{"id":116729,"date":"2025-04-12T00:02:00","date_gmt":"2025-04-11T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=116729"},"modified":"2026-03-23T17:37:01","modified_gmt":"2026-03-23T16:37:01","slug":"spezai-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116729","title":{"rendered":"La storia millenaria della Liguria di Levante"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: ANTICO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: LIGURIA<\/strong><\/span><br>parole chiave: statue steli, Liguri, epoca romana<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><em>&#8220;<span style=\"color: #008000;\">Chi \u00e8 in t\u00e6ra predica, chi \u00e8 in ma navega<\/span>&#8220;<\/em><\/strong> ovvero <i>&#8220;<\/i><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Sulla terra si predica, sulle acque del mare si naviga<\/em><\/strong><\/span><i>&#8221; &#8230;. <\/i>cos\u00ec recita un vecchio proverbio ligure che descrive un popolo inquieto, irriducibile, fiero, chiuso tra le sue montagne ma legato intimamente al mare che ricorre sempre nei suo detti popolari. Ma da dove venivano il Liguri? Cerchiamo oggi di raccontare la loro storia.<\/p>\r\n<p align=\"justify\">Secondo Strabone, citand<strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">o Esiodo, i Liguri furono tra i pi\u00f9 antichi abitanti dell&#8217;Occidente. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Ma quali sono le loro testimonianze? <\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Le prime presenze antropomorfe nel territorio spezzino risalgono al Paleolitico Medio (80.000 anni fa), dimostrate da numerosi ritrovamenti nella Val di Vara e, in modo particolare, nelle localit\u00e0 di Maissana, Carro e Suvero.&nbsp;<\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/La_Spezia_Tramonti_Menhir_del_Diavolo-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 La_Spezia_Tramonti_Menhir_del_Diavolo-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>il Menhir di Tramonti o pietra del diavolo,<\/strong> <strong>una struttura&nbsp;megalitica&nbsp;che sorge in prossimit\u00e0 della frazione di&nbsp;Tramonti,&nbsp;sulla catena montuosa che cinge a ponente il&nbsp;golfo della Spezia, risalente al Neolitico, costruito per motivi rituali da popolazioni proto-liguri<br><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MenhirTramontiW.jpg\">Menhir Tramonti W.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Per gli appassionati di trekking, lungo i sentieri intorno a La Spezia, sono ancora presenti dei Menhir (monte Caprione e Tramonti) che confermano la frequentazione di antichi popoli sul Monte Caprione, la catena montuosa che cinge a levante il golfo della Spezia, con la presenza di cinque luoghi sacri megalitici (<strong><span style=\"color: #008000;\">Canna Granda, San Lorenzo, Branzi, Cattafossi, Combara<\/span><\/strong>), allineati fra loro che ricordano la forma a W della costellazione di Cassiopea. Nello spezzino sono stati ritrovati anche misteriosi manufatti in arenaria grigia che, come le pi\u00f9 note statue stele della Lunigiana &#8211; risalenti dalla fine del neolitico all&#8217;et\u00e0 del ferro ovvero tra il <span style=\"color: #008000;\"><strong>IV millennio e il VII-VI secolo a.C<\/strong>. &#8211; <\/span>fanno ipotizzare che esistevano contatti umani con le vicine popolazioni corse e sarde lungo le rotte marittime per scambiarsi metalli, ossidiana ed oggetti lavorati.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un popolo di guerrieri<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">L\u2019area dello spezzino era abitata dai Liguri, un insieme di popoli di origine molto antica la cui provenienza originale non \u00e8 stata ancora appurata. Dalle fonti storiche sembrerebbe che occupassero un vasto territorio, ben oltre l&#8217;attuale Liguria, originati dalla miscelazione di diverse popolazioni pre-europee, celtiche ma anche locali che di fatto condividevano il territorio compreso tra i fiumi <strong><span style=\"color: #008000;\">Po<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Var<\/span> <\/strong>(Varo, un fiume francese che sfocia ad ovest di Nizza) e <strong><span style=\"color: #008000;\">Magra<\/span><\/strong>. Sebbene inizialmente fossero dediti all\u2019allevamento e all\u2019agricoltura, in seguito i Liguri si concentrarono sul mare al punto che la parola &#8220;Liguri&#8221; veniva assimilata a \u201cgente di mare\u201d. