{"id":120101,"date":"2025-08-16T00:02:00","date_gmt":"2025-08-15T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=120101"},"modified":"2025-08-17T07:46:46","modified_gmt":"2025-08-17T05:46:46","slug":"la-scoperta-dello-stoccafisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120101","title":{"rendered":"La scoperta dello stoccafisso: una splendida avventura di mare ai confini del mondo del XV secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CULTURA DEL MARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Pietro Querini,, stoccafisso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non conosce lo stoccafisso, da secoli un&#8217;allettante alternativa per i pescatori al pesce fresco, pi\u00f9 costoso e facilmente deperibile? Sebbene il suo consumo sia ormai diffuso dappertutto, la sua origine va ricercata in Norvegia, o meglio alle isole Lofoten, dove nacque questo geniale modo di conservazione del merluzzo. I pescatori di quelle lontane isole, solo nei mesi invernali, periodo in cui i merluzzi nordici bianchi arrivano per deporre le uova, li pescavano per poi procedere all\u2019essiccazione per una pi\u00f9 lunga conservazione. Sebbene il suo nome possa derivare dal norvegese stokkfisk oppure dall&#8217;olandese antico stocvisch, cio\u00e8 &#8220;pesce a bastone&#8221;, secondo altri verrebbe dall&#8217;inglese stockfish, cio\u00e8 &#8220;pesce da stoccaggio&#8221; in quanto si poteva in tal modo mantenere come scorta per molto tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120159 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/640px-Stocafisso.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/640px-Stocafisso.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/640px-Stocafisso-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Stoccafisso in essicazione alle isole Lofoten &#8211; autore Paolo Tonon &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Stocafisso.jpg\">Stocafisso.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle prelibatezze che ben conosciamo, oggi raccontiamo una bella storia del mare che risale al XV secolo, quando audaci mercanti e navigatori partirono da Venezia sfidando l\u2019Atlantico per commerciare con quelle regioni lontane. Fra di essi vi era <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro Querini<\/span><\/strong>, patrizio veneziano appartenente alla potente famiglia dei Querini, membro di diritto del Maggior Consiglio della Serenissima nonch\u00e8 Signore, nell&#8217;isola di Candia (Creta), dei feudi di Castel di Temini e Dafnes, famosi per la produzione del vino Malvasia, decise di spingersi oltre le colonne d\u2019Ercole per commerciare quel ricercato nettare nelle Fiandre.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-120152\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Via-querissima-low-res.jpg\" alt=\"\" width=\"717\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Via-querissima-low-res.jpg 717w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Via-querissima-low-res-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto inizi\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">25 aprile 1431<\/span><\/strong> quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro Querini<\/span> <\/strong>salp\u00f2 da Candia verso le Fiandre a bordo della sua caracca, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Querina,<\/span><\/strong> con un carico di circa 500 tonnellate che comprendeva 800 barili di ottimo Malvasia, spezie, cotone, cera, allume di rocca e altre mercanzie di valore. L&#8217;equipaggio della nave era composto da sessantotto esperti marinai di diverse nazionalit\u00e0. Il 14 settembre, superato il tempestoso Capo Finisterre, vennero spinti sempre pi\u00f9 verso ovest, al largo dell&#8217;Irlanda dove la caracca a causa del mal tempo sub\u00ec molti danni, tra cui il timone e gli alberi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-120157 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Carrack_1565_cropped-1-e1754922116846.webp\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Caracca portoghese come rappresentata in una mappa del 1565, notare la prua e la poppa &#8211; autore Sebasti\u00e3o L\u00f3pes (XVI secolo)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Carrack_1565_(cropped).jpg\">Carrack 1565 (cropped).