{"id":11767,"date":"2017-06-27T00:15:54","date_gmt":"2017-06-27T00:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=11767"},"modified":"2023-05-11T08:20:23","modified_gmt":"2023-05-11T06:20:23","slug":"compressori-questi-sconosciuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11767","title":{"rendered":"I compressori questi sconosciuti e la qualit\u00e0 dell&#8217;aria"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: compressori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I subacquei sanno che per poter respirare sott&#8217;acqua devono portare con loro dei contenitori contenenti aria compressa o miscele di gas. Per i non addetti ai lavori, questi serbatoi, chiamati comunemente bombole (tanks), sono caricati attraverso delle macchine complesse chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">compressori<\/span><\/strong>, abbinate a sistemi di filtraggio e de-umidificazione con sistemi di scarico della condensa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi parleremo dei compressori e scopriremo a quali standard devono rispondere per la nostra sicurezza.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/compressore.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11770\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/compressore.jpg\" alt=\"compressore\" width=\"770\" height=\"703\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/compressore.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/compressore-300x274.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>schema generico di un compressore da <a href=\"http:\/\/www.marpola.it\/Tecnica%20e%20Medicina\/144.htm\">Aria Respirabile _sistemi di ricarica (marpola.it)<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come funzionano i compressori<\/span><br \/>\n<\/strong>I compressori per la ricarica delle bombole ad aria compressa sono costituiti da tre o quattro &#8220;stadi&#8221; in cui ogni stadio \u00e8 costituito da un cilindro nel quale scorre un pistone che ha i compito di comprimere l&#8217;aria. Questo sistema \u00e8 lubrificato ad olio, pertanto il pistone \u00e8 provvisto di fasce elastiche di tenuta che hanno anche la funzione d&#8217;impedire il passaggio dell&#8217;olio verso la testa del pistone. Gli stadi del compressore sono &#8220;collegati in serie&#8221;.&nbsp; Questo comporta che l&#8217;aria, passando in sequenza nei vari stadi, subisce dei &#8220;salti&#8221; successivi di pressione e di temperatura. Per la nota legge fisica, aumentando la pressione, a parit\u00e0 di volume, aumenta anche la temperatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contenere la temperatura entro valori sopportabili dai materiali, l&#8217;aria passa da uno stadio all&#8217;altro lungo una serpentina raffreddata mediante una ventola connessa all&#8217;albero del compressore. Il raffreddamento fa condensare l&#8217;umidit\u00e0 contenuta nell&#8217;aria e l&#8217;eventuale olio &#8220;trafilato&#8221; attraverso le fasce. Essi miscelandosi, formano un&#8217;emulsione che viene scaricata all&#8217;esterno del circuito del compressore mediante apposite valvole.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11775\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro.jpg\" alt=\"schema-di-cartuccia-filtro\" width=\"639\" height=\"634\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro.jpg 403w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/schema-di-cartuccia-filtro-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 639px) 100vw, 639px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da <a href=\"http:\/\/www.marpola.it\/Tecnica%20e%20Medicina\/144.htm\">http:\/\/www.marpola.it\/Tecnica%20e%20Medicina\/144.htm<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di questa emulsione, comunemente chiamata &#8220;condensa&#8221;, \u00e8 eliminata nel passaggio tra il primo ed il secondo stadio del compressore; i passaggi tra stadi successivi eliminano gran&nbsp; parte di questo residuo. Tuttavia l\u2018aria all&#8217;ultimo stadio conserva ancora una limitata quantit\u00e0 di condensa che deve essere necessariamente eliminata tramite un apposito filtro. Il filtro \u00e8 costituito praticamente da un contenitore che ospita al suo interno una cartuccia contenente il setaccio molecolare ed il carbone attivo tra loro separati da feltri che filtrano l&#8217;eventuale &#8220;particolato&#8221;. In pratica l&#8217;aria passa prima nella parte contenente il setaccio molecolare (che elimina l&#8217;umidit\u00e0 residua) e, quindi nel carbone attivo che ha lo scopo di depurare l&#8217;aria dai vapori d&#8217;idrocarburi, dalle sostanze acide e dagli inquinanti di natura organica, come ad esempio i microrganismi. Per una corretta depurazione dell&#8217;aria \u00e8 quindi fondamentale rispettare le specifiche della casa che costruisce il compressore e, cosa molto importante, controllare che&nbsp; i prodotti (setaccio molecolare e carbone attivo) siano stati conservati sottovuoto (in caso contrario sono inefficienti). Un controllo periodico del sistema di raffreddamento \u00e8 altres\u00ec importante in quanto esso fa condensare l&#8217;umidit\u00e0 contenuta nell&#8217;aria e l&#8217;eventuale olio che potrebbe essere &#8220;trafilato&#8221; attraverso le fasce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Monitoraggio ed analisi dell&#8217;aria compressa<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pannello-Nardi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11779 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pannello-Nardi.jpg\" alt=\"pannello-nardi\" width=\"283\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pannello-Nardi.jpg 283w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pannello-Nardi-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>Per il controllo effettivo dei vari inquinanti esistono varie tecnologie e strumenti in grado di analizzare un campione di miscela. Alcuni sono portatili e possono essere contenuti in una valigetta. Di contro&nbsp; sono costosi e consentono solo un&#8217;analisi periodica su un campione invece che un monitoraggio in continua. E&#8217; inoltre essenziale, per la nostra sicurezza,&nbsp; richiedere un&#8217;analisi periodica della strumentazione da parte di&nbsp; ditte specializzate. Per quanto riguarda il monossido di carbonio, sono in commercio&nbsp; diversi tipi di analizzatori a costi accessibili che consentono anche un monitoraggio in continua.