{"id":118709,"date":"2025-06-13T00:02:00","date_gmt":"2025-06-12T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=118709"},"modified":"2025-06-12T22:41:03","modified_gmt":"2025-06-12T20:41:03","slug":"campi-flegrei-un-nuovo-studio-dellingv-rivela-il-complesso-sistema-delle-acque-sotterranee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/118709","title":{"rendered":"Campi Flegrei: un nuovo studio dell&#8217;INGV rivela il complesso sistema delle acque sotterranee nella regione"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Campi Flegrei, vulcanesimo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Campi Flegrei<\/span> <\/strong>sono un&#8217;area vulcanica attiva situata ad ovest di Napoli, che include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e parte della citt\u00e0 di Napoli. Il nome Campi Flegrei, dal greco letteralmente &#8220;campi ardenti&#8221;, denota la natura vulcanica dell&#8217;area e la presenza di numerose fumarole e acque termali, ben note e sfruttate nell\u2019antichit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ubicazione_cf_LR.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ubicazione_cf_LR.jpg\" width=\"924\" height=\"812\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza del pi\u00f9 noto Vesuvio, i Campi Flegrei non sono caratterizzati da un unico edificio vulcanico principale, ma sono piuttosto un\u00a0campo vulcanico attivo da pi\u00f9 di 80.000 anni, con diversi centri vulcanici situati all&#8217;interno e in prossimit\u00e0 di un&#8217;area depressa chiamata caldera. La\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>caldera<\/strong>\u00a0<\/span>\u00e8 il risultato del ripetuto sprofondamento di una vasta area provocato dal collasso del tetto del serbatoio magmatico superficiale a seguito dello svuotamento dello stesso per opera di almeno due grandi eruzioni: l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Ignimbrite Campana<\/strong>\u00a0<\/span>(40.000 anni) e il\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>Tufo Giallo Napoletano<\/strong><\/span> (15.000 anni). L&#8217;eruzione dell&#8217;Ignimbrite Campana \u00e8 l&#8217;eruzione a pi\u00f9 elevata energia conosciuta nel Mediterraneo: con essa un&#8217;enorme quantit\u00e0 di cenere \u00e8 stata dispersa nell&#8217;atmosfera, influenzando il clima non solo a livello regionale ma probabilmente anche a livello mondiale. Allo\u00a0stato attuale\u00a0il livello di allerta dei Campi Flegrei \u00e8\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>GIALLO<\/strong><\/span>, come stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile, sulla base dei risultati del monitoraggio e delle valutazioni espresse dalla Commissione Grandi Rischi. Tale livello, a differenza del livello di allerta \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">VERDE<\/span><\/strong>\u201d, che corrisponde all\u2019attivit\u00e0 ordinaria del vulcano, \u00e8 indice della variazione di alcuni dei parametri monitorati dall&#8217;INGV. <strong><span style=\"color: #008000;\">P<\/span><span style=\"color: #008000;\">er gli aggiornamenti pi\u00f9 recenti sullo stato dei Campi Flegrei consultare i\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.ov.ingv.it\/index.php\/monitoraggio-e-infrastrutture\/bollettini-tutti\/boll-sett-flegrei\">Bollettini settimanali Campi Flegrei<\/a><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/BollettinoWeb_CF_2025_Aprile.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BollettinoWeb_CF_2025_Aprile.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato appena pubblicato sulla rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Journal of Volcanology and Geothermal Research<\/span><\/strong> lo studio \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Chemical and isotopic characterization of groundwater and thermal waters from the Campi Flegrei caldera (southern Italy)<\/span><\/em><\/strong>\u201d, a cura di un team dell\u2019Osservatorio Vesuviano dell\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo (UniPA-DISTeM), il Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e delle Risorse dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II (UniNA- DiSTAR) e il Dipartimento di Scienze e della Terra dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca (UniMiB-DISAT).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cf_water_temp_map.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cf_water_temp_map.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa della temperatura delle acque sotterranee della caldera. Nelle aree di Solfatara-Pisciarelli e Baia Mofete Monte Nuovo sono evidenti le due anomalie termiche principali. I simboli e le loro dimensioni identificano le diverse caratteristiche e temperature delle acque.