{"id":118478,"date":"2025-05-30T00:02:00","date_gmt":"2025-05-29T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=118478"},"modified":"2026-07-02T19:56:36","modified_gmt":"2026-07-02T17:56:36","slug":"tempeste-solari-quali-gli-effetti-sul-nostro-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/118478","title":{"rendered":"Tempeste solari: quali gli effetti sul nostro pianeta?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: tempeste solari, clima, magnetosfera<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La NASA osserva costantemente il Sole con un insieme di sonde spaziali che studiano l&#8217;attivit\u00e0 della sua atmosfera, le particelle e i campi magnetici dello spazio che circondano la Terra. Un&#8217;attivit\u00e0 non fine a se stessa in quanto le emissioni elettromagnetiche causate da una emissione solare possono perturbare la vita sul nostro pianeta causando non pochi danni. Recentemente, il 5 maggio 2025, la nostra stella ha avuto un&#8217;importante emissione, definita tecnicamente brillamento solare, che ha perturbato la nostra ionosfera, causando temporanei blackout radio (della durata di circa 10&#8242; in Medio Oriente).\u00a0<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_2ADlxet9460\"><div id=\"lyte_2ADlxet9460\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/2ADlxet9460\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2ADlxet9460\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/2ADlxet9460\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ma cos\u2019\u00e8 un brillamento solare?<\/strong><\/span><br \/>Si tratta di un&#8217;emissione di radiazioni elettromagnetiche a largo spettro (dalle onde radio ai raggi gamma) che avviene durante i cosiddetti <strong><span style=\"color: #008000;\">cicli solari <sup>1<\/sup><\/span><\/strong>. Il fenomeno \u00e8 complesso ed avviene quando l&#8217;energia magnetica, immagazzinata nell&#8217;atmosfera solare, accelera le particelle presenti nel plasma circostante, provocando l\u2019emissione di radiazioni elettromagnetiche. Queste emissioni generano il <strong><span style=\"color: #008000;\">vento solare<\/span><\/strong> che, viaggiando nello spazio, raggiunge anche la <strong><span style=\"color: #008000;\">magnetosfera terrestre<\/span><\/strong> <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/sup><\/strong>.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Magnetosphere_rendition-1024x560.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Magnetosphere_rendition-1024x560.jpg\" width=\"1114\" height=\"609\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il campo magnetico terrestre fa da scudo alla superficie della Terra dalle particelle cariche del vento solare. \u00c8 compresso dal lato del Sole (si estende per 60.000 km) a causa della forza delle particelle in avvicinamento, mentre \u00e8 esteso dal lato opposto (oltre 250.000 km)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Magnetosphere_rendition.jpg\">Magnetosphere rendition.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla <strong><span style=\"color: #008000;\">magnetosfera<\/span><\/strong> solo parte delle emissioni solari (raggi ultravioletti e X) viene assorbita dalla ionosfera e non raggiunge la superficie terrestre &#8230; ma ne aumenta temporaneamente la ionizzazione, fattore che, come vedremo, pu\u00f2 interferire con le comunicazioni radio.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ASTRONOMIA-MAGNETOSFERA-1024x744.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ASTRONOMIA-MAGNETOSFERA-1024x744.png\" width=\"1109\" height=\"806\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Schema della magnetosfera. Il flusso del vento solare viene in gran parte deviato dalla magnetosfera terrestre e alcune particelle cariche (plasma) si accumulano nella fascia di Van Allen, una zona toroidale all&#8217;interno della magnetosfera.