{"id":115869,"date":"2025-03-20T00:02:00","date_gmt":"2025-03-19T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=115869"},"modified":"2026-06-28T19:09:34","modified_gmt":"2026-06-28T17:09:34","slug":"la-storia-si-ripete-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115869","title":{"rendered":"La questione dei Sudeti e la spartizione dell&#8217;Europa orientale tra Germania e l&#8217;Unione Sovietica &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: EUROPA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Germania, Russia, Gran Bretagna, Francia, Patto Ribbentrop-Molotov<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I conflitti sono sempre frutto del fallimento della diplomazia intesa con la capacit\u00e0 di addivenire al bene comune. In quegli anni, con la presa al potere del nazismo in Germania, il panorama politico internazionale fu caratterizzato da una politica di <span style=\"color: #008000;\"><strong>appeasement <sup>1<\/sup><\/strong><\/span>. Un atteggiamento diplomatico che pu\u00f2 apparire ancora oggi controverso che caratterizz\u00f2 la politica dal <strong><span style=\"color: #008000;\">primo ministro britannico Chamberlain<\/span><\/strong>, il quale accett\u00f2 le pretese territoriali di Hitler sperando che quella concessione avrebbe messo termine alla politica espansionistica tedesca, evitando cos\u00ec un nuovo disastroso conflitto. Chamberlain in realt\u00e0 non era uno sprovveduto e nella sua decisione, largamente condivisa politicamente, consider\u00f2 le gravi crisi finanziarie e sociali a livello mondiale che avevano messo in ginocchio tutte le economie (a parte quella sovietica) e la grave pandemia dell\u2019influenza Spagnola, che fra il 1918 ed il 1920 aveva contagiato circa 500 milioni di persone nel mondo, uccidendone quasi 18 milioni. Fondamentale fu la Conferenza di Locarno che rappresent\u00f2, in un certo senso, una linea di demarcazione tra la fine della Grande Guerra, dove la Germania sarebbe stata relegata ai margini della diplomazia europea, e un nuovo ordine in cui la sconfitta Germania sarebbe stata riammessa nell&#8217;ordine internazionale come attore centrale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bundesarchiv_Bild_183-R03618_Locarno_Gustav_Stresemann_Chamberlain_Briand.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_183-R03618_Locarno_Gustav_Stresemann_Chamberlain_Briand.jpg\" width=\"587\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Conferenza di Locarno (ottobre 1925) rappresent\u00f2, in un certo senso, una linea di demarcazione in cui la Germania fu ufficialmente riammessa nell&#8217;ordine internazionale. Nella foto il ministro degli esteri francese Briand con il Ministro degli Esteri tedesco Dr. Stresemann e il ministro degli Esteri britannico Chamberlain. Illustrazione 5374-26\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_183-R03618,_Locarno,_Gustav_Stresemann,_Chamberlain,_Briand.jpg\">Bundesarchiv Bild 183-R03618, Locarno, Gustav Stresemann, Chamberlain, Briand.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Val la pena ora ricordare \u2013 sempre senza voler fare parallelismi sulla situazione attuale &#8211; cosa avvenne:<\/span><\/strong> Hitler ordin\u00f2 al Partito nazista dei Sudeti di chiedere alla Cechia la piena autonomia per le comunit\u00e0 tedesche, pur sapendo che queste richieste sarebbero state ovviamente rifiutate. Iniziarono quindi ad essere diffuse notizie sulle presunte atrocit\u00e0 subite dall\u2019etnia tedesca che chiedeva con forza di tornare sotto il dominio germanico. Un fatto che curiosamente ricorda molto la situazione pre-conflitto in Ucraina delle etnie russe nei territori della Crimea e del Donbass.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/MAPPA-RISORSE-UCRAINA-DONBASS.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MAPPA-RISORSE-UCRAINA-DONBASS.jpg\" width=\"617\" height=\"606\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>una mappa sovietica del 1937 dove erano ben chiare le aree di interesse economico sovietico nel Donbass<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ci si domanda ancora se quella politica britannica di acquiescenza verso la Germania fu una delle cause che portarono allo scoppio del secondo conflitto mondiale, e ancor pi\u00f9 se una reazione pi\u00f9 decisa da parte di Francia e Regno Unito avrebbe potuto mitigare le ambizioni di Hitler, evitando la morte di milioni di persone.