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Il lavoro rappresenta il primo studio esaustivo sulla geochimica della falda flegrea dal 2005 data di inizio dell&#8217;attuale crisi bradisismica el, e ha permesso di riconoscere i complessi processi che controllano le differenti caratteristiche delle acque, fra i quali l\u2019aggiunta di gas vulcanico-idrotermali e i loro processi di degassamento, contribuendo alla definizione del modello geochimico del sistema<\/span><\/strong><\/em>&#8221; spiega Stefano Caliro, Dirigente Tecnologo responsabile del monitoraggio geochimico dei vulcani campani presso l\u2019INGV-OV, sottolineando come la comprensione di tali processi sia cruciale per il monitoraggio dell&#8217;attivit\u00e0 vulcanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Tra i risultati pi\u00f9 interessanti vi \u00e8 l\u2019integrazione del modello concettuale con il modello fisico numerico del sistema, che prevede una risalita di gas nell\u2019area Solfatara-Pisciarelli, e l&#8217;identificazione dell\u2019interazione tra fluidi vulcanici e acquiferi sulla base delle caratteristiche delle acque. Questa zona si conferma come il cuore dell&#8217;attivit\u00e0 idrotermale della caldera\u201d<\/span><\/em><\/strong>, sottolinea Giovanni Chiodini, Dirigente di Ricerca Associato presso l\u2019INGV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I processi geochimici identificati sono strettamente connessi, ma ognuno domina in regioni specifiche del sistema idrotermale, causando quindi, la grande variabilit\u00e0 nella composizione delle acque sotterranee all&#8217;interno della caldera. Nei Campi Flegrei coesistono, infatti, acque fredde di origine meteorica, acque bicarbonate termali originate dalla interazione con i gas nelle aree periferiche del sistema, acque clorurate derivate da soluzioni saline ad alta temperatura, e, infine, acque sotterranee dell&#8217;area Solfatara-Pisciarelli, dove gioca un ruolo determinante la condensazione di vapore ricco di zolfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">L\u2019indagine ha avuto quindi lo scopo di comprendere meglio i processi chimici che influenzano la composizione delle acque sotterranee. Attraverso l&#8217;analisi di 114 campioni raccolti in un\u2019estesa campagna di misure tra il 2013 e il 2014, abbiamo sviluppato un modello geochimico che ha permesso di descrivere l\u2019evoluzione della interazione di acqua meteorica con soluzioni saline idrotermali e gas vulcanici durante il suo percorso sotterraneo<\/span><\/em><\/strong>\u201d, aggiunge Alessandro Aiuppa, Professore presso l\u2019Universit\u00e0 di Palermo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cf_water_distrib.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cf_water_distrib.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Modello concettuale di distribuzione dei diversi tipi di acque sotterranee della caldera, confrontato con il modello fisico del sistema geotermico dei Campi Flegrei. Sullo sfondo le caratteristiche della sezione geologica della caldera: 1) Depositi vulcanici e sedimenti marini pi\u00f9 giovani di 15.000 anni; 2) Tufo Giallo Napoletano; 3) Depositi vulcanici e sedimenti marini di et\u00e0 compresa tra 39.000 e 15.000 anni; 4) Ignimbrite Campana; 5) Rocce pi\u00f9 antiche di 39.000 anni, a) piroclastiti, b) lave.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati raccolti hanno quindi permesso di sviluppare un modello concettuale avanzato utile per evidenziare e interpretare eventuali cambiamenti futuri nella chimica delle acque sotterranee e nella dinamica dei processi. \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I risultati di questo studio hanno permesso di progettare e realizzare una rete multi parametrica permanente di monitoraggio delle acque nella caldera, attiva dal 2018 e in continua evoluzione, che rappresenta uno strumento essenziale per rilevare modifiche nel sistema e riconoscere eventuali segnali della ripresa dell\u2019attivit\u00e0 vulcanica<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, conclude Mauro A. Di Vito, Direttore dell\u2019INGV-OV.<\/p>\n<p>Link allo studio <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvolgeores.2025.108280\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvolgeores.2025.108280<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fonte INGV<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Campi Flegrei, vulcanesimo . I Campi Flegrei sono un&#8217;area vulcanica attiva situata ad ovest di Napoli, che include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e parte della citt\u00e0 di Napoli. 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