{"id":116103,"date":"2022-03-29T10:00:00","date_gmt":"2022-03-29T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=116103"},"modified":"2025-03-17T21:49:38","modified_gmt":"2025-03-17T20:49:38","slug":"russia-vs-ucraina-laspetto-militare-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116103","title":{"rendered":"Russia vs Ucraina: l&#8217;aspetto militare ed il problema delle minoranze &#8211; parte 2"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: UCRAINA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: conflitto Russia &#8211; Ucraina<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va compreso che nei secoli il concetto di sicurezza garantito da &#8220;stati cuscinetto&#8221; \u00e8 cambiato a causa sia della capacit\u00e0 di dislocamento rapido delle forze militari sia della portata delle loro armi. Parlare di riduzione della sicurezza russa, in caso di entrata dell\u2019Ucraina in Europa o nella NATO, non ha molto senso se non rivista in un\u2019ottica anacronistica sovietica, che richiama ancora i concetti ottocenteschi zaristi. I Russi sanno bene che le armi oggigiorno disponibili possono permettere un attacco a distanza da oltre 2500 chilometri di distanza ovvero, nel caso attuale, dalle acque internazionali del Mar Nero \u2026 e sanno anche molto bene che il concetto di invasione della Russia da parte della NATO non avrebbe alcun senso ma sarebbe foriero solo di immense perdite reciproche. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto sopra non esiste nessuna pressione della NATO verso i confini con la Russia ma solo un rinforzo della sicurezza collettiva occidentale, particolarmente sentito da quei Paesi, ex appartenenti al Patto di Varsavia, che hanno trovato nella NATO una sicurezza che prima non avevano mai avuto. D\u2019altronde la storia parla da sola: dall\u2019Ungheria alla Cecoslovacchia fino all\u2019Ucraina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/UCRAINA-Ukrainian_personnel_standing_atop_a_Challenger_2_tank.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 UCRAINA-Ukrainian_personnel_standing_atop_a_Challenger_2_tank.jpg\" width=\"836\" height=\"558\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Ucraina \u00e8 un\u2019appendice russa?<\/span><br \/>\n<\/strong>Questa motivazione sollevata da Putin richiama alla memoria la famosa e controversa frase \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Italia \u00e8 un&#8217;espressione geografica<\/span><\/strong>\u00bb scritta il 2 agosto 1847 dello statista austriaco Klemens Von Metternich. Per chi ha avuto la pazienza di leggere un <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/69379\">mio precedente articolo<\/a>, le ragioni storiche sono ben diverse e oggettivamente il popolo ucraino ha tutto il diritto di sentirsi indipendente. Sebbene esistano delle zone russofone, create ad hoc in epoca sovietica, buona parte del territorio \u00e8 essenzialmente ucraino. All\u2019affermazione di Putin che la moderna Ucraina sia interamente e completamente un frutto dell\u2019era sovietica, a spese della Russia storica, bisognerebbe ribadire che i Russi di Mosca utilizzarono quella terra di confine sempre a loro piacimento. Dopo la rivoluzione russa, nel 1922, l\u2019Ucraina entr\u00f2 ufficialmente a far parte dell\u2019URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina. Gli anni seguenti la collettivizzazione forzata della terra, imposta dal regime comunista fra il 1929 ed il 1933, provoc\u00f2 una terribile carestia (<strong><span style=\"color: #008000;\">holodomor<\/span><\/strong>) che nel 2003 fu definito dall\u2019ONU un <strong><span style=\"color: #008000;\">genocidio risultato da politiche e azioni \u201ccrudeli\u201d dell\u2019Unione Sovietica<\/span><\/strong>, che provoc\u00f2 la morte di milioni di ucraini morti di stenti. Non ultimo in epoca sovietica fu distrutta l\u2019economia locale, a favore dei popoli russofoni a Est del Don (non a caso fu sviluppato il bacino carbonifero nel Donbass). In quelle regioni, ora riconosciute unilateralmente come Repubbliche indipendenti, il potere \u00e8 gestito da poteri forti, oligarchi russi e ucraini che commerciano direttamente con Mosca che rivende i prodotti in Ucraina per la loro esportazione. Non