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Strabon<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>e<\/strong><span style=\"color: #000000;\">, nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Geographia,<\/span><\/strong> Capo III<\/span>,<\/span> &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>la Ligustica, la quale \u00e8 situata proprio dentro ai monti Apennini fra quella Celtica &#8230;, e la Tirrenia.<\/em><em>Ma questo paese non ha bisogno di veruna descrizione, se non forse per dire che gli abitanti vivono dispersi in borgate, arando e scavando un aspro terreno, o piuttosto (come dice<\/em><em> <span id=\"Posidonio\">Posidonio<\/span>) tagliando macigni<\/em><\/strong><\/span>&#8220;.<br>Erano popoli chiusi, poco accoglienti, spesso in guerra fra loro per contendersi un non facile territorio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Diodoro Siculo<\/span> <\/strong>li descrisse come nemici assai temibili che, pur non essendo particolarmente imponenti dal punto di vista fisico, erano animati da forza e tenacia che li rendeva ancora pi\u00f9 terribili dei Galli. Sembrerebbe che i guerrieri liguri fossero ambiti come mercenari e potenze mediterranee, come i Cartaginesi, che li reclutavano per le loro spedizioni. Sotto un certo aspetto avevano molte delle caratteristiche dei popoli del mare che scorrazzavano nel Mediterraneo: dai Sardi ai Libici fino agli Achei.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Tipo_B_stele_di_taponecco_licciana_01-506x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Tipo_B_stele_di_taponecco_licciana_01-506x1024.jpg\" width=\"1017\" height=\"2058\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tipo B, stele di Taponecco (Licciana) &#8211; Precedenti all\u2019arrivo dei Romani in Lunigiana, le Statue Stele ci forniscono importanti informazioni sulla cultura e la religiosit\u00e0 dell\u2019et\u00e0 del rame, del bronzo e del ferro; sebbene semplici nella loro fattura, queste stele mostrano armi, ornamenti, ed iscrizioni misteriose che ci raccontano un mondo complesso, ricco di contatti con civilt\u00e0 diverse che sono ancora in gran parte da scoprire. Sulla base della loro forma, le statue stele sono classificate in tre gruppi: il Gruppo A, le statue pi\u00f9 antiche che si distinguono per la testa a forma di semicerchio attaccata al corpo, ed in cui le braccia e le mani sono rappresentate in forma molto elementare, sul blocco centrale che forma il corpo, mentre il volto viene scavato a forma di U, lasciando gli occhi in rilievo, il Gruppo B, che allo stato attuale delle conoscenze \u00e8 il pi\u00f9 folto e famoso in cui la testa \u00e8 a forma di mezza luna, divisa dal resto del corpo con un collo spesso robusto, e il Gruppo C, quello delle statue pi\u00f9 recenti e realistiche.<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tipo_B,_stele_di_taponecco_(licciana)_01.JPG\">Tipo B, stele di Taponecco (Licciana) 01.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Nel III secolo a.C., i Romani, dopo aver sconfitto gli Etruschi ed integrato i loro territori, arrivando al fiume Magra, si trovarono davanti un territorio ostile, con valli e boschi impervi abitati da trib\u00f9 bellicose che vivevano arroccate sulle alture<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/span>. In realt\u00e0, i Romani non avevano nessun interesse per quelle terre, che poco offrivano da un punto di vista economico, ma si trovavano nel passaggio obbligato verso i ricchi territori della Gallia e della penisola iberica (in buona parte occupata dai loro maggiori avversari, i Cartaginesi).