{"id":118508,"date":"2025-06-07T00:02:00","date_gmt":"2025-06-06T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=118508"},"modified":"2025-06-06T19:58:18","modified_gmt":"2025-06-06T17:58:18","slug":"la-grecia-e-il-dilemma-navale-europeo-pragmatismo-italiano-ambizioni-francesi-o-pressioni-americane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/118508","title":{"rendered":"L&#8217;ammodernamento della Marina ellenica: tra pragmatismo italiano, ambizioni francesi e pressioni americane"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: MARINE MILITARI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: GRECIA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: adeguamento flotta ellenica, FREMM<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nGli ultimi anni hanno visto la Grecia al centro di un duplice conflitto sul mare: uno tipicamente navale &#8211; la scelta e la fornitura (con o senza costruzione locale) di nuove unit\u00e0 per la Marina ellenica &#8211; l\u2019altro strategico, la penetrazione cinese, a livello di porti e logistica, meno avvertito ma forse ancora pi\u00f9 rilevante del tradizionale \u201cconflitto in sospeso\u201d con la Turchia. Il primo conflitto ha avuto tre protagonisti, <strong><span style=\"color: #008000;\">Italia, Francia, Stati Uniti<\/span><\/strong>, e si ripresenta oggi, in fondo con gli stessi attori ed in una nuova ottica, sia locale che strategica mentre il secondo, malgrado la sua gravit\u00e0, \u00e8 passato in secondo piano. Va compreso che la Grecia non \u00e8 un attore primario a livello di potere navale ma ha un notevole peso sulla marittimit\u00e0 e la sicurezza dell\u2019Occidente, possedendo una grande flotta mercantile con un ruolo fondamentale per la sicurezza energetica. Una marittimit\u00e0 intesa anche come infrastrutture e terminali che alimentano il corridoio balcanico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica estera greca, quella militare ed in particolare quella navale, sono condizionate dal mai completamente sopito confronto con la Turchia, con posizioni ambigue da parte di quest\u2019ultima che impongono spesso mosse contradditorie ai partner occidentali. Le sfide poste dalla Turchia di Erdogan non sono solo un problema greco ma riguardano tutti i partner europei, soprattutto quelli mediterranei.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/FDI-RAM-BELHARRA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 FDI-RAM-BELHARRA.jpg\" width=\"1280\" height=\"856\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>rendering al computer del FDI classe Belharra<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento, pi\u00f9 che mai, la cooperazione tra Francia, Italia e Grecia non dovrebbe essere una forzatura, una momentanea rivalit\u00e0 commerciale che continua a covare sotto la cenere e mina i risultati comuni, ma una responsabilit\u00e0 condivisa nel mantenimento della stabilit\u00e0 regionale. \u00c8 in questo contesto che gli accordi di difesa tripartiti devono assumere pieno significato; per limitarsi agli aspetti industriali una maggiore integrazione logistica consentirebbe un&#8217;interoperabilit\u00e0 europea pi\u00f9 fluida e credibile e rafforzerebbe la capacit\u00e0 di deterrenza regionale affermando la maturit\u00e0 strategica dell&#8217;Europa di fronte agli attori esterni. Il caso greco ha portato alla ribalta non solo un&#8217;opzione italiana ma, per la prima volta, una scelta \u201ctrivalente\u201d, l\u2019immediata cessione di unit\u00e0 pienamente operative. Una scelta che <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">era stata la carta strategica vincente della Royal Navy tra gli anni \u201860 e \u201870 avvantaggiando l\u2019industria britannica ma anche la stessa Marina sul mercato mondiale nel momento in cui si dovevano sostituire i \u201cresiduati\u201d della 2^GM che caratterizzavano le Marine medie e minori dell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Per Roma \u00e8 una lezione di pragmatismo:<\/strong><\/span> cedere unit\u00e0 in perfetta efficienza \u00e8 utile anche per limitare l\u2019usura del personale (la risorsa al momento pi\u00f9 drammaticamente critica) ed \u00e8 certamente meglio che affrontare i pesanti costi di refitting o mantenere le unit\u00e0 in banchina o in attivit\u00e0 ridotta per motivi di Soft Power. Questi problemi si riflettono nella delicata partita mediterranea in quanto (\u00e8 inutile negarlo) Italia e Grecia condizionano enormi interessi economici e strategici ovvero l\u2019accesso sud della UE; costi quel che costi\u00a0 garantirebbe una maggiore sintonia tra i due paesi anche se potrebbe non piacere a molti \u201calleati\u201d nel Mediterraneo e in Europa.