{"id":116943,"date":"2025-04-16T00:02:00","date_gmt":"2025-04-15T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=116943"},"modified":"2026-03-23T17:39:42","modified_gmt":"2026-03-23T16:39:42","slug":"il-bluff-americano-sicurezza-europea-in-vendita-da-cuba-a-kiev-di-paolo-lolli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116943","title":{"rendered":"Il bluff americano: sicurezza europea in vendita, da Cuba a Kiev di Paolo Lolli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: STATI UNITI VS EUROPA<\/strong><\/span><br>parole chiave: European security, relazione atlantica, Russia<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Non \u00e8 la prima volta, non sar\u00e0 nemmeno l\u2019ultima, in cui gli Stati Uniti barattano parte della sicurezza europea per un bene ritenuto da loro superiore. Tuttavia, nonostante tali mosse possano essere percepite quale deciso disimpegno di Washington dall\u2019area, gli Stati Uniti non abbandoneranno l\u2019Europa, semplicemente non possono permetterselo, pena la definitiva perdita del ruolo di Numero Uno.<\/strong><\/span> Questa analisi si pone l\u2019obiettivo di svelare tale bluff andando a comparare due dei momenti pi\u00f9 critici dell\u2019impero europeo americano, la crisi di Cuba del 1962 e l\u2019attuale congiuntura. <strong><span style=\"color: #008000;\">Gettare uno sguardo al passato pu\u00f2 tornare utile per cogliere quelle ragioni che possono celarsi dietro le recenti aperture della Casa Bianca verso il Cremlino. Detto altrimenti, come mai Washington in determinati frangenti, proprio come oggi, si mostra \u201cgenuinamente\u201d sensibile verso gli imperativi securitari di Mosca?<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dalla crisi dell\u2019isola caraibica, ricordata quale saliente pi\u00f9 teso dell\u2019intera Guerra Fredda, \u00e8 possibile intravedere un filo che ci proietta ai giorni nostri, ma occorre provare a respirare il contesto di quei tempi. Il 1959 \u00e8 l\u2019anno chiave. Nel gennaio, la rivoluzione di stampo socialista guidata da Castro mise fine al regime filostatunitense di Batista. In un mondo in cui dominava la rigida logica bipolare tale evento fin\u00ec per scarrellare violentemente l\u2019isola di Cuba nell\u2019orbita sovietica. Contemporaneamente, in un\u2019Europa divisa a met\u00e0 dalla Cortina di Ferro in cui americani e sovietici si muovevano per conquistare cuori e menti dei popoli autoctoni, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">amministrazione Eisenhower<\/span> <\/strong>(1953-1961) cominciava a seguire i dettami della nuova dottrina per la sicurezza nazionale e internazionale degli Stati Uniti, il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">New Look<\/span><\/strong>\u201d<sup><strong><span style=\"color: #008000;\"> 1<\/span><\/strong><\/sup>. Tale dottrina partiva dalla consapevolezza della superiorit\u00e0 convenzionale sovietica in Europa, ritenuta impossibile da bilanciare senza scoprire altri fronti oppure senza aumentare sensibilmente le spese per la Difesa, conseguentemente poneva un cardine per porvi rimedio, la nuclearizzazione del Vecchio Continente <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/sup><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il dispiegamento di missili balistici a medio raggio in Gran Bretagna, Turchia e Italia, gli Stati Uniti si prefiggevano di raggiungere pi\u00f9 obiettivi: costruire una difesa avanzata che permettesse di contenere l\u2019Unione Sovietica attraverso un deterrente nucleare; ridurre l\u2019impegno delle forze convenzionali a stelle e strisce in Europa<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>3<\/strong><\/span><\/sup>; puntellare i vari Paesi europei e rafforzare al contempo la propria immagine di garante alla sicurezza, da rilanciare dopo il caso dello Sputnik nel 1957. Quest\u2019ultimo evento, in particolare, fu