{"id":11976,"date":"2017-02-19T00:10:05","date_gmt":"2017-02-19T00:10:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=11976"},"modified":"2025-03-23T17:31:35","modified_gmt":"2025-03-23T16:31:35","slug":"le-azioni-che-cambiarono-la-guerra-navale-terza-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11976","title":{"rendered":"Da Alessandria all&#8217;Orsa Maggiore: le azioni che cambiarono la guerra navale &#8211; terza parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: X MAS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">10 Flottiglia MAS<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Gi\u00e0 alla fine del 1941, dopo lo straordinario successo della missione ad Alessandria, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Decima Flottiglia MAS<\/span><\/strong>, che era stata creata il 14 marzo 1941, era stata riordinata da <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong> aggiungendo al Naviglio Subacqueo e di Superficie, un Ufficio Operazioni ed Addestramento, un Servizio G.N., un Servizio Sanitario ed un Comandante al dettaglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-10274\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/170px-Junio_Valerio_Borghese_anni_40.jpg\" alt=\"170px-junio_valerio_borghese_anni_40\" width=\"926\" height=\"1198\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: Comandante Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assumeva di fatto una configurazione di Reparto complesso a tutti gli effetti. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Borghes<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong> cedette il comando dello Scir\u00e8 al <strong><span style=\"color: #008000;\">C.C. Bruno Zelich<\/span> <\/strong>e venne pianificata una quarta operazione per colpire nuovamente Alessandria. Nel porto egiziano erano infatti rimaste alcune unit\u00e0 d\u2019appoggio ai sommergibili che, se eliminate, avrebbero ridotto al minimo il potenziale bellico inglese in mare. Inoltre, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Valiant<\/span><\/strong> era ancora adagiata sul fondo e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Queen Elizabet<\/span><span style=\"color: #008000;\">h<\/span><\/strong>, seriamente danneggiata, stava per essere trasferita in un altro bacino per le necessarie riparazioni. Se il colpo fosse andato a segno, la Flotta inglese in Mediterraneo sarebbe stata messa in ginocchio per molto tempo, ma la fortuna non si ripet\u00e9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-45293\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/istituzione-x-mas.jpg\" alt=\"\" width=\"841\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/istituzione-x-mas.jpg 432w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/istituzione-x-mas-300x162.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: notare la data dell&#8217;assunzione della denominazione 10^ Flottiglia MAS<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">G.A. 4 operazione Alessandria<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa &#8220;G.A. 4&#8221; fu pianificata con modalit\u00e0 operative simili a quella del dicembre precedente e, il 14 maggio 1942, il <strong><span style=\"color: #008000;\">regio<\/span> <span style=\"color: #008000;\">sommergibile Ambra<\/span><\/strong> comandato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Corvetta Mario Arillo<\/span><\/strong> rilasci\u00f2 tre Siluri a lenta corsa dinanzi alla base egiziana.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/scire4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11986\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/scire4.jpg\" alt=\"scire4\" width=\"850\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/scire4.jpg 428w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/scire4-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>S.L.C. &#8211; ripresa durante un set cinematografico, archivio storico della marina militare italiana<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mezzi erano guidati dagli operatori <strong><span style=\"color: #008000;\">G.M. Giovanni Magello<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">sottocapo Giuseppe Morbelli<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente del G.N. Luigi Feltrinelli<\/span><\/strong> con il\u00a0 <strong><span style=\"color: #008000;\">sottocapo Luciano Faval<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong>, ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente medico Giorgio Spaccarelli<\/span><\/strong> con il <strong><span style=\"color: #008000;\">sergente Armando Memoli.