{"id":119974,"date":"2025-08-25T00:02:00","date_gmt":"2025-08-24T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=119974"},"modified":"2026-07-06T07:57:02","modified_gmt":"2026-07-06T05:57:02","slug":"martelogio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/119974","title":{"rendered":"Come si navigava nel Medioevo: il Martelogio e la tavoletta del capitano veneziano Andrea Bianco di Piero Carpani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA DELLA NAVIGAZIONE<br \/>\n<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: MEDIOEVO<br \/>\n<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: EUROPA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: navigazione, martelogio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I marinai medievali calcolavano l&#8217;avanzamento della nave durante il bordeggio con una regola matematica detta &#8220;regola del marteloio&#8221;. Per facilitare il calcolo utilizzavano il martelogio, una tavoletta di legno con sopra dipinta una rosa a 32 venti. I venti, cio\u00e8 le direzioni, erano circoscritti in otto circonferenze concentriche con origine dal vertice superiore sinistro di un rettangolo che, a sua volta, era suddiviso da una griglia con 4 linee orizzontali e 12 o 15 verticali. Il nome, se si esclude che abbia origine da uno scritto di dottrina navale militare (<strong><span style=\"color: #008000;\">Marte \u2013 logos<\/span><\/strong>), potrebbe derivare dal greco <strong><span style=\"color: #008000;\">\u03cc\u03bc\u03b1\u03c1\u03c4\u03cc\u03bb\u03bf\u03b3\u03af\u03bf\u03bd<\/span><\/strong>, col significato di &#8220;saggio insegnamento perch\u00e9 frutto di studi&#8221;. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120319 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/martelogio.gif\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"331\" \/>Questo perch\u00e8 l&#8217;origine dello strumento \u00e8 il disegno grafico, ovvero il lavoro di un teorico (come suggerirebbe il nome in greco). Ogni intersezione sulla griglia della tavoletta, tra circonferenze, venti e i nodi, era infatti forata; il navigatore aveva a disposizione due mazzetti di otto spine ciascuno, assicurati alla tavoletta con delle cordicelle. In pratica si trattava di un ingegnoso promemoria nautico che consentiva al\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">capo guardia, <\/span><\/strong>ad ogni giro di clessidra (ogni mezzora) di registrare la direzione verso cui si era navigato e la velocit\u00e0 tenuta in quel periodo, memorizzate inserendo due spine nei fori corrispondenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, il pilota, prendendo i dati della rotta percorsa e della velocit\u00e0 mantenuta, memorizzati grazie alle spine di legno sul martelogio durante ogni guardia, li andava poi a riportare su una carta nautica dove disegnava il percorso, fatto durante quel turno di quattro ore. Questa carta era predisposta, con le scale delle distanza ai lati, per tracciare una generica navigazione piana. Una volta disegnata la rotta percorsa, il pilota la correggeva del valore stimato dello scarroccio e misurava con il compasso, dal punto iniziale a quello finale, le componenti assiali (per parallelo e per meridiano). Queste misure corrispondevano all\u2019avanzo sulla rotta prevista ed allo scostamento laterale da essa. Il loro valore (in leghe) si leggeva sulle scale disegnate ai margini della carta ed erano quindi registrati sul brogliaccio di navigazione, sommandoli a quelli raccolti in precedenza.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 99.9999%; height: 74px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: left;\"><span style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto possa sembrare complicato, richiedeva solo un p\u00f2 di manualit\u00e0. Naturalmente la precisione era molto bassa ma sufficiente per affrontare quelle lunghe navigazioni ndr<\/span><\/strong>\u00a0<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il grafico di Andrea Bianco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano veneziano Andrea Bianco<\/span><\/strong>, nel 1436, registr\u00f2 i progressi che erano stati apportati alla procedura sopra descritta e disegn\u00f2, nel suo <strong><span style=\"color: #008000;\">Atlante<\/span><\/strong>, un grafico preparato per agevolare la registrazione dei dati registrati sulla tavoletta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120312 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Planisfero_di_Andrea_Bianco_a_colori-e1755187310344.jpg\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"389\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">riproduzione del Planisfero di Andrea Bianco conservato nella biblioteca di San Marco. Il suo Atlante, l&#8217;opera pi\u00f9 importante, \u00e8 composto da dieci foglie di pergamena. Nel primo\u00a0 vi \u00e8 una descrizione della &#8220;regola del marteloio&#8221;, una tecnica matematica per calcolare la distanza e l&#8217;orientamento in mare utilizzando una matrice di valori precalcolati, negli altri nove sono disegnate diverse carte di navigazione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il grafico di Bianco, contiene sedici linee di direzione e una griglia e riproduce lo spicchio di una bussola a trentadue direzioni (comprende le quarte e le mezze quarte) mentre la griglia (con 8&#215;8 caselle) rappresenta le mezze ore in cui si divide un turno di guardia di quattro ore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120313 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/640px-Tondo_e_quadro_detail_Bianco_1436.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"424\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il grafico, riportato nella prima pagina dell\u2019Atlante, di Andrea Bianco, 1436 &#8211; Notare la scala (in alto) composta di quattro tratte da 50 miglia con marcate cinque suddivisioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo grafico \u00e8 chiamato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">tondo e quadro<\/span><\/strong>\u201d, oggi lo potremmo definire un modulo prestampato da utilizzare per il calcolo. Infatti, permette di riprodurre la rotta seguita durante un turno di guardia e ricavare graficamente, utilizzando un compasso, il valore del percorso fatto nella giusta direzione (<strong><span style=\"color: #008000;\">avanzo<\/span><\/strong>) e quello dello scostamento (<strong><span style=\"color: #008000;\">largar<\/span><\/strong>) da essa. La tabella trigonometrica, che accompagnava il grafico, era denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">toleta de marteloio<\/span><\/strong> ed era composta di due parti, ciascuna di tre colonne di numeri, relative ai primi due bordi navigati per raggiungere un punto sulla retta che rappresenta la rotta diretta verso la meta finale, quando si naviga bordeggiando.