utilizzato strumentalmente dagli apparati washingtoniani per alimentare lo spauracchio del divario missilistico (missile gap) <span style=\"color: #008000;\"><sup><strong>4<\/strong><\/sup><\/span>. Tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta, quindi, Ankara e Roma furono dotate per la prima volta di armi nucleari <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">5<\/span><\/strong><\/sup>, sebbene in alcuni segmenti del dipartimento di Stato americano aleggiassero non pochi malumori circa l\u2019affidabilit\u00e0 ancirana <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">6<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Sovietica si ritrov\u00f2 cos\u00ec in una posizione di netto declassamento strategico, dotata di un arsenale atomico al momento incomparabile sotto il profilo quantitativo e qualitativo a quello del proprio rivale<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">7<\/span><\/strong><\/sup> e di fatto accerchiata da satelliti statunitensi dotati di armi nucleari. Lungi dal poter essere ascritta alla sola condivisione ideologica del mito socialista \u00e8 sotto questa comune pressione diretta di Washington che germogli\u00f2 il sodalizio fra la Cuba rivoluzionaria e l\u2019Unione Sovietica. L\u2019Avana dopo aver sub\u00ecto una combinazione di pressioni diplomatiche, economiche e militari &#8211; l\u2019operazione messa in piedi dalla CIA per rovesciare il regime di Castro nel 1961 \u00e8 emblematica<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">8<\/span><\/strong><\/sup> &#8211; vide in Mosca l\u2019unico soggetto capace di garantirne l\u2019integrit\u00e0 e la sovranit\u00e0. Mosca, dal suo punto di vista, riconosce nell\u2019isola \u201cribelle\u201d l\u2019opportunit\u00e0 di invertire i rapporti di forza tra la Casa Bianca e il Cremlino. \u00c8 in questo clima che matur\u00f2 la decisione sovietica di dislocare in gran segreto personale militare e, soprattutto, missili dotati di testate nucleari (<strong><span style=\"color: #008000;\">operazione Anadyr<\/span><\/strong>) nell\u2019isola posta a meno di 150 chilometri dalla costa della Florida. Fra l\u2019estate del 1962 e l\u2019autunno di quell\u2019anno l\u2019Unione Sovietica costitu\u00ec cos\u00ec la sua difesa avanzata e si assicur\u00f2 una carta vincente nelle future trattative tra le due superpotenze<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">9<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/P-3A_VP-44_over_USS_Barry_DD-933_and_Metallurg_Anosov_during_Cuban_Missile_Crisis_1962.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 P-3A_VP-44_over_USS_Barry_DD-933_and_Metallurg_Anosov_during_Cuban_Missile_Crisis_1962.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rimediare all\u2019incubo cubano gli Stati Uniti furono costretti a rivedere, a malincuore, la precedente politica di nuclearizzazione del Vecchio Continente imbastita dall\u2019amministrazione Eisenhower. Il negoziato coinvolse l\u2019ambasciatore sovietico a Washington, <strong><span style=\"color: #008000;\">Anatoly Dobrynin<\/span><\/strong>, e il procuratore generale statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert F. Kennedy<\/span><\/strong>, fratello del nuovo presidente americano <strong><span style=\"color: #008000;\">John F. Kennedy<\/span><\/strong>. L\u2019accordo trovato fu un vero e proprio compromesso: Mosca avrebbe ritirato i missili da Cuba in cambio di una promessa statunitense a non invadere l\u2019isola e, ben pi\u00f9 importante, a rimuovere dalla Turchia i propri missili. Il Cremlino non chiese di rimuovere le armi nucleari stanziate anche in Italia<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">10<\/span><\/strong><\/sup>, tuttavia una loro rimozione venne ritenuta necessaria da parte degli Stati Uniti per rendere l\u2019accordo il meno evidente possibile. La Casa Bianca dovette barcamenarsi nella