{"id":117831,"date":"2025-05-15T00:02:00","date_gmt":"2025-05-14T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117831"},"modified":"2026-01-14T23:01:11","modified_gmt":"2026-01-14T22:01:11","slug":"la-taranto-greca-e-la-marina-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117831","title":{"rendered":"La Taranto della Magna Grecia e la Regia Marina italiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ITALIA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Taranto, Regia Marina italiana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIl titolo \u00e8 volutamente un p\u00f2 fuorviante: infatti non parleremo delle antiche forze navali greche, la cui storia peraltro non manca di spunti interessanti, ma con un salto nel tempo di oltre duemila anni ci porteremo nella Taranto di fine XIX secolo. Gi\u00e0 Napoleone aveva pensato di fare della citt\u00e0 una piazzaforte marittima di grande importanza: vennero avviati alcuni interventi, incentrati sulla costruzione dell\u2019oggi scomparso forte Laclos sull\u2019isola di San Paolo, ma dopo il 1814 i Borboni, la cui flotta disponeva largamente di tutto ci\u00f2 che le serviva fra Napoli e Castellammare, non proseguirono nei lavori.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Map_of_Tarentum_Ita-1024x663.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Map_of_Tarentum_Ita-1024x663.png\" width=\"1024\" height=\"663\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mappa di Taras, nome di Taranto nella Magna Grecia, Notare la zona archeologica sita in Arsenale&nbsp; che comprende le necropoli ed il tempio di Persefone &#8211; Autore Michael Mustafin<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Map_of_Tarentum_Ita.png\">Map of Tarentum Ita.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 noto, poco dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia la Regia Marina si mise alla ricerca del luogo pi\u00f9 adatto per costruire una base navale aperta sul Mediterraneo centrale e a questo scopo i suoi ufficiali e le sue navi visitarono con attenzione tutte le localit\u00e0 costiere delle regioni pi\u00f9 meridionali; nel 1865 tocc\u00f2 all&#8217;allora <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Simone Pacoret di Saint Bon<\/span> <\/strong>essere inviato a Taranto: ne rimase favorevolmente impressionato e compil\u00f2 uno studio accurato, ma solo molto pi\u00f9 tardi, dopo discussioni e polemiche, cadde sulla citt\u00e0 la scelta definitiva. Nel frattempo, ma senza alcun disegno preordinato, a Taranto furono presto istituiti un\u2019officina (chiamata arsenaletto) e dei magazzini, ma erano sufficienti solo per riparazioni volanti e rifornimenti di modesta entit\u00e0, giusto per evitare che le navi, anche per minute necessit\u00e0, dovessero risalire fino a Napoli o ad Ancona. Valendosi du questi pochi mezzi Taranto ospit\u00f2 per una sosta tecnica le navi di ritorno nel Tirreno dopo la battaglia di Lissa e con l\u2019occasione nella Cattedrale cittadina vi fu una solenne commemorazione dei caduti. I veri e propri lavori per dar vita alla base navale cominciarono nel 1883 e qui entriamo nel vivo del discorso che giustifica il titolo. La Taranto greca era una citt\u00e0 estesa e popolata: l\u2019Acropoli occupava tutta la citt\u00e0 vecchia mentre l\u2019urbanizzazione residenziale si stendeva verso sud-est pi\u00f9 o meno fino all\u2019attuale via Magna Grecia ed era una delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi del mondo antico, forse con non meno di 200.000 abitanti.<br \/>\nSul Mar Piccolo si affacciavano l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Agor\u00e0<\/span><\/strong>,<strong><span style=\"color: #008000;\"> il porto mercantile, quello militare con l\u2019arsenale, il tempio di Persefone e il tempio di Demetra<\/span><\/strong> e pi\u00f9 a sud est si stendeva anche una necropoli arcaica poi inglobata nel tessuto cittadino quando fu costruita la cerchia di mura pi\u00f9 recente. Basta confrontare una mappa antica con una moderna per rendersi conto che, in pratica, una parte importantissima di Taras si stendeva proprio dove sono oggi le strutture attuali della Marina Militare. Non c\u2019\u00e8 quindi da meravigliarsi che come furono iniziati i primi lavori di sterro sia apparsa una quantit\u00e0 incredibile di strutture murarie e reperti archeologici. Gi\u00e0 nelle mappe risalenti ad epoche precedenti si trova annotata nella zona la presenza di molti ruderi antichi ancora visibili specialmente nel tratto dove la linea di costa venne rettificata per la costruzione della Banchina Torpediniere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-06-160124.