{"id":119979,"date":"2025-09-01T00:02:00","date_gmt":"2025-08-31T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=119979"},"modified":"2025-09-01T08:03:34","modified_gmt":"2025-09-01T06:03:34","slug":"il-metodo-portoghese-nei-viaggi-attraverso-loceano-atlantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/119979","title":{"rendered":"Come veniva applicato il metodo di navigazione portoghese nei viaggi attraverso l\u2019Oceano Atlantico?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA DELLA NAVIGAZIONE<br \/>\n<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO:MEDIOEVO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: EUROPA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: navigazione oceanica, Mediterraneo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I viaggi verso le terre delle spezie erano spedizioni commerciali finanziate in parte dalle case regnanti e in parte dalle banche alla ricerca di investimenti fruttuosi. Queste, anche in Spagna e Portogallo, erano per lo pi\u00f9 genovesi e fiorentine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Cristoforo Colombo aveva appreso il <strong><span style=\"color: #008000;\">metodo portoghese<\/span><\/strong> e l\u2019aveva adottato nella sua navigazione di scoperta verso il mitico Cipango (Giappone) e l&#8217;Asia. La latitudine della meta era prevista a 23\u00b0 Nord, cio\u00e8 poco pi\u00f9 a Sud di quella delle Canarie (28\u00b0 Nord); la distanza da percorrere per parallelo era stata stimata e convalidata nelle \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Capitolaciones<\/span><\/strong>\u201d in 750 leghe (2.400 miglia) per cui, in conformit\u00e0 a questi dati, il grande navigatore era sceso fino alle Isole Canarie, proseguendo per parallelo verso Ovest, per poi scarrocciare verso Sud, fino ad un isolotto delle isole Bahamas. Dopo aver misurato la latitudine, a terra, aveva continuato, in mare, a esplorare in direzione Sud alla ricerca d\u2019isole che avessero delle alte montagne e che, perci\u00f2, fossero utili al riconoscimento della costa. Anche il suo primo viaggio di ritorno fu quello tipico del metodo portoghese: salita fino ai 40\u00b0 Nord e successiva navigazione per parallelo fino all\u2019atterraggio prima sulle Azzorre poi in Portogallo.<\/p>\n<p>,,,<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120605 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/640px-Henrican_navigation_routes.gif\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"677\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Rappresentazione generale dei venti (verde) e delle correnti (blu) e delle rotte di navigazione approssimative (rosso) dei navigatori portoghesi all&#8217;epoca di Enrico il Navigatore (c. 1430-1460).<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Pi\u00f9 a sud si spingevano le navi, pi\u00f9 ampio era il percorso di ritorno e pi\u00f9 ampia era la navigazione in mare aperto richiesta.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">Basato sulla descrizione di Gago Coutinho, 1951,<\/span><\/span> A N\u00e1utica dos Descobrimentos <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Henrican_navigation_routes.gif\">Henrican navigation routes.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne deriva che il metodo seguito da Colombo era dunque conosciuto e codificato anche in Spagna e fu poi applicato dalle navi spagnole per oltre tre secoli. Anche Amerigo Vespucci lo impieg\u00f2 durante le sue due navigazioni sulle navi di Castiglia e Leon e, ovviamente, anche sulle navi lusitane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si legge che per attraversare l\u2019Atlantico Vespucci impieg\u00f2 57 giorni (nell&#8217;andata del primo viaggio) e 77 giorni (nel ritorno dal suo quarto viaggio), non si pu\u00f2 non pensare che se al lettore possono apparire solo numeri ben altra cosa erano per chi li navigava; giorni e notti di costante impegno, spesso di preoccupazione e di ansia, a bordo di un mezzo traballante e poco sicuro, vissuti con la consapevolezza di essere su un oceano sconosciuto e senza possibilit\u00e0 di alcun aiuto da parte di chicchessia. Quando Amerigo Vespucci, su incarico del <strong><span style=\"color: #008000;\">Re Manuel del Portogallo<\/span><\/strong>, comp\u00ec il suo terzo viaggio, partecipando alla spedizione lusitana che andava a esplorare le coste scoperte da Cabral, adatt\u00f2 il metodo di navigazione portoghese anche per il rientro dalla Patagonia, cio\u00e8 dall\u2019emisfero Sud e dall\u2019America meridionale. Oggi\u00a0 possiamo visualizzare la sua rotta su una moderna carta nautica: per attraversare l\u2019Atlantico, sfruttando il vento di libeccio (SW) risal\u00ec dapprima verso Nord e poi, attenuata la tempesta, si diresse verso la costa africana; quando il vento ruot\u00f2 e si stabilizz\u00f2 soffiando da scirocco (SE), vir\u00f2 in poppa e diresse per Nord; dopo aver scarrocciato verso Nord-Ovest (spinto dal vento di Sud-Est e dalla corrente del Benguela) approd\u00f2 in Sierra Leone (13\u00b0 Ovest), in pratica all\u2019estremit\u00e0 occidentale del continente africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-120601\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/possibile-rotta-vespucci-dall-patagonia-e1755971345643.