difficile attivit\u00e0 di onorare l\u2019accordo preso e al tempo stesso non dare l\u2019impressione di aver sacrificato parte della sicurezza europea, nello specifico della Turchia e in secondo piano dell\u2019Italia. Per questo, Washington present\u00f2 con evidente imbarazzo ad Ankara e Roma il processo di rimozione delle armi quale \u201cammodernamento delle funzioni nucleari\u201d. Con l\u2019operazione Pot Pie 1 nella prima met\u00e0 dell\u2019aprile 1963 e con la Pot Pie 2 nella seconda, gli Stati Uniti smantellarono le armi dislocate in entrambi i Paesi <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">11<\/span><\/sup><\/strong> (Vedi Chart 7-3).<br><br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4_neufeld_book_irbms_in_europe.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 4_neufeld_book_irbms_in_europe.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le trattative fra russi e americani non coinvolsero nessun attore europeo&#8230;, ricorda qualcosa? L\u2019unico attore in grado di ritagliarsi un (presunto) margine di manovra, senza rimanere completamente compresso dallo scontro russo-americano, fu la Francia di De Gaulle. L\u2019approccio della giovane Quinta Repubblica nella crisi di Cuba si caratterizz\u00f2 per un pieno sostegno agli Stati Uniti &#8211; i servizi di intelligence francesi furono i primi a segnalare ai colleghi statunitensi il possibile dislocamento di armi nucleari nell\u2019isola<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">12<\/span> <\/strong><\/sup>&#8211; in chiave prettamente antisovietica. Parigi dal termine della Seconda guerra mondiale cercava, invano, di difendere con le unghie e con i denti il suo decadente impero. Mosca, invece, soffiando sui vari moti indipendentisti prima asiatici e poi africani assurse presto a rivale strategico dell\u2019Esagono. La piena collaborazione francese durante i giorni caldi della crisi (14-29 ottobre 1962) si sciolse con il bel tempo in delusione e feroci critiche verso il proprio garante alla sicurezza.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Ankara, a Parigi, fino a Roma, venne appresa la lezione: il nucleare americano non rispondeva necessariamente a tutte le eventualit\u00e0 in Europa. In definitiva, la percezione formatasi nei mancati protagonisti fu l\u2019amara presa d\u2019atto del fatto che Washington non avrebbe mai rischiato una guerra nucleare per mantenere il controllo del Vecchio Continente. Tali convinzioni furono alla base per stimolare, strumentalmente, una politica di indipendenza che contemplasse l\u2019esigenza della Francia di dotarsi di una forza atomica nazionale e che abbandonasse definitivamente l\u2019ipotesi di qualsiasi tipo di una sua condivisione precedentemente maturata<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">13<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/090425-USAUE2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 090425-USAUE2.jpg\" width=\"845\" height=\"833\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora proviamo a fare un salto di pi\u00f9 di sessant\u2019anni. Ai giorni nostri, in parte, la congiuntura pare ripetersi. Non ci sono missili sovietici a Cuba e la Federazione Russa non \u00e8 il rivale pi\u00f9 temuto da parte degli Stati Uniti, ruolo gelosamente custodito dalla Repubblica Popolare Cinese. Tuttavia l\u2019Europa continua ad essere il continente pi\u00f9 rilevante del pianeta, non abbandonabile, al limite appaltabile. La talassocrazia statunitense mantiene tutt\u2019ora il ruolo di Numero Uno grazie al dominio degli oceani ma anche grazie al controllo dell\u2019Europa, non controllano l\u2019Africa, n\u00e9 tantomeno l\u2019Asia. Il cortocircuito nasce dal momento in cui gli Stati Uniti non hanno pi\u00f9 il loro rivale strategico nel continente per loro pi\u00f9 importante (dopo il proprio) come, invece, durante l\u2019era bipolare. Periodo