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/200525-TURCHIA-11.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 200525-TURCHIA-11.jpg\" width=\"840\" height=\"674\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">TCG Barbaros F 244, classe Meko, unit\u00e0 di successo di costruzione tedesca<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Grecia non solo sta finalmente adeguando il suo strumento militare e, insieme all\u2019Italia, pu\u00f2 avere un ruolo di playmaker e contenimento nella politica mediorientale e nordafricana, assumendo un ruolo nella spinosa questione della gestione energetica delle risorse nel settore orientale del Mediterraneo. Per farlo dovr\u00e0 per\u00f2 essere militarmente credibile, sia per i propri interessi, sia come alleato per la condivisione delle responsabilit\u00e0 regionali. Se non altro, per tentare di reggere il passo con la Turchia, che ha fatto passi da gigante nella cantieristica, dovr\u00e0 adottare un programma a breve termine, del subito e non del domani. Il piano di modernizzazione della Marina ellenica, dopo molte \u201coscillazioni\u201d, era basato su tre (eventualmente quattro) nuove fregate derivate dalle TDI francesi (versione per esportazione o FDI tipo Belharra) e sull&#8217;aggiornamento di mezza vita di quattro fregate MEKO 200 HN e quattro sottomarini classe Papanikolis. Un aggiornamento che non consente di rispondere nei tempi alle sfide strategiche nell&#8217;Egeo e nel Mediterraneo orientale. Questo era gi\u00e0 evidente, riconosciuto e dibattuto pubblicamente a gennaio 2024, quando cominci\u00f2 a farsi strada la possibile acquisizione di ulteriori fregate multiruolo per sostituire le vecchie unit\u00e0 classe S; un\u2019ipotesi trasformata in una proposta politica, con la richiesta urgente di nuove fregate multiruolo, con spiccate capacit\u00e0 di difesa aerea, da costruire in Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Questa richiesta non aveva ricevuto nessuna risposta formale da parte governativa, con l\u2019ulteriore variabile, certamente non a tempi ridotti, del programma della futura corvetta europea rimasto in sospeso dalla fine del 2022, con la giustificazione della ridefinizione delle disponibilit\u00e0 e priorit\u00e0 del bilancio.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello scenario si era notata la forte presenza statunitense, con la ventilata possibilit\u00e0 di finanziamenti e accordi bilaterale di favore; la prima opzione, un p\u00f2 \u201cleonina\u201d, prospettava la cessione di 4-6 unit\u00e0 LCS tipo Freedom dagli Stati Uniti, unita costosissime e \u201cdifficili\u201d, a cui la Grecia, a fronte di problemi universalmente noti, opponeva la doppia condizione della risoluzione dei problemi di propulsione e della cessione a \u201cvalore zero\u201d (salvo i costi del refitting con armi e sistemi appropriati, comunque significativi).<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/US-Navy-Constellation-class-frigate-rendering-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 US-Navy-Constellation-class-frigate-rendering-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>rendering del programma FFG-62 USN Constellation<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;opzione lungamente dibattuta che, come parte in causa (anche se indiretta), condizionava le azioni commerciali dirette dell\u2019Italiana Fincantieri, e poi scartata nella sua insostenibilit\u00e0 che ha aperto la strada a due percorsi: l\u2019adesione al programma <strong><span style=\"color: #008000;\">FFG-62 della U.S. Navy (classe Constellation)<\/span><\/strong>, in un\u2019ottica di costruzione \u201canche\u201d in Grecia, o l&#8217;acquisizione di fregate FREMM direttamente da Fincantieri in una configurazione personalizzata che rispecchiasse i sistemi statunitensi per garantire interoperabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 con gli stessi. Questo concetto, descritto come FREMM &#8220;ellenizzata&#8221; o &#8220;americanizzata&#8221;, includerebbe armi