{"id":119474,"date":"2025-07-02T00:03:00","date_gmt":"2025-07-01T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=119474"},"modified":"2025-07-02T07:33:00","modified_gmt":"2025-07-02T05:33:00","slug":"comprendere-la-dichiarazione-del-summit-nato-dellaia-tra-interpretazioni-ideologiche-o-poco-informate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/119474","title":{"rendered":"Comprendere la Dichiarazione del Summit NATO dell&#8217;Aia: oltre le interpretazioni ideologiche o, quanto meno, poco informate"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: NATO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: pianificazione degli armamenti<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nTra le tante polemiche, spesso intrise di ideologismo, che si rincorrono sui media, sono rimasto meravigliato di leggere autorevoli penne, anche di colleghi con un prestigioso passato militare, dissertare sugli esiti, tra l\u2019altro scontati da ormai un decennio, dell\u2019ultimo Summit Nato. Preferisco non scendere nei particolari, anche perch\u00e9 non voglio abusare della vostra pazienza su argomenti che meriterebbero ben pi\u00f9 di un breve articolo di commento all\u2019evento conclusosi il 25 giugno all\u2019Aia, Olanda. Mi limito a puntualizzare alcuni punti:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; in ambienti geopolitici caratterizzati da forti contrasti, la deterrenza \u00e8 fondamentale per poter allontanare crisi che possono sfociare in conflitti aperti;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; per essere credibili gli schieramenti devono avere strumenti adeguati (Si vis pacem para bellum);<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; gli strumenti sono decisi al termine di un processo ciclico chiamato Defence Planning che ha, come documento di riferimento, la volont\u00e0 politica dei Paesi che fanno parte di una certa Alleanza;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; il processo \u00e8 multidisciplinare, includendo analisi del rischio geopolitico, economiche, tecnologiche e di impiego delle forze;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">ogni Paese ha diritto di veto e di astenersi o di proporre varianti alla<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">pianificazione degli armamenti, erroneamente chiamata riarmo dalla classe politica internazionale che ne ha sposato (nei pro e nei contro) il termine;<br \/>\n&#8211; il veto \u00e8 usato pi\u00f9 frequentemente di quanto si pensi e questo comporta a volte imbarazzanti decision making stops.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-119478\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/NATO_Summit_2025_54611755854.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/NATO_Summit_2025_54611755854.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/NATO_Summit_2025_54611755854-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Predetto quanto sopra, al fine di far comprendere cosa sia stato effettivamente deciso, pubblico la traduzione della Dichiarazione pubblicata dai Capi di Stato e di Governo della NATO al termine della riunione del Consiglio Nord Atlantico all&#8217;Aia il 25 giugno 2025 seguita da un breve commento nelle varie parti. Per qualsiasi incomprensione rimando alla <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/official_texts_236705.htm?utm_source=social&amp;utm_medium=posts&amp;utm_campaign=250625%2Bmulti%2Bdeclaration.\">pagina ufficiale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 24px;\"><strong>Dichiarazione NATO Summit The Hague, The Netherlands<\/strong><\/span><br \/>\n\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Noi, Capi di Stato e di Governo dell&#8217;Alleanza Nord Atlantica, ci siamo riuniti all&#8217;Aia per riaffermare il nostro impegno nei confronti della NATO, l&#8217;Alleanza pi\u00f9 forte della storia, e del legame transatlantico. Riaffermiamo il nostro ferreo impegno per la difesa collettiva, come sancito dall&#8217;Articolo 5 del Trattato di Washington: un attacco a uno \u00e8 un attacco a tutti . Rimaniamo uniti e risoluti nella nostra determinazione a proteggere il nostro miliardo di cittadini, difendere l&#8217;Alleanza e salvaguardare la nostra libert\u00e0 e democrazia.