{"id":117276,"date":"2025-07-09T00:02:00","date_gmt":"2025-07-08T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117276"},"modified":"2025-07-09T07:11:03","modified_gmt":"2025-07-09T05:11:03","slug":"la-cina-nuovo-attore-convergenza-tra-le-politiche-artiche-di-cina-e-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117276","title":{"rendered":"La convergenza tra le politiche artiche di Cina e Russia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANO ARTICO E ATLANTICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Cina, Russia, GIUK Gap<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2018, la Cina aveva pubblicato il proprio documento strategico per l&#8217;Artico, con l&#8217;obiettivo di partecipare alla sua governance, promuovere la ricerca scientifica e sviluppare la &#8220;Via della Seta Polare&#8221; per migliorare le rotte marittime tra Asia ed Europa. Il coinvolgimento della Cina negli affari artici, in particolare attraverso i suoi partenariati con la Russia, riflette le sue ambizioni di accesso alle risorse e alle rotte commerciali nella regione, nonostante non abbia mai dichiarato rivendicazioni territoriali formali o diritti speciali. Di fatto nell&#8217;ultimo decennio la Cina ha investito oltre 90 miliardi di dollari in progetti energetici e minerari dell&#8217;Artico, principalmente in Russia, e si \u00e8 ripetutamente proposta per collaborazioni infrastrutturali in Finlandia, ricerche minerarie, anche sottomarine, e collaborazioni scientifiche nelle isole F\u00e6r \u00d8er e nella stessa Groenlandia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/artico-Xue-Long_ice-1-1024x585.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 artico-Xue-Long_ice-1-1024x585.jpg\" width=\"1024\" height=\"585\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i Cinesi sono gi\u00e0 da tempo nell&#8217;Artico. <\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La nave da ricerca rompighiaccio cinese Xue Long \u2013 o Drago di Ghiaccio \u2013 ha svolto un ruolo chiave nel rafforzamento delle capacit\u00e0 cinesi nell&#8217;Artico fin dagli anni &#8217;90. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Photo credit: Natalie Tapson <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><a href=\"https:\/\/www.thearcticinstitute.org\/defining-the-chinese-threat-in-the-arctic\/\">Defining the Chinese Threat in the Arctic | The Arctic Institute \u2013 Center for Circumpolar Security Studies<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho descritto in un articolo precedente, l\u2019arcipelago e la Groenlandia godono dall\u2019immediato dopoguerra di ampia autonomia (meno nei settori difesa e politica estera), ma \u00e8 nota la capacit\u00e0 cinese (e la prassi) di insediarsi con cavalli di troia commerciali per poi avere ogni genere di contropartite. Logicamente attivit\u00e0 commerciali o industriali, in particolare estrattive, dove il peso ed il voto locale \u00e8 determinante e, dati i numeri in gioco, pi\u00f9 facilmente influenzabile, secondo il tipico modello adottato in altre latitudini. Le attivit\u00e0 cinesi sono ovviamente concentrate sulla Russia ed il commercio tra i due Paesi ha segnato un picco nel 2022, quando \u00e8 aumentato di circa un terzo raggiungendo i 190 miliardi di dollari (un gradiente in aumento nell\u2019anno successivo e probabilmente anche nel 2024, anche se non si hanno dati attendibili).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-05-26-143747.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-05-26-143747.png\" width=\"851\" height=\"431\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Importazioni cinesi di petrolio greggio russo (mb\/g) per fonte, da gennaio 2021 ad aprile 2023. Fonti: Kpler (consultato il 27 aprile), CREA (consultato il 25 maggio) e dogana cinese (consultato il 25 maggio).<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/www.ui.se\/globalassets\/ui.se-eng\/publications\/sceeus\/russia-china-energy-relations-since-24-february.pdf\">russia-china-energy-relations-since-24-february.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019energia \u00e8 il motore di questi interessi e rapporti<\/strong><\/span><br \/>\nLa Russia \u00e8 per la Cina un fornitore strategico di petrolio, carbone ed elettricit\u00e0, gas naturale, compreso il <strong><span style=\"color: #008000;\">gas naturale liquefatto (GNL)<\/span><\/strong>, di cui \u00e8 in termini assoluti il quarto fornitore, tendenzialmente in crescita; un quadro che da solo giustifica perch\u00e9 e come nell\u2019ultimo decennio la Cina abbia investito oltre 90 miliardi di dollari nella regione. Da un punto di vista marittimo la partnership con la Russia offre alla Cina significativi vantaggi legali, in particolare per quanto riguarda l&#8217;accesso all&#8217;Artico attraverso la ZEE russa, che si estende per 200 miglia nautiche dalle sue coste, come stabilito dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ARTICO.