si tratta solo di oligarchi locali ma di interessi che vanno oltre i confini di quel martoriato Paese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/holomodor-in-ucraina-1932-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 holomodor-in-ucraina-1932-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">holomodor, un genocidio perpetrato dall&#8217;Unione sovietica in Ucraina<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il problema delle minoranze<\/span><\/strong><br \/>\nAndiamo ora sull\u2019ultimo punto. Sul fatto che le minoranze russofone del Donbass non godano degli stessi diritti degli Ucraini \u00e8 un problema complesso e poco chiaro \u2026 che potrebbe comunque essere risolto politicamente con un dialogo franco fra le parti. Le accuse reciproche di non voler trovare una soluzione sarebbero da verificare. Di fatto le minoranze russofone vivono in zone industriali pi\u00f9 agiate della media del Paese, favorite nel periodo della presidenza russofila di Yanukovych dalla corruzione degli oligarchi russi e ucraini che assunse nel tempo livelli inaccettabili. Quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente ucraino<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Viktor Yanukovych<\/span><\/strong> annunci\u00f2 di non voler pi\u00f9 stringere accordi commerciali con l\u2019Unione Europea, rafforzando invece i legami con la Russia di Vladimir Putin, si arriv\u00f2 alle proteste di <strong><span style=\"color: #008000;\">Maidan Nezalezhnosti<\/span><\/strong>, la piazza Indipendenza di Kiev, che divenne il simbolo della rivolta antigovernativa. La situazione si complic\u00f2 con la annessione della Crimea alla Russia quando la Russia invi\u00f2 proprie truppe, senza insegne, a prendere il controllo del governo locale. Il nuovo governo filorusso dichiar\u00f2 quindi la propria indipendenza dall&#8217;Ucraina. Fu quindi tenuto un referendum sull&#8217;autodeterminazione della penisola, il 16 marzo, che segnal\u00f2 la vittoria del &#8220;S\u00ec&#8221; con il 95,32% dei voti (non riconosciuto da gran parte della comunit\u00e0 internazionale). Le autorit\u00e0 della Crimea firmarono il 18 marzo l&#8217;adesione formale alla Russia. Gli scontri furono sanguinosi e rimasero feriti molti manifestanti filo-ucraini e alcuni manifestanti filo-russi. Di fatto, a\u00a0livello internazionale questa annessione non \u00e8 ancora stata riconosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;instabilit\u00e0 nel Donbass ha invece radici pi\u00f9 profonde, dove la popolazione russofona e filo russa, armata e finanziata da Mosca, prese il controllo di una parte del territorio, dichiarandone l&#8217;indipendenza e chiedendone la secessione dall&#8217;Ucraina attraverso un referendum che per\u00f2 non raggiunse il consenso ottenuto in Crimea, con forti sospetti di brogli elettorali. Una guerra sporca, con 13mila morti e migliaia di civili in fuga. Alla fine si giunse, grazie all\u2019intervento degli oligarchi, preoccupati dalle perdite sui commerci del carbone, agli <strong><span style=\"color: #008000;\">accordi di Minsk<\/span><\/strong>, siglati nel 2015 dalla Russia e dall&#8217;Ucraina. Gli accordi prevedevano il ritorno delle regioni ribelli all&#8217;Ucraina, in cambio di una maggiore autonomia. Di fatto non furono mai rispettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E siamo arrivati all\u2019invasione da parte delle truppe russe, con le motivazioni che abbiamo discusso. Il fatto stesso che Mosca si irriti anche sul semplice uso della parola invasione fa comprendere la logica per cui il diritto internazionale, secondo coloro che tuonano contro l\u2019imperialismo occidentale, sia interpretabile secondo le situazioni. Forse in altri tempi poteva essere una consuetudine invadere con i carri armati altri Paesi per preservare l\u2019ordine costituito ma il mondo, se Dio vuole, \u00e8 cambiato. Non \u00e8 certo perfetto ed ha il suo lato oscuro che Putin ha spesso evidenziato, sottolineando come il capitalismo occidentale abbia portato ad una perdita dei riferimenti etici e morali, ma da l\u00ec decidere di contrastarlo con le armi \u00e8 una follia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio ancora una volta ricordare le