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di fatto tutto inizi\u00f2 con lo schieramento di 750.000 soldati tedeschi al confine ceco, ufficialmente per effettuare delle esercitazioni militari.\u00a0 Chamberlain vol\u00f2 per incontrare Hitler e Henlein, leader nazista dei Sudeti, che ribad\u00ec il diritto all\u2019etnia tedesca all\u2019autodeterminazione lasciando il primo ministro britannico senza possibilit\u00e0 di ribattere. Come ultimo tentativo di pacificazione Chamberlain accett\u00f2\u00a0 l\u2019acquisizione tedesca dei Sudeti, ma ci\u00f2 comport\u00f2 che lo smembramento della Cecoslovacchia. In breve, fu effettuata una conferenza con la presenza della Francia a Monaco di Baviera, ma senza i Cechi n\u00e9 i Russi di Stalin dove fu firmato il Patto. I nazisti ottennero la propriet\u00e0 dei Sudeti il 10 ottobre 1938, ovviamente con tutte le risorse minerarie che erano il vero scopo dell&#8217;acquisizione. L\u2019anno seguente Stalin firm\u00f2 con Hitler il Patto nazi-sovietico, di fatto lasciandogli la strada aperta per invadere l\u2019Europa orientale. Ricordo che sia Russia che Germania erano uscite dalla Grande Guerra in maniera molto svantaggiosa; in particolare la Russia, con il <strong><span style=\"color: #008000;\">trattato di Brest-Litovsk<\/span><\/strong>, aveva subito la perdita di parti dell&#8217;impero zarista per cui alcune popolazioni locali si erano organizzate in nuovi stati (Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania). Inoltre, aveva perso alcuni territori, occupati dai polacchi nel 1920, ad est della linea Curzon, e la Bessarabia, un&#8217;area meridionale abitata in larga maggioranza da moldavi. L&#8217;allora pretesa russa di riprendersi aree etnicamente diverse, sulla base dell&#8217;estensione territoriale zarista, ci riporta indubbiamente a quella odierna dichiarata da Putin di voler ricostruire l&#8217;area di influenza dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-121820 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Mitteleuropa_ENG_wielgorski-e1758551446849.png\" alt=\"\" width=\"1104\" height=\"1520\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-17-143239-1024x90.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2025-03-17-143239-1024x90.png\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nella mappa sono riassunti i piani tedeschi per un \u00abnuovo ordine politico\u00bb in Europa centrale ed orientale dopo i<\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong> trattati di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) e di Bucarest (7 maggio 1918). Va compreso che con il Trattato di Brest-Litovsk la Russia perdeva 56 milioni di abitanti (pari al 32% della sua popolazione), circa un terzo delle sue vie ferroviarie, il 73% dei minerali ferrosi, l&#8217;89% della produzione di carbone<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup> e ben 5.000 fabbriche. Ma va anche sottolineato che, a parte l&#8217;Ucraina, che era la culla dell&#8217;impero russo, il resto dell&#8217;area persa dal precedente impero zarista era costituita da territori assorbiti o conquistati, ma non abitati da popolazioni che parlavano russo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Al termine della <strong><span style=\"color: #008000;\">conferenza di Monaco<\/span><\/strong>, Hitler ebbe quindi carta bianca, grazie all\u2019ignavia delle due potenze maggiori &#8211; la Gran Bretagna e la Francia &#8211; e si riappropri\u00f2 di quello che defin\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">Lebensraum im Osten<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il suo spazio vitale in Europa dell&#8217;est<\/span><\/em><\/strong>\u201d. La risposta anglo-francese fu una dichiarazione intesa a garantire l&#8217;integrit\u00e0 della Polonia, cercando un \u201cpoco convincente\u201d accordo con i Sovietici che, nella primavera del 1939, stavano gi\u00e0 negoziando con i Tedeschi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bundesarchiv_Bild_183-R69173_Munchener_Abkommen_Staatschefs-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bundesarchiv_Bild_183-R69173_Munchener_Abkommen_Staatschefs-1.jpg\" width=\"634\" height=\"435\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I firmatari del Trattato di Monaco: da sinistra, Chamberlain, Daladier, Hitler e Mussolini; a destra, Ciano. In secondo piano i diplomatici: tra Hitler e Mussolini si riconoscono Joachim von Ribbentrop (a sinistra) ed Ernst von Weizs\u00e4cker; tra Mussolini e Ciano si trova Alexis L\u00e9ger e tra Chamberlain e Daladier \u00e8 Henri Fromageot.