{"id":117280,"date":"2025-08-06T00:02:00","date_gmt":"2025-08-05T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117280"},"modified":"2025-08-06T07:56:45","modified_gmt":"2025-08-06T05:56:45","slug":"lartico-e-il-grande-gioco-e-la-groenlandia-e-il-tavolo-di-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117280","title":{"rendered":"Il &#8220;Grande Gioco&#8221; americano: il perch\u00e8 della Groenlandia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANO ATLANTICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: politica statunitense, Trump, Groenlandia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo torrido periodo estivo, intervallato da tempeste di ogni genere, siamo investiti sui media da informazioni spesso contrastanti, manipolate ad arte non tanto dall&#8217;AI (ma ci arriver\u00e0 presto) ma dall&#8217;abilit\u00e0 umana che non ha limiti. Su <strong><span style=\"color: #008000;\">OCEAN4FUTURE<\/span> <\/strong>ci siamo dati una regola: fornire i fatti come sono, lasciando agli affezionati lettori l&#8217;analisi degli stessi, nella consapevolezza che non esiste mai una verit\u00e0 unica. Quest&#8217;estate abbiamo ricevuto diverse e-mail che ci hanno chiesto di riprendere il discorso sul personaggio forse pi\u00f9 dibattuto di questi ultimi anni, Donald Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il grande gioco americano<\/span><\/strong><br \/>\nProiettandoci ai giorni nostri, con una certa preoccupazione, i media ci riportano le azioni tal volta poco comprensibili di Trump nei confronti degli Alleati, che spesso appaiono poco rispettose del patto di Alleanza che ci unisce. Per comprendere meglio dobbiamo analizzare il <strong><span style=\"color: #008000;\">grande gioco americano<\/span><\/strong> del Presidente Trump e ipotizzare come, nel bene e nel male, potrebbe influenzare il nostro prossimo futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-119959 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Trump_-_Long_Live_the_King.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"853\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Trump_-_Long_Live_the_King.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Trump_-_Long_Live_the_King-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify&quot;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">An AI-generated image of Donald Trump, wearing a crown, styled to look like A Time Magazine cover, with the text &#8220;Trump &#8211; Long Live the King&#8221;. From a tweet by the official White House Twitter account.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio partire dalla sua dichiarazione di acquistare (o acquisire &#8220;in qualsiasi modo&#8221;) la Groenlandia, una affermazione che ha suscitato molto scalpore in quanto oggetto di un territorio di fatto appartenente ad uno Stato sovrano, la Danimarca, legato agli Stati Uniti da un Trattato di alleanza politico-militare. Di fatto Trump, con il suo approccio <strong><em><span style=\"color: #008000;\">rude<\/span><\/em><\/strong>, usuale nel mondo del business anglosassone, mostra un certo disinteresse verso le cosiddette Alleanze. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di approfondire questo aspetto credo sia necessario fare un passo indietro fornendo un rapido sguardo alla non rosea situazione economica degli Stati Uniti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Trump<\/span><\/strong> sta cercando di recuperare l&#8217;enorme debito interno, iniziato alla fine degli anni 70 del secolo scorso e arrivato ad oltre 36 trilioni di dollari; lo sta facendo con una forte politica dei tagli e dei contributi statunitensi nel mondo che toccano universit\u00e0, organizzazioni internazionali ma anche associazioni private, fino a poco tempo fa beneficiate da finanziamenti a pioggia a fondo perduto. Ci sono naturalmente vittime importanti, che fanno pensare, le cui cause possono essere giustificate come effetti collaterali del tentativo di risalire un baratro senza fondo. Va compreso che Trump, se da un lato si erge paladino della libert\u00e0 dai condizionamenti che hanno caratterizzato le politiche DEM di questi ultimi anni, dall&#8217;altro mostra una dipendenza dalle lobby industriali che sembrano poter influenzare la sua politica estera in determinate regioni, in primis nel MO ed in particolare in Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il