{"id":117006,"date":"2025-04-21T00:02:00","date_gmt":"2025-04-20T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=117006"},"modified":"2026-03-23T17:14:19","modified_gmt":"2026-03-23T16:14:19","slug":"un-pianeta-sempre-piu-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/117006","title":{"rendered":"Un pianeta sempre pi\u00f9 caldo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: AMBIENTE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: CLIMA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Rapporto ERA5, clima<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) ha incaricato il Copernicus Climate Change Service (C3S) di monitorare dallo spazio i cambiamenti termici del pianeta.<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GCH2024_PR_Fig3_table_key_temperature_statistics-1024x674.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GCH2024_PR_Fig3_table_key_temperature_statistics-1024x674.png\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Dagli ultimi dati pubblicati il 2024 si \u00e8 confermato l&#8217;anno pi\u00f9 caldo mai registrato a livello globale e il primo anno solare in cui la temperatura media globale ha superato di 1,5 \u00b0C i livelli preindustriali.<\/strong><\/span><br>La causa principale sono i cambiamenti climatici che agiscono sulle temperature estreme dell&#8217;aria e della superficie del mare ma anche altri fattori, come l&#8217;oscillazione meridionale di <strong><span style=\"color: #008000;\">El Ni\u00f1o (ENSO)<\/span><\/strong>, che hanno contribuito all\u2019aumento di queste temperature durante l&#8217;anno. I dati sono stati raccolti mettendo insieme le osservazioni dei pi\u00f9 importanti Centri scientifici di monitoraggio mondiale (<strong><span style=\"color: #008000;\">ECMWF, NASA, NOAA, Met Office del Regno Unito, Berkeley Earth e l&#8217;Organizzazione Meteorologica Mondiale<\/span><\/strong>) che hanno tutti evidenziato le condizioni eccezionali registrate nel 2024.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GCH2024_PR_Fig1_timeseries_annual_global_temperature_anomalies_ref1850-1900-1024x472.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GCH2024_PR_Fig1_timeseries_annual_global_temperature_anomalies_ref1850-1900-1024x472.png\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Buontempo<\/span><\/strong>, Direttore del Copernicus Climate Change Service: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Tutti i set di dati sulla temperatura globale prodotti a livello internazionale mostrano che il 2024 \u00e8 stato l&#8217;anno pi\u00f9 caldo da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1850. L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 responsabile del proprio destino, ma il modo in cui rispondiamo alla sfida climatica dovrebbe basarsi su prove concrete. Il futuro \u00e8 nelle nostre mani: un&#8217;azione rapida e decisa pu\u00f2 ancora modificare la traiettoria del nostro clima futuro<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<br>Di fatto queste elevate temperature globali, unite ai livelli record di vapore acqueo atmosferico globale nel 2024, hanno causato delle ondate di calore senza precedenti e forti piogge, causando sofferenza a milioni di persone. Va compreso che oltre ai danni all\u2019ambiente, le ricadute sono sulle economie del territorio che comportano sconvolgimenti delle geopolitiche nelle faglie pi\u00f9 deboli del pianeta.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GCH2024_PR_Fig2_map_annual_surface_temperature_anomaly_2024-1024x768.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GCH2024_PR_Fig2_map_annual_surface_temperature_anomaly_2024-1024x768.png\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vediamo ora alcuni punti salienti del rapporto:<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Secondo il programma di analisi ERA5, la temperatura media globale di 15,10 \u00b0C \u00e8 stato di 0,72 \u00b0C superiore alla media del periodo 1991-2020 e di 0,12 \u00b0C superiore a quella del 2023 (il precedente anno pi\u00f9 caldo mai registrato). In altre parole 1,60 \u00b0C in pi\u00f9 rispetto alla stima della temperatura del periodo 1850-1900, il periodo designato come livello preindustriale. Inoltre, \u00e8 risultato che gli ultimi 10 anni (2015-2024) sono stati la decade pi\u00f9 calda mai registrata dall&#8217;inizio dell&#8217;era industriale registrando un nuovo record per la temperatura media globale giornaliera il 22 luglio 2024 di 17,16 \u00b0C. