{"id":11846,"date":"2020-08-02T00:10:38","date_gmt":"2020-08-02T00:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=11846"},"modified":"2023-07-26T15:57:23","modified_gmt":"2023-07-26T13:57:23","slug":"exosuit-un-sommergibile-personale-per-gli-scienziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11846","title":{"rendered":"Exosuit: un \u201csommergibile personale\u201d per gli scienziati del terzo millennio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MATERIALI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Scafandri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;alternativa all&#8217;immersione tradizionale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUno dei limiti fisiologici che hanno da sempre afflitto i subacquei \u00e8 quello legato agli obblighi decompressivi: pi\u00f9 tempo si sta in immersione e pi\u00f9 profondi si scende pi\u00f9 gas inerte verr\u00e0 assorbito richiedendo soste decompressive sempre pi\u00f9 lunghe. Per ovviare a questo problema la subacquea commerciale ha sviluppato il sistema di immersione detto \u201cin saturazione\u201d. Una caratteristica dell\u2019assorbimento di gas inerte \u00e8 infatti che dopo un certo periodo di tempo (circa dodici&nbsp;ore) l\u2019organismo umano diviene saturo di detto gas e non ne assorbe pi\u00f9. Di conseguenza gli obblighi decompressivi non incrementeranno ulteriormente. In pratica i sub vengono mantenuti ad una pressione equivalente a quella che incontreranno in immersione vivendo all\u2019interno di ambienti iperbarici per diversi giorni ed usando una campana iperbarica come una sorta di \u201cascensore\u201d per scendere e risalire dalla quota operativa senza variazione di pressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene tale procedura sia ormai usata da molti anni con ottimi risultati richiede una logistica molto complessa in termini di materiale, personale impiegato e training per i sommozzatori. Inoltre vivere a cos\u00ec alta pressione, spesso equivalente ad oltre 500 metri di profondit\u00e0, produce una serie di effetti avversi sull&#8217;organismo umano sia a breve che a lungo termine. Un\u2019alternativa \u00e8 quella di usare dei mini-sommergibili in grado di mantenere una pressione interna normobarica (ossia equivalente a quella incontrata alla superficie); anche in questo caso costi, logistica e training sono molto elevati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una terza soluzione \u00e8 quella di usare uno scafandro rigido normobarico che unisca i vantaggi di un mini-sommergibile con quelli di un subacqueo. Alcuni modelli di tali sistemi sono stati usati da diversi anni ma il loro limite era sempre quello di limitata manovrabilit\u00e0, forte dipendenza dal supporto di superficie e complesso training per l\u2019operatore.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11849\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2.jpg\" alt=\"exosuit-2\" width=\"770\" height=\"574\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-2-1024x763.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oltre Iron man<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDi recente la Canadese <a href=\"http:\/\/nuytco.com\/products\/exosuit\/\">Nuytco Research<\/a> ha sviluppato un nuovo modello di scafandro rigido chiamato \u201c<span style=\"color: #008000;\">Exosuit<\/span>\u201d con caratteristiche molto favorevoli in termini di operativit\u00e0 e sicurezza. L&#8217;Exosuit \u00e8 costruito in lega di alluminio, pesa circa 240 chili ed \u00e8 in grado di operare fino a 300 metri di profondit\u00e0. Il sistema \u00e8 collegato alla superficie attraverso un ombelicale che fornisce alimentazione elettrica e comunicazione audio e video. Una delle novit\u00e0 chiave \u00e8 l\u2019uso di un sistema di 18 giunture che garantiscono un livello di libert\u00e0 di movimento mai provato prima in questo tipo di scafandri. Nonostante il suo peso lo scafandro Exosuit, una volta in acqua, \u00e8 praticamente neutro e, grazie ad un sistema di quattro propulsori elettrici da 1.6 cavalli ospitati in una sorta di \u201czaino\u201d, l&#8217;operatore pu\u00f2 muoversi nelle tre dimensioni con uno sforzo minimo. I propulsori sono comandati mediante due pedali posti sotto i piedi del pilota, che siede su una sorta di sellino da moto. L\u2019atmosfera interna \u00e8 controllata elettronicamente da un rebreather che elimina la CO<sub>2<\/sub> prodotta e garantisce fino a 50 ore di sopravvivenza anche in caso di perdita di contatto con la superficie. Un ulteriore vantaggio \u00e8 che la Exosuit pu\u00f2 essere controllata dalla superficie, come un ROV, con un chiaro incremento di sicurezza e consentendo a personale