{"id":117273,"date":"2025-05-31T00:02:00","date_gmt":"2025-05-30T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117273"},"modified":"2025-05-17T19:11:58","modified_gmt":"2025-05-17T17:11:58","slug":"le-isole-svalbard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117273","title":{"rendered":"Le Svalbard: isole sperdute e contese"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XVI &#8211; XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ARTICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Svalbard<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, oltre all\u2019immutata rilevanza strategica di un choke point cruciale come il GIUK gap, se ne dovrebbe considerare una addizionale, determinata dall\u2019ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia che, insieme alla gi\u00e0 storica appartenenza all\u2019Alleanza della Norvegia e al fenomeno dell\u2019arretramento della linea dei ghiacci in Artico, apre a nuove prospettive di sfruttamento geopolitico \u2013 e quindi a nuove vulnerabilit\u00e0 \u2013 per l\u2019intera penisola scandinava.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/SVALBARD-North_life.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SVALBARD-North_life.jpg\" width=\"852\" height=\"479\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla sorveglianza allargata al GIUK la NATO dovrebbe aggiungere una nuova linea di monitoraggio marittimo rappresentata dalla congiungente tra il nord della Norvegia continentale (Penisola di Varanger) l\u2019Isola degli Orsi (Bj\u00f8rn\u00f8ya) e le Svalbard che, sebbene queste ultime territorio formalmente demilitarizzato, non possono non essere considerate nella logica di un contenimento avanzato e tempestivo, sia per le non inverosimili mire russe nel nord della Norvegia (e di riflesso verso le adiacenti Finlandia e Svezia) sia a quelle prospettiche cinesi di un possibile posizionamento in Artico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Svalbard, isole sperdute ma contese<\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;olandese Willem Barentsz, a cui si deve l&#8217;Atlante del Mar Mediterraneo, scopr\u00ec l&#8217;arcipelago nel 1596 mentre si trovava alla ricerca di un passaggio verso il Polo Nord. A lui \u00e8 dedicato il mare di Barents parte del Mar Glaciale Artico, localizzato a nord della Norvegia e della Russia. Inizialmente l&#8217;arcipelago delle Svalbard era noto come <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Spitsbergen<\/i><\/span><\/strong> (&#8220;montagne appuntite&#8221;) ce la mappa dell&#8217;Artico di Barents del 1599 definiva l&#8217;area col nome pi\u00f9 generico di <i>Het Nieuwe Land<\/i> (&#8220;La Nuova Terra&#8221;).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Barentsz_arctic_map.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Barentsz_arctic_map.jpg\" width=\"857\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parte della mappa del 1598 dell&#8217;esplorazione artica di Willem Barents. Spitsbergen, qui mappata per la prima volta, \u00e8 indicata come &#8220;Het Nieuwe Land&#8221; (in olandese &#8220;la Nuova Terra&#8221;) <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Barentsz_arctic_map.jpg\">Barentsz arctic map.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo sbarco conosciuto sull&#8217;isola risale al 1604, quando una nave inglese attracc\u00f2 a Bj\u00f8rn\u00f8ya e inizi\u00f2 a cacciare i trichechi; in seguito Spitsbergen divenne base per la caccia alle balene artiche\u00a0dal 1611.<sup id=\"cite_ref-17\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-18\" class=\"reference\"><\/sup> In breve divenne terra di contesa economica tra inglesi, danesi, francesi e olandesi che nel 1619 vi fondarono uno dei primi insediamenti stabili, Smeerenbur. Gli insediamenti, per lo pi\u00f9 estivi proliferarono e restarono fino al XIX secolo quando la caccia ai grandi cetacei si spost\u00f2 nell&#8217;Artico. La presenza russa inizi\u00f2 nel XVII secolo con l&#8217;arrivo di cacciatori di pelli di volpi e orsi polari. Nel 1809, dopo\u00a0una serie di raid inglesi nel Mare di Barents, l&#8217;attivit\u00e0 russa alle Svalbard diminu\u00ec fino a cessare del tutto nei primi anni dell&#8217;Ottocento. Fu verso la fine del XIX secolo che le Svalbard attirarono un primo interesse minerario per la presenza di numerosi giacimenti di carbone necessario per le esplorazioni artiche.