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARTICO.jpg\" width=\"847\" height=\"965\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo strumento navale russo<\/span><\/strong><br \/>\nIl primo decennio del 2000 sembrava dovesse segnare una svolta, con l\u2019ammodernamento ed il potenziamento dello strumento navale russo per permettere al Paese il ritorno ad una proiezione globale. In realt\u00e0 tale ambizioso programma, dopo un grandioso inizio, ha subito una serie di ritardi che hanno coinciso (ed in parte sono dipesi) dall\u2019annessione forzosa della Crimea del 2014, e con seguente usura, danni collaterali e difficolt\u00e0 a seguito della guerra ucraina. Una situazione complessa al punto che la Marina Russa potrebbe in futuro dover ricorrere alla cantieristica cinese, a similitudine di quanto fatto nel campo della motoristica e della componentistica a seguito delle sanzioni occidentali. I programmi navali hanno comunque segnato un notevole rilancio delle capacit\u00e0 russe in alcune aree\/settori, con priorit\u00e0 nella modernizzazione e prontezza della Flotta del Nord.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Uglich_Buyan-M_Corvette_3M-54_Kalibr_anti-ship_missile_Russian_Navy.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Uglich_Buyan-M_Corvette_3M-54_Kalibr_anti-ship_missile_Russian_Navy.jpg\" width=\"839\" height=\"629\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">lancio missile Kalibr &#8211; Fonte Ministero Difesa russo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale flotta, strategicamente la pi\u00f9 importante della Russia, opera principalmente dalla penisola di Kola, posizione che permette l\u2019accesso, in gran parte libero dai ghiacci per tutto l\u2019anno, al Nord Atlantico attraverso il GIUK Gap. La penisola di Kola ed il Mare di Barents costituiscono le basi fondamentali, punti critici, per il dispiegamento della flotta sottomarina russa, da sempre elemento chiave della strategia di deterrenza di Mosca. Non a caso l\u2019entrata in servizio dei <strong><span style=\"color: #008000;\">sottomarini classe Yasen e Borei<\/span><\/strong> ha segnato il tentativo della Russia di riconquistare una certa credibilit\u00e0, anche se non ha raggiunto la superiorit\u00e0 sperata. Si tratta di unit\u00e0 costruite secondo criteri di furtivit\u00e0 che consentirebbero di eludere i sistemi di rilevamento tradizionali, dotate di nuove armi come i missili da crociera Kalibr e i missili ipersonici Zircon in grado di colpire le risorse e le infrastrutture della NATO da distanze considerevoli. La crescente presenza di sottomarini russi intorno al <strong><span style=\"color: #008000;\">GIUK Gap<\/span> <\/strong>\u2013 a livelli mai registrati dalla Guerra Fredda \u2013 evidenzia il tentativo del Cremlino di sfidare il dominio marittimo della NATO nella regione, attivit\u00e0 in linea con i pi\u00f9 ampi obiettivi strategici della Russia, che comprendono la sicurezza delle risorse naturali e la presenza costante nell&#8217;Atlantico settentrionale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-RUSSA-CLASSE-BOREI-%D0%90%D0%BB%D0%B5%D0%BA%D1%81%D0%B0%D0%BD%D0%B4%D1%80_%D0%9D%D0%B5%D0%B2%D1%81%D0%BA%D0%B8%D0%B9_%D0%B2_%D0%92%D0%B8%D0%BB%D1%8E%D1%87%D0%B8%D0%BD%D1%81%D0%BA%D0%B5-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-CLASSE-BOREI-%D0%90%D0%BB%D0%B5%D0%BA%D1%81%D0%B0%D0%BD%D0%B4%D1%80_%D0%9D%D0%B5%D0%B2%D1%81%D0%BA%D0%B8%D0%B9_%D0%B2_%D0%92%D0%B8%D0%BB%D1%8E%D1%87%D0%B8%D0%BD%D1%81%D0%BA%D0%B5-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">La classe russa Borei misura 170 mt di lunghezza e 10,2 di diametro per un dislocamento di 24 000 tonnellate in immersione. Ha un equipaggio di 107 membri e propulsione nucleare che permette in immersione dii raggiungere oltre <\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">28 nodi di velocit\u00e0. Un sottomarino armato con siluri da 533mm, 16 missili balistici intercontinentali R30 Bulava, missili ASW RPK-2 V&#8217;juga e terra-aria Igla-S &#8211; Fonte Ministero Difesa russo<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, con il riscaldamento globale e la prevista apertura di nuove rotte commerciali attraverso l&#8217;Artico, l&#8217;attenzione strategica della Russia e della Cina sulla Groenlandia costituisce e rappresenta per la NATO una minaccia chiara e presente per cui la necessit\u00e0 di mantenere il controllo del GIUK Gap sar\u00e0 fondamentale. Un impegno navale che la NATO dovr\u00e0 presto affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gian Carlo Poddighe<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. 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