{"id":116421,"date":"2025-04-01T00:02:00","date_gmt":"2025-03-31T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=116421"},"modified":"2026-03-23T17:27:31","modified_gmt":"2026-03-23T16:27:31","slug":"il-passaggio-di-drake-tra-storia-e-oceanografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116421","title":{"rendered":"Il Passaggio di Drake: tra storia e oceanografia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: OCEANO MERIDIONALE<\/strong><\/span><br>parole chiave: Passaggio di Drake, sequestro del carbonio<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">passaggio di Drake,<\/span><\/strong> al largo della Penisola Antartica Occidentale, \u00e8 un canale notoriamente pericoloso che collega tre oceani &#8211;&nbsp; l\u2019Atlantico, il Pacifico e quello Meridionale &#8211; e si estende tra il Cile, Argentina e le Isole Shetland Meridionali, Antartide, di fatto collegando la parte sud-occidentale dell&#8217;Oceano Atlantico con quella sud-orientale del Pacifico ed estendendosi nell&#8217;Oceano Meridionale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Drake_passage_en.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Drake_passage_en.png\" width=\"844\" height=\"770\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa del Passaggio di Drake secondo il trattato stabilito tra Cile e Argentina dal Tratado de Paz y Amistad del 1984 &#8211; Fonte<\/span> <span style=\"color: #008000;\">GMT (OMC) base map modified by Giovanni Fattori points according Tratado de Paz y Amistad of 1984&nbsp;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mollweide_Paleographic_Map_of_Earth,_45_Ma_(Lutetian_Age).png\">Mollweide Paleographic Map of Earth, 45 Ma (Lutetian Age).png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Geologicamente, si apr\u00ec tra i 49 e i 17 milioni di anni fa, quando durante il <strong><span style=\"color: #008000;\">Paleogene<\/span><\/strong>&nbsp;l\u2019Antartide si separ\u00f2 dal Sud America. In quell&#8217;era geologica il Sud America inizi\u00f2 a spostarsi verso nord separandosi dall&#8217;Antartide, aprendo cos\u00ec lo Stretto di Drake e permettendo per la prima volta la circolazione oceanica completa attorno all&#8217;Antartide, ma non solo. Questa spaccatura permise di instaurarsi la Corrente Circumpolare Antartica, bloccando l&#8217;afflusso delle acque calde verso l&#8217;Antartico e provocando il rapido raffreddamento del clima di quel continente. Immaginiamoci una grande terra meridionale coperta di boschi che piomb\u00f2 nel gelo e si ricopr\u00ec dei ghiacciai che tuttora la ricoprono. Questa separazione port\u00f2 alla creazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Shackleton Fracture Zone<\/span><\/strong>, una frattura sottomarina tra la faglia Scotia e quella Antartica. Inoltre, il Passaggio di Drake influenza la temperatura superficiale globale e la circolazione atlantica. Se non esistesse, non vi sarebbe alcuna corrente circumpolare antartica per cui non si creerebbe alcuna cella di acque profonde del Nord Atlantico, l&#8217;emisfero australe sarebbe pi\u00f9 caldo e quello settentrionale pi\u00f9 freddo.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Shackleton_Fracture_Zone.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Shackleton_Fracture_Zone.jpg\" width=\"839\" height=\"1071\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Shackleton Fracture Zone &#8211; Fonte NOOA<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Shackleton_Fracture_Zone.jpg\">Shackleton Fracture Zone.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un p\u00f2 di storia<\/strong><\/span><br>Essendo ad una latitudine molto meridionale il passaggio non fu scoperto fino al 1525 quando un navigatore spagnolo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Francisco de Hoces<\/span><\/strong>, lo scopr\u00ec durante una spedizione esplorativa dell\u2019ingresso meridionale dello Stretto di Magellano. Per questo motivo, nelle mappe e nelle fonti di lingua spagnola il Drake Passage \u00e8 indicato come <strong><span style=\"color: #008000;\">Mar de Hoces<\/span><\/strong>. Lo Stretto di Drake prese poi il nome da Sir Francis Drake, in occasione del suo transito nel 1578, durante l\u2019epica circumnavigazione del globo a bordo della sua nave ammiraglia Golden Hind. Dopo aver attraversato lo Stretto di Magellano, Drake raggiunse l\u2019Oceano Pacifico, senza passare da Capo Horn, dove trov\u00f2 una forte tempesta che lo spinse molto pi\u00f9 a Sud, confermando l\u2019ipotesi di un mare aperto a Sud del Sud America.