<sup id=\"cite_ref-28\" class=\"reference\"><\/sup> Le prime miniere vennero avviate date dai norvegesi nel 1899, seguiti poi dagli inglesi e poi, nel 1908, dagli statunitensi. In quegli anni, quella terra di tutti e di nessuno divenne oggetto di conteziosi per la sovranit\u00e0 dell&#8217;intero arcipelago. Solo dopo la I guerra mondiale, il 9 febbraio 1920, alla conferenza di Pace di Parigi, venne firmato il trattato delle Spitsbergen (Svalbard) che assegn\u00f2 alla Norvegia la piena sovranit\u00e0 delle isole, lasciando per\u00f2 a tutti i firmatari il diritto assoluto di pesca, caccia e sfruttamento delle risorse minerarie per evitare l&#8217;insorgere di ulteriori conflitti.<sup id=\"cite_ref-34\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0Il trattato ebbe effetto dal 14 agosto 1925, assieme all&#8217;Atto delle Svalbard che regol\u00f2 per la prima volta la vita amministrativa dell&#8217;arcipelago delle Spitsbergen. Solo negli anni 1920, la Norvegia decise di rinominare l&#8217;arcipelago col nome di Svalbard, e l&#8217;isola principale divenne nota come Spitsbergen. I russi continuarono a chiamare tradizionalmente l&#8217;arcipelago col nome di Grumant e l&#8217;Unione Sovietica riconobbe il nome Spitsbergen avanzando la tesi che fossero stati i russi i primi a scoprire quella terra. Durante la seconda guerra mondiale tutti gli insediamenti vennero evacuati e i Tedeschi, con l&#8217;operazione Zitronella del 1943, prese con la forza la guarnigione norvegese nel 1943, distruggendo gli insediamenti di Longyearbyen e Barentsburg.<sup id=\"cite_ref-43\" class=\"reference\"><\/sup> Nel settembre del 1944, i Tedeschi, con l&#8217;operazione Swashbuckler (Haudegen), stabilirono delle stazioni meteorologiche alle Svalbard. Questo gruppo di uomini fu l&#8217;ultimo della Germania nazista ad arrendersi nella seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, l&#8217;Unione Sovietica, intravide l&#8217;importanza strategica dell&#8217;arcipelago e propose un&#8217;amministrazione condivisa norvegese e sovietica per la difesa militare delle Svalbard ma questo accordo venne rigettato nel 1947 dalla Norvegia che due anni dopo entr\u00f2 nella NATO. L&#8217;Unione Sovietica mantenne comunque alta la sua presenza alle Svalbard, in parte per assicurarsi che l&#8217;arcipelago non fosse utilizzato dalla NATO durante la guerra fredda.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Svalbard_en_Norvege_vu_par_le_satellite_Sentinel_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Svalbard_en_Norvege_vu_par_le_satellite_Sentinel_2.jpg\" width=\"914\" height=\"914\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un rinnovato interesse?<\/strong><\/span><br \/>\nSe per le Svalbard non si sia registrato da parte norvegese un disinteresse paragonabile a quello danese per la Groenlandia, una risposta di Oslo ad eventuali tentativi di invasione potrebbe, e dovrebbe, essere meno influenzata dalla condizione di territorio demilitarizzato (in forza del trattato di Parigi del 9 febbraio 1920 le Svalbard sono vietate per \u2018warlike purposes\u2019). In questo, NATO e blocco occidentale dovrebbero sostenere la posizione norvegese, denunciando con forza le ingerenze \u2018border line\u2019 di chi copre con scopi \u2018scientifici\u2019 attivit\u00e0 di chiaro risvolto anche militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina sta incrementando le proprie attivit\u00e0 di ricerca presso la propria stazione \u2018Fiume Giallo\u2019 istituita nel 2003 a Ny-\u00c5lesund (localit\u00e0 dove si trova anche la Stazione artica italiana, \u2018Dirigibile Italia\u2019) e, in tale contesto, nel 2023 ha posizionato boe di ascolto acustico nel Mare del Nord. \u00c8 ben nota la porosit\u00e0 percettiva e applicativa cinese tra ricerca pura e finalit\u00e0 militari. Curioso il fatto che la Cina si sia autodefinita, con un certo stupore (e preoccupazione) di molti, \u201cStato quasi Artico\u201d \u2013 e che abbia recentemente manifestato il proprio interesse attivo verso le Svalbard, inviando anche una propria delegazione (membri dell\u2019Amministrazione Cinese dell\u2019Artico e dell\u2019Antartico &#8211; CAA, e dell\u2019Istituto di Ricerca Polare Cinese (PRIC)) presso il centro scientifico russo di Barentsburg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/KV_Svalbard_ved_Bjornoya.