{"id":116289,"date":"2025-03-25T00:02:00","date_gmt":"2025-03-24T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=116289"},"modified":"2025-03-25T08:13:40","modified_gmt":"2025-03-25T07:13:40","slug":"la-geografia-e-il-destino-di-una-nazione-cavour-e-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116289","title":{"rendered":"La geografia \u00e8 il destino di una nazione: Cavour e il mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Cavour<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi siamo preoccupati, se non ossessionati, dalle dipendenze dalle tecnologie, pi\u00f9 recentemente dall\u2019intelligenza artificiale, ma in passato ci consideravamo vittime, schiavi di altre dipendenze, della stessa geografia, ma ci sono stati uomini che vedevano lontano, che ci hanno liberato da pregiudizi e schiavit\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/italia-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 italia-1.png\" width=\"841\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La rappresentazione cartografica oggi usuale, o come ci viene fatta vedere oggi l\u2019Italia: la nebbiosa visione di un paese propaggine del continente non era quella di Cavour e dei suoi tempi, la visione di un piemontese che &#8211; con l\u2019 \u00abandar per mare\u00bb &#8211; ha cercato di far capire agli italiani come superare l\u2019implicita tirannia della stessa geografia, un concetto pi\u00f9 che valido ancor oggi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nazione non solo nasciamo con inevitabili radici marittime, ma con la necessit\u00e0 di averne la vocazione, esigenza ben chiara nel padre della patria, Cavour, un vero uomo di mare senza essere marinaio, uomo di mare nell\u2019anima e nella strategia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/italia-2.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 italia-2.png\" width=\"841\" height=\"444\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Come si percepiva l\u2019Italia al momento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia: la proiezione su un mare libero e un futuro promettente &#8230; era cos\u00ec gi\u00e0 dal 1850.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione cartografica dell\u2019epoca era ben diversa dall\u2019attuale e ci porta alla visione dell\u2019Italia sul mare di Cavour, proiezione che dovrebbe far riflettere ancor oggi. Il mare dei Savoia era il Tirreno, e nemmeno tutto, ma per costruire l\u2019Italia si dovevano collegare molte realt\u00e0 diverse insediate sull\u2019estensione della penisola, e per questo c&#8217;era bisogno del libero accesso di tutto il mare intorno all penisola, dall\u2019Adriatico alla Sicilia, ma anche di controllare gli stretti; questo se si voleva avere peso nel Mediterraneo e nel commercio internazionale. Le ricerche sulla formazione del pensiero navale in Italia hanno confermato come il suo primato e coerenza nonch\u00e8 vocazione marittima poi industriale ed infine navale abbiano origine in Piemonte con un unico referente, Cavour, l&#8217;uomo che seppe convincere e trascinare alcuni eminenti montanari sabaudi come Saint Bon, des Geneis, Provana, Brin, coniugando tecnica, strategia, vocazione ed educazione marittima ben al di l\u00e0 dei confini nazionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">I primi documenti di pi\u00f9 spiccato interesse navale della nostra nazione sono quelli che il grande statista, anche nel suo ruolo di Ministro della Marina, stese personalmente con toni di grande partecipazione emotiva. Da quel poco che oggi si pu\u00f2 recuperare della sua specifica azione per l\u2019indirizzo della nazione, mostrando una insolita coscienza e cultura marittima, si potrebbero trarre non pochi insegnamenti in merito alla formazione del pensiero navale odierno. Un precedente preunitario furono le emblematiche vicende relative alla flottiglia del Garda, ritenuto &#8211; non correttamente &#8211; un episodio \u201cminore\u201d; al contrario si tratt\u00f2 di un passaggio di alto valore, dal punto di vista tecnico prima ancora che navale, strategico e non solo simbolico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Considerando i risultati, ed anche il livello dei personaggi coinvolti, fu uno spunto importante per la marittimit\u00e0 italiana, tra l&#8217;altro avvenuto in acque interne, in piena pianura padana, un voler andare in Adriatico (mare austriaco) e conquistarlo passando dalla pianura padana. La presenza di forze marittime sul fronte terrestre durante la guerra di indipendenza non fu un fatto isolato e limitato a Francia ed Italia, visto che anche la marina austriaca aveva destinato suoi contingenti per interventi fluviali a supporto dell\u2019esercito.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/cannoniere-del-Garda.