<br \/>\n<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_183-R69173,_M%C3%BCnchener_Abkommen,_Staatschefs.jpg\">Bundesarchiv Bild 183-R69173, M\u00fcnchener Abkommen, Staatschefs.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Stalin<\/span><\/strong>, con la scusa di creare una cortina di sicurezza in caso di aggressione tedesca, si arrog\u00f2 quindi il diritto di interferire sulle sovranit\u00e0 delle nazioni lungo il confine occidentale dell&#8217;URSS, proclamando la necessit\u00e0 di &#8220;garanzie&#8221; di sicurezza. La nazione pi\u00f9 a rischio era la Polonia, di fatto uno Stato con una storia millenaria, che era rinato dopo la prima guerra mondiale dopo oltre 120 anni di dolorosa occupazione da parte dell&#8217;impero russo, dell&#8217;Austria-Ungheria e del Regno di Prussia. Il 15 agosto del 1939, l&#8217;Unione Sovietica, nel tentativo di attirare Gran Bretagna e Francia in un&#8217;alleanza antinazista, organizz\u00f2 un incontro con diversi ufficiali britannici e francesi proponendo lo spostamento di un numero spropositato di forze ai confini <sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>2 <\/strong><\/span><\/sup>(proposta che non ebbe un seguito). La Polonia nel frattempo si rifiut\u00f2 di permettere all&#8217;esercito sovietico, in caso di aggressione tedesca, di intervenire militarmente sul suo territorio, sperando nelle garanzie di protezione che gli erano state promesse da inglesi e francesi. Per assurdo, nel frattempo era stato concluso un accordo strategico tedesco-sovietico, che viene ricordato come il patto Ribbentrop-Molotov che, sebbene consistesse in un patto di non aggressione della durata di dieci anni, di fatto permise di suddividere l&#8217;Europa orientale in due sfere d&#8217;influenza: una nazista e l&#8217;altra sovietica <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">3<\/span><\/sup><\/strong>.\u00a0 Nonostante i tentativi di Mussolini di effettuare una seconda conferenza europea per evitare l\u2019escalation (l\u2019Italia dichiar\u00f2 a Hitler di non essere pronto ad entrare in guerra e lo avrebbe fatto solo in seguito), il fuhrer decise di procedere anche senza l&#8217;apporto italiano per concludere le operazioni prima dell\u2019inverno. Il 1\u00ba settembre, quindi solo una settimana dopo che il patto Ribbentrop-Molotov era stato firmato, inizi\u00f2 l&#8217;invasione tedesca, che venne giustificata da un pretesto (il cosiddetto <span style=\"font-weight: bold; color: #008000;\">incidente di Gleiwitz<\/span> <sup><span style=\"color: #008000;\"><strong>4<\/strong><\/span><\/sup>) mentre l&#8217;Unione Sovietica, il 17 settembre, attacc\u00f2 da est, approfittando della fuga del governo polacco in Romania. I Sovietici, che miravano a cancellare la nazione polacca, arrivarono a sterminare gli ufficiali polacchi (<strong><span style=\"color: #008000;\">massacro della foresta di Katyn&#8217; <sup>5<\/sup><\/span><\/strong>) che si erano loro consegnati a loro per sfuggire alla cattura da parte dei nazisti. La situazione degener\u00f2 ed i tre piccoli Paesi baltici furono costretti a firmare un patto di mutua difesa, che permise ai sovietici di inviare delle truppe in Estonia, Lettonia e Lituania, quest\u2019ultima teoricamente assegnata nel patto alla Germania. Non meravigliamoci oggi delle ferme posizioni della Polonia e dei Paesi Baltici verso la Russia, ancora memori del duro prezzo di sangue pagato a causa delle mire sovietiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Solo la Finlandia resistette e venne attaccata dall&#8217;URSS il 30 novembre. Le truppe finlandesi, pur enormemente inferiori sul piano numerico, si dimostrarono molto motivate e, dopo pi\u00f9 di tre mesi di aspri combattimenti e pesanti perdite da parte sovietica, Stalin dovette desistere dal suo intento di annettersi l&#8217;intera Finlandia, e fu stipulato un accordo per cui circa il 10% del territorio finlandese (la Carelia) pass\u00f2 in mano all\u2019Unione Sovietica. Il 26 giugno 1940 Stalin pose un ultimatum alla Romania per la cessione della Bessarabia e della parte settentrionale della Bucovina Settentrionale, un territorio mai appartenuto alla Russia e che non era stato preso in considerazione nei protocolli del patto di non aggressione. Nonostante Bucarest, senza alcun aiuto da parte occidentale, fosse stata costretta a cedere i territori richiesti, i sovietici non rispettarono i patti ed i militari rumeni in ripiegamento furono attaccati proditoriamente dall&#8217;Armata Rossa che apr\u00ec il fuoco non solo contro i militari ma anche contro i civili in fuga verso la Romania (<strong><span style=\"color: #008000;\">massacro di F\u00e2nt\u00e2na Alb\u0103<\/span><\/strong> <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">6<\/span><\/strong><\/sup>).