<br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Structure_of_the_magnetosphere-it.svg\">structure of the magnetosphere &#8211; it. svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">brillamenti solari<\/span><\/strong> si verificano in regioni del Sole attive, spesso attorno alle <strong><span style=\"color: #008000;\">macchie solari <sup>3<\/sup><\/span><\/strong>, e sono alimentati dal rilascio improvviso (da minuti a decine di minuti) dell\u2019energia magnetica immagazzinata nella parte pi\u00f9 esterna dell&#8217;atmosfera del Sole, ovvero la <strong><span style=\"color: #008000;\">corona <sup>4<\/sup><\/span><\/strong>. In particolare, si verificano quando particelle cariche accelerate, principalmente elettroni, interagiscono con il mezzo plasmatico. A volte possono verificarsi negli <strong><span style=\"color: #008000;\">archi coronali <sup>5<\/sup><\/span><\/strong>. La frequenza dei brillamenti varia in relazione allo stato di attivit\u00e0 del Sole, da molti al giorno a circa uno alla settimana quando\u00a0 \u00e8 in uno stato di &#8220;quiete&#8221;. Le onde d&#8217;urto risultanti viaggiano lateralmente attraverso la fotosfera e verso l&#8217;alto attraverso la cromosfera <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">6<\/span><\/strong><\/sup> e la corona, a velocit\u00e0 dell&#8217;ordine di milioni di chilometri all&#8217;ora.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/macchie-solari-XX-secolo-1024x464.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 macchie-solari-XX-secolo-1024x464.webp\" width=\"1099\" height=\"498\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Le macchie solari sono le regioni pi\u00f9 scure visibili sulla superficie del Sole e rappresentano il pi\u00f9 importante\u00a0indicatore dell\u2019attivit\u00e0 solare. Queste \u201cmacchie\u201d non sono altro che aree pi\u00f9 fredde, dove l\u2019intenso campo magnetico solare inibisce il flusso di calore dalla profondit\u00e0. Cicli solari del XX secolo (rappresentati dal numero di macchie per anno) &#8211; Fonte <a href=\"https:\/\/ingvambiente.com\/la-scoperta-del-ciclo-solare\/\">La scoperta del ciclo solare &#8211; INGV ambiente<\/a><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A seconda della loro intensit\u00e0 i brillamenti solari sono definiti da lettere in ordine crescente di potenza: <strong><span style=\"color: #008000;\">A, B, C, M e X<\/span><\/strong> in cui ogni classe \u00e8 dieci volte pi\u00f9 potente di quella precedente con la pi\u00f9 potente designata X. Ogni lettera \u00e8 ulteriormente suddivisa linearmente in 9 classi, numerate da 1 a 9. Per capire: un brillamento M5 \u00e8 la met\u00e0 di un brillamento M10, che equivale a un X1 che \u00e8 a sua volta la met\u00e0 di un brillamento X2. Oltre la classe X9, la pi\u00f9 alta, la numerazione prosegue linearmente. Brillamenti di tale entit\u00e0 sono rari, come quelli del 16 agosto 1999 e del 2 aprile 2001 che raggiunsero una potenza X20, cio\u00e8 due volte maggiore di un X10, il fondo scala della classe X. Statisticamente, anche se non \u00e8 una regola, i brillamenti di classe X (pi\u00f9 intensi) si verificano in media circa otto volte per ciclo solare, mentre i brillamenti di classe M si verificano circa 2000. <strong><span style=\"color: #008000;\">Mantenere una sorveglianza continua dell\u2019attivit\u00e0 solare \u00e8 quindi importantissimo per valutare possibili conseguenze.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/astronomia-Ultiwavelength_extreme_ultraviolet_sun.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 astronomia-Ultiwavelength_extreme_ultraviolet_sun.jpg\" width=\"1107\" height=\"1107\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un&#8217;immagine a disco intero del Sole, nell&#8217;ultravioletto estremo multi-lunghezza d&#8217;onda, scattata dall&#8217;SDO il 30 marzo 2010. I falsi colori tracciano diverse temperature dei gas. I rossi sono relativamente freddi (circa 60.000 Kelvin, ovvero 107.540 \u00b0F); i blu e i verdi sono pi\u00f9 caldi (oltre 1 milione di Kelvin, ovvero 1.799.540 \u00b0F) &#8211; Fonte NASA &#8211; Goddard<\/strong><\/span> <br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ultiwavelength_extreme_ultraviolet_sun.jpg\">Ultiwave length extreme ultraviolet sun.