{"id":117931,"date":"2025-05-18T00:02:00","date_gmt":"2025-05-17T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117931"},"modified":"2025-05-13T16:50:51","modified_gmt":"2025-05-13T14:50:51","slug":"come-esperti-marinai-gestivano-attivita-ludiche-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117931","title":{"rendered":"Come esperti marinai gestivano anche le attivit\u00e0 ludiche a Roma"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: IMPERO ROMANO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Classiari, organizzazione dei fari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione delle due caserme di classiari nella Citt\u00e0 Eterna ha distratto l\u2019attenzione di certi studiosi dai numerosi compiti professionali logicamente attribuibili ai fanti di marina nella capitale dell\u2019Impero, che pur permaneva strettamente collegata al mare dal Tevere, sul quale continuavano a navigare anche le navi da guerra agli ordini degli imperatori. Un\u2019eccessiva attenzione \u00e8 stata in effetti rivolta alla ricerca di qualche compito secondario assolvibile dai classiari nei due quartieri dove erano accasermati, come se occorresse giustificare con qualche elementare mansione locale una presenza altrimenti inspiegabile. Ma, visto che siamo entrati in questo argomento, vediamo ora quali possano essere realmente state le altre attivit\u00e0 svolte in contesti diversi da quelli prettamente militari. Per i classiari in servizio a Roma, la vicinanza delle loro caserme al Colosseo (per i Misenati) e alla Naumachia di Augusto (per i Ravennati) ha fatto pensare che il ruolo primario del personale delle due flotte pretorie presente nell\u2019Urbe fosse al servizio di quei due luoghi di spettacolo. Vista l\u2019abnormit\u00e0 di questa interpretazione, verifichiamo meglio di che si tratta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-05-182949.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-05-182949.png\" width=\"901\" height=\"1123\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Anfiteatro Flavio mostra tuttora, attorno alla parte pi\u00f9 alta del suo perimetro esterno, una fitta serie di mensole in travertino poste al di sotto di fori praticati nel cornicione: in quei fori passavano i 240 pali che, poggiati sulle rispettive mensole, sporgevano verso l\u2019alto tutt\u2019intorno al Colosseo. Essi servivano per sorreggere l\u2019immane velario, che riparava gli spettatori dal sole ed era tenuto in tensione da un complesso sistema di cavi, anelli e carrucole, con\u00a0 \u00a0 dei tiranti esterni che arrivavano in basso alle grosse bitte infisse per terra attorno all\u2019anfiteatro. Sebbene il velario fosse costituito da un insieme di spicchi di tela di lino fra di loro indipendenti, la manovra di questi ultimi richiedeva comunque una perizia fuori dall\u2019ordinario, poich\u00e9 ciascuno spicchio aveva una superficie di gran lunga maggiore di qualsiasi vela mai utilizzata per mare. \u00c8 quindi perfettamente credibile che la manovra del grande velario fosse stata affidata a chi possedeva una provata destrezza ed esperienza nel maneggiare i cavi e le vele. Ma stiamo parlando di esperienza marinaresca, che era propria dei nocchieri: certamente non l\u2019avevano i classiari, il cui addestramento era focalizzato sull\u2019uso delle armi. Tuttavia, il coinvolgimento dei marinai della flotta per la manovra del velario ci \u00e8 noto solo da un passo della Storia Augusta formalmente contraddittorio, poich\u00e9 cita i classiari \u00abche manovravano il velario, nell\u2019Anfiteatro\u00bb nel contesto di un episodio in cui l\u2019imperatore Commodo ha sfruttato le capacit\u00e0 antisommossa dei classiari veri e propri, ivi presenti, per compiere una repressione dispotica. In quel caso, quindi, non si trattava di nocchieri, ma la confusione \u00e8 comprensibile, sia perch\u00e9 l\u2019autore, Elio Lampridio, ha scritto quella biografia due secoli dopo, sia perch\u00e9 non vi era l\u2019abitudine di usare termini distinti per indicare le pur diversissime categorie del personale delle flotte. D\u2019altronde non dovremmo nemmeno sorprenderci eccessivamente, perch\u00e9, anche oggigiorno, ogni militare della Marina \u00e8 visto come un marinaio, senza badare alle distinzioni di