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo record&nbsp; ha interessato tutte le regioni continentali, ad eccezione dell&#8217;Antartide e dell&#8217;Australasia, nonch\u00e9 ampie zone oceaniche, in particolare l&#8217;Oceano Atlantico settentrionale, l&#8217;Oceano Indiano e l&#8217;Oceano Pacifico occidentale.<\/span><\/strong><br>Vediamo cosa \u00e8 successo agli oceani. Nel 2024, la <strong><span style=\"color: #008000;\">temperatura media annua della superficie del mare (SST)<\/span> <\/strong>sugli oceani extra-polari ha raggiunto il massimo storico di <span style=\"color: #008000;\"><strong>20,87 \u00b0C<\/strong><\/span>, ovvero 0,51 \u00b0C in pi\u00f9 rispetto alla media del periodo 1991-2020 con indubbie ricadute sulle popolazioni marine costiere, e con un gradiente termico che \u00e8 ancora in salita. Nella analisi va considerato che Il 2024 ha segnato finalmente il termine del Ni\u00f1o, iniziato nel 2023, e la transizione verso condizioni pi\u00f9 neutre, La Ni\u00f1a.<\/p>\r\n<p align=\"justify\">La quantit\u00e0 totale di vapore acqueo nell&#8217;atmosfera ha raggiunto un valore record nel 2024, circa il 5% in pi\u00f9 rispetto alla media del periodo 1991-2020, e questo, unito alle temperature pi\u00f9 calde gi\u00e0 citate, contribuisce ad aumentare i livelli di stress termico del pianeta. In particolare, lo stress termico \u00e8 stato raggiunto il 10 luglio, quando circa il 44% del globo \u00e8 stato interessato da stress termico da &#8220;forte&#8221; a &#8220;estremo&#8221;, in pratica un aumento del 5% della superficie globale rispetto al massimo annuale medio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/I-ghiacci-dellAntartide-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 I-ghiacci-dellAntartide-1024x576.jpg\"><br>L\u2019estensione del ghiaccio antartico ha nuovamente raggiunto valori minimi record per gran parte del 2024. Da giugno a ottobre, l&#8217;estensione mensile si \u00e8 classificata al secondo posto pi\u00f9 basso, dopo il 2023, e al minimo a novembre. Nell&#8217;Artico, l&#8217;estensione del ghiaccio marino \u00e8 rimasta invece relativamente vicina alla media del periodo 1991-2020 fino a luglio, ma \u00e8 scesa ben al di sotto della media nei mesi successivi. Al suo minimo annuale a settembre, l&#8217;estensione mensile si \u00e8 classificata al quinto posto pi\u00f9 basso nelle registrazioni satellitari. Va per\u00f2 compreso che i valori di temperatura medi&nbsp; non hanno ancora violato il limite stabilito dall&#8217;Accordo di Parigi ma il rapporto sottolinea che le temperature globali stanno aumentando oltre quanto l&#8217;uomo moderno abbia mai sperimentato.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GCH2024_PR_Fig5_map_annual_sst_percentiles_extremes_2024-1024x768.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GCH2024_PR_Fig5_map_annual_sst_percentiles_extremes_2024-1024x768.png\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Anomalie e valori estremi della temperatura della superficie marina nel 2024. Le categorie di colore si riferiscono ai percentili delle distribuzioni di temperatura per il periodo di riferimento 1991-2020. Le categorie estreme (pi\u00f9 fredde e pi\u00f9 calde) si basano sulle classifiche per il periodo 1979-2024. I valori sono calcolati solo per gli oceani liberi dai ghiacci. Fonte dei dati: ERA5. Crediti: C3S \/ ECMWF.