{"id":119564,"date":"2025-08-13T00:02:00","date_gmt":"2025-08-12T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=119564"},"modified":"2025-08-13T07:36:14","modified_gmt":"2025-08-13T05:36:14","slug":"quali-potrebbero-essere-le-opzioni-di-contrasto-alle-azioni-cinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/119564","title":{"rendered":"La Cina \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina: quale potrebbe essere la sua strategia nell&#8217;indo-pacifico e come potrebbe essere contenuta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANO PACIFICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Cina, Occidente<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Pacifico occidentale, la Cina sta costruendo le capacit\u00e0 necessarie per effettuare attacchi convenzionali di precisione ed in massa contro basi, forze e sistemi di ricognizione e comunicazione dei paesi rivieraschi in primis Taiwan. <strong><span style=\"color: #008000;\">Taiwan \u00e8 una spina nel fianco che occupa la prima posizione negli interessi cinesi &#8230; ma una spina dolorosa, non cos\u00ec facile da conquistare, che da anni si prepara al peggio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-103713\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROSSI-TAIWAN-1971-001GAR00981.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROSSI-TAIWAN-1971-001GAR00981.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROSSI-TAIWAN-1971-001GAR00981-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROSSI-TAIWAN-1971-001GAR00981-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">copyright &#8211; autore Guido Alberto Rossi &#8211; 1970 &#8211; Taiwan &#8211; Quemoy Island &#8211; soldati<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I leader cinesi preferirebbero ovviamente raggiungere i loro obiettivi nell&#8217;Indo-Pacifico attraverso l&#8217;accumulo incrementale di rendite di posizione, nella logica confuciana, senza i costi ed i rischi di uno scontro diretto. Di fatto la loro politica maritima e navale richiede un supporto di deterrenza, in grado di perpetuare azioni contro chiunque un domani si ponesse sul loro cammino. Per quanto sopra stanno acquisendo forze aeronavali moderne e sviluppando una nuova dottrina che ritengono possa dare loro le migliori possibilit\u00e0 di vittoria, qualora un conflitto si rendesse necessario.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_5JLeB-qTzRE\"><div id=\"lyte_5JLeB-qTzRE\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/5JLeB-qTzRE\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5JLeB-qTzRE\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/5JLeB-qTzRE\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, i preparativi di Pechino evidenziano una postura in cui le possibilit\u00e0 di successo dipendono fortemente dalla prelazione (e da azioni preventive). La \u201cteoria della vittoria\u201d del PLA sembra prevedere un primo attacco che nelle fasi iniziali metterebbe efficacemente fuori gioco gli Stati Uniti, come \u201ctutore\u201d dell\u2019attuale ordine marittimo nella regione del Pacifico; un attacco accompagnato da alcune prese di posizioni terrestri e insulari ma soprattutto dal massiccio presidio di spazi marittimi chiave e dall&#8217;istituzione di un perimetro difensivo lungo la prima catena di isole <strong>(nine dash line)<\/strong>. Immediatamente dopo Pechino potrebbe iniziare a trattare, per portare gli alleati del mondo libero a patti e per scoraggiare Washington a trasformare un conflitto regionale in una guerra pi\u00f9 ampia se non addirittura globale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-49977\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/251120-cina.jpg\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/251120-cina.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/251120-cina-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/251120-cina-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CNS Shandong &#8211; Con la crescita economica cinese, le capacit\u00e0 militari continuano a crescere, stimolando a loro volta lo sviluppo interno di molteplici armi. Non pi\u00f9 soddisfatti dell&#8217;importazione di beni esteri per soddisfare le esigenze locali, gli ingegneri cinesi stanno guidando lo sforzo con risultati promettenti. Uno dei settori in cui l&#8217;esercito, PLA, sta cercando di espandersi \u00e8 la sua capacit\u00e0 di navigare ed operare in alto mare. Fonte:<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/tvd.im\/naval-warfare\/3261-cns-shandong-17-type-001a.html\">https:\/\/tvd.im\/naval-warfare\/3261-cns-shandong-17-type-001a.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Come opporsi?