quest\u2019ultimo che giustificava il dislocamento di forze convenzionali, e non, nei teatri pi\u00f9 rilevanti senza correre rischi di eccessiva sovraesposizione. Oggi l\u2019esigenza maggiore per gli apparati washingtoniani \u00e8 rappresentata dal contenimento su tutti i campi di Pechino e dal puntellamento del proprio emisfero (Groenlandia e Panama). Non meno rilevante, per il Pentagono attualmente gli Stati Uniti non sarebbero in grado di sostenere due guerre contemporaneamente<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">14<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Da queste considerazioni germoglia l\u2019idea statunitense di provare, quantomeno, a congelare il conflitto alle porte del continente europeo essendo consapevole che tale iniziativa possa coincidere con le volont\u00e0 della Federazione Russa. La guerra russo-ucraina ha portato considerevoli successi tattici agli Stati Uniti: ha oggettivamente indebolito Mosca; interrotto la connessione energetico-industriale fra l\u2019Europa, leggi Germania e in secondo piano Italia, e la Russia, da sempre vista con sospetto oltreoceano (nel febbraio del 2025 l\u201982% delle esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto sono state dirette verso l\u2019Europa<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>15<\/strong><\/span><\/sup>); l\u2019adesione della Svezia e della Finlandia nella NATO ha reso il Mar Baltico, quasi, inaccessibile per la marina russa, isolato ulteriormente l\u2019enclave di Kaliningrad e aggiunto circa 1.300 chilometri di frontiera con cui poter premere su San Pietroburgo. Nonostante tali successi per\u00f2, una protrazione del conflitto rischia di invertire la tendenza favorevole.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/GEOPOLITICA-CINA-One-belt-one-road.jpg\" width=\"845\" height=\"568\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Non evidentemente mossa da istinti umanitari, Washington ha pi\u00f9 che mai la necessit\u00e0 ultima di staccare la Federazione Russa dalla Repubblica Popolare Cinese.<\/strong> <\/span>Attraverso una copertura diplomatica, economica e materiale, Pechino \u00e8 infatti assurta a stampella di Mosca durante tutto il conflitto, ma non senza rilevanti concessioni<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>16<\/strong><\/span><\/sup>. Nelle intenzioni di Pechino il sostegno fornito a Mosca svolge una duplice funzione: occupare gli americani alimentando una guerra in Europa, quindi \u201cdistraendoli\u201d e attingere in via preferenziale al bacino energetico pi\u00f9 grande del mondo per alimentare la crescita interna. Oggi i rapporti di forza fra i due vicini sono pericolosamente sbilanciati a favore dei mandarini. Sono queste considerazioni ad aver spinto il Cremlino ad approfittare delle aperture provenienti dalla Casa Bianca e ad imbastire l\u2019avvio dei negoziati. Le trattative dirette tra americani e russi si svolgono in un gioco a somma zero; pi\u00f9 gli Stati Uniti si sforzano nella per niente semplice attivit\u00e0 di \u201criabilitazione\u201d di Mosca, pi\u00f9, inevitabilmente, montano i timori e le perplessit\u00e0 di chi \u00e8 rimasto escluso dalle conversazioni in Arabia. Tale svolta per essere credibile ha necessitato di un cambio di narrazione da parte della Casa Bianca e dei suoi addetti in merito all\u2019intera crisi russo-ucraina. Per cui ora Putin sarebbe, perfino, super intelligente<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">17<\/span><\/strong><\/sup>, come riferito in una recente intervista da <strong><span style=\"color: #008000;\">Witkoff<\/span><\/strong>, l\u2019inviato speciale dell\u2019amministrazione Trump per il Medio Oriente ma con delega anche per tessere il riavvicinamento russo-americano.