<\/p>\r\n<p align=\"justify\">I Romani cercarono inizialmente un approccio amichevole anche perch\u00e9 la fama combattiva di quei popoli e le difficolt\u00e0 del territorio facevano presagire la difficolt\u00e0 di poterli sconfiggere in campo aperto. Nonostante i tentativi diplomatici solo i <strong><span style=\"color: #008000;\">Liguri Genuati<\/span><\/strong> (della zona dell&#8217;odierna Genova) si accordarono con i Romani mentre gli altri ricercarono un\u2019alleanza, tra l\u2019altro poco credibile, con i <strong><span style=\"color: #008000;\">Galli Boi<\/span><\/strong> per opporsi al passaggio delle legioni romane. Nel 238 a.C. iniziarono i primi scontri terrestri; come previsto, l\u2019avanzata romana fu rallentata dai continui attacchi di guerriglia che costrinsero spesso le legioni a ritirarsi per sfuggire agli agguati. Solo la flotta romana, comandata dal console <strong><span style=\"color: #008000;\">Quinto Fabio Massimo<\/span><\/strong>, riusc\u00ec nel suo intento, attaccando la flotta ligure (234-233 a.C.), composta da buoni marinai ma non certo in grado di competere in efficienza bellica con quella romana. Questa vittoria strategica permise ai Romani il controllo della rotta costiera verso la Gallia,&nbsp; che era di fatto l\u2019interesse maggiore per Roma, non certo interessata ad occupare le insidiose colline circostanti.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un popolo di irriducibili<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Probabilmente la situazione sarebbe restata in stallo se non fosse avvenuto che, durante le guerre puniche, i Liguri decisero di schierarsi, da una parte e dell\u2019altra dei due contendenti. Una scelta poco oculata perch\u00e9, in entrambi gli schieramenti, nei grandi scontri campali subirono gravi sconfitte. Alla fine i Romani presero il controllo del territorio e fu creata la <strong><span style=\"color: #008000;\">IX Regio<\/span><\/strong> dell&#8217;Impero romano (poi chiamata <span style=\"color: #008000;\"><strong>Regione Liguria<\/strong><\/span>); un vasto territorio che si estendeva dalle Alpi Marittime e Cozie, al Po, al Trebbia ed al Magra che segnava il confine orientale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Regio_IX_Liguria.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Regio_IX_Liguria.jpg\" width=\"903\" height=\"653\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Regio IX o Regione Liguria Augustea, racchiusa tra i fiumi Var (Varo) ad Ovest, il Po a Nord e il Magra ad Est &#8230; ed il mar Ligure a Sud<br><\/strong><\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Regio_IX_Liguria.jpg\">Regio IX Liguria.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Ciononostante i popoli <strong><span style=\"color: #008000;\">Liguri<\/span><\/strong> superstiti continuarono le loro operazioni di guerriglia, costringendo i Romani a continui interventi in tutta la regione; trincerati sugli Appennini, nel 193 a.C., le trib\u00f9 liguri si federarono nuovamente e tentarono una controffensiva, spingendosi sempre pi\u00f9 a sud fino alla riva destra del fiume Arno ed ottenendo, nel 186 a.C., una vittoria importante sul monte Caprione. Sembra che i Romani, imprudentemente spinti da <strong><span style=\"color: #008000;\">Quinto Marcio<\/span><\/strong> ad avventurarsi in quei territori ostili, tra gole e boschi impenetrabili, vennero accerchiati e massacrati. Fu una battaglia sanguinosa dove i Romani persero circa 4.000 soldati, tre insegne d&#8217;aquila della seconda legione e undici vessilli degli alleati latini. Scrisse <strong><span style=\"color: #008000;\">Tito Livio<\/span><\/strong> sulla sconfitta romana, &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">si stancarono prima gli Apui di inseguire, che i Romani di fuggire<\/span><\/strong><\/em>&#8221; Da quel giorno il luogo del disastro fu chiamato &#8220;Saltus Marcius&#8221; cio\u00e8 dove Marcio aveva perso &#8230; la sua reputazione.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Elmo_guerriero_pulica-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Elmo_guerriero_pulica-1.jpg\" width=\"880\" height=\"611\"><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">riproduzione dell&#8217;elmo dei Liguri Apuani ritrovato a Pulica, alle spalle del monte di&nbsp;Fosdinovo<\/span><\/strong> <br><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Liguri#\/media\/File:Elmo_guerriero_pulica.jpg\">Elmo guerriero pulica &#8211; Liguri &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\">In risposta a questa bruciante sconfitta, i Romani approntarono una grande armata di quasi 36.000 soldati, agli ordini dei proconsoli <strong><span style=\"color: #008000;\">Publio Cornelio Cetego<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Bebio Tamfilo <\/span><\/strong>che, prendendoli di sorpresa, inflisse, nel 180 a.C., una grandissima sconfitta ai Liguri (soprattutto agli irriducibili <strong><span