<\/p>\r\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/schouten-map-map-cape-horn-le-maire-strait-1024x784.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 schouten-map-map-cape-horn-le-maire-strait-1024x784.jpg\" width=\"1024\" height=\"784\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nel&nbsp;1615 una spedizione con due navi,&nbsp;la Hoorn e la Eendracht,&nbsp;part\u00ec dai Paesi Bassi sponsorizzata da Jacob Le Maire e dalla sua&nbsp;<i>Australische Compagnie<\/i>, guidata in parti uguali da Willem Schouten con lo scopo di trovare la mitica <i>Terra Australis. <\/i>Proseguirono verso sud, lungo le coste sudamericane orientali e, oltrepassando lo Stretto di Magellano, avvistarono, il 24 gennaio, un passaggio largo circa otto miglia tra due masse di terra: la terra a ovest che chiamarono Mauriceland (oggi, parte della Terra del Fuoco argentina), ed a est Statesland (ora l&#8217;Isla de los Estados argentina). Videro un gran numero di balene, pinguini e focene. Verso mezzogiorno del 29, oltre i 57\u00b0 S, videro due isole che si estendevano a ovest-sudovest, che chiamarono Isole Barnevelt. Continuarono verso ovest-nordovest e verso sera videro di nuovo terra con alti pendii collinari coperti di neve che terminavano in una punta acuminata, che chiamarono Capo Hoorn, dalla citt\u00e0 natale di Schouten, alla latitudine 57\u00b048\u2032 S. Nonostante le pessime condizioni meteo marine riuscirono a doppiare il Capo il 31 gennaio 1616, per la prima volta nella storia.<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Le rotte dei clipper<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Nel 1616, il <strong><span style=\"color: #008000;\">navigatore olandese Willem Schouten<\/span><\/strong> con la sua nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Eendracht<\/span> <\/strong>fu il primo a doppiare Capo Horn&nbsp; attraverso il tempestoso Passaggio di Drake, navigando pi\u00f9 a sud fino a raggiungere l&#8217;oceano Pacifico. Dopo di lui molte navi tentarono il passaggio, alcune senza riuscire a superarlo e naufragando tra i flutti. Nonostante le difficolt\u00e0 riscontrate nella navigazione, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Passaggio di Drake<\/span><\/strong> rest\u00f2 una parte importante nelle rotte commerciali internazionali tra il XIX e l\u2019inizio del XX secolo (la rotta pi\u00f9 frequentata dai clipper), fino prima dell\u2019apertura del <strong><span style=\"color: #008000;\">Canale di Panama<\/span> <\/strong>nel 1914.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/ClipperRoute.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ClipperRoute.png\" width=\"882\" height=\"551\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Il Passaggio di Drake \u00e8 ancora oggi considerato uno dei viaggi pi\u00f9 pericolosi per la navigazione marittima a causa del fatto che la Corrente Circumpolare Antartica, che lo attraversa, non incontra resistenza da nessuna massa terrestre per cui l\u2019azione combinata con i forti venti provoca onde che possono superare i 25 metri di altezza.<br><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ma perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec pericoloso?