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi contemporaneamente, il Time, dopo aver messo per la prima volta il presidente ucraino in prima pagina celebrandolo come uomo dell\u2019anno del 2022<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">18<\/span><\/strong><\/sup>, si \u00e8 presto adeguato al virar del vento, riproponendo Zelensky in una versione decisamente meno esaltante<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">19<\/span><\/strong><\/sup>. L\u2019attuale sintonia russo-americana produce effetti ovunque ma non diretti come in Europa orientale. A queste latitudini il corteggiamento americano dell\u2019Orso obbliga a prendere misure drastiche. Inizialmente \u00e8 stata la Svezia a rendere nota la volont\u00e0 di incrementare le spese per la Difesa con l\u2019obiettivo di raggiungere il 3,5% del Pil entro il 2030<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>20<\/strong><\/span><\/sup>. Successivamente, il portale del Ministero della difesa polacco ha annunciato la decisione condivisa con Lituania, Estonia e Lettonia di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>21<\/strong><\/span><\/sup> al fine di valutare tutte le misure necessarie volte a rafforzare le proprie capacit\u00e0 difensive. Seppur pi\u00f9 timidamente anche Francia e Germania hanno cominciato a ricalibrare il loro approccio. Parigi, come in ogni occasione in cui gli Stati Uniti paiono pronti a ritirarsi dai loro impegni, sgomita cercando di colmare qualsiasi vuoto di potere per aumentare il proprio margine di manovra all\u2019interno dell\u2019impero europeo americano. Questo atteggiamento si traduce di fatto nell\u2019assunzione del ruolo di principale rivale continentale russo. Quindi nel continuo sostegno all\u2019Ucraina e nella presunta offerta del limitato ombrello nucleare francese<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>22<\/strong><\/span><\/sup>. A Berlino nella met\u00e0 di marzo il parlamento tedesco ha approvato un\u2019esenzione della riduzione del debito per le spese della Difesa. Un provvedimento capace di mettere fine all\u2019austerit\u00e0 tedesca e al c.d. freno all\u2019indebitamento<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">23<\/span><\/strong><\/sup>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La percezione del disimpegno statunitense non pare essere confermata da un effettivo ritiro delle truppe a stelle e strisce dai vari Paesi europei, n\u00e9 da una soppressione dell\u2019Alleanza Atlantica<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">24<\/span><\/strong><\/sup>, piuttosto da una loro riconfigurazione. L\u2019impressione \u00e8 che Washington voglia appaltare il contenimento della Federazione Russa in Europa orientale utilizzando il riarmo di quei Paesi genuinamente timorosi di una riabilitazione di Mosca. Puntare sul desiderio di Parigi di accrescere il proprio peso potrebbe essere la soluzione per distogliere parte delle risorse dislocate nel Vecchio Continente. Inoltre, la Francia rappresenta il bilanciatore necessario per assistere al riarmo tedesco senza eccessive preoccupazioni. Inevitabilmente le sanzioni ordite nei confronti di Mosca verranno progressivamente meno. Ci\u00f2 consentir\u00e0 alla Germania, e in secondo piano ad altri, di invertire il processo di deindustrializzazione riacquistando competitivit\u00e0.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nato-russia-cina-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nato-russia-cina-1024x576.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare ulteriori colpi di coda, gli Stati Uniti paiono intenzionati ad acquistare il gasdotto Nord Stream<sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>25<\/strong><\/span><\/sup> in modo da controllare lo scambio energetico russo-europeo. La Federazione Russa dopo il raggiungimento di una tregua sar\u00e0 indebolita e non avr\u00e0 le capacit\u00e0, n\u00e9 le intenzioni, di minacciare baltici e scandinavi membri della Nato, quindi non pericolosa, questi i desiderata statunitensi. Washington avr\u00e0 cos\u00ec la possibilit\u00e0 di dedicarsi a quei dossier ritenuti oggi pi\u00f9 importanti, dal contenimento indo-pacifico della Repubblica Popolare Cinese, alla sfida per l\u2019accesso all\u2019Artico, alla costruzione di una fortezza statunitense che permetta di rinsaldare il controllo sull\u2019emisfero occidentale, da qui le pretese su Panama e Groenlandia. Obiettivi impossibili da perseguire con una guerra in Europa.