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave, in balia delle onde and\u00f2 alla deriva per diverse settimane, trasportata verso nord dalla Corrente del Golfo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro Querini<\/span><\/strong>, il 17 dicembre convoc\u00f2 i suoi luogotenenti, <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicol\u00f2 de Michele<\/span><\/strong>, patrizio veneto, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristofalo Fioravante<\/span><\/strong>, comito, e decise di abbandonare la caracca ormai poco pi\u00f9 di un relitto semiaffondato. L\u2019equipaggio venne suddiviso tra le due imbarcazioni disponibili: la prima un piccolo schifo<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/span> dove si imbarcarono in 18, la seconda una lancia di maggiori dimensioni dove imbarcarono i restanti 47 compresi Pietro e i suoi due ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presto si persero di vista e dello schifo non si seppe pi\u00f9 nulla. La lancia and\u00f2 alla deriva, toccando alla fine terra quasi 30 giorni dopo, il 14 gennaio 1432, nell&#8217;isola deserta di Sand\u00f8y, vicino a R\u00f8st nell&#8217;arcipelago norvegese delle Lofoten, con solo 16 superstiti. Sferzati dai gelidi venti sopravvissero per undici giorni sulla costa, nutrendosi di patelle, e accendendo fuochi per scaldarsi. Furono proprio i loro fal\u00f2 che attirarono l\u2019attenzione dei pescatori dell&#8217;isola di R\u00f8st, dediti alla pesca e all&#8217;essiccazione del merluzzo, che li raggiunsero portandoli in salvo al loro villaggio. Querini visse con gli altri superstiti circa quattro mesi sull&#8217;isola, la cui descrizione fu oggetto di una dettagliata relazione per il Senato della Serenissima, ancor oggi conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Per tre mesi all\u2019anno, cio\u00e8 dal giugno al settembre, non vi tramonta il sole, e nei mesi opposti \u00e8 quasi sempre notte. Dal 20 novembre al 20 febbraio la notte \u00e8 continua, durando ventuno ore, sebbene resti sempre visibile la luna; dal 20 maggio al 20 agosto invece si vede sempre il sole o almeno il suo bagliore\u2026gli isolani, un centinaio di pescatori, si dimostrano molto benevoli et servizievoli, desiderosi di compiacere pi\u00f9 per amore che per sperar alcun servizio o dono all\u2019incontro\u2026vivevano in una dozzina di case rotonde, con aperture circolari in alto, che coprono con pelli di pesce; loro unica risorsa \u00e8 il pesce che portano a vendere a Bergen. (&#8230;) Prendono fra l&#8217;anno innumerabili quantit\u00e0 di pesci, e solamente di due specie: l&#8217;una, ch&#8217;\u00e8 in maggior anzi incomparabile quantit\u00e0, sono chiamati stoccafissi; l&#8217;altra sono le passare, ma di mirabile grandezza, dico di peso di duecento libre l&#8217;una. I stoccafissi seccano al vento e al sole senza sale, e perch\u00e9 sono pesci di poca umidit\u00e0 grassa, diventano duri come legno. Quando si vogliono mangiare li battono col rovescio della mannara, che gli fa diventar sfilati come nervi, poi compongono burro (in originale chiamato butirro) e spezie per darli sapore: ed \u00e8 grande e inestimabile mercanzia per quel mare d&#8217;Alemagna. Le passare, essendo grandissime, partite in pezzi le salano, e cos\u00ec sono buone (&#8230;)<\/span><\/em><\/strong>.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-120148\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Gadus-morhua-Atlantic_cod-merluzzo.jpg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Gadus-morhua-Atlantic_cod-merluzzo.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Gadus-morhua-Atlantic_cod-merluzzo-300x128.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apro una parentesi per chiarire un comune errore: lo <strong><span style=\"color: #008000;\">stoccafisso<\/span><\/strong> \u00e8 ottenuto con il <strong><span style=\"color: #008000;\">merluzzo nordico bianco (Gadus morhua <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">&#8211; vedi sopra<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">)<\/span><\/strong> e viene preparato per la conservazione tramite essiccazione, senza l&#8217;uso del sale. Invece il <strong><span style=\"color: #008000;\">baccal\u00e0<\/span><\/strong> \u00e8 ottenuto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">merluzzo nordico grigio (Gadus macrocephalus)<\/span><\/strong> che viene salato per la sua conservazione e stagionatura (vedi sotto).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/merluzzo-nordico-Gadus_macrocephalus.png\" width=\"693\" height=\"419\" \/><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><em><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">Curiosamente nel Veneto, nell&#8217;area dell&#8217;antica dominazione veneziana anche lo stoccafisso assume tradizionalmente il nome di baccal\u00e0, tanto che il baccal\u00e0 alla vicentina e il baccal\u00e0 mantecato veneziano sono in effetti preparati con lo stoccafisso. In altri Paesi, come il Portogallo, con il termine bacalao<b>\u00a0&#8211; <\/b><\/span><\/em><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><em><span style=\"text-align: justify;\">dal latino <\/span><span style=\"text-align: justify;\">baculus<\/span><span style=\"text-align: justify;\">, che significa<\/span><span style=\"text-align: justify;\"> bastone<\/span><\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> &#8211;\u00a0<\/span><\/span><strong><em><span style=\"text-align: justify; color: #008000;\">si intende invece solo il pesce a carne bianca prodotto con il metodo della salagione.