anche con training limitato di usare il sistema. Una serie di accessori, incluse luci LED, telecamere HD ed un sonar, completano la dotazione di bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una soluzione per molti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl target cui la Exosuit si rivolge \u00e8 principalmente quello scientifico ed infatti il suo primo test operativo \u00e8 stato quello di prelevare campioni di plancton in un canyon al largo della costa orientale degli Stati Uniti alla profondit\u00e0 di circa 300 metri. Questo tipo di organismi platonici profondi sono molto important; ad esempio studi sulle proteine di una medusa \u201cAequorea Victoria\u201d hanno permesso di scoprire importanti meccanismi legati allo sviluppo delle cellule neuronali del cervello consentendo a Osamu Shimomura, Martin Chalfie e Roger Tsien di vincere il Premio Nobel per la chimica nel 2008. Vedremo se l\u2019uso della Exosuit porter\u00e0 ad altre scoperte di simile livello.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11850\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-3.jpg\" alt=\"exosuit-3\" width=\"765\" height=\"1027\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-3.jpg 715w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/exosuit-3-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 765px) 100vw, 765px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra importante ricerca nella quale \u00e8 stata usata la Exosuit si \u00e8 svolta nel Mar Egeo nel 2014, sul famoso relitto di Antichythera, &nbsp;dove venne ritrovato il famoso e misterioso \u201cmeccanismo\u201d, una sorta di \u201corologio\u201d molto probabilmente destinato a calcoli astronomici. Il relitto sta ancora regalando sorprese e la disponibilit\u00e0 della Exosuit ha permesso agli archeologi di ritornare sui resti del relitto per compiere nuove osservazioni e misurazioni con un mezzo fini a pochi anni fa impensabile.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_q4WJSe4oPxo\"><div id=\"lyte_q4WJSe4oPxo\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/q4WJSe4oPxo\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q4WJSe4oPxo\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/q4WJSe4oPxo\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vantaggio principale della Exosuit \u00e8 che un ricercatore pu\u00f2 essere addestrato al suo utilizzo in relativamente breve tempo, comunque enormemente inferiore a quello che sarebbe necessario per addestrare un pilota di sommergibile a diventare uno scienziato. In questo modo archeologi, biologi e geologi potranno immergersi di persona per studiare l\u2019oggetto delle proprie ricerche senza dover demandare a sistemi remoti o campionamenti da superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-44281\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/exosuit-0.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"1350\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/exosuit-0.jpg 900w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/exosuit-0-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/exosuit-0-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/exosuit-0-768x1152.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la fase di preparazione della spedizione archeologica del 2014 sul relitto di Antichythera, coordinata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Woods Hole Oceanographic Institution<\/span><\/strong>, ho avuto la fortuna di essere presente e partecipare, come \u201cvisiting scientific diver\u201d, a parte dell\u2019addestramento. La manovrabilit\u00e0 della Exosuit in acqua \u00e8 considerevole e la logistica, sebbene&nbsp;impegnativa, \u00e8 molto semplificata rispetto a quella che sarebbe necessaria per l&#8217;impiego di subacquei in saturazione (necessitanti di camere di decompressione voluminose) o di mini-sommergibili. La cosa che pi\u00f9 mi ha impressionato \u00e8 stata tuttavia la rapidit\u00e0 con la quale \u00e8 stato possibile addestrare i ricercatori alle funzioni di base della Exosuit in modo&nbsp;da poterla usare in sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un nuovo passo avanti per la conquista degli abissi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon la Exosuit, e con i sistemi che di certo la seguiranno (ne esiste un nuovo modello che pu\u00f2 raggiungere i 2000 piedi), &nbsp;si aprono nuovi orizzonti per la ricerca scientifica subacquea con enormi potenziali in termini di progresso scientifico e tecnologico.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nGiorgio Caramanna<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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