<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elevate temperature superficiali del mare (SST) sono state uno dei fattori pi\u00f9 significativi alla base della prevalenza di temperature globali elevate nel 2023 e nel 2024. Uno dei fattori alla base di queste elevate SST \u00e8 stata l&#8217;evoluzione dell&#8217;oscillazione meridionale del Ni\u00f1o (ENSO). Questa ENSO ha raggiunto il picco nel dicembre 2023 e ha continuato a influenzare le temperature globali nella prima met\u00e0 del 2024. Anche con la fine del Ni\u00f1o e la transizione verso condizioni pi\u00f9 neutre nel Pacifico orientale equatoriale, molte regioni hanno continuato a registrare SST insolitamente elevate, con conseguente mantenimento di un valore della SST globale superiore alla media <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>. Nel 2024, sono stati osservati eventi meteorologici estremi in tutto il mondo, che vanno da forti tempeste e inondazioni a ondate di calore, siccit\u00e0 e incendi boschivi. La crescente frequenza e intensit\u00e0 di tali eventi rappresenta un rischio significativo per i mezzi di sussistenza delle persone in tutto il mondo. La quantit\u00e0 totale di vapore acqueo nell&#8217;atmosfera ha raggiunto un livello record nel 2024, circa il 5% in pi\u00f9 rispetto alla media del periodo 1991-2020, significativamente superiore a quella del 2023. Questa abbondante riserva di umidit\u00e0 ha amplificato il potenziale di eventi piovosi estremi. Inoltre, combinata con le elevate temperature superficiali del mare, ha contribuito allo sviluppo di tempeste di grandi dimensioni, inclusi i cicloni tropicali. I prolungati periodi di siccit\u00e0 in diverse regioni hanno creato condizioni favorevoli agli incendi boschivi su larga scala e persistenti che hanno provocato un innalzamento dei valori della CO<sub>2<\/sub> in tutte le Americhe, dalla California alla Bolivia e Venezuela secondo i dati del <strong><span style=\"color: #008000;\">Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS)<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L&#8217;estensione del ghiaccio marino nell&#8217;Artico e intorno all&#8217;Antartide \u00e8 un indicatore essenziale della stabilit\u00e0 del clima terrestre, e viene costantemente monitorato.<\/strong><\/span> Nel 2024, l&#8217;estensione del ghiaccio marino in queste regioni \u00e8 stata significativamente inferiore alla media. In particolare l\u2019estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto in molti casi valori record per il secondo anno consecutivo. Nell&#8217;Artico, l&#8217;estensione del ghiaccio marino \u00e8 rimasta vicina alla media del periodo 1991-2020 fino a luglio, ma \u00e8 scesa ben al di sotto della media nei mesi successivi. Al suo minimo annuale, ottenuto a settembre, l&#8217;estensione mensile si \u00e8 classificata al quinto posto pi\u00f9 basso nella registrazione satellitare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto riguarda le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica e metano, purtroppo stanno continuando ad aumentare, raggiungendo livelli annuali record nel 2024, rispettivamente a 422 parti per milione (ppm) e 1897 parti per miliardo (ppb).<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/GCH2024-PR-greenhouse-gases-concentrations-1024x553.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GCH2024-PR-greenhouse-gases-concentrations-1024x553.png\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Concentrazione media mensile globale di CO<sub>2<\/sub> atmosferica (sinistra) e CH<sub>4<\/sub> (destra), derivata da dati satellitari per il periodo 2003-2024 (linea tratteggiata) e media a 12 mesi (linea continua). Fonte dei dati: dati consolidati (2003-2023) di C3S \/ Obs4MIPs (v4.6) e dati preliminari quasi in tempo reale di CAMS (2024) di GOSAT (CH4) e GOSAT-2 (CO2). Intervallo spaziale: 60\u00b0 S &#8211; 60\u00b0 N sulla terraferma. Crediti: C3S \/ CAMS \/ ECMWF \/ Universit\u00e0 di Brema \/ SRON.<br><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Di fatto, il fattore determinante nell&#8217;evoluzione di molti indicatori climatici nel 2024 \u00e8 stato l&#8217;aumento della temperatura globale, in gran parte associato all&#8217;aumento della <strong><span style=\"color: #008000;\">concentrazione di gas serra (GHG)<\/span><\/strong> nell&#8217;atmosfera, conseguente ad attivit\u00e0 umane con un tasso di aumento dell&#8217;anidride carbonica superiore a quello osservato negli ultimi anni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il tasso di aumento del metano \u00e8 stato invece significativamente inferiore rispetto agli ultimi tre anni.