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gli effetti dei brillamenti sul pianeta<\/strong><\/span><br \/>Come premesso, sebbene la magnetosfera e l&#8217;atmosfera forniscano una adeguata protezione a livello del suolo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">vento solare<\/span><\/strong> rilascia intense particelle ad alta energia che possono generare radiazioni dannose anche per gli esseri umani; in particolare per gli astronauti nello spazio che, esposti a queste particelle possono subire un danneggiamento fisico a livello cromosomico con conseguenze anche fatali. Tra le particelle pi\u00f9 pericolose i <strong><span style=\"color: #008000;\">protoni<\/span><\/strong> che danno avvio ad una catena di reazioni che producono particelle leggere, quali elettroni e neutroni, attraverso meccanismi di ionizzazione e interazioni nucleari. Essi possono produrre problemi di radiazioni pericolose anche a bordo dei voli di linea alle elevate altitudini. Sebbene questo rischio sia relativamente basso, il monitoraggio delle emissioni solari consente di far modificare in tempo le rotte aeree che potrebbero essere interessate dall\u2019emissione. Biologicamente queste variazioni elettromagnetiche influenzano il sistema di orientamento di molti animali migratori come\u00a0 gli uccelli ed i cetacei che possono perdere il riferimento sulle linee del magnetismo terrestre.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai danni &#8220;biologici&#8221; va aggiunto il disturbo dei sistemi di comunicazioni che utilizzano la ionosfera per riflettere i segnali radio su lunghe distanze. Altri impianti disturbati sono i sistemi radar degli aeroporti civili e militari e le linee telegrafiche, ove esistenti, che sono ancora soggette agli effetti delle tempeste magnetiche. Per la navigazione navale, aerea e terrestre sistemi satellitari come GPS, GLONASS, e altri similari, possono subire interruzioni e malfunzionamenti. Questo \u00e8 dovuto al fatto che le emissioni ultraviolette, colpendo la parte alta dell&#8217;atmosfera, ne causano un riscaldamento ed espansione; in pratica gli strati di aria pi\u00f9 calda si alzano e la densit\u00e0 alla quale orbitano i satelliti (circa 1000 km), aumenta significativamente, causando un cambio dell\u2019orbita gravitazionale dei satelliti. Non ultimo, l&#8217;oscillazione della corrente generata dalle variazioni del campo magnetico agisce su tutte le linee elettriche lunghe (di almeno 1-10 km). Questo effetto \u00e8 pi\u00f9 frequente negli USA, Canada e in Australia mentre le reti europee, basandosi su linee di trasmissione pi\u00f9 corte e per lo pi\u00f9 interrate, sono mediamente meno vulnerabili.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/NASA-Sunspots_1302_Sep_2011_by_NASA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NASA-Sunspots_1302_Sep_2011_by_NASA.jpg\" width=\"1108\" height=\"651\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Osservazioni recenti condotte dalla sonda SOHO\u00a0hanno mostrato che sotto ogni macchia solare vi sono potenti correnti di materiale dirette verso l&#8217;interno del Sole, che formano dei\u00a0vortici che concentrano le linee di campo magnetico. Di conseguenza possiamo immaginare le macchie come delle tempeste che si sostengono autonomamente, simili in alcuni aspetti agli\u00a0uragani terrestri &#8211; Fonte NASA, 2011\u00a0<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sunspots_1302_Sep_2011_by_NASA.jpg\">sunspots 1302 Sep 2011 by NASA.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Esistono rapporti causa-effetto tra i brillamenti solari e le variazioni climatiche?<\/strong><\/span><br \/>Sin dal 1851, quando l&#8217;astronomo <strong><span style=\"color: #008000;\">Heinrich Schwabe<\/span><\/strong> osserv\u00f2 per la prima volta che l&#8217;attivit\u00e0 solare variava secondo un ciclo di undici anni, con periodi di massimi e minimi, l\u2019attenzione verso il nostro Sole non \u00e8 mai mancata. Sebbene se ne parli poco, questi cicli periodici a volte subiscono dei momenti di stasi e se ne accorse per primo l&#8217;astronomo <strong><span style=\"color: #008000;\">E.W. Maunder<\/span><\/strong>; lo scienziato scopr\u00ec che, tra il 1645 e il 1715, il Sole aveva interrotto il suo usuale ciclo undecennale, un fenomeno che aveva influenzato il clima terrestre. Da analisi interdisciplinari, ci sono stati sei minimi solari simili a quello di Maunder dal minimo egizio dell&#8217;anno 1300 a.C., con intervalli fra i minimi che variano tra i 180 e i 1100 anni e con una durata media di 115 anni. Quando ci sar\u00e0 il