{"id":117094,"date":"2025-04-26T00:02:00","date_gmt":"2025-04-25T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117094"},"modified":"2026-03-23T17:08:10","modified_gmt":"2026-03-23T16:08:10","slug":"a-ritroso-del-tempo-dai-primi-insediamenti-del-portus-veneris-allarcipelago-della-palmaria-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117094","title":{"rendered":"Alla scoperta dell&#8217;arcipelago spezzino"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA MARITTIMA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: ROMANO-MEDIOEVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: LIGURIA<\/strong><\/span><br>parole chiave: arcipelago della Palmaria<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le testimonianze della presenza umana nei pressi di Portovenere risalgono molto prima dell\u2019epoca romana \u2026 all\u2019isola Palmaria che, con il <span class=\"ls15 ws1c\">Tino ed Tinetto, <\/span>costituisce la naturale prosecuzione del Promontorio di Portovenere, rappresentando ancora un sito di grande interesse geomorfologico-culturale, paesaggistico, socio-economico e storico, in particolar modo legato alla plurisecolare attivit\u00e0 estrattiva del pregiato marmo Portoro.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Palmaria_Island_-_Porto_Venere_La_Spezia_Italy_-_October_25_2020-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Palmaria_Island_-_Porto_Venere_La_Spezia_Italy_-_October_25_2020-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;isola Palmaria osservata dal monte Muzzerone &#8211; autore Giorgio Galeotti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Palmaria_Island_-_Porto_Venere,_La_Spezia,_Italy_-_October_25,_2020.jpg\">Palmaria Island &#8211; Porto Venere, La Spezia, Italy &#8211; October 25, 2020.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le isole sono caratterizzate da un&#8217;alta falesia rocciosa sul versante occidentale e meridionale, mentre la restante costa \u00e8 pi\u00f9 frastagliata, con piccoli promontori e piccole spiagge.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">Numerose sono le cavit\u00e0, sia carsiche che marine, nel calcare e nella dolomia, che costituiscono il substrato roccioso delle tre isole.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Alcune di queste grotte, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">Grotta dei Colombi<\/span><\/strong>, rivestono grande importanza non solo per il loro valore storico e archeologico, ma anche per il loro valore scientifico, poich\u00e9 contengono preziose testimonianze delle variazioni climatiche del passato e di<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> insediamenti risalenti alla preistoria. Proprio nella grotta dei Colombi<\/span><\/span> furono ritrovati, nel 1869, da <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Cappellini<\/span> <\/strong>dei reperti paleontologici che comprendevano raschiatoi di selce, punte di frecce, punteruoli, perle di calcare bianco, conchiglie traforate, ma anche resti umani e di animali tipici delle zone fredde come lo stambecco, il camoscio e la civetta delle nevi, testimoniando che la presenza umana risaliva ai tempi della glaciazione. In particolare, Capellini accert\u00f2 l\u2019esistenza di due strati distinti, uno pleistocenico, da cui provenivano i resti di fauna ed oggetti lavorati in diaspro, ed uno olocenico, con numerosi reperti ossei umani e corredi, datati alla fase iniziale dell\u2019Et\u00e0 del Rame.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-15-091117.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-04-15-091117.png\" width=\"820\" height=\"729\"><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-15-091943.