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cannoniere-del-Garda.jpg\" width=\"855\" height=\"601\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vanno considerate le difficolt\u00e0, i tempi ed i costi che si erano dovuti superare per trasferire le unit\u00e0 francesi costruite a Tolosa fino a destinazione. Val la pena specificare che il trasferimento fu molto complesso: dopo essere state trasportate via fiume, furono smontate e trasferite a Tolone per essere trasportate via mare fino a Genova dove inizio il loro trasporto su carri ferroviari non solo sino alla stazione di Desenzano ma anche al cantiere allestito sul Lido della cittadina. Un insieme di materiali che furono riassemblati e riallestiti prima del varo nelle acque del Garda. Un\u2019impresa complessa gestita da uomini eccellenti che segnarono gli sviluppi successivi della Regia Marina sabauda: <strong><span style=\"color: #008000;\">dal contrammiraglio sardo D\u2019Auvare, al capitano di fregata Provana, al sotto-commissario di Marina Randaccio<\/span><\/strong> (che pi\u00f9 tardi assunse l\u2019incarico di Direttore Generale della Marina Mercantile, nonch\u00e9 deputato al Parlamento e importante scrittore).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Marmora<\/span><\/strong>, successore di Cavour al governo dopo Villafranca, costitu\u00ec con decreto reale la Regia Flottiglia interna del Lago di Garda, di fatto un comando organico della Marina composto dalle cinque cannoniere ex francesi e, cito : \u00ab <strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8230; da quelle altre navi che in progresso di tempo vi saranno aggiunte &#8230; <\/span><\/em><\/strong>\u00bb. Si arriv\u00f2 cosi\u0300, alla fine del 1859, in un contesto politico nel quale Cavour, abbandonato il Governo dopo l\u2019armistizio, si era ritirato a Leini pur rimanendo estremamente influente, padre spirituale riconosciuto del movimento unitario nazionale. Un abbandono peraltro momentaneo visto che, all\u2019inizio del 1860, riapparve sulla scena politica formando un nuovo Gabinetto; in tale contesto gi\u00e0 il 17 novembre 1860 sanciva, con il R. D. n. 4419 la nascita della Regia Marina, con quattro mesi di anticipo sul Regio Decreto 17 marzo 1861 n. 4671 che conferiva a Vittorio Emanuele II il titolo di Re d\u2019Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per poter conseguire questo importante risultato, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavou<\/span><\/strong>r separ\u00f2 il Ministero della Marina da quello della Guerra, unendolo alla sua Presidenza del Consiglio per seguirne personalmente gli affari e lo sviluppo; va sottolineato che prima degli interventi di Cavour, la Marina non aveva mai goduto di particolare attenzione nel Regno di Sardegna, essendo lo Stato sabaudo pi\u00f9 orientato politicamente e strategicamente verso il continente, e le competenze erano accorpate nella Segreteria della Guerra, il cui ministro si fregiava del titolo di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Primo Segretario di Guerra e Marina<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/STORIA-ITALIA-640px-Camillo_benso_Conte_di_Cavour_iii.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-ITALIA-640px-Camillo_benso_Conte_di_Cavour_iii.jpg\" width=\"865\" height=\"1106\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Cosi\u0300 scriveva Cavour nella nota preliminare al bilancio della Regia Marina del 1860:<br \/>\n\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il sottoscritto, preposto all\u2019amministrazione delle cose di mare di uno Stato collocato in mezzo al Mediterraneo, ricco di invidiabile estensione di coste e di una numerosa popolazione marittima, sente il dovere di dare il pi\u00f9 ampio sviluppo alle risorse navali del Paese valendosi degli elementi di forza che ha trovato nelle nuove province<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i primi provvedimenti del Regno d\u2019Italia, la Regia Marina affront\u00f2 il problema dalla fusione della Marina sardo-piemontese con quella borbonica, essendo Cavour ben conscio dell\u2019importanza politico-militare di uno strumento efficiente e dei tempi e delle difficolta\u0300 necessari per la sua piena realizzazione. A partire dal 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d\u2019Italia, l\u2019allora Presidente del Consiglio e titolare del dicastero navale, per l\u2019efficienza della Regia Marina elaboro\u0300 un programma che prevedeva la riorganizzazione di tutto il personale militare e civile, la costituzione di tre dipartimenti marittimi (Genova, Napoli, Ancona) e la realizzazione, a La Spezia, di un moderno ed efficiente arsenale militare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/itaalia-3-cavour.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 itaalia-3-cavour.png\" width=\"887\" height=\"465\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">La visione marittima di Cavour:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; il mare come unica infrastruttura di collegamento interno del nuovo Regno<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Il mare era l\u2019unica sicurezza di un Regno accerchiato<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; il mare era l\u2019unica forma di proiettarsi nel mondo ed assicurare indipendenza e potere contrattuale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non solo: Cavour predispose sia l\u2019accorpamento delle flotte mercantili preunitarie (quella toscana, quella pontificia e quella napoletana) onde creare un potente strumento di proiezione commerciale sia mediterraneo che \u2013 finalmente &#8211; atlantico, sia una rivoluzione strutturale e logistica, con il supporto di un cospicuo numero di approdi attrezzati e collegati alle principali reti ferroviarie e stradali, esistenti o in divenire. Di fatto si rendeva conto della lentezza e delle difficolt\u00e0 con cui si sarebbero sviluppate le comunicazioni terrestri, e le limitazioni delle stesse, e pens\u00f2 di sopperire con una efficiente logistica marittima.