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-06-160124.png\" width=\"895\" height=\"627\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tombe greche nell\u2019arsenale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il sottosuolo di Taranto nascondesse tesori archeologici era cosa nota da secoli e quello che di tanto in tanto veniva recuperato prendeva la strada dei collezionisti di tutta l\u2019Europa, ma era la prima volta che venivano fatti scavi cos\u00ec sistematici e cos\u00ec in profondit\u00e0 e per di pi\u00f9 su un\u2019area tanto vasta e proprio per questo, fra complicit\u00e0, insufficiente sorveglianza e disinteresse, i trafugamenti si moltiplicarono tanto che la quantit\u00e0 di reperti offerta sul mercato collezionistico, libero e non ancora regolamentato, crebbe cos\u00ec a dismisura da attirare l\u2019attenzione del Ministero della pubblica istruzione e in particolare del <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttore Generale delle Belle Arti e Antichit\u00e0 Giuseppe Fiorelli<\/span> <\/strong>(1) che gi\u00e0 negli anni precedenti si era interessato agli scavi occasionalmente eseguiti a Taranto a proposito dei quali tenne un relazione per l\u2019Accademia dei Lincei che nel 1881 fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.<br \/>\nA Taranto calarono come falchi gli ispettori &#8211; fra tutti il pi\u00f9 attivo fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Viola<\/span><\/strong> (2) &#8211; mentre a livello superiore, possiamo dire con un po\u2019 di ironia, si ingaggi\u00f2 negli anni una \u201clotta fra titani\u201d cio\u00e8 fra gli <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiragli comandanti (Nicastro, Turi, Frigerio ecc.) e il Direttore Generale, spalleggiati dai rispettivi ministri quali, ad esempio, Brin, Racchia, Morin da una parte e Pasquale Villari, Ferdinando Martini, Guido Baccelli<\/span><\/strong> dall\u2019altra; tutti \u201cgrossi calibri\u201d nel proprio settore di competenza. Questa guerra termin\u00f2 con un prevedibile compromesso: la Marina ottenne mano libera sull\u2019area e, nel caso, l\u2019autorizzazione ad effettuare le demolizioni necessarie, ma tutto doveva avvenire sotto la costante vigilanza del Ministero dell\u2019istruzione al quale doveva essere consegnato tutto il materiale ritrovato.<br \/>\nSul posto venne istituito un Ufficio scavi, ovviamente considerato dai militari con sufficienza e fastidio; nelle \u201cNotizie degli scavi di antichit\u00e0\u201d, pubblicato nel 1900 dall\u2019Accademia dei Lincei, si legge: \u201d\u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">sarebbe stato altamente desiderabile che queste indagini fossero state accompagnate dalla costante vigilanza di un ingegnere topografo che avesse eseguite con esattezza le piante e tenuto conto dei minimi particolari nel raccogliere i dati di fatto.<\/span><\/em><\/strong>\u201d Non \u00e8 difficile immaginare quante limitazioni venissero poste agli archeologi: un conto era consegnare i reperti, fossero anche preziosi, e un conto vedere qualcuno che tracciava mappe della zona militare. Anche dopo l\u2019inaugurazione dell\u2019arsenale la serie dei ritrovamenti non si interruppe mai a causa dei continui ampliamenti; nel 1901 nell\u2019area dell\u2019ospedale militare fu rinvenuto un tempietto di epoca romana mentre gli scavi in prossimit\u00e0 dell\u2019ingresso principale restituirono molte tombe (solo fra il 1908 e il 1910 ne furono rinvenute ben 414). Fra i 1909 e il 1913 si ebbe il ritrovamento di un\u2019immensa mole di ceramiche, notevole non solo per la quantit\u00e0 quanto, soprattutto, per la qualit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-06-160139.