<\/em><\/span><\/strong>\u201d<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Commento:<\/span><\/strong> Al di l\u00e0 del tono politico, che vuole rafforzare i principi dell\u2019Alleanza Atlantica per la difesa collettiva (come sancito dal noto <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_110496.htm\">articolo<\/a> <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_110496.htm\">5.<\/a> per cui qualsiasi attacco ad un Paese dell\u2019Alleanza rappresenta un attacco all\u2019Alleanza stessa) si pongono come riferimenti i concetti fondatori dell&#8217;Alleanza (<strong><span style=\"color: #008000;\"><em><span style=\"color: #008000;\">libert\u00e0 e democrazia<\/span>)<\/em><\/span><\/strong>. Volendo leggere fra le righe, sembra mirato agli Stati Uniti, in particolare a causa di alcune affermazioni dell&#8217;intemperante Trump, quasi a voler ricordare il ruolo che gli Stati Uniti scelsero e mantennero fino ad oggi di sostegno al mondo libero in opposizione a quello sovietico. Non voglio aprire nessun vaso di Pandora, ma ritengo che se ancora oggi possiamo opporci a determinate scelte \u00e8 perch\u00e9 all&#8217;epoca sposammo i principi dell&#8217;Alleanza. La presunta sudditanza verso il potente alleato statunitense \u00e8 solo una vecchia arma ideologica usata dalle diverse opposizioni a seconda delle convenienze temporanee che i governi nazionali volevano intrecciare con gli USA. <strong><span style=\"color: #008000;\">In altre parole, secondo le regole NATO, qualsiasi Paese pu\u00f2 opporsi e bloccare provvedimenti collettivi; nel caso non lo faccia \u00e8 perch\u00e9 ha una sua convenienza legata a fattori politici, economici, industriali, etc.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una domanda ricorrente, che molti si pongono, \u00e8 da chi o da che cosa ci dobbiamo difendere?<\/span> <\/strong>Una domanda alla quale alcuni rispondono, pi\u00f9 o meno veementemente, indicando la Russia. In realt\u00e0 la questione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa, legata alla scelta degli anni &#8217;50 (secondo me corretta) di preferire un mondo capitalista (con tutti i suoi difetti) al regime comunista sovietico. Naturalmente ognuno pu\u00f2 vederla come vuole, e intavolare questioni sul senso di giustizia al quale tutti vorremmo aspirare in un mondo ideale basato su principi sempre disattesi dall&#8217;Umanit\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">Purtroppo, voglio essere chiaro, non esistono cose giuste ma solo cose meno sbagliate e tutto ci\u00f2 che vediamo \u00e8 frutto degli errori del passato e generer\u00e0 il futuro.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere cosa \u00e8 cambiato in Russia dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, andrebbero letti tutti i report analitici politico militari degli ultimi trent\u2019anni, quando l\u2019Alleanza si pose spesso la domanda sulla necessit\u00e0 di mantenere la sua esistenza. Furono effettuati numerosi studi che coinvolsero anche i Paesi Partner for Peace, la Russia e l\u2019Ucraina. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ci\u00f2 che emerse fu che l\u2019ordine mondiale, come ci eravamo abituati ad accettare nel timore dell&#8217;armageddon nucleare, sarebbe stato messo in crisi dallo sviluppo delle nuove superpotenze, sempre pi\u00f9 coinvolte nella gestione globale del pianeta.<\/span> <\/strong>A fronte di queste nuove realt\u00e0, la NATO avrebbe dovuto rigenerarsi ed essere pronta a rispondere alle necessit\u00e0 comuni di difesa collettiva. Intraprese quindi nei primi anno del secolo un profondo e combattuto dialogo interno, estremamente complesso che andava ben oltre gli aspetti puramente militari. In primis vi era la questione statunitense: gli Stati Uniti, dal Summit di Praga, avevano sostenuto l\u2019impossibilit\u00e0 a continuare a gestire in gran parte la difesa euro atlantica, rappresentando futuri interessi in altre aree, in particolare nel Pacifico; impegni che avrebbero richiesto la rimodulazione del suo impegno militare nel teatro europeo e nella regione euro atlantica. Una richiesta, pi\u00f9 volte prospettata, di fatto ignorata dagli Alleati che, dopo aver goduto dell\u2019appoggio americano per tutta la guerra fredda, speravano in un cambiamento politico della Russia, ipotizzando una sempre pi\u00f9 fattiva mutua assistenza (la parola alleanza non piaceva a Mosca). In realt\u00e0, dopo un primo periodo di collaborazione con la Russia (in Kossovo), si incominciarono a percepire dei segnali contrastanti. I generali russi scalpitavano e non mancavano a sottolineare che la Russia avrebbe presto ripreso il suo peso globale di superpotenza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-70200\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani-768x509.