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"471\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Una moderna Pilot Chart con riportata la possibile rotta di ritorno di Amerigo Vespucci dalla Patagonia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel viaggio successivo la meta erano le Indie Orientali; la flotta di Coelho, in cui Vespucci comandava una nave, attravers\u00f2 l\u2019Atlantico per raggiungere la zona, in prossimit\u00e0 delle coste del Sudamerica, dove l\u2019influenza del continente riduceva le calme tropicali ed era possibile virare di bordo per superare il Capo di Buona Speranza. Le fonti dicono che la flotta, escluse due navi che proseguirono e raggiunsero il Brasile, si perse in una tempesta e pochi furono i superstiti. Non era certo un viaggio facile ma, attraversare due volte l\u2019oceano per scendere a Sud dell\u2019Africa, era la rotta migliore per un veliero e continu\u00f2 ad esserlo per secoli. Per curiosit\u00e0 la baleniera protagonista del romanzo Moby Dick, trecento anni pi\u00f9 tardi, far\u00e0 un\u2019analoga traversata dagli Stati Uniti all\u2019Africa per raggiungere il Sudamerica e superare Capo Horn.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-120600\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/pilot-chart-fin-e1755971359869.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"561\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Pilot Chart di fine \u2018800 &#8211; Le linee blu, in basso, indicano i limiti degli Alisei di NE e SE e quindi l\u2019area delle Calme Tropicali. L\u2019altra linea blu che collega le Canarie alle Barbados rappresenta il limite superiore dell\u2019Aliseo di NE. Essa pu\u00f2 considerarsi rappresentativa della rotta percorsa da Cristoforo Colombo nel suo viaggio di scoperta, 1884 &#8211; Fonte <\/span><span style=\"color: #008000;\">Atwood House Museum of the Chatham Historical Society<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/ark.digitalcommonwealth.org\">https:\/\/ark.digitalcommonwealth.org<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">metodo portoghese<\/span><\/strong> ebbe un\u2019evoluzione proprio con Vespucci che fu il primo a calcolare la longitudine delle terre esplorate utilizzando il metodo delle distanze lunari.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 noto <strong><span style=\"color: #008000;\">la longitudine rappresenta la distanza angolare di un punto dal meridiano assunto come riferimento o meridiano \u01fe<\/span><\/strong>. All\u2019epoca dei viaggi di scoperta il meridiano \u01fe (di riferimento) era quello che conteneva tutto il mondo conosciuto (ecumene) e che per tale motivo si trovava a passare a occidente dalla pi\u00f9 esterna isola dell\u2019arcipelago delle Canarie. Osservando un fenomeno celeste previsto negli almanacchi per una determinata ora e una precisa localit\u00e0, si ricava che la differenza oraria (tra l\u2019ora d\u2019osservazione locale e quella prevista nell\u2019almanacco) corrisponde alla differenza di longitudine tra il meridiano della citt\u00e0 scelta come riferimento e quello locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quest\u2019operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">Amerigo Vespucci<\/span><\/strong> utilizz\u00f2 le effemeridi che aveva portato con s\u00e9: l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">almanacco del Regiomontano<\/span><\/strong> (pseudonimo\u00a0di\u00a0<b><span style=\"color: #008000;\">Johannes M\u00fcller da K\u00f6nigsberg in Bayern<\/span>) <\/b>e le <strong><span style=\"color: #008000;\">Tavole Alfonsine<\/span><\/strong>; in questi libri erano registrate le distanze della Luna da alcuni astri (Sole, Luna e stelle principali) calcolate per gli anni futuri, tenendo anche conto di quelli bisestili, alle diverse ore per precisi giorni e riferite al cielo di una citt\u00e0 nota (rispettivamente Ferrara e Toledo). Ricordo che Firenze \u00e8 sullo stesso meridiano di Ferrara, con pochi secondi di differenza. Solo in seguito i primi orologi meccanici aiutarono a misurare le velocit\u00e0 di spostamento degli astri ma era ancora attuale la visione geocentrica del cielo con le orbite circolari dei pianeti e delle stelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120602 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Tablas_alfonsies-e1755972002898.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"429\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pagine delle Tavole Alfonsine o\u00a0toledane<\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 10px;\">; <\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\">erano tavole astronomiche\u00a0in grado di fornire le posizioni del Sole e delle altre stelle e dei pianeti e le date delle eclissi.