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, come sottolineato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurence Rouil<\/span><\/strong>, Direttore del CAMS presso l&#8217;ECMWF, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Questo rapporto dimostra l&#8217;importanza cruciale delle nostre attivit\u00e0 di monitoraggio. Nel 2024, i gas serra atmosferici hanno raggiunto i livelli annuali pi\u00f9 alti mai registrati in atmosfera, secondo i dati C3S e CAMS. Le concentrazioni di anidride carbonica nel 2024 erano di 2,9 ppm superiori rispetto al 2023 e le concentrazioni di metano erano di 3 ppb superiori. Questo aumento ha portato la stima annuale della concentrazione atmosferica di anidride carbonica a 422 ppm e quella di metano a 1897 ppb. I nostri dati indicano chiaramente un costante aumento globale delle emissioni di gas serra, che rimangono la principale causa del cambiamento climatico<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Considerazioni<\/strong><\/span><br>Ci troviamo in una situazione sempre pi\u00f9 critica che vede poca luce in fondo al tunnel; la riduzione delle emissioni deve essere globale e distribuita equamente per avere un senso compiuto. Allo stato attuale appare improbabile che i paesi pi\u00f9 inquinatori, che devono affrontare la necessit\u00e0 di nutrire miliardi di persone, applichino un intervento correttivo alle loro emissioni. Soluzioni pi\u00f9 virtuose richiederebbero infatti costi non sostenibili dalle loro economie che hanno necessit\u00e0 di essere maggiormente competitive sui mercati internazionali. Questo comporter\u00e0 che i Paesi pi\u00f9 virtuosi, che stanno gi\u00e0 adottando politiche di crescita sostenibili, subiranno una concorrenza sleale che render\u00e0 ancora pi\u00f9 difficili i rapporti tra i vari schieramenti. In parole pi\u00f9 semplici, si genereranno in molti Paesi situazioni complesse di instabilit\u00e0 geopolitiche. A questo punto ci potremmo domandare: in un mondo che sta accelerando nella ricerca di un nuovo ordine mondiale, quale sar\u00e0 la soluzione migliore?&nbsp; E&#8217; certo che se non rallenteremo la crescita delle temperature, tutto il pianeta ne risentir\u00e0 con la perdita di ecosistemi, la desertificazione di ampie aree al momento coltivabili e l&#8217;innalzamento dei mari.<strong><span style=\"color: #008000;\"> I Grandi della Terra dovranno quindi fare una scelta: salvare insieme l&#8217;Umanit\u00e0 o continuare a suicidarsi verso un destino che appare inevitabile. Una partita a Risiko senza vincitori. Ci rileggeremo al prossimo rapporto.<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">1 In realt\u00e0, g<span class=\"HwtZe\" lang=\"it\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">li ultimi dati del NOAA hanno rivelato che il Pacifico tropicale si \u00e8 riscaldato di nuovo a marzo 2025, quindi La Ni\u00f1a sembrerebbe ufficialmente terminata e siamo<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> in uno stato neutrale del ciclo ENSO, ovvero non c&#8217;\u00e8 un Ni\u00f1o attivo o una Ni\u00f1a in corso. Questa \u00e8 una situazione anomala in quanto, in media, il ciclo ENSO innesca un periodo caldo (Ni\u00f1o) seguito da un periodo un freddo (Ni\u00f1a) ogni due-sette anni, eventi che influenzano le condizioni meteo del pianeta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\r\n<div class=\"lRu31\" dir=\"ltr\">\r\n<div class=\"OvtS8d\">&nbsp;<\/div>\r\n<div id=\"ow16\"><span style=\"color: #ffffff; font-size: revert; text-align: justify;\">.<\/span><\/div>\r\n<\/div>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: AMBIENTEPERIODO: XXI SECOLOAREA: CLIMAparole chiave: Rapporto ERA5, clima. Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) ha incaricato il Copernicus Climate Change Service (C3S) di monitorare dallo spazio i cambiamenti termici del pianeta. 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