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle analisi geopolitiche militari internazionali emerse che la Federazione russa mostrava una certa difficolt\u00e0 a gestire il suo enorme territorio e rinasceva nella classe politico-militare (se mai era morto) un certo spirito di rivalsa nazionale contro l\u2019Occidente; di fatto in breve questo atteggiamento si svilupp\u00f2 in comportamenti aggressivi in determinate aree del mare Nero, giustificate dalla necessit\u00e0 storica di mantenere uno sbocco al mare. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il Caso Ucraina \u00e8 l\u2019ultima, temporalmente, operazione speciale intrapresa dalla Russia per riottenere il controllo politico ed economico inevitabilmente perso in Mar\u00a0 Nero dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica.<\/span> <\/strong>Le presunte azioni provocatorie della NATO, di voler accerchiare la Russia, possono piacere ad alcuni sedicenti \u201cesperti del settore\u201d ma la loro correttezza \u00e8 stata contraddetta dalle azioni di Putin. In altre parole, andando oltre l\u2019ideologia, certe valutazioni che leggiamo sui media (da destra e da sinistra) non hanno nessun valore da un punto di vista militare strategico, in particolare se raffrontate sotto la lente della realpolitik nel III millennio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-72805\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO.png\" alt=\"\" width=\"2598\" height=\"1314\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO.png 2598w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-300x152.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-1024x518.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-768x388.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-1536x777.png 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-2048x1036.png 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-540x272.png 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Espansione-dei-confini-UE-NATO-1200x607.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 2598px) 100vw, 2598px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse avrebbero avuto senso nel secolo scorso, quando il concetto di stati cuscinetti aveva ancora un peso, ma oggi le tecnologie belliche sono in grado di poter attaccare da ben altre distanze che dai confini dei Paesi confinanti; per cui le Forze NATO e Russe sono in grado di sostenere un eventuale azione offensiva senza bisogno di acquisire altri territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La favola dell&#8217;accerchiamento alla Russia \u00e8 quindi ancora una visione ideologica di coloro che sfruttano il ricco vocabolario dei SE per poter riscrivere la storia. Magari fosse cos\u00ec facile. Avendo vissuto il periodo dell\u2019accession dei Paesi ex sovietici alla NATO, posso affermare che si verific\u00f2 esattamente il contrario: non fu la NATO a cercare quei Paesi ma loro stessi a ricercare un confort state per il futuro. Durante i colloqui di Stato Maggiore non ebbero problemi a mostrarci i segni delle angherie subite durante la guerra fredda dai Sovietici, e chiesero ufficialmente, come lo sta chiedendo l\u2019Ucraina, di poter essere protetti sotto l\u2019ombrello NATO temendo ci\u00f2 che era successo con le operazioni speciali in Ungheria ed in Cecoslovacchia. Se vogliamo semplificare, vollero sottoscrivere un\u2019assicurazione di difesa collettiva con la NATO, all\u2019inizio di un nuovo millennio in cui la competizione per le risorse si preannunciava come fattore predominante. Detto questo, come mi disse anni fa il compianto Comandante De Michelis di Slonghello, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">i Paesi possono essere alleati ma non amici<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ed ognuno guarda (o dovrebbe guardare) i propri interessi al fine di trovare soluzioni condivise.