<\/strong><\/span><br \/>\nIn primo luogo, esiste nell&#8217;area indopacifica un ampio consenso sull&#8217;importanza di conseguire una deterrenza efficace per scoraggiare eventuali azioni offensive da parte della Cina; di fatto costruendo forze e reti di comando che, attraverso un mix di mobilit\u00e0, dispersione, inganno e difese attive e passive, possano sopravvivere ad un attacco iniziale dei Cinesi, smussarne l&#8217;offensiva impedendogli di raggiungere rapidamente i suoi obiettivi iniziali. In parole semplici una capacit\u00e0 offensiva\/difensiva di deterrenza in grado di rispondere con risposte bilanciate all&#8217;invadenza del Dragone che non limitino per\u00f2 la possibilit\u00e0 di tornare ad un dialogo costruttivo per la libert\u00e0 dei mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i Paesi dell&#8217;area del Pacifico \u00e8 emerso un consenso di massima sull&#8217;opportunit\u00e0 di dispiegare massicciamente missili antinave e antiaerei a lungo raggio nelle isole che fronteggiano la prima catena insulare e di utilizzarli, presumibilmente in combinazione con sottomarini e capacit\u00e0 di guerra antisommergibile, per limitare le possibilit\u00e0 della PLAN di spostarsi nelle acque aperte del Pacifico o dell\u2019Oceano Indiano. Un riscontro importante riguardo al Pacifico emerge dalla filosofia e dalle motivazioni alla base del Force Design 2030 del Corpo dei Marines, un concetto operativo che sembra essere condiviso della Difesa giapponese. Alcuni analisti hanno sostenuto la necessit\u00e0 di puntare e stabilizzarsi su queste posizioni, costruendo una rete di sistemi A2\/AD alleati che rispecchi e si si opponga a quella cinese, anche se su scala pi\u00f9 ridotta, adottando una postura di &#8220;difesa&#8221;, ossia una azione (o inazione) puramente difensiva. I sostenitori di tale tesi adottano un approccio economico, affermando che sarebbe meno costoso, meno provocatorio e meno incline all&#8217;escalation rispetto ad altre alternative.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-91651\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-CINA-MAR-CINESE-South_China_Sea_Claims_and_Boundary_Agreements_2012-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l&#8217;idea sia attraente sotto molti aspetti, ci sono ragioni per essere scettici sul fatto che, di per s\u00e9, una tale linea difensiva marittima sarebbe sufficiente a scoraggiare un&#8217;aggressione o, addirittura, a respingere una prima azione di attacco. Se i pianificatori cinesi fossero sicuri che gli Stati Uniti e i loro alleati rinuncerebbero a colpire obiettivi all&#8217;interno o in prossimit\u00e0 della Cina, potrebbero credere di poter logorare gli avversari con attacchi ripetuti, consapevoli di poter riuscire alla fine a &#8220;bucare&#8221; qualsiasi linea difensiva. Un&#8217;espansione del teatro operativo comporterebbe l&#8217;interessamento dell&#8217;Indiano per salvaguardare Malacca ma anche le rotte strategiche verso Hormuz e Aden. Per ora la posizione della Cina rimane piuttosto fragile nell&#8217;Oceano Indiano con il rischio di venire a scontrarsi con l&#8217;altra superpotenza, l&#8217;India, alleata nei Brics, ma non tanto da rinunciare ai suoi interessi. Inoltre non potrebbe contare sull&#8217;appoggio dell&#8217;Iran, Paese con il quale ha rapporti di interesse economico militare ma finalizzati ai propri interessi e, non certo di difesa reciproca. Questo \u00e8 confermato dai recenti eventi in Iran dove la Cina, a parole alleato stretto, non ha neppure accennato a mosse di appoggio, senza parlare di protezione, al momento dell&#8217;attacco israeliano e a quello seguente americano. Come la Russia, altra superpotenza alleata dell&#8217;Iran, la Cina si \u00e8 quindi limitata a condannare le azioni israeliane e americane, ma senza mai eccedere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-65377\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/cina-vs-india.png\" alt=\"\" width=\"682\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/cina-vs-india.png 682w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/cina-vs-india-300x277.png 300w\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei pensare che l&#8217;asse tra Cina, Russia, Iran e, se vogliamo, Corea del Nord, su cui si basa parte della proiezione cinese,\u00a0 abbia subito una verifica di credibilit\u00e0, spingendo addirittura alcuni opinionisti a tracciare un parallelismo con quello che fu il crollo di credibilit\u00e0 americana per la disastrosa e raffazzonata ritirata di Biden dall&#8217;Afghanistan.