parole di Putin alla Nazione del 12 dicembre 2013: \u00ab<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo sempre stati orgogliosi del nostro Paese. Ma non abbiamo aspirazioni da superpotenza, non vogliamo n\u00e9 dominare il mondo, n\u00e9 la nostra regione, non vogliamo interferire con gli interessi di nessuno, non cerchiamo di proteggere n\u00e9 di dare lezioni a nessuno<\/span><\/strong><\/em>\u201d \u2026 nello stesso tempo aggiungeva la volont\u00e0 che la Russia diventasse \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 un paese guida, di difendere il diritto internazionale e di garantire il rispetto della sovranit\u00e0, dell\u2019indipendenza e dell\u2019identit\u00e0 nazionale&#8230;<\/span><\/strong><\/em>\u00a0<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un approccio legato alla grande storia della Russia, alla sua cultura ed esperienza nel gestire tante diverse etnie che vivono in armonia, fianco a fianco, nello stesso stato \u2026<\/span><\/em><\/strong> \u201d belle parole che per\u00f2 ha contraddetto in questi ultimi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Concludendo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPutin \u00e8 un abile politico che, come in una partita a scacchi, ha valutato tutti i suoi passi in questi ultimi anni, approfittando di un Occidente sempre pi\u00f9 debole. Dall\u2019appoggio al presidente siriano Bashar al-Assad, che gli ha permesso di riottenere una delle due storiche basi navali russe nel mediterraneo, agli interventi nei Paesi limitrofi come Georgia e Kazakhistan e pi\u00f9 o meno ufficialmente in Libia, spesso approfittando della frammentazione occidentale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/putin-scacchi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 putin-scacchi.jpg\" width=\"842\" height=\"645\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la strategia militare russa non sia cambiata notevolmente rispetto all\u2019epoca sovietica, con l\u2019approvvigionamento di sempre pi\u00f9 letali armamenti, nonostante la perdita del consenso interno del 4% (che potrebbe essere maggiore per presunti imbrogli elettorali), nonostante tutto, imperturbabile, Putin mostra al mondo una Russia forte e coesa che ricorda tristemente i tempi della guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse l\u2019Occidente ha fatto degli errori, per non aver capito la mentalit\u00e0 russa, per averli &#8220;umiliati&#8221; offrendo un modello di successo alla tristezza dell\u2019epoca sovietica, ma questa \u00e8 la realt\u00e0. Con tutti i suoi difetti ed il suo decadentismo l\u2019Occidente \u00e8 cresciuto dando una libert\u00e0 che in Russia hanno potuto solo assaporare brevemente prima del ritorno ai metodi del vecchio regime. Se ne accorgono i giovani russi, le nuove generazioni che non credono pi\u00f9 alla minaccia da Ovest per distruggere la madre patria russa. Chiunque abbia avuto modo di studiare all&#8217;estero e di conoscere altre realt\u00e0, non necessariamente sempre migliori, ha assaporato la possibilit\u00e0 di chiedersi il <strong><span style=\"color: #008000;\">perch\u00e9<\/span><\/strong> delle cose \u2026 e questo \u00e8 un pericolo per chi vuole mantenere lo status quo. Ed ecco una spiegazione delle dichiarazioni impastate di retorica e di disinformazione di questo periodo, un\u2019arte che Putin conosce molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro ogni aspettativa ha scatenato le sue divisioni in una morsa a tenaglia, confidando in una rapida vittoria, senza tener conto che il popolo ucraino, gli abitanti di quell\u2019espressione geografica ai confini dell\u2019impero russo, non cederanno facilmente \u2026 I soldati incominciano a tornare a casa nelle loro bare e l\u2019opinione pubblica russa comincia a domandarsi se era veramente necessario arrivare a tanto. Se lo domandano gli intellettuali, i generali (molti nemmeno informati di quello che stava succedendo) e i fedelissimi, almeno fino a ieri, oligarchi le cui attivit\u00e0 economiche verranno danneggiate dalle sanzioni. Putin sta giocando le sue ultime carte \u2026 potrebbe forse prendere le grandi citt\u00e0 ucraine, creare un governo fantoccio, ma non avr\u00e0 mai il controllo totale del