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-94708\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/NATO-RUSSIA-SOLDATI-640px-990708-A-6207H-015.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/NATO-RUSSIA-SOLDATI-640px-990708-A-6207H-015.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/NATO-RUSSIA-SOLDATI-640px-990708-A-6207H-015-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Uniti di fronte alle profonde minacce e sfide per la sicurezza, in particolare alla minaccia a lungo termine rappresentata dalla Russia per la sicurezza euro-atlantica e alla persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati si impegnano a investire il 5% del PIL all&#8217;anno in requisiti fondamentali per la difesa, nonch\u00e9 in spese relative alla difesa e alla sicurezza, entro il 2035, al fine di garantire i nostri obblighi individuali e collettivi, in conformit\u00e0 con l&#8217;articolo 3 del Trattato di Washington. I nostri investimenti garantiranno la disponibilit\u00e0 di forze, capacit\u00e0, risorse, infrastrutture, prontezza operativa e resilienza necessarie per la deterrenza e la difesa, in linea con i nostri tre compiti fondamentali: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione delle crisi e sicurezza cooperativa.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Commento:<\/span><\/strong><br \/>\nal di l\u00e0 dei toni protocollari, l\u2019informazione pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019impegno ad investire il 5% del PIL annuo per la difesa e sicurezza. Per comprendere cosa significa bisognerebbe trattare il concetto di pianificazione degli armamenti, un processo ciclico in cui, sulla base delle direttive politiche concordate, si valutano le forze disponibili e la minaccia ipotizzabile e si derivano eventuali nuove necessit\u00e0 in termini di capacit\u00e0. Il termine chiave \u00e8 proprio capacit\u00e0 (non armamenti). Le capacit\u00e0 includono i servizi di protezione, i sistemi di difesa e offesa, le risorse, le infrastrutture ed il personale per l\u2019assolvimento dei tre compiti fondamentali: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione delle crisi e sicurezza cooperativa. Da soli non si va da nessuna parte, per questo il fattore politico \u00e8 fondamentale; come sempre la realpolitik fa da padrone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-119479\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/NATO_Summit_2025_54611846295.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Gli Alleati concordano che questo impegno del 5% comprender\u00e0 due categorie essenziali di investimenti per la difesa. Gli Alleati stanzieranno almeno il 3,5% del PIL all&#8217;anno, sulla base della definizione concordata di spesa per la difesa della NATO, entro il 2035, ai requisiti fondamentali per la difesa e al raggiungimento degli obiettivi di capacit\u00e0 della NATO. Gli Alleati concordano di presentare piani annuali che indichino un percorso credibile e progressivo per raggiungere questo obiettivo. Gli Alleati contribuiranno fino all&#8217;1,5% del PIL annuo, tra l&#8217;altro, a proteggere le nostre infrastrutture critiche, difendere le nostre reti, garantire la nostra preparazione e resilienza civile, stimolare l&#8217;innovazione e rafforzare la nostra base industriale di difesa. La traiettoria e l&#8217;equilibrio della spesa nell&#8217;ambito di questo piano saranno rivisti nel 2029, alla luce del contesto strategico e degli Obiettivi di Capacit\u00e0 aggiornati. Gli Alleati ribadiscono il loro impegno sovrano duraturo a fornire supporto all&#8217;Ucraina, la cui sicurezza contribuisce alla nostra, e, a tal fine, includeranno i contributi diretti alla difesa dell&#8217;Ucraina e alla sua industria di difesa nel calcolo della spesa per la difesa degli Alleati.