categorie e specialit\u00e0, quali i Nocchieri, i Radaristi, i Fucilieri di Marina, ecc. In ogni caso, qualora dei nocchieri Misenensi fossero stati effettivamente utilizzati per il velario del Colosseo, si sarebbe trattato di un compito assolutamente subalterno e secondario rispetto alla loro missione primaria. Risulta peraltro che nel 212 dei classiari hanno fornito un contributo minoritario all\u2019allestimento di uno spettacolo all\u2019anfiteatro da parte dei Vigili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai classiari della flotta pretoria Ravennate, viene normalmente assicurato che la loro caserma, essendo nel quartiere di <strong><span style=\"color: #008000;\">Trastevere (<em>Regio XIV Transtiberim<\/em>)<\/span><\/strong>, era vicina \u201calla Naumachia\u201d. In realt\u00e0 le naumachie, a Roma, sono state probabilmente cinque, o comunque almeno quattro. Dopo quella di Cesare, che per\u00f2 era stata allestita nel Campo Marzio, nel 2 a.C. Augusto fece scavare la sua vasta naumachia (lunga 533 m, larga 355) nell\u2019area pianeggiante trasteverina al centro dell\u2019ansa del fiume. Questo stesso bacino venne utilizzato forse anche da Nerone e sicuramente da Tito. Successivamente Domiziano volle realizzare una nuova naumachia \u2013 vicina al Tevere e dotata di gradinate per gli spettatori \u2013 e lo stesso fece Traiano, che inaugur\u00f2 la propria naumachia nel 109 d.C.. Oltre un secolo dopo, Filippo l\u2019Arabo e suo figlio fecero scavare nuovamente un bacino al di l\u00e0 del Tevere nell\u2019imminenza delle celebrazioni per il primo millennio di Roma (247 d.C.). Gli spettacoli di combattimenti navali, che si tennero in queste strutture appositamente realizzate oppure anche in altri edifici di spettacolo (anfiteatri e teatri) erano eventi alquanto rari, visto che i primi tre (organizzati da Cesare, Augusto e Claudio) sono avvenuti a distanza di circa mezzo secolo l\u2019uno dall\u2019altro, mentre quelli successivi \u2013 scarsamente documentati \u2013 sono stati mediamente intervallati di circa un trentennio. \u00c8 evidente che, per degli impegni ripetuti con frequenza pluridecennale, avrebbe avuto ben poco senso mantenere in permanenza in una caserma trasteverina dei classiari dedicati alle naumachie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-05-182935.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-05-182935.png\" \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Naumachia di Diocleziano secondo una ricostruzione immaginaria settecentesca. Incisione ad acquaforte originale tratta dall\u2019opera <em>Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile<\/em> di Jean Claude Richard, Abb\u00e9 de Saint-Non (4 volumi, 1781-1787). Autori dell\u2019incisione sono Jean Duplessi Bertaux e Robert Daudet, su disegno di Jean Baptiste Charpentier.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere assolutamente eccezionale di quelli spettacoli \u00e8 desumibile anche da quanto avvenne per la naumachia ideata da Augusto: per quella occasione affluirono a Roma moltissime persone provenienti da ogni parte d\u2019Italia, mentre gli stessi cittadini dell\u2019Urbe si riversarono in massa al di l\u00e0 del Tevere, tanto che si rese necessario istituire un servizio di sorveglianza in citt\u00e0 per non lasciare il campo libero a ladri e rapinatori. Ma quale avrebbe potuto essere il ruolo dei classiari in uno spettacolo di naumachia? Le descrizioni degli eventi programmati nell\u2019Urbe sono molti stringate, riferendo al massimo i nomi delle flotte contrapposte e il numero di navi e di combattenti imbarcati. Tuttavia questi combattenti precettati per un pubblico spettacolo non erano certamente dei classiari, ma dei figuranti che agivano come tali: dei gladiatori \u2013 schiavi o professionisti \u2013 o dei condannati. Quest\u2019ultima soluzione fu adottata per la grande naumachia voluta da Claudio nel lago Fucino nel 52 d.C., la sola di cui abbiamo qualche dato pi\u00f9 preciso. In quel caso, infatti, gli equipaggi che dovevano imbarcare sulle quadriremi e triremi partecipanti al combattimento navale erano costituiti da diciannovemila uomini, tutti criminali condannati a morte. Lo specchio d\u2019acqua da utilizzare per la battaglia era solo una porzione