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-04-15-091943.png\" width=\"810\" height=\"188\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carta geomorfologica e geo-ambientale. Legenda: Dati geologici \u2013 1. Dolomie calcaree; 2. Marmo di Portoro; 3. Calcari e calcari marnosi; 4. Giacitura: a. strati inclinati; b. strati rovesciati; 5. Faglia: a. certa; b. presunta o coperta; Forme di versante dovute alla gravit\u00e0 e alle acque correnti \u2013 6. Orlo di scarpata: a. attiva; b. quiescente; 7. Canalone di roccia con scariche di detrito; 8. Cono di detrito; 9. Falde di detrito, talvolta mescolate a debris flows e frane; 10. Area interessata da dilavamento diffuso; 11. Deposti colluviali con terrazzamenti coltivati; 12. Cono alluvionale; Forme carsiche \u2013 13. Grotte; Forme marine \u2013 14. Grotte marine; 15. Faraglione; 16. Arco, ponte naturale; 17. Orlo di falesia: a. h&lt;25 m; b. h&gt;25 m; 18. Spianata di erosione: a. orlo; b. base; 19. Spiagge di ciottoli e ghiaia; Forme antropiche \u2013 20. Orlo di scarpata dovuta a: a. discarica; b. cava; 21. Cava abbandonata: a. calcare usato per blocchi per sbarramenti e per la calce; b. blocchi solo per calce; c. cava a cielo aperto di Portoro, qualit\u00e0 macchia larga; d. cava a cielo aperto di Portoro, qualit\u00e0 macchia fine; e. cava in sotterraneo di Portoro, qualit\u00e0 macchia larga; 22. Area di sbancamento; 23. Terrapieno, area di bonifica, area incolta; 24. Strutture di protezione lungo la costa &#8211; Fonte Faccini Francesco, Brandolini Pierluigi, Piccazzo, Mauro, Robbiano, Andrea Geo-morphology, Environmental geology and natural-cultural heritage of Palmaria, Tino and Tinetto islands (Portovenere Park, Italy), 2009 &#8211; LXXXVI<br>Memorie descrittive della Carta Geologica d&#8217;Italia<br><\/span><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/306103066_Geomorphology_Environmental_geology_and_natural-cultural_heritage_of_Palmaria_Tino_and_Tinetto_islands_Portovenere_Park_Italy\">Geo-morphology, Environmental geology and natural-cultural heritage of Palmaria, Tino and Tinetto islands (Portovenere Park, Italy).<\/a><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che nelle nostre esplorazioni, per raggiungere la cavit\u00e0, posta a circa 30 metri a picco sul mare, dovevamo scivolare lungo il crinale e poi penetrare nell\u2019antro che era costituito da due camere, collegate da uno stretto cunicolo. Nella discesa qualcuno si procurava delle belle escoriazioni che ci disinfettavamo buttandoci in mare \u2026 certo bruciavano ma sempre meno degli scapaccioni delle mamme al nostro ritorno. Comunque ne valeva la pena, scarpinare per quasi un&#8217;ora fino a raggiungere la falesia dove, al di sotto si apriva l&#8217;antro.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-15-092226.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-04-15-092226.png\" width=\"833\" height=\"717\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Grotta dei Colombi, in pianta e in sezione (modificata da Societ\u00e0 speleologica italiana, 1987) &#8211; Fonte&nbsp;<\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/306103066_Geomorphology_Environmental_geology_and_natural-cultural_heritage_of_Palmaria_Tino_and_Tinetto_islands_Portovenere_Park_Italy\">Geo-morphology, Environmental geology and natural-cultural heritage of Palmaria, Tino and Tinetto islands (Portovenere Park, Italy).<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fascino di quella grotta era che nel suo livello superiore erano state rinvenute ossa umane attribuite all&#8217;Eneolitico-Et\u00e0 del Bronzo, mentre nel livello inferiore (del Pleistocene) tracce di fauna di clima freddo, ovvero che riportavano la lancetta del tempo molto pi\u00f9 indietro. Un&#8217;altra grotta affascinante \u00e8 quella Azzurra, cos\u00ec chiamata per la particolare luce che si crea al suo interno all&#8217;avvicinarsi del tramonto. Sebbene non raggiungibile se non dal mare, e con mare calmo, era impossibile per noi da esplorare essendo il suo fondo ad una profondit\u00e0 di 14 m sotto il livello del mare, una testimonianza che quando si form\u00f2 si trovava al di sopra del livello marino. In seguito, con l&#8217;innalzamento del livello del mare post glaciale, rest\u00f2 al di sotto regalando cos\u00ec a pochi subacquei il suo fascino.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Marble_caves_on_Palmaria_island_Liguria_Italy.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Marble_caves_on_Palmaria_island_Liguria_Italy.jpg\" width=\"847\" height=\"635\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in alto le cave di marmo portoro della Palmaria <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Marble_caves_on_Palmaria_island_(Liguria,_Italy).jpg\">Marble caves on Palmaria island (Liguria, Italy).