discorso sarebbe molto ampio e mi limiter\u00f2 a due aspetti emblematici: la richiesta agli Alleati di un maggior contributo nel campo della Difesa e l&#8217;imposizione di dazi a percentuali differenziate con tutti i Paesi del mondo. <\/span><\/strong>Per comprendere il primo punto sarebbe necessario leggere i documenti dei bilanci della NATO di questi ultimi 30 anni dai quali si deduce che, in particolare dopo la fine della guerra fredda, la quota maggiore di mantenimento della Difesa collettiva \u00e8 sempre stata a carico degli Stati Uniti &#8211; aggiungerei ben oltre una ragionevole proporzionalit\u00e0. Ci\u00f2 comport\u00f2 che gi\u00e0 dall&#8217;ultimo Summit del secolo scorso, gli Stati Uniti chiesero ufficialmente agli Alleati un maggiore impegno economico per alleggerire il loro impegno, reso particolarmente gravoso dalla necessit\u00e0 di mantenere i silos della componente nucleare. Sottolineo che questo avvenne molto prima dell&#8217;avvento di Trump. La richiesta del famoso aumento del 5% delle spese rientra in questa logica per cui, quando a regime, gli Stati Uniti godranno di una riduzione della loro quota per la Difesa collettiva. In qualche modo legato a questa necessit\u00e0 l&#8217;indirizzo verso nuovi requisiti operativi che, sebbene decisi collettivamente, sono influenzati dalla situazione geopolitica internazionale e potrebbero essere indirizzati verso armamenti sviluppati oltre oceano. Ma questo \u00e8 un altro argomento, piuttosto complesso,\u00a0 di cui parler\u00f2 in un articolo dedicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-119925 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot-2025-08-01-152129-e1754054597649.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"353\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;andamento del debito US &#8230; nel 2023 superava i di 31,4 trilioni di dollari, facendo guadagnare agli Stati Uniti lo status di maggiore debitore del mondo. Oggi il debito supera (ed \u00e8 ancora in ascesa) i 36 trilioni di dollari. Per capirci a dicembre 2023, il debito pubblico totale ammontava a 33.100 miliardi di dollari, pari a circa il 129% del PIL nazionale, e a circa 6,7 volte le entrate fiscali. Il debito pubblico detenuto da privati era pari a 26.500 miliardi di dollari, circa il 99% del PIL nazionale. Oggi il rapporto \u00e8 ancora in preoccupante salita Fonte<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/dsb.edu.in\/the-us-debt-ceiling-and-its-global-implications\/\">Il tetto del debito degli Stati Uniti e le sue implicazioni globali<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne i dazi, Trump ha ereditato dai suoi predecessori una crisi debitoria gravissima e sta cercando ora di recuperare ci\u00f2 che, secondo lui, \u00e8 stato tolto agli Americani dai suoi predecessori e &#8230; dal resto del mondo. Giusto o sbagliato che sia, a noi Europei coster\u00e0 un aumento dei dazi di circa il 10% (ovvero al 15% meno i precedenti dazi che si aggiravano intorno al 4,8%) &#8230; vedremo se verr\u00e0 applicato su tutto o solo su certi generi &#8230; la partita \u00e8 ancora aperta. Lascio ovviamente agli economisti fare le loro valutazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10912\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1e1716e0-trump-4x3.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nCranky man<br \/>\nTrump<\/span> <\/strong>non pu\u00f2 certo essere definito un personaggio simpatico; un tycoon che non nasconde una certa grettezza nei modi, un bullismo legato alla sua formazione nel mondo degli affari dal quale ha imparato a contrattare senza troppi peli sullo stomaco. Niente di pi\u00f9 lontano dallo stereotipo dell&#8217;Uomo europeo, almeno come lo vedono i suoi concittadini. E&#8217; un tipico American man, che deve il suo successo alla sua capacit\u00e0 nel business immobiliare, che rappresenta per l&#8217;immaginario collettivo americano un mito. Quello che la maggior parte dei suoi elettori non sa \u00e8 che in realt\u00e0 non sta inventando nulla di nuovo; the Donald sta solo mettendo a regime un insieme di vecchi progetti nel tentativo di dare fiato ad una nazione fortemente in declino economico, morale e politico, cavalcando un colorito elettorato, abituato a sbarcare il lunario nel miraggio del <strong><em><span style=\"color: #008000;\">make my day<\/span><\/em><\/strong>, diseducato