<\/em><\/span><\/strong>\u201d<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Commento:<\/span><\/strong> in questa parte vengo delineate le modalit\u00e0 accettate da tutti (tranne la Spagna che, per motivi di politica interna &#8211; il Governo Sanchez non \u00e8 in buone acque e l\u2019adesione avrebbe comportato nuove rotture interne- si \u00e8 riservata di rivedere nel tempo l\u2019accettazione. Nel testo va evidenziato che quel 5% si deve leggere in due tranche: la prima del 3,5% \u00e8 legata alle spese per le <strong><span style=\"color: #008000;\">capacit\u00e0 necessarie alla mutua difesa della NATO<\/span><\/strong> mentre l\u2019altro 1,5 per il <strong><span style=\"color: #008000;\">rafforzamento delle strutture critiche esistenti nel proprio paese<\/span><\/strong>. La percentuale del 5% va quindi saputa leggere non solo quantitativamente, anche considerando che, in guerra fredda, alcuni Paesi andavano ben oltre (compresa l\u2019Italia) quella soglia. La diminuzione dell\u2019impegno statunitense (preannunciato 25 anni fa) verr\u00e0 quindi compensata da un maggior impegno europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Riaffermiamo il nostro impegno comune a espandere rapidamente la cooperazione transatlantica nel settore della difesa e a sfruttare le tecnologie emergenti e lo spirito di innovazione per promuovere la nostra sicurezza collettiva. Ci impegneremo per eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati e faremo leva sulle nostre partnership per promuovere la cooperazione industriale di difesa. La soluzione di nuove capacit\u00e0 militari attraverso programmi di cooperazione internazionale resta la pi\u00f9 costo efficace ma bisogna investire sia in ambiente militare che industriale in personale preparato sia tecnicamente che in comunicazione efficace (cosa che ahim\u00e8 non sempre si riscontra) a differenza di altri Paesi (Francia e Germania) che sanno vendersi molto meglio.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Commento:<\/strong><\/span> se vogliamo questo paragrafo \u00e8 il pi\u00f9 interessante. Considerato l\u2019impegno preso, ci possiamo domandare se l&#8217;industria bellica europea sar\u00e0 in grado di assorbire totalmente gli ordini equivalenti al 5% del PIL di ciascun paese? Qui entriamo in un livello diverso, legato alle politiche industriali nel settore degli armamenti ed alle capacit\u00e0 di saper far fruttare le risorse. Il nostro Paese \u00e8 uno dei maggiori produttori che fornisce tecnologie di alto valore agli Alleati (ma anche ad altri) ma manca ancora un gioco di squadra. A parte il settore navale, in cui ogni euro investito rientra raddoppiato, negli altri settori vediamo voragini preoccupanti. Siamo giunti ad un momento storico in cui l\u2019ormai pi\u00f9 volte sentito \u201cgioco di squadra\u201d dovrebbe essere convertito in una pi\u00f9 ampia armonizzazione delle esigenze, evitando le mentalit\u00e0, non solo nazionali, dell\u2019orticello sotto casa. Ho assistito durante delle riunioni NATO a presentazioni dei Paesi membri, caratterizzate da dubbia professionalit\u00e0 dei presentatori delle diverse industrie euro atlantiche, che illustravano progetti talvolta non innovativi dal punto di vista tecnologico e che non tenevano conto dei requisiti operativi a medio e lungo termine richiesti dall\u2019analisi militare. Si aveva la sensazione che gli output elaborati con grande professionalit\u00e0 nei centri di ricerca NATO venissero filtrati da setacci politico-militari che non ne comprendevano la valenza ed erano quindi finalizzati agli aspetti puramente economici. Non nascondo che molti di questi progetti, rigettati al mittente definendoli inutili, venivano poi sviluppati nei diversi ambiti nazionali per poi essere rivenduti sul mercato, prendendo come valore aggiunto notizie su nuove capacit\u00e0 offensive dei potenziali avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, pur concordando la necessit\u00e0 di investire anche negli ammodernamenti degli strumenti militari, trovo necessario che nasca una nuova mentalit\u00e0 dirigenziale che focalizzi le esigenze comuni per evitare lo sperpero delle risorse. Facile a dirsi ma non a farsi, bisogna crederci.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .. ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: NATO parole chiave: pianificazione degli armamenti . 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