<\/span><\/strong> Gli operatori incominciarono l\u2019avvicinamento ma seri problemi tecnici ai maiali, un errato posizionamento del sommergibile, scarrocciato a causa delle forti correnti, e la vigilanza britannica notevolmente intensificata dopo lo scacco di dicembre, portarono al totale fallimento della missione. Tutti gli operatori vennero catturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La campagna in Nord Africa<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Successivamente, tra l&#8217;agosto ed il settembre 1942 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Forza<\/span><\/strong> organizz\u00f2 l\u2019autocolonna &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Giobbe<\/span><\/strong>&#8221; per trasportare lungo la costa della Marmarica sino al El Daba, a 50 km da El Alamein, tre barchini siluranti destinati ad attaccare unit\u00e0 navali, in appoggio ad operazioni terrestri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nave-costanza.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11982\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nave-costanza.jpg\" alt=\"nave costanza\" width=\"850\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nave-costanza.jpg 429w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nave-costanza-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: peschereccio Costanza<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sottotenente di vascello Piero Carminati <\/span><\/strong>ed il<strong><span style=\"color: #008000;\"> sottocapo Cesare Sani<\/span><\/strong>, nella notte del 29 agosto, con un MTSM attaccarono quattro cacciatorpediniere inglesi e, nonostante il violento fuoco di sbarramento, danneggiarono il caccia Eridge (1.050 Tonn.) successivamente colpito anche da aerei tedeschi che per errore mitragliarono anche l\u2019MTSM incendiandolo. Le tre unit\u00e0 (<strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo, Sogliola <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #008000;\"> Costanza<\/span><\/strong>), di fatto dei pescherecci modificati, parteciparono alle operazioni di agguato sulla rotta per Malta per attaccare le unit\u00e0 nemiche in avvicinamento, e specialmente le portaerei che periodicamente rifornivano l\u2019isola di aerei. In quella zona esistevano campi minati dell\u2019Asse per cui la flotta britannica, doveva rallentare e fare molte deviazioni rendendosi cos\u00ec pi\u00f9 vulnerabile agli attacchi dei MAS. Il loro impiego si estese lungo alle coste della Spagna e delle Baleari e lungo le rotte per Tobruk, assediata dalle forze dell\u2019Asse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Squadriglia dell&#8217;Orsa Maggiore<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019azione dei Nuotatori Gamma pi\u00f9 rilevante dell\u2019anno fu effettuata a Gibilterra il 14 luglio 1942. La necessit\u00e0 di tenere Gibilterra sotto pressione port\u00f2 all&#8217;elaborazione di una diversa strategia di attacco. Si pens\u00f2 di rinunciare per il momento alle operazioni tramite i<span style=\"color: #008000;\"> S.L.C.<\/span>, considerati ancora tecnologicamente immaturi, che dovevano essere trasportati da sommergibili fino ai pressi degli obbiettivi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11985\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori.jpg\" alt=\"gamma operatori\" width=\"844\" height=\"844\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori.jpg 225w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: nuotatori guastatori Gamma<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"color: #008000;\">Nascevano gli uomini Gamma, dove G stava per guastatori (nuotatori guastatori), addestrati ad avvicinarsi in maniera occulta alle navi e\u00a0portare a nuoto cariche esplosive da applicare alle navi alla fonda nella rada.<\/span> <\/b>Erano gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Uomini contro navi<\/span><\/strong> le cui imprese scrissero la storia. Fu deciso di installare una base segreta in territorio spagnolo, nei pressi della citt\u00e0 di Algeciras, localit\u00e0 che si prestava particolarmente per attaccare Gibilterra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Antonio-Ramognino-e-Conchita.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11984\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Antonio-Ramognino-e-Conchita.jpg\" alt=\"Antonio Ramognino e Conchita\" width=\"857\" height=\"946\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Antonio-Ramognino-e-Conchita.