da decenni di Panem et circenses e disilluso dalle follie woke. Questo spiega la sua rielezione con la promessa della realizzazione di un nuova America, nonostante la feroce contrapposizione elettorale portata avanti da candidati di fatto poco credibili. Un elettorato quello di Trump che, guardando con apprensione il portafoglio sempre pi\u00f9 verde (ma non di dollari), ancora si emoziona guardando la bandiera a stelle e strisce e sogna una nuova America. Con Trump nasce <strong><span style=\"color: #008000;\">MAGA (Make America Great Again)<\/span><\/strong>, un acronimo che si adatta a questo crogiolo di razze dove la lingua inglese \u00e8 diventata in certi Stati quasi secondaria allo spagnolo; una risposta alla necessit\u00e0 di affrontare alle radici i tanti problemi che ancora affliggono le classi pi\u00f9 povere (ma ora anche la classe media), illuse da tante promesse e stanche del politically correct, e che ora chiedono azioni efficaci ed immediate. Nel bene e nel male <strong><span style=\"color: #008000;\">MAGA<\/span><\/strong> \u00e8 un segno di profondo cambiamento nella societ\u00e0 americana, un ritorno ai valori tradizionali ma anche ad un nazionalismo che mette in discussione tutti, compresi Alleati e Paesi amici ritenuti talvolta poco riconoscenti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un fenomeno quindi da osservare con attenzione che, per i tanti aspetti, influenzer\u00e0 le politiche estere americane nei prossimi anni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-109225\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Donald_Trump_8566730507_2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Donald_Trump_8566730507_2-1.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Donald_Trump_8566730507_2-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, analizzando la politica trumpiana, potremmo dire che ci sono poche nuove idee (ma questo non \u00e8 necessariamente un male) ma molto precise. Trump con pragmatismo ma anche elasticit\u00e0 decisionale vuole restituire fiducia agli americani mostrando una America forte che non nasconde di voler fare i suoi interessi. Il come farli \u00e8 estremamente fluido, variabile nel tempo a seconda delle convenienze, nel caso anche rivedendo gli accordi con i propri alleati. In pratica una riscoperta della realpolitik che meglio rappresenta gli interessi americani del momento. Eticamente suona molto male ma permettetemi di ricordare un celebre aforismo di uno dei pi\u00f9 influenti consiglieri politici statunitensi del secolo scorso, <strong><span style=\"color: #008000;\">Henry Kissinger<\/span><\/strong>: <span class=\"x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h\" dir=\"auto\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Essere nemici degli Stati Uniti pu\u00f2 essere pericoloso, ma esserne amici pu\u00f2 essere fatale<\/span><\/em><\/strong>\u201d. <strong><sup>1<\/sup><\/strong> \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Trump \u00e8 sfavorevole alle Alleanze?<\/strong><\/span><br \/>\nLa visione di Trump, ma anche di altri Presidenti statunitensi precedenti, a tal riguardo \u00e8 controversa: da un lato riconosce il valore dell&#8217;impegno comune per il mantenimento dell&#8217;ordine mondiale dall&#8217;altro la necessit\u00e0 di capitalizzare rapidamente gli sforzi effettuati a livello globale dal secolo scorso anche a costo di rompere determinati schemi. Sui media si accusa Trump di scarso interesse verso le Alleanze, con tentativi a volta brutali di revisioni unilaterali degli accordi precedenti, non ultimo quello relativo alle spese della difesa collettiva (tradotto in maniera non corretta <strong><span style=\"color: #008000;\">Riarmo<\/span><\/strong>). Ancora un volta va ricordato che anche i predecessori repubblicani e democratici statunitensi avevano da tempo ufficialmente avvisato gli Alleati della necessit\u00e0 di una maggiore partecipazione per la copertura delle spese della Difesa collettiva. Una disattenzione di comodo che ha aiutato a crescere le economie di molti Stati europei, con vantaggi di welfare che possiamo apprezzare anche nel nostro Paese e che alla maggior parte dei Statunitensi sono qualitativamente negati. Siamo per\u00f2 giunti ad un capolinea e bisogna cambiare binario: le sfide del III millennio non possono essere disattese. Un richiamo all&#8217;Europa, dove