dell\u2019ampio lago: esso era stato delimitato da un cordone di navi da guerra e altri natanti armati di catapulte e baliste, presidiati da classiari e pretoriani, per evitare che i condannati potessero navigare liberamente verso la sponda opposta e darsi alla macchia. In quel contesto molto particolare, dunque, i classiari agivano sulle proprie navi per contribuire alla tutela della sicurezza e della legalit\u00e0. Un\u2019analoga esigenza non avrebbe potuto presentarsi per le naumachie cittadine. Per esse, l\u2019eventuale ruolo dei classiari non avrebbe potuto essere che molto pi\u00f9 limitato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/onde12_naumachie_iside.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde12_naumachie_iside.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo dunque visto che il contributo dei classiari allo svolgimento dei pubblici spettacoli imperiali \u2013 al Colosseo e nelle naumachie \u2013 fu soltanto episodico e marginale, come avvenne anche per le forze terrestri, rimangono da citare altre attivit\u00e0 non militari occasionalmente assegnate al personale delle flotte. Occorre premettere che i Romani hanno sempre considerato necessario mantenere i militari costantemente in attivit\u00e0, per evitare gli effetti deleteri dell\u2019ozio. Tale criterio, la cui applicazione \u00e8 maggiormente visibile per le forze terrestri, ha talvolta consentito l\u2019esecuzione di lavori che suscitarono stupore o ammirazione, come i seguenti esempi: le navi che in epoca repubblicana Scipione Nasica aveva fatto costruire dai suoi legionari, pur non avendone bisogno; il canale navigabile lungo 34 km fra il Reno e la Mosa fatto scavare da Corbulone dopo aver ricevuto da Claudio l\u2019ordine di interrompere le sue vittoriose operazioni in Germania; il completamento degli argini sul Reno, portato a termine dal governatore della Germania inferiore, mentre il suo collega della Germania superiore avviava il progetto \u2013 purtroppo abortito \u2013 di scavo di un canale di collegamento fra la Mosella e la Saona, per consentire la navigazione interna dal Mediterraneo al mare del Nord. Anche i classiari sono stati impiegati in analoghi lavori (586). Quello di gran lunga pi\u00f9 noto \u00e8 il Vallo di Adriano, la prima linea fortificata lunga 117 km a difesa della provincia di Britannia dalle incursioni da nord, costruzione alla quale hanno in parte contribuito gli uomini della <em>classis Britannica<\/em>. Oltre a questa opera immane, eretta a scopo di difesa, un altro lavoro eseguito dai classiari in ambito militare \u00e8 stato il rifacimento del ponte mobile, in legno, sul canale navigabile fra il porto di Miseno e l\u2019omonimo lago, sotto la direzione del comandante della flotta, Flavio Mariano (nel IV secolo). Nella stessa area, i Misenati potrebbero aver contribuito, all\u2019epoca di Costantino, all\u2019importante restauro cui fu sottoposto l\u2019acquedotto del Serino, che alimentava anche la <strong><span style=\"color: #008000;\">Piscina Mirabile<\/span><\/strong>. \u00c8 inoltre noto il coinvolgimento di classiari, unitamente a degli ausiliari, nei lavori relativi ad un\u2019opera di pubblica utilit\u00e0 durante il principato di Antonino Pio: lo scavo di una galleria per un acquedotto nell\u2019area del porto di <em>Saldae<\/em> (odierna Bugia, in Algeria) nella Mauretania Cesarense. Si tratta, come si vede, di eventi piuttosto rari e geograficamente diradati, resi possibili solo dall\u2019assenza di altre esigenze operative. Inoltre, dato il loro carattere occasionale, inconsueto e atipico, le predette attivit\u00e0 non appaiono configurare un\u2019ulteriore funzione collaterale dei classiari, mentre sono certamente un buon indizio della loro versatilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Domenico Carro<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>estratto dal saggio <em>Classiari<\/em> di Domenico Carro \u2013 Supplemento alla Rivista marittima aprile-maggio 2024 \u2013 per gentile concessione della Rivista Marittima, dedicato alla memoria del figlio Marzio, corso Indomiti, informatico visionario e socio del Mensa, prematuramente scomparso<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. 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