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Antonio-Ramognino-e-Conchita-271x300.jpg 271w\" sizes=\"(max-width: 857px) 100vw, 857px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: Antonio Ramognino e la moglie Conchita<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1942, un sottufficiale della <strong><span style=\"color: #008000;\">Decima Flottiglia MAS<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Ramognino<\/span><\/strong>, un ex tecnico della Piaggio, fu inviato con compiti di osservatore in Spagna, per osservare i movimenti del naviglio nemico nella baia di Algeciras. Ramognino era accompagnato dalla moglie Conchita, di nazionalit\u00e0 spagnola, ed affitt\u00f2 una casa, Villa Carmela, nei pressi di punta Maiorga a circa 4.000 metri in linea d\u2019aria dalla roccia di Gibilterra. La villa consentiva di poter osservare la base inglese, comprendere i movimenti delle navi e pianificare eventuali attacchi, visto che la rada poteva essere agevolmente raggiunta a nuoto dai nuotatori gamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzando vari sotterfugi, il gruppo degli operatori giunse a C\u00e1diz ed si imbarc\u00f2 sul mercantile cisterna Fulgor. L\u201911 e il 12 luglio il gruppo fu trasferito sull&#8217;Olterra ad Algeciras. Durante la missione svolta nella primavera del 1942, Antonio Ramognino aveva notato che la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave cisterna italiana Olterra<\/span> <\/strong>di 4.995 tonnellate, di propriet\u00e0 dell&#8217;armatore genovese Zanchi, era stata portata dal comandante Amoretti di Imperia, sui bassi fondali delle adiacenti acque territoriali spagnole e l\u00ec erano state aperte le valvole Kingston, per impedire che gli Inglesi si impadronissero della nave.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/olterra-0.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11987\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/olterra-0.jpg\" alt=\"olterra 0\" width=\"850\" height=\"778\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: l&#8217;Olterra<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piroscafo era attraccato alla banchina orientale del porto di Algeciras, proprio di fronte a Gibilterra. Algeciras era il posto ideale per osservare Gibilterra, ma dal posto d&#8217;ormeggio dell&#8217;Olterra tutto era ancora pi\u00f9 visibile. Al rientro di Ramognino in Italia propose di sfruttare la petroliera italiana per farvi partire i mezzi d&#8217;assalto. Cos\u00ec il comando dei mezzi d&#8217;assalto inizi\u00f2 subito le trattative con l&#8217;armatore dell&#8217;Olterra, stabilendo che una ditta spagnola di recuperi marittimi fosse incaricata di riportare a galla il piroscafo. L&#8217;armatore della nave si prest\u00f2 subito a collaborare e fece le regolari pratiche con le Autorit\u00e0 spagnole, spiegando di voler mettere la nave in efficienza. Con regolari permessi iniziarono i lavori di trasformazione; fu effettuata la graduale sostituzione dell&#8217;equipaggio mercantile rimasto sull&#8217;Olterra incaricato di modificare lo scafo per consentire l\u2019uscita occulta dallo scafo. Arrivarono tecnici militari e civili da La Spezia, alcuni erano operai delle officine di San Bartolomeo alla Spezia.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Olterra, la base segreta<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11988\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/olterra-spaccato-2.jpg\" alt=\"olterra spaccato 2\" width=\"850\" height=\"814\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/olterra-spaccato-2.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/olterra-spaccato-2-300x287.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto Ufficio storico della Marina: Sezione dell&#8217;Olterra che mostra il complicato percorso per arrivare all&#8217;officina di montaggio dei maiali <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;officina di montaggio dei maiali si poteva raggiungere solo dal ponte di coperta attraverso un contorto percorso interno. A missione compiuta, il foro superiore della stiva sarebbe stato rinchiuso con una lamiera, nascondendo il rifugio e sarebbe stato riaperto per il prossimo montaggio. Un&#8217;altra lamiera chiudeva anche l&#8217;ingresso della piscina, attraverso il quale erano messi in acqua, uno alla volta, i S.L.C. che, da quell&#8217;apertura sotto la prora potevano entrare in acqua. I \u201cmaiali\u201d, dopo l&#8217;assalto agli obiettivi, rientravano sotto la nave e potevano essere riagganciati agli argani sopra la piscina, in attesa di essere approntati con una nuova testa esplosiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;estate del 1942 furono quindi effettuate le modifiche allo scafo e si prepar\u00f2 la nave per l&#8217;attacco a Gibilterra.