{"id":118839,"date":"2025-06-16T00:02:00","date_gmt":"2025-06-15T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=118839"},"modified":"2026-01-18T16:50:52","modified_gmt":"2026-01-18T15:50:52","slug":"ancona-un-grande-porto-militare-ma-solo-per-un-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/118839","title":{"rendered":"Ancona, un grande porto militare &#8230; ma solo per un giorno"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX &#8211; XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ANCONA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Ancona<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel porto di Ancona, al tramonto dello Stato Pontificio, vi prestavano servizio a turno i guardacoste a vapore San Pietro, San Giovanni, San Paolo, San Giuseppe; erano navi moderne tenute in buone condizioni di efficienza, ma alle loro spalle non esisteva nessun porto militare per piccolo che fosse, nonostante la continua presenza di navi da guerra di tutte le nazioni. Nel 1860 vi erano dislocati il San Pietro e il San Paolo che costituivano la \u201cSezione Adriatica\u201d della Marina papale ma, dopo&nbsp;la conquista di Ancona nel settembre 1860 da parte dell\u2019esercito e della marina sardo-italiana, le cose cambiarono.<br>Come mostra la geografia si tratta dell\u2019unico porto importante dell\u2019Adriatico sulla cui sponda orientale si profilava all\u2019epoca la minaccia dell\u2019Austria e la Regia Marina dovette necessariamente trasformare lo scalo nell\u2019unica sede possibile della flotta in quel settore, anche se inadeguata e senza possibilit\u00e0 di appoggiarsi a strutture preesistenti e, inoltre, bisognava fare in fretta. Vi fu quindi stabilita la sede del <strong><span style=\"color: #008000;\">terzo Dipartimento Marittimo<\/span><\/strong>, istituito il 17 novembre 1860, <strong><span style=\"color: #008000;\">con competenza territoriale da Santa Maria di Leuca al confine austriaco sul delta del Po<\/span><\/strong>; ma non vi furono assegnate unit\u00e0 navali che rimasero divise fra gli altri due Dipartimenti (Genova e Napoli).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia non si part\u00ec proprio dal nulla. Ancona aveva un arsenale di antichissime origini dove, dopo essere stato modernamente ristrutturato nel 1843 da Michele Bevilacqua, si costruivano navi mercantili anche di grosse dimensioni: la Regia Marina lo occup\u00f2 assieme agli edifici circostanti, fra cui quello del bagno penale e cos\u00ec il complesso divenne la sede dell\u2019ammiragliato; nell\u2019ampio edificio della Capitaneria e della Sanit\u00e0 fu ricavato anche un deposito per i coscritti della leva di mare (1).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Posa-della-prima-pietra-del-nuovo-arsenale-ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Posa-della-prima-pietra-del-nuovo-arsenale-ancona.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Posa della prima pietra del nuovo arsenale (Stampa di Augusto Bedetti &#8211; Foto Catalogo Regionale dei beni culturali)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lingresso-dell-arsenale-ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lingresso-dell-arsenale-ancona.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019ingresso dell\u2019arsenale e parte degli edifici che furono occupati dalla Marina nel XIX secolo. Il piccolo edificio neoclassico verso destra era il casello del dazio (Cartolina dell\u2019epoca)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1862 l\u2019organico della base era inizialmente previsto in cinque ufficiali di Stato Maggiore, uno del Genio Navale, un ufficiale di Arsenale, due di Maggiorit\u00e0, 31 fra sottufficiali e marinai, 16 operai e un palombaro.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Capitaneria-di-porto-e-della-Sanita-Marittima-ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Capitaneria-di-porto-e-della-Sanita-Marittima-ancona.jpg\" width=\"832\" height=\"385\"><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificio della Capitaneria di porto e della Sanit\u00e0 Marittima. A destra la caserma della Guardia di Finanza e a sinistra il basamento della Batteria della Lanterna che, polverizzata dai colpi delle navi sarde, fu il principale fattore della caduta di Ancona, il 29 settembre 1860<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arsenale era privo di un bacino di carenaggio, inconveniente costantemente rilevato praticamente fino ai giorni nostri, ed era definito \u201cdi pochi mezzi\u201d ma nonostante questo era in grado di svolgere notevoli interventi anche se sostanzialmente di tipo tradizionale su scafi in legno e la dice lunga il fatto che nel 1866 aveva nei magazzini. 50 tonnellate di rame per foderare le carene e 20.000 metri quadrati di tela da vele contro poche tonnellate di acciaio. Fu quello il vero e breve periodo di prestigio di Ancona come porto militare che tocc\u00f2 il culmine quando nel giugno-luglio 1866 vi si concentr\u00f2 l\u2019intera flotta prima di andare incontro al suo destino verso le acque di Lissa. Al suo ritorno, il 21 luglio, tutta Ancona si era portata a San Ciriaco per scorgere il prima possibile all\u2019orizzonte il fumo delle navi in arrivo. Purtroppo i pi\u00f9 esperti si accorsero subito che nella formazione mancavano due corazzate e quando furono pi\u00f9 vicine si resero conto delle cattive condizioni di varie altre. Fu facile appurare la verit\u00e0: la folla scese al porto e sal\u00ec su molte barche andando incontro e unit\u00e0 e circondandole, non per festeggiare ma per lanciare immaginabili e pesanti apprezzamenti anche mentre si sbarcavano i feriti, fra cui il pi\u00f9 grave era il Tenente di vascello Demetrio Vaglieco (2), che vennero ricoverati nell\u2019ospedale navale (3).