prossimo non \u00e8 prevedibile ma l\u2019osservazione della nostra stella ci consentir\u00e0 di poter valutare anche l\u2019eventuale entrata in un nuovo periodo di stasi che potrebbe influire sul clima globale. Un discorso ancora molto complesso che implica l\u2019interazione di numerosi fattori tra cui l\u2018influenza degli Oceani. A tal riguardo c\u2019\u00e8 un comune accordo tra gli scienziati che i picchi solari abbiano una intima relazione con due importanti fenomeni collegati al clima: <strong><span style=\"color: #008000;\">La Ni\u00f1a e El Ni\u00f1o<\/span><\/strong>, originati dai cambiamenti della temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia di cui parleremo in un altro articolo.<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>immagini NASA, NOOA<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><br \/>1. un <span style=\"color: #008000;\"><strong>ciclo solare<\/strong><\/span> \u00e8 un periodo di circa 11 anni durante il quale le attivit\u00e0 del Sole in cui avvengono emissioni di diversa intensit\u00e0 e l\u2019inversione del campo magnetico, in genere prima di iniziare un altro ciclo.<br \/>2. La\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><b>magnetosfera<\/b><\/span>\u00a0\u00e8 la regione di\u00a0spazio circostante un corpo celeste\u00a0entro la quale il\u00a0campo magnetico\u00a0da esso generato domina il\u00a0moto\u00a0delle eventuali\u00a0particelle cariche presenti. Nel caso terrestre possiamo immaginarci come una bolla protettiva che ci salvaguarda da alcune delle particelle di energia create dalle onde cosmiche. Va compreso che la sua forma \u00e8 variabile e dipende dalle interazioni con il flusso del vento solare.3. Una <strong><span style=\"color: #008000;\">macchia solare<\/span><\/strong> \u00e8 una regione della superficie del Sole (chiamata fotosfera) che \u00e8 distinta dall&#8217;ambiente circostante per una temperatura minore ed una forte attivit\u00e0 magnetica. Anche se la formazione delle macchie solari \u00e8 ancora oggetto di ricerca, gli scienziati ipotizzano che siano generati da movimenti interni al Sole di flussi magnetici che &#8220;forano&#8221; la fotosfera.\u00a0<br \/>4. La <strong><span style=\"color: #008000;\">corona solare<\/span><\/strong> \u00e8 la parte pi\u00f9 esterna dell&#8217;atmosfera\u00a0del\u00a0Sole ed \u00e8 formata da gas (soprattutto idrogeno) e vapori provenienti dagli strati sottostanti dell&#8217;atmosfera solare, estendendosi per milioni di chilometri.<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Sun_poster.svg-1024x512.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Sun_poster.svg-1024x512.png\" width=\"1112\" height=\"556\" \/><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Struttura schematica del Sole \u00a0\u00a0<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sun_poster.svg\">Sun poster.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Se osservato nelle bande X e UV, il Sole appare disomogeneo e cosparso da archi magnetici brillanti \u2013 chiamati\u00a0<em><strong><span style=\"color: #008000;\">archi coronali<\/span><\/strong> \u2013\u00a0<\/em>nei quali \u00e8 confinato plasma a milioni di gradi &#8211; che appaiono pi\u00f9 numerosi, compatti, caldi e brillanti in regioni chiamate regioni attive: regioni che si sviluppano attorno le\u00a0macchie solari, dove il campo magnetico \u00e8 pi\u00f9 intenso. Questo spiega anche perch\u00e9 i brillamenti solari eruttano tipicamente nelle regioni del Sole dove i campi magnetici sono molto pi\u00f9 intensi.\u00a0<br \/>6. La <span style=\"color: #008000;\"><strong>cromosfera<\/strong><\/span> \u00e8 un sottile strato dell&#8217;atmosfera\u00a0del\u00a0Sole, al di sopra della fotosfera, spesso circa\u00a0<span class=\"nowrap\">2000 km,<\/span>\u00a0sostanzialmente trasparente rispetto al resto dell&#8217;atmosfera solare.<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: ASTRONOMIAPERIODO: XXI SECOLOAREA: DIDATTICAparole chiave: tempeste solari, clima, magnetosfera. La NASA osserva costantemente il Sole con un insieme di sonde spaziali che studiano l&#8217;attivit\u00e0 della sua atmosfera, le particelle e i campi magnetici dello spazio che circondano la Terra. 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