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di fatto il movimento della navigazione in Italia ebbe un andamento ascendente a partire dalla formazione del nuovo Regno. La navigazione di cabotaggio fu vitale per lo sviluppo del paese e le comunicazioni marittime divennero uno strumento di integrazione; pur puntando allo sviluppo delle infrastrutture terrestri questo genere di trasporto ebbe un peso determinante nell\u2019economia nazionale, considerando che la conversione da cabotaggio a ferrovia in alcune zone del Paese procedette pi\u00f9 lentamente del previsto, sia per problemi di costi che tecnico\/costruttivi per la specifica morfologia costiera della penisola. Quella stessa morfologia, caratterizzata da piccoli scali privi di un collegamento funzionale con il retroterra, serv\u00ec per la lettura di una portualit\u00e0 diffusa, essenziale nell\u2019economia delle regioni meridionali considerando l\u2019intensa navigazione di cabotaggio necessaria per ridistribuire le merci dai porti di arrivo di carichi diretti come, per esempio, il caso dei manufatti e del carbone provenienti dall\u2019Inghilterra, dei cereali provenienti dal Mar Nero e dall\u2019Egitto, a Genova, Livorno, Napoli, Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019ottica di rinnovamento rientr\u00f2 la propulsione meccanica, a vapore, per una flotta mercantile ancora prevalentemente velica, dedicata a traffici di cabotaggio (e necessariamente a basso costo, di costruzione e gestione). A questo scopo si promossero grandi cambiamenti sia sotto il profilo tecnico, nell\u2019adozione della propulsione a vapore e la costruzione di unita\u0300 di maggior dislocamento, sia nella costruzione in ferro, necessaria per andare oltre il cabotaggio &#8211; soprattutto per diminuire la dipendenza dagli acquisti di naviglio all\u2019estero &#8211; sia sotto quello professionale, cambiando persino i programmi scolastici per favorire nelle scuole secondarie lo studio della matematica, materia fondamentale per la formazione dei nuovi ufficiali di Marina e\u00a0 ingegneri navali. Non ultimo il profilo infrastrutturale che port\u00f2 ad un&#8217;attenta pianificazione e realizzazione di un porto interamente dedicato alla Regia Marina (il porto\/arsenale di La Spezia), una moderna concezione di servizi e industria, un polo di sviluppo facilmente difendibile come esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cavour non lesino\u0300 certo le sue forze neppure per quanto concerneva la politica marittimo-mercantile a grande raggio ed un nuovo sistema portuale nazionale, sostenendo l\u2019industria meccanica e cantieristica genovese (<strong><span style=\"color: #008000;\">Ansaldo<\/span><\/strong>), promuovendo la convergenza di interessi verso i traffici marittimi, come la Compagnia transatlantica (<strong><span style=\"color: #008000;\">Bollo e Rubattino<\/span><\/strong>) i cui quattro piroscafi <strong><span style=\"color: #008000;\">Torino, Genova, Vittorio Emanuele e Conte di Cavour<\/span> <\/strong>coprirono la rotta Genova-Rio de Janeiro-Montevideo aprendo la lunga stagione del trasporto programmato di migranti, una dolorosa ma lungimirante e programmata politica di migrazioni italiane, il primo esempio win-win di relazione tra stati per la gestione delle migrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cavour and\u00f2 oltre, inculcando una nuova mentalit\u00e0, di matrice britannica, all\u2019interno del dicastero dei Trasporti ed avviando un processo di ammodernamento di tutti i comparti della realt\u00e0 navale e marittima nazionale (arsenali, cantieri, scuole di specializzazione per manovalanze portuali e cantieristiche, etc.). Grazie agli indirizzi iniziali, inculcati in pochi testardi e convinti sostenitori, si promosse nel tempo lo sviluppo della cantieristica nazionale e si contribu\u00ec alla nascita di una moderna cultura della navigazione mercantile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, l\u2019importanza della Marina Militare e Mercantile, di un moderno sistema portuale nazionale integrato, di un\u2019industria metalmeccanica verticalizzata con la navalmeccanica, vennero inizialmente recepiti da Cavour con notevole preveggenza, secondo linee che vennero mantenute anche dai successivi gabinetti, in gran parte con gli uomini che lui stesso aveva scelto. Una visione che richiese una serie di interventi integrati, compresa la costituzione di una logistica del combustibile, il carbone, che comport\u00f2 anche l\u2019apertura della politica coloniale italiana. La geografia \u00e8 il destino di una nazione, ma non pu\u00f2 esserne la condanna, e l\u2019 \u201cANDAR PER MARE\u201d \u00e8 la soluzione, il riscatto dalla tirannia geografica; occorre quindi rendere omaggio a quegli uomini che hanno guardato ed visto lontano, liberando la nascente Italia da pregiudizi e schiavit\u00f9.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gian Carlo Poddighe<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. 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