i Francesi perseguono discutibili politiche estere (specialmente in nord africa) facendosi promotori di azioni non perseguibili\u00a0 con l&#8217;aiuto dei Tedeschi e, ora, dei &#8220;brexati&#8221; Inglesi. la sicurezza occidentale, che ci piaccia o no, resta sempre in gran parte in mano agli Alleati di Oltreoceano, chiamati a giocare a livello globale questa partita per preservare la nostra libert\u00e0; di fatto la nazione occidentale pi\u00f9 potente \u00e8 per\u00f2 in difficolt\u00e0 e necessit\u00e0 il nostro contributo per contrastare le altre superpotenze (che non possiamo certo definire democratiche) che stanno rincorrendo i loro sogni di supremazia. Non mi riferisco solo alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Russia<\/span><\/strong> di Putin, grande nazione europea che a causa di una politica aggressiva e ingiustificata sta rimpiombando nelle politiche liberticide sovietiche (anche se abilmente mascherate dalla necessit\u00e0 di difendersi dal male americano), sembra aver ormai perso la sua possibilit\u00e0 di occidentalizzarsi<strong><sup>2<\/sup><\/strong>, ma alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Cina<\/span><\/strong> di Xi (probabilmente il vero rivale degli Stati Uniti e dell&#8217;Occidente in questo nuovo secolo), una nazione che persegue intelligentemente la sua via per il dominio economico (aggettivo che nella logica cinese potrebbe essere abbinato a quello militare) di parte del mondo. In questo suo avanzare lento e pragmatico esiste una certa assertivit\u00e0 occidentale, in particolare del mondo finanziario che, in questi ultimi decenni, ha mostrato la sua transnazionalit\u00e0 sotto l&#8217;egida della globalizzazione, ignorando ogni forma di diritto pur di capitalizzare denaro, vendendo prodotti a basso costo, realizzati con lavoratori\/schiavi del terzo mondo in Paesi dove non esistono regole di protezione dei diritti umani e dell&#8217;ambiente<strong><sup>3<\/sup><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, nel III millennio, tra un&#8217;America ed una Russia che soffrono dei loro stessi mali, la Cina appare essere l&#8217;avversario pi\u00f9 pericoloso per il mondo occidentale. Il mondo occidentale, se vuole restare libero, deve mantenere il rapporto euro atlantico, cercando di modulare gli eccessi, offrendosi come elemento valoriale all&#8217;Alleato americano che, per quanto possa pensare, ha ancora bisogno di noi come noi di lui. <\/span><\/strong>Motore trainante sar\u00e0 sempre l&#8217;economia e la vittoria sar\u00e0 di coloro che sapranno vincere senza dover ricorrere ad inutili e sanguinose guerre. Un utopia che da millenni \u00e8 inutilmente offerta agli uomini di buona volont\u00e0 ma che continua ad essere l&#8217;unica speranza di sopravvivenza. In un&#8217;ipotesi da molti analisti condivisa, al di l\u00e0 delle faglie geopolitiche di sfogo, il maggior terreno di scontro saranno gli ampi spazi marittimi, lungo le diverse vie della seta tracciate dal Dragone lungo le quali gli USA ed i Paesi occidentali dovranno giocare una partita di deterrenza tutt&#8217;altro che scontata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-119899 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/groenlandia-nasa.jpeg\" alt=\"\" width=\"1911\" height=\"1078\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Groenlandia &#8211; credit NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Groenlandia, tornando a Shakespeare, &#8220;c&#8217;\u00e8 del marcio in Danimarca&#8221; o forse non solo in &#8230;<\/span><\/strong><br \/>\nNelle righe precedenti ho raccolto alcuni punti di riflessione sulla politica trumpiana, sull&#8217;avvento del fenomeno MAGA, sull&#8217;evoluzione delle tensioni a livello globale mondiale e la necessit\u00e0 di un Nuovo Ordine mondiale in cui gli attori si sono moltiplicati con l&#8217;evolversi delle nuove superpotenze. Un andamento, come ho accennato, \u00e8 ben compreso da Trump volendo di fatto mantenere una certa fluidit\u00e0 nelle Alleanze. In questo contesto si apre il casus belli della Groenlandia, non perch\u00e8 appare sulle news come terra contesa e pretesa da Trump ma perch\u00e8 \u00e8 lontana e, facendo una battura, si presta bene per tranquillizzare le ansie di questo caldo torrido mese di agosto. Guardando un atlante ci rendiamo conto che si tratta di una superficie di oltre due milioni di