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/flotta-italiana-a-ancona-dopo-Lissa.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 flotta-italiana-a-ancona-dopo-Lissa.jpg\" width=\"844\" height=\"711\"><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La flotta italiana ad Ancona dopo la battaglia di Lissa<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutto il tempo della campagna il locale magazzino viveri assicur\u00f2 a tutte le unit\u00e0 rifornimenti costantemente sufficienti per due mesi, ma dopo la loro partenza la sua capacit\u00e0 fu ridotta da 400.000 a 151.200 razioni. Quando a seguito del Trattato di Vienna del 3 ottobre 1866 l\u2019Italia ottenne l\u2019assegnazione del Veneto, si smobilit\u00f2 rapidamente gran parte della base e il 1\u00b0 aprile 1867 la sede del terzo Dipartimento fu spostata a Venezia dove fu trasferito tutto il materiale dell\u2019arsenale che, successivamente, dopo un periodo di abbandono, grazie all\u2019interessamento della Camera di Commercio riprese la sua attivit\u00e0 sotto gestione privata.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Ancona rimasero per un certo periodo un Comando Marina provvisorio, un magazzino e il rimorchiatore ex pontificio San Paolo, usato per il servizio doganale e armato dalla Guardia di Finanza. Questa situazione si protrasse solo per il breve tempo necessario alla completa smobilitazione della base e il San Paolo fu restituito alla Marina venendo anch\u2019esso trasferito nell\u2019alto Adriatico. Per oltre quarant\u2019anni la presenza della Regia Marina fu praticamente inesistente, limitata alla Capitaneria di porto e a quelle piccole realt\u00e0 facenti parte dell\u2019amministrazione territoriale periferica: una sezione del Genio Militare per la Marina, il faro e il semaforo sul monte Cappuccini con annesso osservatorio meteorologico. Va per\u00f2 ricordato che a inizio \u2018900 fu attivata una stazione radio situata vicino al faro. Il 6 agosto 1904 la visitarono Guglielmo Marconi e il Ministro delle poste Stelluti che, provenienti da Bari, giunsero ad Ancona a bordo della <span style=\"color: #008000;\"><strong>corazzata Sardegna<\/strong><\/span> e per due giorni furono effettuati con molto successo vari esperimenti di collegamento con la stazione di Poldhu in Cornovaglia.<br>Con l\u2019incrinarsi della Triplice Alleanza e l\u2019approssimarsi della prima guerra mondiale si pens\u00f2 di fare di Ancona un importante centro di difesa dell\u2019Adriatico, ma nonostante l\u2019evidente utilit\u00e0 questa proposta incontr\u00f2 attenzione alterna e pareri discordanti. Ad ogni modo nel 1911 vi fu istituito un <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando di Difesa marittima<\/span> <\/strong>che tuttavia non sembra che fosse considerato molto importante perch\u00e9 nel 1914 vi era preposto solo un Capitano di fregata della riserva navale e, tra l\u2019altro, in quello stesso anno fu soppresso quando prevalse l\u2019opinione che riteneva la citt\u00e0 indifendibile e quindi la sua posizione di disarmo sarebbe stata la sua protezione. Questa imprevidenza fece soffrire ad Ancona bombardamenti navali ed aerei a partire dal 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, quando il cantiere navale sub\u00ec grossi danni rimanendo paralizzato per molti mesi e nel corso del conflitto anche l\u2019antica Capitaneria e la Cattedrale subirono pesanti danni. Ovviamente la realt\u00e0 impose tardivi provvedimenti e ben presto il porto ospit\u00f2 costantemente molte navi, divenne una stazione di MAS e, a terra, fu costruita una stazione per la ricarica degli accumulatori dei sommergibili (4).<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Sommergibili-classe-F-ad-Ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Sommergibili-classe-F-ad-Ancona.jpg\" width=\"862\" height=\"511\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Sommergibili classe F ad Ancona durante la guerra 1915-18<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Capitaneria-di-porto-ancona-post-guerra-1024x485.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Capitaneria-di-porto-ancona-post-guerra-1024x485.jpg\"><br><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Capitaneria di porto ricostruita quasi integralmente dopo i danni di guerra (1929, da cartolina)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminato il conflitto nel 1921 fu soppresso il Comando Militare Marittimo e Ancona torn\u00f2 essere una citt\u00e0 priva della Marina Militare con l\u2019eccezione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficio Tecnico del Genio Navale<\/span><\/strong> incaricato della sorveglianza dei lavori di interesse della Marina e di tutti i rapporti con i locali cantieri navali e con le acciaierie d Terni dove esisteva una sede distaccata (5)<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br>Durante la seconda guerra mondiale Ancona divenne un importante un centro di