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro nostro itinerario di esplorazione erano <strong><span style=\"color: #008000;\">le cave di marmo portoro<\/span><\/strong>, ormai abbandonate; ve ne erano molte alla Palmaria, una testimonianza del loro sfruttamento sin dall&#8217;antichit\u00e0. Per chi non lo conoscesse, il <strong><span style=\"color: #008000;\">marmo portoro<\/span><\/strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> \u00e8 costituito da una matrice nera profonda, a grana molto fine e uniforme, che presenta delle belle venature, chiamate comunemente macchie; esse possono essere<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> gialle, in presenza di limonite e solfuri, o biancastre nel caso di calcite ricristallizzata.<\/span><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">I vecchi cavatori ci raccontavano da bambini che commercialmente ve ne erano due tipi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Portoro a macchia larga<\/span><\/strong> (ovvero con venature larghe) e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Portoro a macchia fine<\/span><\/strong> (ovvero con venature pi\u00f9 sottili), e ci mostravano dei cilindri di saggio che venivano cavati dalla roccia per controllarne la qualit\u00e0 e la opportunit\u00e0 di scavo. <\/span><\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Portor_marble.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Portor_marble.jpg\" width=\"842\" height=\"595\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Nero_Portoro.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Nero_Portoro.jpg\" width=\"844\" height=\"641\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">Questo marmo pregiato, che si rinviene solo in provincia della Spezia &#8211; in particolare nei comuni di Portovenere<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>, La Spezia e Ricc\u00f2 del Golfo &#8211; si form\u00f2 nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Giurassico inferiore<\/span><\/strong> da rocce calcariche, in un ambiente marino calmo, profondo, poco ossigenato e ricco di sostanza organica che da il caratteristico colore nero; le striature dorate sono invece dovute ad un processo chimico chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">dolomitizzazione<\/span><\/strong> che comport\u00f2 l&#8217;ossidazione delle sostanze organiche. Il risultato \u00e8 questo splendido marmo, gi\u00e0 noto agli Etruschi ed apprezzatissimo dai Romani, che assunse nel tempo il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Portoro<\/span><\/strong> &#8211; dai Francesi che lo chiamavano <strong><span style=\"color: #008000;\">Porte d&#8217;Or<\/span><\/strong>. Un&#8217;eccellenza geologica del Golfo di La Spezia che si diffuse in epoca rinascimentale ben oltre la Liguria.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Isola_del_Tino_-_Panorama-1024x684.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Isola_del_Tino_-_Panorama-1024x684.jpg\"><\/span><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo questa esplorazione delle isole del Golfo con il <span style=\"color: #008000;\"><strong>Tino<\/strong><\/span>, che si ritrova nei testi medioevali con il nome <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Tyrus mayor<\/i><\/span><\/strong> (per distinguerla dal piccolo ma insidioso scoglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Tinetto<\/span><\/strong>) il cui nome potrebbe avere un origine fenicia. <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Una perla del Golfo che ospita un bellissimo faro, riferimento per i naviganti del mar ligure meridionale nel loro approdo verso il golfo di La Spezia. Di non facile visita, ci recavamo all&#8217;isola&nbsp; del Tino ogni anno, il 13 settembre, per la festa di San Venerio, seguendo la tradizionale processione via mare che trasporta la statua del santo dalla Spezia all&#8217;isola. <span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">Questa era l&#8217;unica occasione per visitare l&#8217;isola, normalmente