&nbsp; Sarebbe auspicabile che le stazioni di ricarica si dotassero di questo strumento in quanto il monossido di carbonio non pu\u00f2 essere assorbito dal sistema filtrante e la sua presenza pu\u00f2 essere causa di gravi problemi. Un altro dato importante da misurare \u00e8 l&#8217;umidit\u00e0 residua che pu\u00f2 dare un indice del buon funzionamento dei filtri; essi sono costruiti in modo che il setaccio molecolare si esaurisca prima del carbone attivo, per cui&nbsp; un aumento dell\u2019umidit\u00e0 in uscita indica l&#8217;esaurimento del filtro. Per gli oli, veri e propri killer, si ricorre ad <a href=\"https:\/\/www.analoxsensortechnology.com\/acg-scuba-diving.html\">analizzatori <\/a>che misurano gli oli nebulizzati.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E la qualit\u00e0 dell\u2019aria in uscita dal compressore?<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/en-10210.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11776\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/en-10210.jpg\" alt=\"en-10210\" width=\"625\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/en-10210.jpg 461w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/en-10210-300x124.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/en-10210-460x191.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">secondo le specifiche EN 12021<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La qualit\u00e0 dell&#8217;aria dovrebbe essere garantita dalla legge secondo le specifiche DIN EN 12021 (gi\u00e0 DIN EN 3188); in realt\u00e0 spesso questo controllo \u00e8 talvolta mirato alle certificazioni necessarie per poter vendere i compressori. I controlli successivi, che dovrebbero essere eseguiti da parte dei servizi d&#8217;igiene ambientale (in Italia dalle ASL), sono purtroppo spesso inesistenti e tutto si basa sulla professionalit\u00e0 ed onest\u00e0 del carica bombole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ISO?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA questo punto dobbiamo fare chiarezza sulle relative norme ISO (international standard organisation) e perch\u00e9 sono cos\u00ec importanti. &nbsp;Esse nascono dal lavoro di concertazione dell\u2019Organizzazione Internazionale per la Normazione che \u00e8 la pi\u00f9 grande istituzione a livello mondiale per lo sviluppo e la pubblicazione di norme internazionali. La ISO raggruppa gli organismi nazionali di standardizzazione di ben 159 paesi, con un membro per ogni paese ed una segreteria generale a Ginevra, Svizzera, responsabile del coordinamento dell\u2019intero sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un organizzazione non governativa che funge da ponte tra il settore pubblico e quello privato. Molti di questi membri sono rappresentanti di Enti governativi o agiscono su incarico dei propri governi. Altri membri provengono unicamente dal settore privato e sono costituiti da associazioni industriali nazionali che contribuiscono direttamente allo sviluppo di norme internazionali in materia di qualit\u00e0 ed analisi dell\u2019aria compressa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le norme riguardanti la qualit\u00e0 (purezza) dell\u2019aria compressa per quanto concerne i compressori (attualmente in vigore) seguono le seguenti serie:&nbsp;&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">ISO 8573 \/ ISO 12500 \/ ISO 718<\/span><span style=\"color: #008000;\">3<\/span><\/strong>. La pi\u00f9 utilizzata \u00e8 la serie <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.hbdh.com.br\/catalogo\/ISO%208573-1%202010.04.15.pdf\">ISO 8573<\/a>,<\/span><\/strong>&nbsp;e in particolare la ISO 8573-1 versione 2010. La qualit\u00e0 dell\u2019aria dei compressori viene invece espressa secondo i criteri della norma <strong><span style=\"color: #008000;\">ISO 8573-1:2010<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il livello di qualit\u00e0 dell\u2019aria compressa deve essere basata sul valore risultante di molte misure, eseguite in uno specifico periodo di tempo ed in condizioni operative ben definite.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La norma ISO prevede una serie di 3 cifre:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nla prima cifra&nbsp; &#8211; particolato &#8211; deve essere massimo tre,&nbsp; meglio se inferiore&nbsp;<br \/>\nla seconda cifra si riferisce all&#8217;umidit\u00e0 minima<br \/>\nla terza cifra deve avere un valore massimo di 2 (meglio un valore inferiore). &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riassumendo<\/span><\/strong> per poter essere impiegabile la qualit\u00e0 dell\u2019aria (<strong><span style=\"color: #008000;\">secondo le norme ISO 8573-1<\/span><\/strong>) deve avere come minimo i valori <strong><span style=\"color: #008000;\">3 . 7 . 2<\/span><\/strong>, meglio esplicitati dalla tabella seguente:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Normen_ISO_8573_Klassen_EN.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-11777\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Normen_ISO_8573_Klassen_EN.png\" alt=\"normen_iso_8573_klassen_en\" width=\"660\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Normen_ISO_8573_Klassen_EN.png 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Normen_ISO_8573_Klassen_EN-300x180.png 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">secondo le norme ISO 8573-1<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\novvero minori di livello 3 per le particelle, minore di 0,5 g\/m<sup>3<\/sup> per l&#8217;umidit\u00e0 e minore di 0,1 mg\/m<sup>3<\/sup> di particelle d&#8217;olio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ci torneremo &#8230; essendo l&#8217;argomento di interesse per la salute e per le implicazioni legali di un suo cattivo malfunzionamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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