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Mai come oggi rimbombano le parole di <strong><span style=\"color: #008000;\">Henry Kissinger<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la vera distinzione \u00e8 tra quelli che adattano i loro scopi alla realt\u00e0 e quelli che cercano di modellare la realt\u00e0 alla luce dei loro scopi<\/span><\/em><\/strong>\u201d<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">26<\/span><\/strong><\/sup>.<br><span style=\"color: #008000;\"><strong>Paolo Lolli<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p>Pubblicato originariamente su DIFESAONLINE&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/il-bluff-americano-sicurezza-europea-vendita-da-cuba-kiev\">Il bluff americano: sicurezza europea in vendita, da Cuba a Kiev &#8211; Difesa Online<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p>1 <a href=\"https:\/\/millercenter.org\/president\/eisenhower\/foreign-affairs\">Dwight D. Eisenhower: Affari esteri | Centro Miller<\/a><\/p>\r\n<p>2 <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/User\/Downloads\/Why_Did_The_Eisenhower_Administration_De%20(1).pdf\">Why_Did_The_Eisenhower_Administration_De (1).pdf<\/a><\/p>\r\n<p>3 <a href=\"https:\/\/www.heritage.org\/defense\/report\/global-us-troop-deployment-1950-2003\">Global U.S. Troop Deployment, 1950-2003 | The Heritage Foundation<\/a><\/p>\r\n<p>4 <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/2013\/08\/what-missile-gap\/309484\/\">What Missile Gap? &#8211; The Atlantic<\/a><\/p>\r\n<p>5 <a href=\"https:\/\/nsarchive.gwu.edu\/briefing-book\/nuclear-vault\/2019-10-30\/nuclear-weapons-turkey-1959\">Nuclear Weapons and Turkey Since 1959 | National Security Archive<\/a><\/p>\r\n<p>6 <a href=\"https:\/\/nsarchive.gwu.edu\/document\/19679-national-security-archive-doc-05-policy-planning\">Policy Planning Staff memorandum, \u201cIRBMs to Turkey,\u201d 5 February 1959, Top Secret | National Security Archive<\/a><\/p>\r\n<p>7 <a href=\"https:\/\/www.statista.com\/statistics\/1071026\/nuclear-warheads-per-country-historical-development\/\">Nuclear warhead inventory per country 1945-2023 | Statista<\/a><\/p>\r\n<p>8 <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/event\/Bay-of-Pigs-invasion\">Bay of Pigs invasion | Summary, Significance, &amp; Facts | Britannica<\/a><\/p>\r\n<p>9 <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/resources\/csi\/static\/Soviet-Deception-Cuban-Missile.pdf\">Soviet Deception in the Cuban Missile Crisis<\/a><\/p>\r\n<p>10 <a href=\"https:\/\/nsarchive.gwu.edu\/briefing-book\/cuban-missile-crisis-nuclear-vault\/2023-04-20\/jupiter-missiles-and-cuban-missile\">The Jupiter Missiles and the Cuban Missile Crisis Endgame | National Security Archive<\/a><\/p>\r\n<p>11<a href=\"https:\/\/nsarchive.gwu.edu\/sites\/default\/files\/2023-04\/4_neufeld_book_irbms_in_europe.jpg\"> 4_neufeld_book_irbms_in_europe.jpg (1394\u00d7864)<\/a><\/p>\r\n<p>12 <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/User\/Downloads\/hes_0752-5702_1994_num_13_1_1740%20(4).pdf\">hes_0752-5702_1994_num_13_1_1740 (4).pdf<\/a><\/p>\r\n<p>13 <a href=\"https:\/\/www.cese-m.eu\/cesem\/2022\/05\/il-programma-nucleare-francese-e-la-force-de-frappe\/\">Il programma nucleare francese e la Force de Frappe &#8211; Centro Studi Eurasia e Mediterraneo<\/a><\/p>\r\n<p>14 <a href=\"https:\/\/nationalinterest.org\/feature\/americas-military-strategy-can-we-handle-two-wars-once-211324\">America\u2019s