comunicazioni valorizzando sia il vecchio centro dei Cappuccini che il nuovo complesso del monte dei Corvi dove furono anche costruite alcune batterie. Dopo il conflitto, che rase al suolo buona parte del porto e la Capitaneria, facendo anche scomparire le ultime vestigia dell\u2019ottocentesco arsenale, la Marina si insedi\u00f2 ad Ancona in modo consistente riaffermando l\u2019antichissima posizione strategica della citt\u00e0 nel quadro di un Adriatico diventato nuovamente una delicata zona di confine con l\u2019Europa Orientale, anche se di fronte a un notevole e progressivo sviluppo di enti basati a terra continu\u00f2 a mancare un porto militare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mappa-ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mappa-ancona.jpg\" width=\"840\" height=\"772\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Fulcro di questa nuova fase fu in un primo momento l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ex caserma Cialdini<\/span> <\/strong>con annesso l\u2019ampio convento(6) gi\u00e0 appartenuta all\u2019esercito, in bella posizione con vista sul mare e tuttora in parte utilizzata come circolo sottufficiali.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ancona-ex-caserma-cialdini.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ancona-ex-caserma-cialdini.jpg\" width=\"840\" height=\"854\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vista lato mare dell\u2019ex caserma Cialdini (Da Google maps)<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/comando-scuole-ancona.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 comando-scuole-ancona.jpg\" width=\"846\" height=\"484\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La monumentale facciata del Comando Scuole<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non molto tempo dopo vennero costruiti nuovi insediamenti operativi e residenziali nella zona orientale della citt\u00e0 dove dal 10 aprile 1957 si insedi\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comando del Dipartimento Marittimo dell\u2019Adriatico,<\/span><\/strong> ritornato da Venezia dopo quasi cento anni. E\u2019 stato soppresso nel 2013 nell\u2019ambito della ristrutturazione delle forze armate, ma tuttora Ancona resta una base importante perch\u00e9 vi \u00e8 stata collocata la sede del <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro di Selezione della Marina Militare<\/span><\/strong>, attivato a partire dal 1992 nel nuovo comprensorio di Piano San Lazzaro.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima xilografia della veduta del porto di Ancona &#8211; Fonte Strafforello Gustavo, La patria, geografia dell&#8217;Italia, III. Provincie di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Urbino. Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1898 &#8211; Autore disegno C. Cornaglia &#8211; incisore G. Barberis <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ancona_veduta_del_porto_xilografia.jpg\">Ancona veduta del porto xilografia.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br><span style=\"font-size: 20px;\">Note<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Il complesso della Capitaneria e della Sanit\u00e0 Marittima erano stati fatti costruire da Pio VII nel 1821 sule fondamenta di un bastione quattrocentesco e, all\u2019interno, si trovava la cappella della Madonna del Molo.<br>2) Demetrio Vaglieco fu uno dei 58 feriti della Formidabile che si impegn\u00f2 in un furioso duello contro i forti di Lissa. Fu decorato con la croce di Cavaliere dell\u2019Ordine Militare d\u2019Italia e probabilmente le ferite lasciarono un segno doloroso poich\u00e9, dopo un periodo di aspettativa, fu destinato a impieghi sedentari fino alla precoce cessazione dal servizio.<br>3) In previsione dello scontro con l\u2019Austria fu trasformato in nave ospedale il piroscafo Washington, sommariamente attrezzato e capace di soli 100 letti. Per ogni evenienza l\u2019esercito mise a disposizione ad Ancona 160 letti mentre l\u2019ospedale municipale non fu di nessun aiuto per assoluta carenza di spazio. L\u2019ospedale navale era stato costituito solo pochi giorni prima del conflitto insediandosi alla meno peggio nel convento di Santa Palazia, luogo salubre e ventilato, ma il cui accesso dal porto era molto difficile.<br>4) Fu proprio per rendere inservibili i sommergibili, catturare i MAS e portarli a Pola, che la sera del 4 aprile 1918 sbarc\u00f2 lungo la costa a nord di Ancona un numeroso commando austriaco. Per errore lo sbarco avvenne troppo lontano dalla citt\u00e0 costringendo i nemici a nascondersi e a raggiungere il porto solo la notte successiva dove fu scoperto e catturato. Proprio due di quei MAS, partendo da Ancona nel giugno successivo, avrebbero attaccato al largo di Premuda le corazzate Santo Stefano e Teghetoff.<br>5) Nel XIX secolo tale ufficio esisteva soltanto a Terni diretto da un Ingegnere Capo di 2^ Classe (Maggiore)<br>6) La caserma Cialdini, gi\u00e0 appartenuta all\u2019esercito, fu ricavata dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia dalla chiesa di Sant\u2019Agostino del 1341 a dal grande convento annesso. Della chiesa \u00e8 stato conservato, per il suo pregio, il portale quattrocentesco di Giorgio da Sebenico.<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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