<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">La ristrettezza del passaggio attorno all&#8217;Antartide e la sua batimetria influenzano fortemente la circolazione dell&#8217;acqua e la miscelazione oceanica ed il clima globale. In particolare, con la sua larghezza di circa 600 miglia, le correnti accelerano mentre vengono forzate attraverso il passaggio. Lo stesso vale per i venti del sud, che soffiano senza ostacoli da ovest a est attorno all&#8217;Antartide prima di raggiungere il Passaggio di Drake. Quando i venti si incanalano attraverso il passaggio, sollevano onde enormi, alcune delle quali possono essere pericolose per le imbarcazioni che affrontano una traversata che pu\u00f2 necessitare oltre 48 ore di navigazione durante le quali le navi subiscono un continuo stress noto tra i marinai come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Drake shake<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_S4a4H3oLpZQ\"><div id=\"lyte_S4a4H3oLpZQ\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/S4a4H3oLpZQ\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/S4a4H3oLpZQ\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/S4a4H3oLpZQ\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Passaggio di Drake<\/span><\/strong> \u00e8 anche un punto di rimescolamento turbolento delle correnti provenienti dagli oceani Atlantico, Pacifico e Meridionale, tanto che gli strati si rimescolano tra loro, sequestrando molto pi\u00f9 carbonio nelle sue profondit\u00e0 rispetto ad altre parti dell&#8217;oceano. Come abbiamo raccontato in diversi articoli, gli oceani trattengono pi\u00f9 del 30% del carbonio emesso nell&#8217;atmosfera ogni anno e il Passaggio di Drake \u00e8 uno dei pochi luoghi in cui questa attivit\u00e0 \u00e8 particolarmente pronunciata e contribuisce a trasportare la CO<sub>2<\/sub> dalle acque superficiali verso le profondit\u00e0 marine, lontano dall&#8217;atmosfera.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CO2_pump_hg-fr.svg.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CO2_pump_hg-fr.svg.png\" width=\"839\" height=\"590\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\">Per poter funzionare, questa &#8220;pompa fisica&#8221; (insieme a quella biologica <span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/span>) necessita di un forte movimento delle masse d\u2019acqua; cosa che accade nel Passaggio di Drake dove viene favorita dal fatto che nelle regioni polari l\u2019acqua \u00e8 pi\u00f9 fredda e pi\u00f9 densa. A causa della maggiore densit\u00e0, l&#8217;acqua marina, pi\u00f9 ricca di CO\u2082 scende quindi nell&#8217;oceano profondo, trasferendo il carbonio a profondit\u00e0 in cui pu\u00f2 restare intrappolato per decenni. Questo processo di sequestro del carbonio \u00e8 favorito anche dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">circolazione termoalina<\/span><\/strong>, un enorme nastro trasportatore delle correnti marine globali causato dalla variazione di densit\u00e0 delle masse d&#8217;acqua. Il risultato \u00e8 che l&#8217;acqua di fondo dell&#8217;Oceano antartico sprofonda e scorre verso Nord nel fondale oceanico atlantico dove, a causa della elevata densit\u00e0 sprofonda ulteriormente sotto la NADW (acqua profonda del Nord Atlantico). Di conseguenza il flusso verso il Pacifico viene bloccato proprio nel canale di Drake.<br><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\">1 La <strong><span style=\"color: #008000;\">pompa biologica<\/span><\/strong> si attiva attraverso la fotosintesi, per cui gli organismi marini, in particolare il fitoplancton, prendono naturalmente CO\u2082 dall&#8217;atmosfera; queste piante microscopiche sono essenziali per sequestrare il carbonio, in particolare sono efficaci le diatomee che fissano fino al 20% della CO\u2082 presente nell&#8217;atmosfera ogni anno. In pratica, quando il fitoplancton muore o viene consumato dagli organismi marini, i suoi resti ricchi di carbonio affondano sul fondale oceanico e diventano parte dei sedimenti delle profondit\u00e0 marine, dove viene immagazzinata per migliaia di anni. Il carbonio immagazzinato in questi sedimenti viene quindi efficacemente rimosso dall&#8217;atmosfera, contribuendo al sequestro del carbonio a lungo termine.<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: OCEANOGRAFIAPERIODO: XXI SECOLOAREA: OCEANO MERIDIONALEparole chiave: Passaggio di Drake, sequestro del carbonio. 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