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"text-align: justify;\">Ancor oggi questi bordi sono definiti\u00a0<\/span><em>bordo a camminare<\/em><span style=\"text-align: justify;\">, ovvero quello che permette il maggiore progresso sulla rotta diretta, e <\/span><em>bordo a perdere<\/em><span style=\"text-align: justify;\">, quello che consente invece di recuperare l\u2019allontanamento da essa.<\/span><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tabella, parte prima, la prima colonna riporta le quarte di differenza tra la rotta desiderata e quella effettuata, la seconda lo scostamento che ci\u00f2 ha comportato (largar) e la terza, il percorso fatto nella direzione desiderata (avanzar). I valori per il largar e per l\u2019avanzar sono relativi a 100 miglia di navigazione impostata (pressappoco il valore di un percorso giornaliero). Nella seconda parte della tabella, la prima colonna riporta le quarte di differenza tra la rotta diretta e quella di rientro, la seconda lo scostamento che ne consegue (largar di ritorno) e la terza, il guadagno ottenuto nella direzione desiderata (avanzar di ritorno ). I valori per il largar di ritorno e per l\u2019avanzar di ritorno sono relativi a 10 miglia del largar del primo bordo. La somma dei valori di avanzar e di avanzar di ritorno \u00e8 la misura del cammino fatto sulla rotta diretta per la destinazione voluta se si \u00e8 dovuto bordeggiare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-120309\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-toleta-de-marteloio-di-Andrea-Bianco-1436-\u2013.jpg\" alt=\"\" width=\"1098\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-toleta-de-marteloio-di-Andrea-Bianco-1436-\u2013.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-toleta-de-marteloio-di-Andrea-Bianco-1436-\u2013-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-toleta-de-marteloio-di-Andrea-Bianco-1436-\u2013-768x492.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-toleta-de-marteloio-di-Andrea-Bianco-1436-\u2013-460x295.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 1098px) 100vw, 1098px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La toleta de marteloio di Andrea Bianco &#8211; 1436\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Ora la tabella pu\u00f2 essere scritta con i valori pi\u00f9 precisi:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-120311\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2025-08-14-174809.png\" alt=\"\" width=\"1117\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2025-08-14-174809.png 738w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2025-08-14-174809-300x134.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1117px) 100vw, 1117px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">tondo e quadro<\/span> <\/strong>\u00e8 un esempio di calcolo numerico eseguito graficamente. Ricordo che il metodo, per trovare la soluzione di calcoli numerici con il disegno di grafici, era insegnato all\u2019Universit\u00e0, almeno fino alla fine degli anni \u2018960, quando si diffusero le calcolatrici elettroniche. In questo caso bisogna trovare la lunghezza di due lati dei triangoli tracciati dall\u2019effettivo percorso compiuto da una nave a vela che naviga bordeggiando. Ricordando il <strong><span style=\"color: #008000;\">teorema di Eulero, <\/span><\/strong>che afferma che il rapporto tra la misura di un lato e il seno dell&#8217;angolo opposto \u00e8 costante, conoscendo l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">angolo<\/span><\/strong> (le quarte tra la rotta teorica e quella effettuata nei due bordi) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">lunghezza<\/span> <\/strong>(in miglia) del primo bordo percorso), ci sono gli elementi per fare tutti i calcoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120314 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Marteloio_ritorno.jpg\" alt=\"\" width=\"1107\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Marteloio_ritorno.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Marteloio_ritorno-300x137.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1107px) 100vw, 1107px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione della Regola di Marteloio, dall&#8217;atlante del 1436 del capitano veneziano Andrea Bianco &#8211; Fase 2, calcolo del ritorno e dell&#8217;avanzo di ritorno. La rotta prevista della nave \u00e8 da A a B (direzione Est), ma i venti la costringono a seguire la rotta effettiva da A a C (direzione Sud-Est-Est, per 100 miglia). Da C, la nave traccia la rotta di ritorno in direzione Est-Nord-Est (ENE). Il ritorno (distanza da percorrere in direzione ENE) si ricava dalla terza colonna della Toleta de marteloio (tavola di Bianco), mentre l&#8217;avanzo di ritorno (guadagno sulla rotta prevista con questa rotta di ritorno) si ricava dalla quarta colonna &#8211;\u00a0 Autore Walrasiad<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi i marinai dell\u2019epoca non erano certo avvezzi a fare calcoli e trovavano pi\u00f9 semplice usare il metodo grafico o la tabella che riportava direttamente le soluzioni, tanto che il capitano veneziano Andrea Bianco suggeriva di memorizzarla.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piero Carpani<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state pres dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . ARGOMENTO: STORIA DELLA NAVIGAZIONE PERIODO: MEDIOEVO AREA: EUROPA parole chiave: navigazione, martelogio . I marinai medievali calcolavano l&#8217;avanzamento della nave durante il bordeggio con una regola matematica detta &#8220;regola del marteloio&#8221;. Per facilitare il calcolo utilizzavano il martelogio, una tavoletta di legno con sopra dipinta una rosa a 32 venti. 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