style=\"color: #008000;\">Apuani o Apui<\/span><\/strong>, una trib\u00f9 che si era inizialmente stabilita aldil\u00e0 del Magra presso l&#8217;attuale Carrara). Gli Apui, sentendosi forti della loro posizione geografica si trovarono invece accerchiati e si arresero ai Romani senza combattere. Consci della testardaggine di quel popolo, Roma ne deport\u00f2 ben 40.000 nella regione del Sannio; fu uno dei pochi casi in cui i Romani deportarono popolazioni sconfitte senza combattere in un numero cos\u00ec elevato in un&#8217;altra regione geografica. Nel 177 a.C. dopo che gli ultimi gruppi di Liguri Apuani si arresero alle forze romane, ad opporsi a Roma restarono solo i <strong><span style=\"color: #008000;\">Liguri<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Sengauni<\/span><\/strong>, che vivevano nel territorio del Monte Carpione nei pressi delle odierne localit\u00e0 della Serra e Rocchetta, come risulta sulla&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">tabula Peutingeriana, Pars IV \u2013 Segmentum IV. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">La loro resistenza fu piegata&nbsp;<\/span>solo nel 155 a.C. dal console <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Claudio Marcello<\/span><\/strong> (da cui il nome dell&#8217;odierno paese di Montemarcello).<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Tabula_Peutingeriana_Pisa_Lucca_Luni.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Tabula_Peutingeriana_Pisa_Lucca_Luni.jpg\" width=\"907\" height=\"619\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>estratto della tabula Peutingeriana, Pars IV \u2013 Segmentum IV<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tavola_Peutingeriana_Sengauni.jpg\">Tavola Peutingeriana Sengauni.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">La presenza romana sul territorio port\u00f2 alla fondazione di numerose colonie come Lucca e Luni, originariamente concepite come accampamenti militari (<strong><span style=\"color: #008000;\">castra<\/span><\/strong>) per il controllo del territorio e poi divenuti importanti e prosperi insediamenti commerciali. Quello maggiore, nel territorio spezzino, fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Luni<\/span> <\/strong>che divenne presto il principale centro commerciale e culturale della regione, come testimoniano le numerose testimonianze archeologiche tra cui l&#8217;anfiteatro ed il foro. La presenza romana nel Golfo di La Spezia \u00e8 descritta da numerosi autori latini tra cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Persio Flacco<\/span> <\/strong>che, nella Satira VI, descriveva la bellezza del golfo spezzino, &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>A me tepe la Ligure <\/em><\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Spiaggia, e sverna il mio mar, l\u00e0 dove sporgono <\/em><\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Scogli immensi, e in gran seno il lido avvallasi. <\/em><\/strong><\/span><i><strong><span style=\"color: #008000;\">Uopo \u00e8 veder di Luni il porto, amici<\/span>&#8220;<\/strong> <br><\/i>&#8230; porto di Luni che il Monti identificava come porto Venere, e porto Lerice, in pratica inglobando tutto il Golfo della Spezia. Non ultimo vanno citati i resti di importanti ville patrizie tra cui quella di Bocca di Magra, di Marola (presso le vasche di San Vito) e del Varignano che andremo a conoscere meglio in un prossimo articolo per la sua importanza economica ma anche marittima.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">in anteprima, statue stele conservate nel castello di Pontremoli <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Statue_stele_-_castello_di_Pontremoli.jpg\">Statue stele &#8211; castello di Pontremoli.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">1 <i>Rare sono le citt\u00e0 dei Liguri. I pi\u00f9 abitano casali sparsi sopra le cime dei monti e difesi da terrapieni che dominano le gole delle valli, i pascoli e l\u2019alveo dei torrenti. I loro tuguri sono fatti di pietre sovrapposte senza malta, ma vi stanno di rado aborrendo l\u2019uso dei letti quali fossero altrettanti sepolcri dei vivi<\/i><span style=\"color: #ffffff;\">.<br>Strabone, Geografia, IV volume.<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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