<\/span><\/em><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quelle isole sperdute i marinai trascorsero circa quattro mesi, ospitati dalla comunit\u00e0 di pescatori, persone \u2013 come scriveva il Querini, estremamente gentili e socievoli, di cui sottoline\u00f2 alcune usanze curiose:<br \/>\n\u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questi di detti scogli sono uomini purissimi e di bello aspetto, e cos\u00ec le donne sue, e tanta \u00e8 la loro semplicit\u00e0 che non curano di chiuder alcuna sua roba, n\u00e9 ancor delle donne loro hanno riguardo: e questo chiaramente comprendemmo perch\u00e9 nelle stesse camere, dove dormivano mariti e moglie e le loro figliuole, alloggiavamo ancora noi, e nel cospetto nostro nudissime si spogliavano quando volevano andar in letto; e avendo per costume di stufarsi il gioved\u00ec, si spogliavano a casa e nudissime per il trar d&#8217;un balestro andavano a trovar la stufa, mescolandosi con gli uomini (&#8230;).<\/span><\/em><\/strong>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019arrivo del bel tempo, il 15 maggio 1432, Querini, aiutato dai pescatori ripart\u00ec verso Venezia, portando per\u00f2 con s\u00e9 alcuni stoccafissi seccati. Dopo una breve sosta a Londra, dove esisteva una ricca comunit\u00e0 mercantile veneziana, prosegu\u00ec a cavallo verso Venezia dove arriv\u00f2 dopo 24 giorni di cavallo, il 12 ottobre 1432. Pietro Querini torn\u00f2 con nella bisaccia un piccolo tesoro: alcuni pezzi di stoccafisso che i Veneziani impararono presto ad apprezzare, sia per l\u2019innegabile bont\u00e0 ma anche per la praticit\u00e0 di conservazione a bordo delle navi nei loro lunghi viaggi per mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-120153\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Pietro-querini-stotte-rost-low-res-1024x577-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Pietro-querini-stotte-rost-low-res-1024x577-1.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Pietro-querini-stotte-rost-low-res-1024x577-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Pietro-querini-stotte-rost-low-res-1024x577-1-768x433.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una bella e gustosa storia del mare che per\u00f2 non finisce qui. A riprova del merito di Pietro Querini, di aver portato questa delicatesse nell\u2019Europa meridionale, gli abitanti di R\u00f8st da allora hanno sempre nutrito una grande riconoscenza per il veneziano tanto che, nel cinquecentesimo anniversario del naufragio, hanno eretto un cippo in suo onore nell&#8217;isola di Sand\u00f8y. Inoltre, un isolotto nei suoi pressi \u00e8 stata chiamato &#8220;isola di Sandrigo&#8221;, in ricordo della cittadina in provincia di Vicenza dove si tiene annualmente la Festa del baccal\u00e0, un piatto tradizionale della cucina vicentina cucinato con lo stoccafisso che proviene ancora oggi dalle lontane isole Lofoten.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 schifo, dal tedesco\u00a0<i>Schiff<\/i>, &#8220;nave&#8221; (varianti: &#8220;schifazzo&#8221;, &#8220;schirazzo&#8221;) \u00e8 il nome di alcuni tipi di\u00a0imbarcazioni\u00a0a vela (pi\u00f9 raramente a remi), utilizzate di norma per la\u00a0pesca costiera la cui origine \u00e8 siciliana, probabilmente del Trapanese su imitazioni di barche analoghe mediorientali. Il Pantera avverte che lo schifo del Mediterraneo occidentale equivaleva all\u2019imbarcazione di servizio denominata \u201ccopano\u201d a Venezia.<br \/>\n2. La caracca si pu\u00f2 definire come la principale nave di altura tra il XIV-XVI secolo. Viene descritta come una nave a vela con tre o quattro alberi e bompresso, Gli alberi, di altezza differente, montavano una vela quadrata a prora (albero maestro e albero di trinchetto) ed una vela latina sull\u2019albero di mezzana<em>. <\/em>Nei disegni dell&#8217;epoca viene rappresentata con una alta poppa arrotondata ed un cassero pronunciato.\u00a0 Inizialmente\u00a0 sviluppata nel nord Europa e poi impiegata dai Portoghesi per i lunghi viaggi commerciali verso l\u2019Oceano Indiano, forniva grandi capacit\u00e0 di carico e una buona tenuta al mare, venne sostituta nel XVII secolo dal galeone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: CULTURA DEL MARE PERIODO: XV SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Pietro Querini,, stoccafisso Chi non conosce lo stoccafisso, da secoli un&#8217;allettante alternativa per i pescatori al pesce fresco, pi\u00f9 costoso e facilmente deperibile? 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