<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019orrore delle azioni che seguirono il <strong><span style=\"color: #008000;\">patto Molotov-von Ribbentrop<\/span><\/strong> non viene spesso ricordato: la politica di germanizzare i territori polacchi comport\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">da parte nazista<\/span><\/strong> anche il sequestro di un numero ancora imprecisato di bambini polacchi (tra 50.000 e 200.000), il genocidio delle \u00e9lite polacchi con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">operazione Tannenberg<\/span><\/strong> nonch\u00e9 i fatti relativi all&#8217;Olocausto in Polonia, <strong><span style=\"color: #008000;\">da parte dei sovietici<\/span><\/strong> le grandi deportazioni dai Paesi baltici <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">7<\/span><\/sup><\/strong>. Durante una riunione a Tallin, Estonia, il Capo di Stato Maggiore della Difesa estone mi mostr\u00f2 i ricordi, indelebili nell&#8217;animo degli Estoni, dell\u2019occupazione sovietica e mi disse che, sebbene il numero delle persone non potr\u00e0 mai essere definito, la deportazione e le esecuzioni superarono nei tre piccoli Paesi oltre 130.000 cittadini innocenti. Secondo le Fonti, ovviamente non confermate dalla Russia, analoghe deportazioni avvennero in Polonia con la deportazione di un numero tra 350.000 e 1.500.000 polacchi, di cui un numero non definito tra 250.000 e 1.000.000 mor\u00ec. La forcella dei numeri non potr\u00e0 mai essere chiarita essendo i documenti ovviamente scomparsi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tentativo diplomatico di Chamberlain non funzion\u00f2, complice forse anche una certa ignavia da parte della Francia, e l&#8217;Europa ricadde nuovamente in una guerra sanguinosa con l&#8217;intervento di Francia e Gran Bretagna ed in seguito degli USA &#8230; in ultimo dell&#8217;URSS. <strong><span style=\"color: #008000;\">A tal riguardo, alcuni storici ritengono che il tardivo schieramento russo contro l&#8217;Asse non fu casuale ma voluto<\/span><\/strong> per far s\u00ec che Paesi capitalisti (come Francia, Gran Bretagna e Germania) si indebolissero fra loro, favorendo cos\u00ec la diffusione dell\u2019ideologia comunista. Questo sembra essere confermato da quanto dichiarato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Stalin<\/span><\/strong> durante un colloquio avuto il 7 settembre 1939 con Molotov, \u017ddanov e Dimitrov (che lo riport\u00f2 nel suo diario) \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 in corso una guerra tra due gruppi di Paesi capitalisti \u2026 per la spartizione del mondo, per il dominio del mondo! Non vediamo nulla di sbagliato nel fatto che combattano duramente e si indeboliscano a vicenda. Sarebbe bello se per mano della Germania la posizione dei Paesi capitalisti pi\u00f9 ricchi (soprattutto dell&#8217;Inghilterra) venisse scossa. Hitler, senza capirlo n\u00e9 volerlo, scuote e indebolisce il sistema capitalista<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come vedete, nella follia umana la storia si ripete, tra <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>disinformatia<\/em><\/strong><\/span> e giochi di guerra, favorendo situazioni che portano solo distruzione e morte per la voglia di potere di alcuni e la necessit\u00e0 di sopravvivenza di altri. Tra minacce apocalittiche, che trovano il tempo che trovano, e azioni perseguite sottilmente in silenzio &#8211; spesso pi\u00f9 efficaci &#8211; le vecchie e nuove superpotenze continuano i loro giochi interessati, minacciando di distruggere il mondo con l&#8217;ultima arma finale. Ma, citando Marco Mostarda, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La spada pi\u00f9 tagliente, per contro, resta quella che non viene sguainata: essa mantiene intatta la propria forza e con essa la sua capacit\u00e0 di deterrenza.