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 KV_Svalbard_ved_Bjornoya.jpg\" width=\"856\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente, la Russia sta decisamente intensificando la storica presenza di cittadini russi su quelle isole, un tempo oggetto anche di sfruttamento minerario da parte di Mosca (emblema ne \u00e8 tutt\u2019oggi il sito nei pressi di Pyramiden sull\u2019isola di Spitsbergen). Non \u00e8 pertanto un caso che le mire di Putin sull\u2019Artico ed in particolare sulla Svalbard abbiano fatto venire voglia di Unione Europea alla Norvegia. Ricordo, che Oslo aveva rifiutato per due volte di entrare nell\u2019Unione Europea (con i referendum popolari del 1972 del 1994), un\u2019opzione che ancora nel 2016 non godeva del favore popolare, dato che il 70% dei cittadini si dichiarava contrario. Oggi per\u00f2 i contrari sembrano essere scesi ad un minimo storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei motivi per cui i norvegesi iniziano a non disdegnare l\u2019ingresso nella UE \u00e8 la maggior assertivit\u00e0 della Russia ai loro confini, specie dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022: Mosca sta infatti alzando l\u2019attenzione strategica per quanto concerne il territorio delle isole Svalbard. Forse sfuggito ai media, dopo l\u2019inizio della guerra in Ucraina, Mosca ha apertamente tentato di ricostruire una presenza diretta nella Svalbard con sfide pi\u00f9 o meno aperte al governo di Oslo al punto che, il 9 maggio del 2023, aveva organizzato una piccola parata militare sull\u2019isola in occasione della ricorrenza della vittoria (sovietica) contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale (nonch\u00e9 festa nazionale Russa). Una piccola sfilata di veicoli che hanno esposto, tra l\u2019altro, la bandiera della autoproclamata Repubblica bielorussa Donex, forse un messaggio implicito. Nel solo, nel\u00a0 2024, a Pyramiden le bandiere norvegesi sono state sostituite da due bandiere sovietiche mentre un deputato russo ha proposto di cambiare il nome dell\u2019arcipelago in isole Pomory. Una mossa di Mosca ancora pi\u00f9 grave, un attacco aperto, \u00e8 stata l&#8217;accusa alla Norvegia di violazione del trattato del 1920, che garantiva l\u2019utilizzo dell\u2019arcipelago solo per scopi pacifici, e di voler coinvolgere le isole nella pianificazione militare della Norvegia con il supporto di Stati Uniti e NATO. Un\u2019accusa quella russa evidentemente senza evidenze sufficienti da giustificare la possibilit\u00e0 di adire in difesa delle proprie prerogative.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/svalbard-Bjoerndalen-Pilarberget.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 svalbard-Bjoerndalen-Pilarberget.jpg\" width=\"869\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Svalbard sono quindi tornate centrali nei rapporti di forza tra le potenze non solo per le risorse minerarie ma per la crescente importanza della regione artica. Per assurdo, le pretese di Trump sulla Groenlandia potrebbero risultare utili alla Russia per legittimare la sua domanda di ottenere, o meglio riottenere, un controllo diretto sulle Svalbard. Data la situazione, per il Governo di Oslo, un modo per cautelarsi dalle ingerenze russe potrebbe essere l\u2019ingresso nell\u2019Unione Europea. In quanto alla crescente attenzione in merito alle ipotetiche riserve di terre rare nell\u2019Artico, la crescente domanda ha portato ad un aumento delle attivit\u00e0 di esplorazione e alla riapertura di miniere un tempo chiuse nelle regioni artiche della Norvegia, comprese le Svalbard.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gian Carlo Poddighe<\/strong><\/span><\/p>\n<p>in anteprima il pattugliatore norvegese KV Svalbard in pattugliamento nell&#8217;arcipelago &#8211; Autore Vetle Nilsen Malmberg <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:KV_Svalbard_ved_Bj%C3%B8rn%C3%B8ya.jpg\">KV Svalbard ved Bj\u00f8rn\u00f8ya.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XVI &#8211; XXI SECOLO AREA: ARTICO parole chiave: Svalbard . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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