\u00a0Nel frattempo, considerando i ricorrenti problemi tecnici dei S.L.C., si pens\u00f2 di effettuare un attacco con i Gamma patendo dalla costa. \u00a0Il libro \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"> Eroismo Italiano Sotto i Mari\u201d di R.B. Nelli, Editore De Vecchi<\/span> <\/strong>del 1968, racconta l\u2019azione di quel pugno di eroi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La spedizione \u00e8 ostacolata da innumerevoli difficolt\u00e0. Per\u00f2 gli italiani ci riescono e ai primi di luglio, uomini e cose sono riuniti a Cadice. Gli operatori entrano in territorio spagnolo divisi in due gruppi; il primo viene spedito alla base sommergibili di Bordeaux, poi da San Jean de Luz prosegue a piedi per sentieri montani attraverso i Pirenei aiutati da agenti della marina italiana; il secondo raggiunge Barcellona a bordo del piroscafo Mauro Croce e gli operatori sbarcano come marittimi disertori. Poi tutti insieme, a gruppi di tre, vengono condotti a Cadice e alloggiati a bordo della cisterna Fulgor. Nei giorni 11 e 12 arrivano a Algeciras e salgono sulla Olterra ancora semi affondata. Per giustificare la presenza di tanta gente su quella nave l&#8217;equipaggio inizia finti lavori di manutenzione e di raddobbo.\u00a0\u00a0 Alla spicciolata, gli uomini dei mezzi d&#8217;assalto salgono a villa Carmela all&#8217;alba del 13 luglio: Ramognino ha gi\u00e0 preparato tutto, accoglie gli 11 uomini e li nasconde alla vista della polizia spagnola e degli agenti britannici. Dall&#8217;osservatorio della villa, nascosto con una gabbia di pappagalli, gli operatori possono studiare i bersagli e il tratto di spiaggia dal quale muoveranno all&#8217;attacco dei piroscafi.\u00a0 Gli operatori portano tre \u201cmignatte\u201d a testa e la squadra dei \u201cnuotatori d&#8217;assalto\u201d \u00e8 cos\u00ec composta: sottotenente di vascello Agostino Straulino, sottotenente di vascello Giorgio Baucer, i marinai Giovanni Lucchetti, Vago Giari, il sottocapo palombaro Giuseppe Feroldi, il palombaro Bruno di Lorenzo ed il capo silurista Alfredo Schiavoni, il 2\u00b0 capo cannoniere Alessandro Bianchini, il sottocapo Evideo Boscolo, il fuochista Rodolfo Lugano, il fuochista Carlo Bucovaz. E nel pomeriggio viene dato il via alla operazione C.G. 1. Alle 03:00 del 14 luglio gli operatori, in completo equipaggiamento d&#8217;attacco, escono dalla villa e raggiungono la spiaggia seguendo un itinerario studiato in precedenza. In mezz&#8217;ora, passando uno alla volta davanti ai poliziotti che percorrono la spiaggia nei due sensi, tutto il personale entra in acqua. Nuotando silenziosamente, gli 11 uomini dirigono al largo; motoscafi incrociano nella rada e lanciano piccole bombe di profondit\u00e0 a intervalli serrati. Gli italiani riescono a passare ma ogni tanto sono costretti alla pi\u00f9 assoluta immobilit\u00e0, anzi a scomparire sott&#8217;acqua quando la luce di un riflettore passa sulle loro teste. Avanzano piano, hanno paura che lo sciacquio li tradisca<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019azione ebbe successo e furono danneggiati i <strong><span style=\"color: #008000;\">piroscafi Meta (1.575 t.s.L), Shuna (1.575 t.s.l.), Empire Snipe (2.497 t.s.l.) e Baron Douglas (3.899 t.s.l.)<\/span><\/strong> per un totale di 9.468 tonnellate. Sette dei Gamma furono arrestati dai carabineros \u00a0spagnoli al loro rientro alla spiaggia, mentre gli altri, in un modo o un altro, riuscirono a rientrare a Villa Carmela e quindi alla Fulgor. I sette arrestati vennero quasi immediatamente rilasciati dalle Autorit\u00e0 spagnole (grazie all&#8217;intervento del console italiano) e assieme agli altri poterono poi rientrare in patria.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine terza parte &#8211; continua\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"PAGINA PRINCIPALE\" rel=\"noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/77265\"><span class='mb-text'>GENESI<\/span><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6765\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/10262\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11976\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45296\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12400\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45273\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12418\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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