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-06-160139.png\" width=\"841\" height=\"490\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Scavi nella zona dell\u2019Ospedale Militare<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-06-160154.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-06-160154.png\" width=\"848\" height=\"590\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Sacello romano dell\u2019ospedale&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1909 i lavori per la costruzione del secondo bacino misero in luce i resti di un quartiere portuale e alcuni indizi fanno ipotizzare che proprio qui si trovasse anche la sede della flotta da guerra che Strabone affermava fosse la pi\u00f9 grande della Magna Grecia. Pu\u00f2 sembrare paradossale che, caso praticamente unico nella storia, nel medesimo tratto di costa (3) siano ritornate e si perpetuino ancora le stesse attivit\u00e0 dopo 2.500 anni. Ancora negli anni \u201930, quando fu costruito il nuovo Circolo Ufficiali, tornarono alle luce le tracce di un edificio dei secoli IV-V a.C. Lontano dall\u2019arsenale va ricordato anche il Castello Aragonese, costruito sui resti delle mura dell\u2019acropoli di cui sono riconoscibili gli ambienti delle antiche cucine, restaurati recentemente a cura della Marina Militare; in questo contesto l\u2019indagine moderna ha permesso il recupero in quantit\u00e0 di ceramiche e monete.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-06-160212.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-06-160212.png\" width=\"840\" height=\"1162\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mura greche sotto il Castello Aragonese (Foto MM)<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Regia Marina ha avuto dei meriti per la preservazione della Taranto archeologica?<\/strong><\/span><br \/>\nCertamente s\u00ec, anche se inconsapevoli e non cercati. Gli scavi per la costruzione dell\u2019arsenale e per i suoi ampliamenti hanno permesso di riscoprire una vasta area antica con risultati di una portata che sarebbe stata irraggiungibile per le possibilit\u00e0 del Ministero della pubblica Istruzione; inoltre hanno preservato la zona dalla devastante e rapace speculazione edilizia che ha sconvolto e sconvolge tuttora la citt\u00e0 ed \u00e8 ancora una fonte inesauribile del mercato clandestino con quanto ritrovato nei cantieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-06-160225.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-06-160225.png\" width=\"877\" height=\"871\"><br \/>\nCon i reperti dell\u2019arsenale la Marina ha reso possibile la costituzione del Museo Archeologico Nazionale di Taranto che nacque come un deposito disordinato delle migliaia di ceramiche, gioielli e altri oggetti rinvenuti nell\u2019area militare; Il museo venne realizzato nel 1887 ed \u00e8 diventato uno dei pi\u00f9 importanti del mondo se non il pi\u00f9 importante. Il lato negativo invece riguarda la distruzione completa di un gran numero di resti di edifici pubblici e privati, di tombe, di mosaici e affreschi che solo in piccola parte poterono essere salvati ma \u2026 un\u2019officina industriale e un tempio non avrebbero potuto andare molto d\u2019accordo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Guglielmo Evangelista<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Giuseppe Fiorelli (1823-1896) fu un archeologo napoletano gi\u00e0 Direttore degli scavi di Pompei dove nel 1876 fond\u00f2 una scuola archeologica e fu il primo ad avere l\u2019intuizione di usare calchi in gesso per ricostruire le fattezze delle vittime.<br \/>\n2) Luigi Viola (1852-1924) fu il fondatore del Museo Archeologico di Taranto e si impegn\u00f2 inutilmente contro le lottizzazioni dei proprietari terrieri che fra XIX e XX secolo cancellarono il tessuto e le vestigia della citt\u00e0 antica. Dopo aver concluso l\u2019attivit\u00e0 scientifica si dette alla politica rimanendo a Taranto di cui fu eletto sindaco.<br \/>\n3) In particolare il bacino si trova in fondo al seno di Santa Lucia dove l\u2019andamento della costa antica \u00e8 sostanzialmente rimasto ancora lo stesso.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XXI SECOLO AREA: ITALIA parole chiave: Taranto, Regia Marina italiana . 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