<br \/>\nNulla di cos\u00ec grave e di veramente comparabile, ma certo esiste la sensazione che in una situazione di escalation marittima fuori controllo le forze navali dispiegate dalla Cina nell&#8217;Indiano potrebbero rischiare di essere tagliate fuori dagli Stati Uniti e i loro alleati che potrebbero controllare gli stretti attorno all&#8217;arcipelago indonesiano ed i transiti nell\u2019oceano Indiano con o senza l&#8217;appoggio dell&#8217;India.<\/p>\n<p><iframe style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1057985576508424%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0\" width=\"267\" height=\"476\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ultimo episodio che fa pensare: due navi cinesi nell&#8217;intento di intercettare una motovedetta filippina si scontrano pericolosamente<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Oceano Indiano \u00e8 quindi ancora blu (e non Giallo) ma la &#8220;minaccia cinese&#8221; (ben lontana dall\u2019essere un \u201cfatto compiuto\u201d ed un dominio acquisito) si sta manifestando nella crescente influenza e presenza nella regione, con preoccupazioni tra i paesi limitrofi e le potenze occidentali. La strategia di &#8220;collana di perle&#8221;, costruendo o acquisendo porti e infrastrutture in paesi come Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e Myanmar, per rafforzare la sua presenza economica e militare, include attivit\u00e0 apparentemente complementari per la conquista del potere marittimo: l&#8217;incremento delle attivit\u00e0 di pesca (overfishing) che ha gi\u00e0 destabilizzato le economie locali nel Corno d&#8217;Africa e lo sviluppo della logistica e dei trasporti marittimi per la movimentazione delle risorse africane e mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-64131\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/nine-dash-line-china.jpg\" alt=\"\" width=\"1188\" height=\"891\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/nine-dash-line-china.jpg 1188w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/nine-dash-line-china-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/nine-dash-line-china-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/nine-dash-line-china-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1188px) 100vw, 1188px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, in questo momento lo sviluppo di capacit\u00e0 di comando e controllo per l&#8217;esecuzione di operazioni nell\u2019 Oceano Indiano costituisce una reale deterrenza, o almeno di contenimento dell\u2019espansionismo cinese; \u00e8 quanto l\u2019Occidente, e non (solo) gli Stati Uniti, sta dimostrando di saper fare e poter fare, operando in un Mediterraneo sempre pi\u00f9 allargato i cui confini si estendono fino ai limiti delle nostre necessit\u00e0 economiche. Qualunque base o struttura a doppio uso decidesse di sostenere la presenza cinese probabilmente non sopravvivrebbe alle prime fasi di una guerra contro una potenza o una coalizione attiva nell\u2019area. D&#8217;altra parte se le forze cinesi riuscissero a sferrare il primo colpo, danneggiando seriamente le navi e le strutture degli Stati Uniti e dei loro partner, riuscirebbero &#8211; grazie anche ai loro proxy &#8211; a bloccare i trasporti commerciali del mondo libero, chiudendo temporaneamente i principali choke point come Suez, Aden e Hormuz, e costringendo lo spostamento di nuove forze statunitensi dal Pacifico all&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il tema traspare, ma non \u00e8 stato sinora centrale nei rapporti con e nella regione. Non \u00e8 stata ancora data evidenza di come gli Stati Uniti e i loro alleati e partner intendano affrontare queste sfide in rapida evoluzione: in questo l\u2019Italia si \u00e8 mossa bene ed a tempo, mantenendo la fermezza all&#8217;interno delle alleanze storiche ma aprendo alla possibilit\u00e0 di costruire coalizioni flessibili per affrontare sfide specifiche, compresa la collaborazione e la sicurezza marittima.<\/span> <\/strong>Sebbene alcune parti di una possibile strategia di contrasto siano state discusse e sembrino essere state accettate da molte delle parti in causa, importanti domande rimangono (politicamente e pubblicamente) senza risposta, in particolare dalla UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">l<\/span><br \/>\nin anteprima la CNS Liaoning. Sebbene il livello tecnologico delle unit\u00e0 cinesi sia inferiore a quello occidentale, il progresso nelle costruzioni fa prevedere che il gap tecnologico potrebbe essere presto superato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Cina, Occidente . Nel Pacifico occidentale, la Cina sta costruendo le capacit\u00e0 necessarie per effettuare attacchi convenzionali di precisione ed in massa contro basi, forze e sistemi di ricognizione e comunicazione dei paesi rivieraschi in primis Taiwan. 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