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver misurato, nel posto in cui si trovava, le distanze tra la Luna e alcune stelle note, Vespucci cerc\u00f2, sui testi e per la stessa data, i valori corrispondenti a quelli osservati e annot\u00f2 l&#8217;ora per cui essi erano stati previsti accadere nella citt\u00e0 presa a riferimento; trovando la differenza oraria tra la propria ora solare e quella della previsione, pot\u00e9 calcolare quanti gradi di longitudine intercorressero tra la sua posizione e quella del meridiano della citt\u00e0 presa a riferimento, tenendo presente che a ogni ora di differenza corrispondevano (e corrispondono) 15\u00b0 di longitudine (ricavato da 360\/24= 15\u00b0).<br \/>\nIl metodo, ancorch\u00e9 approssimato per la poca precisione dei mezzi di misurazione del tempo (la clessidra inizialmente, l\u2019orologio in seguito) \u00e8 rimasto in uso per lungo tempo finch\u00e9 i cronografi non hanno permesso ai naviganti di portarsi dietro l\u2019ora precisa del nuovo meridiano di riferimento, quello di Greenwich. In particolare, le differenze riscontrate tra i suoi calcoli e la realt\u00e0 dipendono dalle molteplici correzioni di cui bisogna tener conto tra cui l\u2019effetto di parallasse per la quale un oggetto sembra spostato rispetto allo sfondo cambiando il punto d\u2019osservazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8048\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/97mappa-viaggi-vespucci.jpg\" alt=\"\" width=\"663\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/97mappa-viaggi-vespucci.jpg 360w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/97mappa-viaggi-vespucci-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 663px) 100vw, 663px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i viaggi di Amerigo Vespucci<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Naviganti o navigatori?<\/span><\/strong><br \/>\nDopo aver ricordato brevemente come si navigava nel XV secolo e agli inizi di quello successivo, si pu\u00f2 comprendere quali fossero le doti necessarie per compiere le prime traversate oceaniche. I navigatori dell&#8217;epoca dovevano saper leggere, scrivere e far di conto (condizioni indispensabili) in tempi in cui l\u2019istruzione era appannaggio di pochi. Di fatto\u00a0 sarebbe stato pi\u00f9 facile e pi\u00f9 conveniente mettere a frutto tale capacit\u00e0 in impieghi terrestri piuttosto che non andare alla ventura sul mare e verso l\u2019ignoto.<br \/>\nInoltre, dovevano comprendere la geometria piana per registrare il percorso utile fatto, la geometria sferica per potersi localizzare sul globo terrestre utilizzando a tale scopo la posizione relativa del Sole, della Luna e degli astri. Questo comportava la conoscenza di nozioni di astronomia per riconoscere le diverse stelle, i loro moti nel cielo, le variazioni che avrebbero avuto luogo al passare dei giorni e dei mesi per poterne ricavare le informazioni necessarie al loro orientamento in alto mare.<br \/>\nLa loro formazione era tutt&#8217;altro che semplice: agli studi teorici doveva essere unito un addestramento specifico per impiegare la strumentazione, comprendendo l&#8217;influenza\u00a0 degli errori di lettura per poteri correggere. Fondamentale era per il navigatore la capacit\u00e0 di lettura e interpretazione dei portolani e degli almanacchi. Non ultimo, dovevano essere dotati di resistenza fisica per affrontare le avversit\u00e0 e superarle, acume ed intelligenza per raccogliere e ordinare i dati necessari per rendere possibili i successivi viaggi. Tutto questo sempre con la coscienza di non essere un semplice passeggero trasportato ma al contrario di essere il punto di riferimento della spedizione; ci\u00f2 a prescindere dal fatto di avere il comando della nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo aspetto \u00e8 bene fare un inciso: <strong><span style=\"color: #008000;\">saper condurre una nave per mare non era poi cos\u00ec difficile<\/span><\/strong>: Colombo era gi\u00e0 un esperto comandante prima di partire per il viaggio di scoperta e Vespucci lo divent\u00f2 in un secondo tempo. In altre parole, la condotta della nave era un\u2019incombenza utile ma non indispensabile, in particolare se a bordo c\u2019era qualcun altro che si assumeva la responsabilit\u00e0 di indicare il cammino attraverso quelle acque sconosciute: il<strong><span style=\"color: #008000;\"> navigatore<\/span><\/strong>.\u00a0 A quei eruditi marinai si deve la scoperta del nuovo mondo e la conquista degli oceani.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Piero Carpani<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA DELLA NAVIGAZIONE PERIODO:MEDIOEVO AREA: EUROPA parole chiave: navigazione oceanica, Mediterraneo ,. I viaggi verso le terre delle spezie erano spedizioni commerciali finanziate in parte dalle case regnanti e in parte dalle banche alla ricerca di investimenti fruttuosi. Queste, anche in Spagna e Portogallo, erano per lo pi\u00f9 genovesi e fiorentine. 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