazione dell\u2019embargo, gli Stati Uniti cercarono di bloccare un cargo cileno, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Itata<\/span><\/strong>, che a San Diego aveva caricato illegalmente armi destinate alle forze del Congresso, distaccando un gruppo navale di cui faceva parte il nuovissimo incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Charleston<\/span><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-120671\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/USS_Charlestonh_NH61939.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/USS_Charlestonh_NH61939.jpg 740w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/USS_Charlestonh_NH61939-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/strong>Nel corso di un\u2019azione durata dall\u2019 8 maggio al 4 giugno le unit\u00e0 statunitensi raggiunsero Iquique prima dell\u2019Itata, all\u2019arrivo della quale i rivoluzionari furono costretti a consegnarla alla custodia navale degli Stati Uniti per essere scortata di ritorno a San Diego dove, incredibilmente, un tribunale sentenzi\u00f2 che non c&#8217;era stata alcuna violazione della neutralit\u00e0 degli Stati Uniti e che la detenzione della nave non aveva motivazioni. Una \u201cdiscrepanza\u201d tra azioni e decisioni politiche del Governo e interpretazioni degli altri poteri che ritroviamo, e non solo nella storia degli Stati Uniti, ad oltre un secolo di distanza, con una riflessione su come la politica estera debba essere espressione della solidit\u00e0 e credibilit\u00e0 nazionale.<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: politica navale statunitense . L\u2019 incidente del USS Baltimore \u00e8 allo stesso tempo un case study della gestione delle crisi e un utile promemoria dei limiti del (im)possibile controllo emisferico statunitense prima del 1890, ma anche della capacit\u00e0 e velocit\u00e0 della loro evoluzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2391,"featured_media":120667,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[],"class_list":["post-120129","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019incidente del USS Baltimore: pi\u00f9 di una rissa di marinai &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120129\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019incidente del USS Baltimore: pi\u00f9 di una rissa di marinai &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti. . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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