chilometri quadrati, circa sei volte la Germania, o per una migliore comprensione oltreatlantico, maggiore del Messico. \u00c8 la pi\u00f9 grande isola del pianeta ma &#8211; con una popolazione di circa 57.000 abitanti &#8211; ed \u00e8 anche il territorio meno densamente abitato al mondo. Una terra inospitale ricoperta da ghiacci perenni che, a seguito dei cambiamenti climatici subir\u00e0 nei prossimi decenni cambiamenti importanti sulla sua terra emersa come nelle acque costiere che la circondano che saranno nel prossimo secolo navigabili per diversi mesi all\u2019anno. Malgrado le attuali difficolt\u00e0 di prospezione, basandosi sui pochi risultati, si \u00e8 creato il mito che il suo sottosuolo potrebbe essere ricco di idrocarburi, uranio e oro e \u2013 soprattutto &#8211; di terre rare, come ricorderete necessarie per la strategia di \u2018transizione energetica\u2019. Di certo c&#8217;\u00e8 ben poco. Pur essendo autonomo, il territorio fa parte del Regno di Danimarca, stato fondatore della NATO e membro dell\u2019Unione Europea, il che fa dei suoi abitanti dei cittadini comunitari. Il dominio danese non ha dato grande prospettive al territorio e molti ancora si domandano quanto le presunte ricchezze siano reali. A questo punto ci possiamo domandare perch\u00e8 questo rinnovato interesse statunitense?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-63904\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/rotte-del-nord.png\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/rotte-del-nord.png 680w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/rotte-del-nord-300x247.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta non \u00e8 legata alle sue attuali o future risorse, ma alla sua collocazione strategica. Grazie alla sua posizione, la \u2018Terra Verde\u2019 sar\u00e0 nei prossimi decenni geopoliticamente strategica per controllare le nuove rotte marittime dell\u2019Artico, vera fonte di ricchezza del III millennio; vie marittime gi\u00e0 ambite da Russi e Cinesi che, anche se non pubblicamente, stanno costruendo punti di appoggio logistico in corrispondenza delle miniere. Sebbene la Groenlandia sia tutelata anche dalla clausola di difesa reciproca, prevista dai trattati europei, per cui gli Stati membri hanno l&#8217;obbligo di aiuto e assistenza se un altro Stato membro \u00e8 \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">vittima di un\u2019aggressione armata sul suo territorio<\/span><\/em><\/strong>\u201d; in realt\u00e0 <span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">le uniche strutture militari sulla grande isola verde sono quelle statunitensi installate in guerra fredda per proteggere il non lontano territorio nord americano da eventuali attacchi missilistici del Patto di Varsavia.<\/span> <\/span><span style=\"color: #000000;\">Fra di esse la <strong><span style=\"color: #008000;\">base di Thule<\/span><\/strong> (vedi foto sottostante &#8211; credit US Airforce), un avamposto tra i ghiacci ma strategicamente fondamentale per il controllo della regione Artica.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-117305\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/640px-Thule_Air_Base_aerial_view.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/640px-Thule_Air_Base_aerial_view.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/640px-Thule_Air_Base_aerial_view-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un costo non indifferente, coperto in toto dagli Stati Uniti, e che ora Trump, secondo la sua politica nel settore della difesa e della sicurezza (ma non solo), come abbiamo visto vuole capitalizzare; in parole semplici, secondo Trump tutto ci\u00f2 che si fa per se o per gli altri deve avere un ricavato. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel caso specifico se devo assumere i costi della sicurezza e della difesa di \u201cqualcosa\u201d \u00e8 meglio che lo faccia come investimento, assumendone tutte le implicazioni e le responsabilit\u00e0, e possibilmente godendo di vantaggi diretti e\/indiretti (economici o strategici) che tornerebbero al popolo americano.