Paese. Per assurdo, potrebbe far avvicinare le truppe della NATO ai confini della Russia, ormai intrappolata in un pantano di sua creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il rischio di una Ucraina conquistata con la forza dai Russi<\/span><\/strong><br \/>\nSotto un certo aspetto, questo ritorno alla guerra fredda, ricorda agli Europei gli avvertimenti dell\u2019amministrazione americana che, dall\u2019inizio del III millennio, stanno spingendo affinch\u00e9 la Difesa europea venga condotta dagli stessi Paesi europei. Ci sono rapporti dei summit che parlano chiaro e smentiscono coloro che credono che la NATO sia solo un braccio armato agli ordini degli Stati Uniti. Di fatto la NATO, l\u2019unica in Europa ad avere una concreta forza militare di sicurezza, ha in pectore una sua consistenza di cui gli Stati Uniti sono solo una parte dell\u2019insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il rischio potrebbe essere che la Russia raggiunga con l\u2019uso estremo della forza i suoi folli obiettivi politici in Ucraina.<\/span> <\/strong>In quel caso tutti i Paesi europei, appartenenti alla NATO o neutrali, ne uscirebbero sconfitti e vivrebbero sempre nell\u2019incertezza del futuro, in una guerra fredda economica permanente con la Russia, in un millennio in cui il bipolarismo sar\u00e0 sostituito sempre di pi\u00f9 dal multipolarismo. Questo non conviene all\u2019Europa e ancora di pi\u00f9 alla Russia. La guerra economica sar\u00e0 contornata da eventi collaterali di diversa entit\u00e0 con limitazioni del flusso dei beni necessari: dal gas ai metalli, che colpir\u00e0 soprattutto coloro che non sapranno guardare oltre l\u2019orizzonte. Molto di questo sta purtroppo gi\u00e0 accadendo nel mondo occidentale, mascherato da radicalismi ideologici nel campo dell\u2019energia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/640px-Collage_of_Photos_from_2014-15_War_in_Eastern_Ukraine_-_Museum_of_the_History_of_Ukraine_in_World_War_Two_-_Kiev_-_Ukraine_26915501632.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Collage_of_Photos_from_2014-15_War_in_Eastern_Ukraine_-_Museum_of_the_History_of_Ukraine_in_World_War_Two_-_Kiev_-_Ukraine_26915501632.jpg\" width=\"862\" height=\"1149\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per assurdo una vittoria russa riporterebbe l\u2019interesse statunitense verso l\u2019Europa orientale, se non altro per motivi economici.\u00a0<\/span><\/strong> Basti pensare che l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti hanno un rapporto di scambio di beni e servizi per un totale di 1,1 trilioni di dollari (dato 2019). Riuscire a mantenere la pace in Europa faciliterebbe le politiche sociali interne ed esterne, la lotta contro le emergenze globali e il consolidamento di una posizione comune per arginare le sfide future. Un\u2019Europa forte e coesa, non disposta a restare in silenzio di fronte a violazioni del diritto internazionale, potrebbe lanciare un messaggio identitario al mondo, mettendo un freno anche alla nuova silk road cinese intesa, dopo la cinesizzazione dell\u2019Africa, a diventare il nodo centrale dell&#8217;economia euro-asiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, lo scenario ucraino post guerra, in un\u2019ipotetica vittoria russa, non si presenter\u00e0 tra i pi\u00f9 rosei. Si sgretoler\u00e0 la fiducia che lentamente si stava creando tra l\u2019Europa e la Russia, con gravi danni economici reciproci. Un vulnus che far\u00e0 fatica a guarire in una situazione di guerra senza fine, una nuova fra le tante che hanno insanguinato il pianeta in questi ultimi anni. Anche se costretto alla resa, il popolo ucraino sar\u00e0 ricordato per la sua grande dignit\u00e0 a difesa delle sue radici e della sua patria. Nulla sar\u00e0 come prima con un Occidente che non potr\u00e0 dimenticare. Forse ci vorranno anni per recuperare, ma saranno decisivi per il futuro di una vecchia Europa ancora in cerca di una sua identit\u00e0 dopo anni di attesa ai bordi di un deserto dei Tartari.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70192\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116103\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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