<\/span><\/em><\/strong>&#8221; Probabilmente il conflitto russo-ucraino finir\u00e0 per sfinimento o per un accordo, non alla pari, imposto dagli Stati Uniti;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00a0the show goes on again<\/span><\/em><\/strong> &#8230; una tristezza umana che ricorda la constatazione che &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>we are not off the wood yet<\/em><\/strong><\/span>&#8221; degli anni &#8217;60 quando una America confusa si scontrava con un ceto medio spesso diseducato che si arroccava dietro le proprie concezioni; per ironia poco \u00e8 cambiato oltreoceano in una lotta farsesca tra woke, culture cancel e gender movement ed una massa imprecisata a rimorchio degli organi di stampa e delle televisioni. Rimpiango ancora l&#8217;America di Kennedy ma anche quella di Reagan che almeno avevano una meta chiara. Tornando all&#8217;Ucraina, scartando l&#8217;ipotesi eroica tramandata dalle Termopili, Kiev, senza un aiuto sostanziale dell&#8217;Occidente, non potr\u00e0 certo continuare per lungo tempo la sua battaglia con il gigante russo, se non altro per una questione numerica &#8211; che non si \u00e8 posto problemi a schierare mercenari e nordcoreani e continuer\u00e0 fino all&#8217;annichilimento di un popolo storicamente gi\u00e0 ferito dall&#8217;Holomodor, il genocidio voluto da Stalin per accaparrarsi le risorse ucraine; un vulnus profondo per gli Ucraini ma di cui nessun fine commentatore nazionale parla nelle news. Marco Antonio avrebbe commentato: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">O senno, tu sei fuggito tra le bestie brute e gli uomini hanno perduto nil bene dell\u2019intelletto! Scusate, il mio cuore \u00e8 l\u00ec, con Cesare, in quella salma; devo interrompermi finch\u00e9 non sia tornato in me.&#8221; <\/span><\/em><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Grazie dell&#8217;attenzione in questa mia lunga riflessione su come c<\/span><\/span>ambiano, a volte, gli attori, ma non i fatti, nella loro drammaticit\u00e0 ricorrente che viene raccontata da una storia dalla memoria corta, anche se non \u00e8 colpa sua.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima un curioso manifesto di propaganda sovietico della seconda guerra mondiale che paragona i combattimenti sul fronte orientale contro i nazisti alla battaglia sul ghiaccio sul lago Peipus (1242) contro l&#8217;Ordine Teutonico germanico, tradizionalmente interpretato dalla storiografia russa come significativo per l&#8217;equilibrio di potere tra cattolicesimo occidentale e cristianesimo ortodosso orientale. Il testo russo recita &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">[noi] li abbiamo sconfitti, [noi] li stiamo sconfiggendo, continueremo a sconfiggerli!<\/span><\/em><\/strong> &#8220;. Potremmo dire <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Pecunia non olet<\/span><\/em><\/strong> ovvero, quando serve, anche un evento religioso pu\u00f2 servire a giustificare un regime ateo come quello comunista di Stalin.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Soviet_Propaganda_Poster_Teutonic_Order_(1941).jpg\">Soviet Propaganda Poster Teutonic Order (1941).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1. Il pragmatismo di Neville Chamberlain e l&#8217;impegno instancabile nel trovare soluzioni diplomatiche furono una caratteristica del suo stile di leadership. Credeva sinceramente nel potere della negoziazione e cercava di evitare il conflitto armato ogni volta che era possibile. Il suo background da uomo d&#8217;affari influenz\u00f2 il suo approccio, poich\u00e9 preferiva la negoziazione e il compromesso allo scontro. Questo pragmatismo pu\u00f2 essere visto nella sua volont\u00e0 di impegnarsi con Hitler ed esplorare vie diplomatiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">2. \u00a0Secondo i verbali declassificati di quell&#8217;incontro, l&#8217;offerta sovietica, avanzata dal ministro della guerra, il maresciallo Klementi Voroshilov, e dal capo di stato maggiore dell&#8217;Armata Rossa, Boris Shaposhnikov, avrebbe schierato ai confini della Germania, in caso di guerra ad ovest, fino a 120 divisioni di fanteria (ciascuna con circa 19.000 soldati), 16 divisioni di cavalleria, 5.000 pezzi di artiglieria pesante, 9.500 carri armati e fino a 5.500 aerei da combattimento e bombardieri. Col senno del poi, sebbene una proposta difficile da realizzare avrebbe potuto fermare le mire tedesche in tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. il cui confine