statunitensi e sistemi di missione in un\u2019ipotesi di costruzione nazionale, sfruttando le partnership esistenti tra Fincantieri e ONEX presso i cantieri navali Elefsis, supportati dagli Stati Uniti (DFC, Societ\u00e0 finanziaria internazionale per lo sviluppo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi due ipotesi sovrapposte, ciascuna con una propria sostenibilit\u00e0 (e probabilit\u00e0) che hanno come sfondo le divergenze di lunga data negli sforzi di rinnovamento navale della Grecia: un tema ricorrente, quattro nuove corvette o unit\u00e0 \u201cusate\u201d. \u00c8 in questo groviglio di possibilit\u00e0, interessi e scarse probabilit\u00e0, ma anche di reali necessit\u00e0, che viene ad inserirsi l&#8217;offerta italiana di FREMM non radiate ma ancora in servizio, la prima proposta straniera specifica e praticabile in questo pi\u00f9 ampio sforzo per sostituire le unit\u00e0 di superficie ancora in servizio e troppo datate. Non solo l\u2019offerta di queste navi offre soluzioni immediate e capacit\u00e0 operative all\u2019altezza dei desiderata, che consentirebbe alla Grecia di continuare \u2013 a medio termine \u2013 ad accarezzare l\u2019idea di un successivo accordo con gli USA per l\u2019adesione al programma \u201cConstellation\u201d, magari facilitato da un quadro di compensazioni industriali. Questo diverrebbe il programma principale, di sviluppo e consolidamento a lungo termine, ed il programma 4+4, rimarrebbe un programma complementare ed intermedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altalena di opzioni e decisioni con molte variabili che apre a pi\u00f9 di un interrogativo strategico: molti analisti si sono chiesti quanto Atene sia veramente disposta a impiegare queste navi per difendere i suoi interessi in regioni come il Mediterraneo orientale, in particolare per quanto riguarda le tensioni che\u00a0 circondano la zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro. I trascorsi di mancanza di risposta militare alle azioni navali turche nella regione hanno sollevato dubbi sulla volont\u00e0 della Grecia di proiettare il potere oltre l&#8217;Egeo, anche disponendo di adeguate risorse navali. Dubbi e critiche che riguardano anche l\u2019altalena dei piani navali greci, comprese l\u2019archiviazione delle costruzioni nazionali, come il programma ALS, dando invece priorit\u00e0 a progetti stranieri molto pi\u00f9 costosi, perdendo tempo ed occasioni proprio quando la Turchia ha saputo potenziare non solo la propria flotta ma letteralmente costruire una propria solida base industriale, concentrando notevoli investimenti sulle industrie della difesa nazionale, cantieristica compresa, dimostrazione di una pianificazione strategica a lungo termine, cosa che molti sostengono sia mancato alla Grecia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/200525-Grecia-ITALIA-NAVI-55.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 200525-Grecia-ITALIA-NAVI-55.jpg\" width=\"292\" height=\"204\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le trattative tra Grecia ed Italia degli ultimissimi tempi, evidenza di un rapporto riservato solido e duraturo, hanno (inutilmente) innescato una dura polemica tra Francia ed Italia, ma dietro la cronaca c\u2019\u00e8 un negoziato che svela strategie molto pi\u00f9 profonde in un contesto ben pi\u00f9 complesso di quello che molti credono si possa risolvere semplicemente dicendo \u201cno\u201d a una vendita come quella delle due FREMM. Va tenuto conto anche del \u201cfattore politico\u201d contingente, visto che le unit\u00e0 italiane potrebbero essere consegnate in pochi mesi, fattore sensibile per il governo greco che sta perdendo consensi con l\u2019avvicinarsi delle elezioni. Condizioni economiche che giustificano un\u2019eventuale rapida decisione dello stesso governo, visto un prezzo noto e molto difficile da rifiutare (formalizzato a marzo 2025); tra l\u2019indifferenza dei media italiani il tema \u00e8 ormai da diverse settimane al centro dell\u2019attenzione della stampa ellenica, superando persino il clamore di altre vicende artificiosamente gonfiate da alcuni settori. Le trattative sono talmente avanzate che sono gi\u00e0 state identificate le unit\u00e0 da cedere, <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Bergamini e Virginio Fasan<\/span><\/strong> (F 591 vedi foto) &#8211; entrambe operative nella M.M. dal 2013 &#8211; ed \u00e8 stato definito il valore della cessione, 300 milioni di euro ciascuna (meno della met\u00e0 del prezzo base delle unit\u00e0 francesi in ordine).