in quanto zona militare, una servit\u00f9 che ha permesso a questo angolo di paradiso di mantenersi intonsa dal turismo da diporto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_ehlh3JNDgPk\"><div id=\"lyte_ehlh3JNDgPk\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/ehlh3JNDgPk\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ehlh3JNDgPk\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/ehlh3JNDgPk\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>San Venerio<\/strong><\/span>, un eremita nato nell&#8217;isola della Palmaria &#8211; o forse a Portovenere &#8211; da nobile famiglia, dopo aver effettuato studi approfonditi con straordinari risultati, venne ordinato sacerdote. Forse proprio per le sue non comuni qualit\u00e0 e per non cadere nel peccato della superbia, decise di ritirarsi dal mondo, preferendo l&#8217;isolamento eremitico piuttosto che cadere nel peccato e perdere la vita eterna. Si ritir\u00f2 quindi all&#8217;isola del Tino dove poteva vivere in solitudine, con l&#8217;unica compagnia di un cane che lo avvisava in caso di visite altrui. Una figura considerata santa a cui vennero presto attribuiti numerosi miracoli tra cui l&#8217;incontro con un drago. La leggenda \u00e8 suggestiva: il mostro viveva sul promontorio del Corvo, presso la foce del Magra ed aveva la pessima abitudine di affondare, devastandoli, i navigli diretti a Luni. La popolazione chiese aiuto al <strong><span style=\"color: #008000;\">vescovo Lazzaro<\/span><\/strong> di Luni che, secondo la leggenda, invi\u00f2 ben tre volte un suo arcidiacono dal pio Venerio chiedendo il suo intervento contro la bestia infernale. Venerio, per due volte si rifiut\u00f2 di aiutarli, sentendosi inadeguato per un simile compito ma alla terza volta, dopo tre giorni di preghiera, si rec\u00f2 alla scogliera dove dimorava il drago e gli ordin\u00f2 per tre volte di immergersi negli abissi (l&#8217;ultima volta nel nome della Trinit\u00e0). A questo punto il vorace mostro fuorusc\u00ec dal suo antro, e immediatamente sprofond\u00f2 in mare. Dopo tale evento la fama di Venerio crebbe a punto che il pio uomo, decise di rifuggire tali onori e di scappare in Corsica da dove ritorn\u00f2 solo per morire al Tino nel 630. Secondo un&#8217;altra leggenda il pio uomo era uso accendere nelle notti dei fuochi per indicare la rotta ai naviganti che avevano cos\u00ec modo di orientarsi e sfuggire agli insidiosi scogli nei pressi della sua isola. Non a caso San Venerio \u00e8 venerato come patrono dei fanalisti. Dopo la sua morte, sembrerebbe che Lucio, vescovo di Luni, dopo un sogno rilevatore, si sarebbe recato sull\u2019isola e, scavata la tomba del santo, avrebbe poi fatto traslare i suoi resti a Reggio Emilia; sul luogo venne cos\u00ec costruito un piccolo santuario nel VII secolo, e nell&#8217;XI secolo, vi fu eretto il <i><strong><span style=\"color: #008000;\">monastero benedettino di San Venerio e Santa Maria del Tino<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/i><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">L&#8217;isola, dopo molti decenni, \u00e8 stata oggetto di nuovi scavi archeologici nel 2021 che hanno rivelato i resti di un edificio romano, risalenti<\/span><\/span> al primo insediamento nell&#8217;isola.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, oltre alle sue bellezze naturali, il piccolo arcipelago spezzino, crocevia di navi sin dall&#8217;antichit\u00e0 che approdavano nel golfo di La Spezia, un tempo chiamato Golfo di Venere, accoglieva le imbarcazioni nelle sue baie riparate, offrendo acqua e olio ai viaggiatori. Nel prossimo articolo ne visiteremo una, sita nel vecchio seno del Varignano che ospita un antico casale romano ed i resti di&nbsp; un molo di ormeggio a riprova dell&#8217;importanza marittima del Golfo.&nbsp;<br><\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br><\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">:<\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>photo credit @andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA MARITTIMAPERIODO: ROMANO-MEDIOEVALEAREA: LIGURIAparole chiave: arcipelago della Palmaria. 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