meridionale avrebbe coinciso con la frontiera settentrionale della Lituania, mentre Finlandia, Estonia e Lettonia sarebbero ricadute nell&#8217;area di influenza sovietica. Per quanto riguardava la Polonia le rispettive zone di interesse venivano delimitate dai fiumi <strong><span style=\"color: #008000;\">Narew, Vistola e San<\/span><\/strong>, aprendo la possibilit\u00e0 di annettersi la parte di competenza e quindi cancellare la Polonia. Non ultimo la Germania dichiar\u00f2 il suo disinteresse nei confronti della Bessarabia, una dichiarazione che si rivel\u00f2 in seguito falsa in quanto lo stesso Hitler, il 22 agosto, prima della conclusione del patto, dichiar\u00f2 di aver bisogno dell\u2019Ucraina &#8211; \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026 altrimenti ci faranno morire di fame come durante la guerra passata<\/span><\/em><\/strong>\u201d &#8211; e del controllo delle sue risorse economiche, tra l&#8217;altro ben note a Stalin, che avrebbe assicurato le risorse economiche necessarie per il suo folle piano.<\/p>\n<p align=\"justify\">4. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incidente di Gleiwitz<\/span><\/strong> fu una tragica farsa avvenuta il 31 agosto 1939 contro la stazione radio tedesca di Gleiwitz (l&#8217;attuale Gliwice), nella regione della Slesia. Si tratt\u00f2 di un&#8217;operazione speciale condotta dalle SS impiegando uniformi\u00a0 ed armi polacche, simulando un&#8217;attacco contro una stazione radio. Per rendere maggiormente credibile l&#8217;accaduto furono prelevati prigionieri dai tratti slavi che, dopo essere stati vestiti con le uniformi polacche, furono poi uccisi e lasciati sul posto. Il mattino dopo, mentre l&#8217;invasione era gi\u00e0 in corso, la stampa tedesca denunci\u00f2 l&#8217;ennesima provocazione polacca e il messaggio di entrata in guerra, dando cos\u00ec inizio alla seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p align=\"justify\">5. Il massacro della foresta di Katyn fu in realt\u00e0 una serie di esecuzioni di massa di circa 22.000 ufficiali militari e di polizia polacchi, guardie di frontiera e prigionieri di guerra eseguite dall&#8217;Unione Sovietica su ordine di Joseph Stalin nell&#8217;aprile e nel maggio del 1940. Sebbene le uccisioni siano avvenute anche nelle prigioni dell&#8217;NKVD di Kalinin e Kharkiv, il massacro prende il nome dalla foresta di Katyn, dove alcune delle fosse comuni furono scoperte per la prima volta dalle forze naziste tedesche nel 1943. Il massacro \u00e8 stato qualificato come crimine contro l&#8217;umanit\u00e0, contro la pace e di guerra.<\/p>\n<p align=\"justify\">6. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">massacro di F\u00e2nt\u00e2na Alb\u0103<\/span><\/strong> ebbe luogo il 1\u00b0 aprile 1941 nella Bucovina settentrionale, quando circa 3.000 civili furono uccisi dalle truppe di frontiera sovietiche mentre tentavano di attraversare il confine dall&#8217;Unione Sovietica alla Romania vicino al villaggio di F\u00e2nt\u00e2na Alb\u0103, ora Staryi Vovchynets nell&#8217;Oblast di Chernivtsi, Ucraina. Sebbene secondo i resoconti ufficiali sovietici &#8220;non siano stati uccisi pi\u00f9 di 44 civili&#8221;, testimoni locali affermarono che il numero delle vittime fu molto pi\u00f9 alto e che i sopravvissuti furono torturati, uccisi o sepolti in fosse comuni. Altri furono portati via per essere torturati e uccisi per mano dell&#8217;NKVD, la polizia segreta sovietica.<\/p>\n<p align=\"justify\">7. tra il 14 e il 18 giugno 1941, meno di una settimana prima dell&#8217;invasione nazista, circa 17.000 lituani furono deportati dai Russi in Siberia, in un numero compreso tra le 30.000 e le 35.000 persone (1,8% della popolazione lettone, tra cui migliaia di ebrei lettoni. Il numero dall\u2019Estonia arriv\u00f2 all&#8217;1% della popolazione totale.<\/p>\n<p align=\"justify\">8.\u00a0Monologo di Marco Antonio dal \u201cGiulio Cesare\u201d di Shakespeare<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"PAGINA PRINCIPALE\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115861\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/115869\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: EUROPA parole chiave: Germania, Russia, Gran Bretagna, Francia, Patto Ribbentrop-Molotov . I conflitti sono sempre frutto del fallimento della diplomazia intesa con la capacit\u00e0 di addivenire al bene comune. 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