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/fremm-fasan-acque-cipro-1024x515.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fremm-fasan-acque-cipro-1024x515.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notizia che ha creato malumore in Francia, con Naval Group che stava prospettando alla Grecia l\u2019ordine di una quarta fregata FDI e la possibile costruzione locale di ulteriori tre unit\u00e0; da parte francese. Inutile dire che l\u2019offerta italiana \u00e8 stata vista come concreta minaccia in un mercato che ritenevano di dominare con la forma della partnership strategica. In realt\u00e0 non si \u00e8 trattato di una mossa italiana, ma del risultato di una vicinanza e di un\u2019intesa gradita alla Grecia, sia politicamente che militarmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Grecia sembra voler rispondere con pragmatismo all\u2019urgenza operativa:<\/strong> <\/span>la Marina ellenica non pu\u00f2 permettersi di attendere il 2028 per la prima nave e forse altri cinque anni per l\u2019operativit\u00e0 di tutta la fornitura. Molto discutibile la campagna mediatica immediatamente scatenata circa la potenzialit\u00e0 e le differenze tra i due tipi di unit\u00e0: anche se rimane da dimostrare quanto e con quale incidenza, solo per l\u2019et\u00e0 le fregate FDI francesi possano risultare pi\u00f9 avanzate, pi\u00f9 letali, pi\u00f9 digitalizzate, e di fatto non sono ancora n\u00e9 pronte n\u00e9 provate. Le FREMM italiane invece sono operative, armate, disponibili subito, ma anche e certamente pi\u00f9 abitabili; non solo, ancora con margini di crescita, allineate con gli obiettivi a lungo termine della Marina greca, sia che questa si orienti verso una maggiore intesa con gli Stati Uniti sia che decida di mantenere la rotta dell\u2019asse preferenziale con la Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Di fronte alla possibilit\u00e0 di rispondere alle necessit\u00e0 della Grecia, l\u2019Italia ha colto l\u2019occasione per dimostrare che il potere marittimo si misura anche nella capacit\u00e0 di agire in tempo reale e che questa compensazione tra alleati pu\u00f2 essere un modello applicabile a tutta la difesa europea, di cui tanto si parla e poco si capisce (e ancor meno si agisce). <\/strong><\/span>Da un punto di vista strategico, l&#8217;offerta italiana dimostra come sia possibile rafforzare le sinergie della difesa europea, nel cui ambito occorre essere sempre pi\u00f9 capaci di agire con agilit\u00e0 e solidariet\u00e0 di fronte alle sfide comuni alla sicurezza. Riassumendo, la\u00a0capacit\u00e0 dell&#8217;Italia di cedere rapidamente due fregate operative non esclude n\u00e9 minimizza il progresso tecnologico della fornitura francese ma contribuisce a formare una base coerente per una difesa europea pi\u00f9 reattiva. Invece di considerare l&#8217;accordo sulle FREMM italiane come una battuta d&#8217;arresto, la Francia farebbe bene ad accoglierlo come un segnale positivo in quanto dimostrazione di un possibile percorso verso un sistema di difesa europeo che richiede maturazione, capacit\u00e0 di reagire in modo flessibile e concertato alle minacce comuni. Si tratta di evoluzione strategica, non di regressione. Cedere, a condizioni di favore, unit\u00e0 operative ad alleati fidati significa bloccare l\u2019ingresso di fornitori\/attori extra UE ed extra occidentali, oltre a consolidare forme di integrazione che hanno cicli almeno decennali, ed in Mediterraneo abbiamo bisogno di rapporti sempre pi\u00f9 affidabili e sicuri.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Leggi anche<\/strong> <\/span><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/la-grecia-e-il-dilemma-navale-europeo-pragmatismo-italiano-ambizioni-francesi-o\">La Grecia e il dilemma navale europeo: pragmatismo italiano, ambizioni francesi o pressioni americane? &#8211; Difesa Online<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immagini: Marina Militare \/ T\u00fcrk Silahl\u0131 Kuvvetleri \/ Hellenic Navy<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINE MILITARI PERIODO: XXI SECOLO AREA: GRECIA parole chiave: adeguamento flotta ellenica, FREMM . 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