Military Strategy: Can We Handle Two Wars at Once? &#8211; The National Interest<\/a><\/p>\r\n<p>15 <a href=\"https:\/\/vocedelnordest.it\/gnl-la-nuova-arma-economica-degli-usa-per-il-controllo-dellenergia-mondiale\/\">GNL: la nuova arma economica degli USA per il controllo dell\u2019energia mondiale \u2013 Voce del Nord Est<\/a><\/p>\r\n<p>16 <a href=\"https:\/\/www.thinkchina.sg\/economy\/russia-opening-vladivostok-port-china-after-163-years\">Russia opening Vladivostok port to China after 163 years<\/a><\/p>\r\n<p>17 <a href=\"https:\/\/news-pravda.com\/world\/2025\/03\/22\/1168576.html\">Witkoff: &#8220;Putin is very smart!&#8221; &#8211; Pravda EN<\/a><\/p>\r\n<p>18 <a href=\"https:\/\/time.com\/person-of-the-year-2022-volodymyr-zelensky-ukraine-choice\/\">TIME Person of the Year 2022: How We Chose Volodymyr Zelensky and the Spirit of Ukraine | Time<\/a><\/p>\r\n<p>19 <a href=\"https:\/\/time.com\/7270880\/zelensky-trump-putin-ukraine-endgame-interview\/\">Zelensky on Trump and the Ukraine Endgame: Exclusive | TIME<\/a><\/p>\r\n<p>20 <a href=\"https:\/\/www.brusselstimes.com\/eu-affairs\/1505694\/sweden-to-hike-its-defence-spending-by-almost-e30-billion-in-10-years\">Sweden to hike its defence spending by almost \u20ac30 billion in 10 years<\/a><\/p>\r\n<p>21 <a href=\"https:\/\/www.gov.pl\/web\/national-defence\/statement-by-the-estonian-latvian-lithuanian-and-polish-ministers-of-defence-on-withdrawal-from-the-ottawa-convention\">Withdrawal from the Ottawa Convention &#8211; Ministry of National Defence &#8211; Gov.pl website<\/a><\/p>\r\n<p>22 <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/how-realistic-is-frances-offer-extend-its-nuclear-umbrella-2025-03-06\/\">Explainer: How realistic is France&#8217;s offer to extend its nuclear umbrella? | Reuters<\/a><\/p>\r\n<p>23<a href=\"https:\/\/www.defensenews.com\/global\/europe\/2025\/03\/18\/germany-preps-constitution-change-to-finance-historic-defense-uptick\/#:~:text=Passed%20with%20the%20support%20of%20the%20Green%20Party,infrastructure%20funding%20from%20the%20country%E2%80%99s%20strict%20debt%20ceiling.\"> Germany preps constitution change to finance historic defense uptick<\/a><\/p>\r\n<p>24 <a href=\"https:\/\/thehill.com\/opinion\/national-security\/5154463-is-america-preparing-to-abandon-nato-and-europe\/\">Is America preparing to abandon NATO and Europe?<\/a><\/p>\r\n<p>25<a href=\"https:\/\/www.intelligenceonline.com\/international-dealmaking\/2025\/01\/17\/nord-stream-2-buyout-stephen-lynch-the-man-who-loved-pipelines,110363476-art\"> Russia\/United States : Nord Stream 2 buyout: Stephen Lynch, the man who loved pipelines &#8211; 17\/01\/2025 &#8211; Intelligence Online<\/a><\/p>\r\n<p>26 <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Ordine-mondiale-Henry-Kissinger\/dp\/880478895X\/ref=sr_1_1?adgrpid=1236950900362107&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.HS5jSvx7mNhhAZp9TmDhzyZ66VLb2reduO6A35YHgJN0oYMcokezyQpu9uQGW-xEXpiFN_jNYBQlNaFiMCxIJIiQnr3qkIF2HGcmvBRt5p4.Z8QiAxHMB7U1yXeUikaf6tMh1fUKkleXShpVCirNGwg&amp;dib_tag=se&amp;hvadid=77309596165660&amp;hvbmt=be&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=1888&amp;hvnetw=o&amp;hvqmt=e&amp;hvtargid=kwd-77309674666776%3Aloc-93&amp;hydadcr=18822_1870843&amp;keywords=henry+kissinger+ordine+mondiale&amp;mcid=382a0aa95fbd334482b11826f1c31815&amp;msclkid=8d819346722713f13dd6f4ba790b16db&amp;qid=1744571188&amp;s=books&amp;sr=1-1\">Ordine Mondiale; H. Kissinger<\/a>; Mondadori<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICAPERIODO: XXI SECOLOAREA: STATI UNITI VS EUROPAparole chiave: European security, relazione atlantica, Russia. Non \u00e8 la prima volta, non sar\u00e0 nemmeno l\u2019ultima, in cui gli Stati Uniti barattano parte della sicurezza europea per un bene ritenuto da loro superiore. 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