<\/span> <\/strong>Un investimento a lungo termine ed alla luce del sole che differisce da quelli russi in corso in diverse parti del mondo, sostenuti da milizie non ufficiali come l&#8217;Africa Korps, e, in particolare, da quelli cinesi in Africa, apparentemente operanti sottobanco, che tendono ad influenzare l\u2019opinione pubblica con apparenti grandi esborsi per aiutare quei disgraziati Paesi, che si trasformano presto in veri e propri capestri finanziari per coloro che li subiscono. Che sia capitalismo o socialismo gli esiti come vedete sono similari, solo le modalit\u00e0 appaiono superficialmente differenti. Orwell ci aveva avvertiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vi domanderete, come finir\u00e0 in Groenlandia?<\/strong> <\/span>Tutto dipender\u00e0 dal flusso di denaro che piloter\u00e0 le scelte americane future. Sicuramente non saranno i soli a voler capitalizzare i loro interessi su quella terra desolata ed i Russi e i Cinesi sono gi\u00e0 sul territorio &#8230; ma pochi lo dicono.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0Andrea Mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 <span class=\"x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h\" dir=\"auto\">L&#8217;influenza di Kissinger fu notevole sugli establishment politici presidenziali per molti anni: appezzato per la sua lucidit\u00e0 di analisi fu per\u00f2 spesso criticato per il suo approccio estremamente pragmatico e realista, non sempre condiviso dagli idealisti. <\/span><span class=\"x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h\" dir=\"auto\">Kissinger sosteneva la necessit\u00e0 della ricerca di un equilibrio tra le potenze con la creazione di un ordine mondiale da mantenere insieme e non in contrapposizione con i rivali strategici. Un&#8217;evoluzione\/devoluzione del classico sistema vestfaliano che prevedeva la creazione di relazioni stabili accettando la possibilit\u00e0 di conflitti regionali, che secondo lo statista rientravano nei rischi delle relazioni internazionali. Queste relazioni avrebbero trovato nelle Alleanze la possibilit\u00e0 di gestire le crisi e limitarne la portata senza escludere qualsiasi tentativo di influenzare le politiche comuni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Dopo il crollo del Patto di Varsavia e il disfacimento dell&#8217;URSS, la Russia sembrava aver intrapreso un cammino di avvicinamento all&#8217;Occidente. Le politiche interne e il forte nazionalismo perpetuato da Putin hanno velocemente ricondotto l&#8217;enorme Paese in una situazione di crisi internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 Batterie e pannelli solari vengono prodotti dalla Cina con lavorazioni altamente inquinanti e poi offerti al resto del mondo come panacea per contrastare i cambiamenti climatici con la complicit\u00e0 delle lobby internazionali. Va compreso che sebbene la richiesta di fotovoltaico continui a crescere a livelli record, si tratta di una diffusione ancora disomogenea e concentrata. Secondo l&#8217;autorevole sito <a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/energia\/fotovoltaico\/capacita-fotovoltaica-mondiale\/\">Rinnovabili.it<\/a>, dei 597 GW messi in esercizio nel 2024, ben <strong><span style=\"color: #008000;\">329 GW appartengono solo alla Cina (55% della nuova capacit\u00e0 FV mondiale) <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">per cui il Dragone <\/span>domina in maniera indiscussa la top ten dei mercati solari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-119903\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/crescita-capacita-fotovoltaica-mondiale-2048x1196.png-e1753882484393.webp\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"385\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non discuto la necessit\u00e0 di una transizione ecologica, assolutamente necessaria per dare un futuro ad una societ\u00e0 viziata e diseducata come quella in cui viviamo, ma i rapporti costo efficacia dovrebbero essere considerati. Purtroppo, ad un auspicabile confronto scientifico su questi temi si preferisce da una parte il negazionismo o, ancor peggio la disinformazione, dall&#8217;altro il fondamentalismo ambientalistico che non tiene conto delle conseguenze collaterali.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: politica statunitense, Trump, Groenlandia . In questo torrido periodo estivo, intervallato da tempeste di ogni genere, siamo investiti sui media da informazioni spesso contrastanti, manipolate ad arte non tanto dall&#8217;AI (ma ci arriver\u00e0 presto) ma dall&#8217;abilit\u00e0 umana che non ha limiti. 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